Lezioni di marketing turistico: lezione n. 3 - ma dove vai, se un posto per dormire non ce l'hai?

Per il paese di Lozzo di Cadore è perfettamente inutile sviluppare un sistema di prodotti turistici in grado, potenzialmente, di attrarre e canalizzare flusso turisitico, se poi le ricadute economiche più importanti non sono godute dalla nostra gente ma da chi, nel comprensorio cadorino, è in grado di fornire i servizi d’accoglienza indispensabili al pernottamento del turista.

Il nostro paese ha bisogno, in poche parole, di affiancare all’offerta dei prodotti turistici, Roggia dei Mulini, Museo della Latteria, Sentiero botanico Tita Poa, Anelli e Vie di Lozzo di Cadore, per fare alcuni esempi, una rete di accoglienza-pernottamento in grado di generare un beneficio economico diretto.

La vicenda del dgr 1598 è raccontata dai seguenti articoli:

Da questa vicenda, in particolare dal progetto pilota legato al dgr 1598, ed alle possibilità di sviluppare un minimo di sistema di accoglienza extra-alberghiero, avanzo queste semplici proposte.

E’ da chiarire subito, se mai ce ne fosse bisogno, che l’accoglienza cui possiamo aspirare, anche in relazione alla struttura urbana che caratterizza il nostro paese, passa attraverso la valorizzazione del “borgo”, inteso come unità territoriale di accoglienza. Questo vuol dire, sostanzialmente, che l’accoglienza potrà essere strutturata nella forma di:

  • affittacamere
  • bed & breakfast
  • albergo diffuso

Ora, bisogna subito chiarire un’altra cosa. Non ci si può illudere che il turismo possa diventare un elemento fondante del reddito della nostra gente, ma ritenere che esso possa sostenere ed integrare la nostra economia questo sì, lo possiamo credere (dobbiamo farlo).

Un’altra precisazione. L’azione pilota del dgr 1598 ha portato ad ognuno dei 4 progetti selezionati 575.000 €, proprio per sviluppare la capacità ricettiva extra-alberghiera. E’ certo che la programmazione decentrata metterà altri 18 milioni di euro a disposizione anche per il 2010, non è invece certo se l’azione pilota sarà ugualmente finanziata (sembrerebbe di sì, ma con regole diverse dalla precedente, in ogni caso non vi è ancora la certezza).

Valutando quest’ultimo elemento, bisognerà che la nostra amministrazione si attivi per tempo, non aspettando l’8 di agosto come l’anno scorso, per chiamare a raccolta la gente e spiegare loro, senza farsi illusioni, le opportunità che sono in gioco. Per tempo vuol dire oggi, domani o al massimo dopodomani. Ad aprile è già tardi.

Io però mi sto convincendo di una cosa. Dimentichiamoci di “correre” per presentare un progetto che forse (vedi anche imminenti elezioni regionali) farà fatica ad essere chiarito anche nelle sue sole modalità applicative. Spogliamoci di tutto e proviamo a delineare quali sono le possibilità che si possono perseguire.

Cosa fare dunque. Semplice. Organizzare dei veri incontri con la gente per descrivere ciò che si può o si dovrebbe fare in termini di accoglienza, chiarendo le opportunità legate ad ogni approccio: affittacamere, b&b, albergo diffuso. Ciò che va fatto capire è che investire nella sistemazione di una camera con l’intento di offrire ospitalità, può essere meno oneroso di ciò che si crede, offrendo a sé stessi un’opportunità economica di sostegno e integrazione al proprio reddito, e partecipando al rinnovamento del proprio paese, qualificandolo anche dal punto di vista urbanistico.

La gente deve incominciare a ragionare e soprattutto a confrontarsi su questi temi. Suggerivo che una delle più belle cose che si potrebbero fare è organizzare una “gita” in corriera a Sauris o Comeglians, lì dove l’albergo diffuso è una realtà consolidata, per farsi spiegare, da chi ci lavora e trae soddisfazione economica, quali sono i problemi e come vanno affrontati (c’è da dire che in Veneto l’albergo diffuso non è ancora una realtà normata; la legge che istituiva tale modalità d’accoglienza è per il momento ferma, così mi è stato detto in Regione, alla 6a commissione).

Feltre è sede di uno dei 4 progetti, titolato “Camere con vista“, selezionati dalla Regione Veneto. Qualcuno dei nostri amministratori potrà (credo e spero) valutare personalmente quali sono gli elementi che hanno caratterizzato questo progetto, cercando di farne tesoro nel momento in cui dovrà essere calato nella nostra realtà (niente da dire se i nostri amministratori vogliono visitare ed imparare dagli altri 3 progetti approvati).

Chi è, secondo voi, che in questo momento storico dovrebbe porsi alla guida di queste cose, fornire informazioni e incitamento, approfondimento e sostegno? Chi è che deve assumersi il ruolo di faro e come tale fare luce ed indicare la strada da seguire?

Qualcuno lo dovrebbe fare. Magari il sindaco, o l’assessore al turismo, o qualcun altro dell’amministrazione che sente di conoscere bene la materia (nell’incertezza possono sempre ricorrere ad un professionista esterno, consiglio la figura dell’architetto polivalente).

Anche la minoranza potrebbe. Essendo però ancora in letargo, a quanto ci è dato vedere, bisognerebbe accelerare l’arrivo della bella stagione, cose fuori dalla nostra reale portata.

Non resterebbe che la Pro loco. E’ tuttavia risaputo che alle Pro loco si ricorre tutte le volte che, dovendo risolvere un problema spinoso, si ha il bisogno di trovare qualcuno da additare in caso di insuccesso.

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2 commenti per Lezioni di marketing turistico: lezione n. 3 – ma dove vai, se un posto per dormire non ce l’hai?

  • Cagliostro

    Danilo, leggo la tua lezione n.3 sul “marketing turistico” e fin dal titolo (“Ma dove vai, se un posto per dormire non ce l’hai?”)condivido pienamente la tua analisi. Di solito, quando si procede ad una lottizzazione, un bravo urbanista si preoccupa di delimitare ben bene sia le infrastrutture (strade, acquedotti, fognature, linee elettriche, telefoniche, metanifere ecc.)come di delineare le aree strutturali vere e proprie, ossia la localizzazione precisa delle abitazioni (case, condomini, bifamigliari ecc.). Analogamente succede quando si opera nel campo dello sviluppo turistico: non basta cioè preoccuparsi dell’aspetto infrastrutturale- o di “corollario”- (nel nostro caso: roggia, museo latteria, sentiero botanico, parco della memoria, parco Benedetto XVI, per non citare le opere primarie mancanti, quali la sistemazione delle strade, in particolare quella di Pian dei Buoi e quella di Filuoi…),occorre anche realisticamente pensare alle strutture ricettive vere e proprie (delle quali siamo languenti e deficitari): affittacamere, bed & breakfast, albergo diffuso. Tutto ciò nella fondata convinzione che, così come stanno le cose, il nostro paese sta solo lavorando per il re di Prussia, in questa “guerra fra poveri” che si combatte tra i nostri paesi. I turisti insomma usufruirebbero delle nostre “infrastrutture”, ma poi le “strutture”(con vere ricadute economiche) le troverebbero altrove. Fuor di metafora, noi abbiamo i buoi messi dietro al carro e così quet’ultimo non viene trainato alla meta….
    Ben vengano quindi, Danilo, le tue analisi, le tue sollecitazioni a chi di dovere, con l’augurio che il tuo operare serva a smuovere (o modificare)certe politiche di basso profilo. Consentimi tuttavia di essere alquanto pessimista sul fatto che le tue analisi e le tue indicazioni possano essere accolte da lor signori. Già la gestione del Dgl 1598, così come è stata fatta, la dice lunga su certe sensibilità e sulla mentalità corrente nell’attuale conduzione amministrativa del nostro Comune.Inoltre, sappiamo tutti che per attuare una politica lungimirante bisogna possedere apertura mentale, inventiva, entusiasmo, capacità e sollecitudine nel cercare le vie per adire alle fonti…”pecuniarie”. Va detto poi che siamo in presenza di una crisi che, lungi dall’essere in via di superamento, sta facendo sentire sempre più i suoi morsi e se a questo aggiungi che, forse, nel nostro caso non c’è soverchia attenzione neanche alla analisi costante e puntuale della produzione legislativa (nonché normativa e regolamentare), lo scoramento prende anche il più ottimista. Vorrei tanto sbagliarmi (di solito non sono uno che vede nero) ma, con questi chiari di luna, temo che si ripeterà, sempre che bandi ulteriori ce ne siano, la tempestività dello scorso anno…

  • Cagliostro,
    sono davvero soddisfatto quando un commento, come in questo caso specifico, amplifica, approfondisce e chiarisce le tematiche da cui l’articolo prende vita. E’ pur vero che tutto ciò che si è fatto e si farà in termini di “infrastrutture” tornerà poi utile per le “strutture”, ma è ora di accelerare le condizioni affinché queste “strutture” migliorino lo stato in cui si trovano o facciano la loro entrata nello scenario dell’offerta d’accoglienza.

    In occasione della vicenda del dgr 1598, ho trovato almeno tre “nuclei familiari” interessati alle finalità proposte nel bando, che nulla sapevano della riunione “pubblica”. Per i nostri amministratori lo status di “pubblico”, attribuibile ad una riunione, c’è nel momento in cui verrebbe affisso un manifesto in bacheca e da qualche parte in giro per il paese. La riunione dell’8 agosto, lo sottolineavo nell’articolo, è stata partecipata da 5 persone, me compreso. Sarà anche vero che i lozzesi sono pigri, come è vero che l’8 agosto è facile che la gente si stia godendo il meritato riposo in ferie, ma sono certo che, almeno i tre nuclei cui ho accennato precedentemente, avrebbero partecipato se non altro per essere informati.

    D’altra parte, a quanto mi è parso di capire, la maggioranza neanche si era accorta dell’azione pilota agganciata al dgr 1598, questione messa poi in luce dalla minoranza, cui alla fine è stata data la soluzione che sappiamo.

    Penso che per la nostra amministrazione sia un dovere assoluto quello di informarsi e di informare sulle possibilità offerte dalla programmazione decentrata per il 2010. In modo un tantino più professionale (meno dilettantesco) di quanto dimostrato finora. Oggi, domani, al massimo dopodomani. Anche se l’azione pilota non fosse prevista.

    Il numero di telefono della Direzione Programmazione della Regione Veneto, se ce l’ho io, ce l’ha anche la nostra amministrazione. Io ho chiamato qualche giorno fa e mi è stato detto, lo riporto nell’articolo, che il rifinanziamento dell’azione pilota è probabile ma non è certo (li risentirò verso metà febbraio per sapere se ci sono novità). Tuttavia, lo ribadisco, credo che il problema vada affrontato in modo assolutamente indipendente da questa pur auspicabile eventualità (che l’azione pilota venga rifinanziata). SI tratta di vedere quanta “voglia” vi sia da parte dei nostri amministratori (che possono avere anche altre strategie in testa, nel qual caso, in veste di cittadini interessati, ci piacerebbe sapere quali).

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