4 Comments

  1. Camp
    24 marzo 2010 @ 20:54

    A proposito di mercanteggiare voti. Zaia ha i manifesti con la dicitura “prima il Veneto”, continua a ribadire prodotti agricoli ecc del Veneto. Ma in questi giorni la Lega sta distribuendo berretti con scritto “Zaia Presidente”, ma poi dentro il talloncino evidenzia: “Made in China”. E’ così che si porta avanti i prodotti locali, che si pensa per primo ai Veneti e al Veneto?
    O forse il primo pensiero è al suo portafoglio e spendere meno soldi piuttosto che commissionare i gadget ad una ditta Veneta o quantomeno Italiana?
    Saluti e grazie

  2. Tweets that mention i mercanti dei voti » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti -- Topsy.com
    25 marzo 2010 @ 14:03

    […] This post was mentioned on Twitter by BLOZ. BLOZ said: BLOZ: i mercanti dei voti http://www.lozzodicadore.eu/blog/i-mercanti-dei-voti.html […]

  3. floro
    25 marzo 2010 @ 18:23

    Se i ben pensanti accusano la lega nord di razzismo xenofobia e autarchia a questo punto devono ricredersi, la lega come movimento (di governo) non vuole certo chiudere le porte ad un paese come la Cina, vedi accordi Italia Cina sull’agro-alimentare raggiunti dal ministro Zaia, il movimento lega vuole garantire che il marchio MADE IN ITALY e la tracciabilità del prodotto siano certe e veritiere, è facile sostituire le etichette per nascondere la provenienza, ma sicuramente non corretto.
    Se camp vuole chiudersi nel proprio orticello faccia pure, solo i pazzi possono pensare ad un mondo senza prodotti MADE IN CHINA.
    Spero di essermi spiegato bene per non incappare nelle critiche di Cagliostro

    P.S. Sono sicuro di non trovare Camp in giro per il paese con le DIADORA MADE IN CHINA

    UNCHIE’SENZAPECCATOSCAGLILAPRIMAPIETRABLOZZSALUTO
    DA FLORO

  4. cagliostro
    26 marzo 2010 @ 14:59

    Visto che sono stato citato per possibili critiche, mi duole proprio dover assolvere all’ingrato compito di commentatore di un così raffinato pensiero politico.
    Questa volta la mia sorpresa è nel constatare la evidente, subitanea evoluzione del pensiero e del verbo leghista. Forse l’estensore della nota innovativa è interprete e/o ideologo del nuovo Carroccio? O forse il ministro Zaia ha impartito nuove parole d’ordine? Noto comunque come, in entrambe le ipotesi, il pensiero e la filosofia politica dei “lumbard” e dei loro sodali veneti sia mutata, come appare mutato il pensiero di un partito che si definisce di “lotta” (in…padania, interessante espressione geografica) e di “governo” (in quel di Roma…ex “ladrona”). Io invece ero rimasto fermo al solo concetto genuino di “lotta” che, tanto per restare in tema caro all’innovatore ideologo, parlava di introduzioni di dazi doganali a protezione dei prodotti italici (padani?) rispetto alla sleale concorrenza del “made in China”. Ora noto che “non bisogna chiudersi nel proprio orticello”, concetto agli antipodi con la già ventilata introduzione dei dazi (che in ogni caso sarebbero stati controproducenti per via della possibile reciprocità impositiva, ed anche perché l’Europa non avrebbe certamente visto di buon grado una tale scelta da parte di un suo membro). E con le considerazioni e critiche voglio fermarmi qui…
    Evidentemente non ero al passo con il pragmatismo bossiano e con quello dei suoi turiferari locali. Ora quindi, stando così le cose, per la Lega deve aver assunto prevalenza l’aspetto “partito di governo” rispetto alle più marcate origini di “lotta”.
    Ma c’è anche un’altra ipotesi e cioè quella che il pensiero, così bene espresso nella summa teologica sopra riportata, sia interpretazione, pur autorevole, ma personale dell’autore… In questo caso la (involontaria, libera e surreale) “apostasia” meriterebbe la reprimenda, magari bonaria, del Suslov del “Comitato Centrale” padano.