L’ultima riga di un ottimo articolo pubblicato in rete così recita: “Credete ancora che il vero problema siano i crocifissi nelle aule?”.
La storiella dei crocifissi da togliere dalle aule scolastiche (eventualmente, su richiesta), terrà banco per qualche giorno. Ed io lo avrei proprio voluto scrivere un articolo su un tema che interessa la Chiesa in modo più generale. Ma il tema che avevo in mente richiedeva un approfondimento che mi sarebbe costato parecchie ore. Quell’articolo lo ho trovato in rete su Byoblu.com, titolato “Il vero costo dei crocifissi“, scritto molto meglio di quanto avrei saputo fare io.
Ve lo propongo perché ne condivido il contenuto e lo spirito (di questo articolo, non di tutto quello che sostiene l’ottimo Claudio Messora).
In discussione non è la religione in quanto tale, ovviamente, ma la sovrastruttura gerarchico-istituzional-immobiliare che fa capo al clero ed i tentacolari rapporti fra Stato e Chiesa.
Per me poi, i crocifissi possono anche restare lì dove sono. Da valutare l’eventuale eliminazione, dal pianeta Terra, della Corte europea dei diritti dell’uomo, che pretende che la signora che ha presentato l’esposto sia risarcita per danni morali (con 5.000 €). Come diceva qualcuno in passato, «… ma vaa affangà».
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…vorrei solo ricordare che ci sono anche dei… diversamente cristiani (non cattolici) pochi in italia, ma tanti nel mondo -anche se ignorati dai nostri media, per lo più… Io ad esempio sono valdese, e come ha detto bene la nostra moderatora, la pastora Maria Bonafede, a capo dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi: “Nessun simbolo è come averli tutti: ognuno può pregare il suo Dio – senza bisogno di vedere appeso al muro il senso della propria fede”. “Se le aule non avessero simboli religiosi, le scuole sarebbero più libere, laiche e pluraliste.” En passant, ricordo anche che noi NON utilizziamo nemmeno un euro dell’otto per mille per le ns. chiese e i nostri pastori/e, perchè riteniamo che per essere davvero “libera chiesa in libero stato”, il ns. culto debba essere finanziato dai soli fedeli/membri di chiesa. Viene tutto utilizzato per opere sociali, assistenziali, umanitarie e culturali. E…sia detto tra parentesi, l’OPM valdese viene amministrato in modo – temo – persino più laico dell’OPM statale, che spesso è servito a finanziare restauri di opere e strutture di chiese cattoliche…quando non addirittura per pagare le missioni NATO all’estero… Beh, spero di essere stata utile a qualcuno dei tuoi lettori Bloz! Simona (cittadina laica, cristiana, protestante – valdese)
Non so se inizierò mai un percorso di fede. Non ho dubbi invece sulla “simpatia” che personalmente provo nei confronti delle chiese protestanti, rapportate a quella cattolica, anche in ragione di una mia naturale avversione alle gerarchie, soprattutto quando è in gioco la nostra fede. Sono quindi più che felice di ospitare questo tuo intervento, sperando che sia nel contempo utile a qualcun altro.
[...] Vaticano agisce sempre così. Anche per la sentenza della corte europea sul crocefisso: prima, in sordina, lancia il sassolino nello stagno. Poi, quando tutti hanno esternato il proprio [...]