da avan-bardisti a tardo-bardioni

Vado di fretta. Difficile rifarsi una verginità, eh (lunga è la strada)! Tentativo patetico (come lo schieramento coi piddoni alle regionali). Come andare da Erdogan con l’intenzione di chiedergli di legalizzare le unioni gay. Come pretendere che il coglione di Rignano dica qualcosa di minimamente sensato. Come chiedere a Taddei di fare l’economista (anche per un solo giorno).

Bardioni, ma coerenti:

[…] Ci siamo presentati alle elezioni regionali in virtù di un accordo con Guerrini, De Menech, Bressa per ottenere l’autonomia. Candidandoci ci siamo schierati, l’abbiamo fatto per perorare la nostra causa e non siamo pentiti.

Ma tra le frattaglie c’è ancora qualcosa di buono: pare che al referendum voteranno NO:

[…] La riforma costituzionale della Boschi distrugge le autonomie: spariranno le province e saranno notevolmente ridotti i poteri alle regioni. Il Bard voterà “no” al referendum.

 

dolomìtami (sbattimi come un cencio tra le Dolomiti: tutto esaurito)

(dolomìtami, con l’accento sulla i, voce del verbo dolomitare, intimazione imperativa con il senso di “fammi vivere una memorabile esperienza tra le Dolomiti”)

Alla fine, in termini di presenze turistiche, potrebbe venirne fuori una stagione frizzante (valutazioni “live” sui flussi turistici in Cadorinia centrale, in modalità “de visu”, come abbiamo già visto fare all’assessore al turismo di Pieve) .

(primo indizio, riferito al 6-7-8 agosto)

La mia signora è entrata in modalità ferie e mi ha commissionato il confezionamento di un paccheto vacanza dolomitico sparso, qua e là, di lievi iniezioni adrenaliniche: insomma, una specie di sbattimi come un cencio tra le Dolomiti. Detto, fatto: regione Popera (salita del Popera, giro della Croda dei Toni, strada degli Alpini e qualche altra varia d eventuale).

Ci servono tre notti in rifugio (preferisco drizzare banane in Africa, ma mi sottometto al suo volere: ogni suo ordine è un desiderio). Carducci per primo, poi Zsigmondy-Comici poi Pian di Cengia: tutto pieno, se ne riparla dopo il 20.

(secondo indizio, lunedì 8 agosto)

Sono pronta-sono pronta-sono pronta“, così solo alle 10.30 siamo sulla strada per Misurina, poco prima della stessa, all’altezza del raccordo con la costruenda ciclabile (appena dopo il bivio per passo Tre Croci). Convinti che ci sia un’auto in panne restiamo in coda, a passo d’uomo (si fa per dire: 100 metri in un flash…), fino al momento in cui, all’altezza del Pio XII, vediamo la luccicante fila d’auto (di cui facciamo parte) laggiù a fianco dell’Hotel Misurina… (persa quasi un’ora, non ci resta che girare i tacchi e dirigerci altrove).

(terzo indizio)

Gnocca, di qualità. Tanta. Passando per Auronzo (fare un po’ di fila al centro è uno spettacolo). Non mi sembra che ce ne fosse così tanta (forse, andando in giro da solo, passavo prima che popolasse le vie del borgo; la mia signora scuote la testa in segno di disappunto: le basta che svolga le funzioni di guida, tanto dell’auto quanto in giro per sentieri).

Chissà!

(va detto che una fila, soprattutto per le Tre Cime, non fa primavera e che la componente “mordi e fuggi” potrebbe essere preponderante; così come il pernottamento in rifugio è un indicatore del cavolo (se non sono pieni ora…); intanto è appena uscita la stima preliminare del PIL nazionale per il secondo trimestre che ci vede al palo con una variazione sul trimestre precedente dello 0%; l’Onit ci informa poi che nel periodo gennaio-aprile 2016 gli arrivi totali nazionali sono in calo dell’1,5% (+6,4% nel 2015) mentre le presenze sono in aumento dello 0,9% (+4,0% nel 2015); ricordiamo che con il sistema di raccolta pre-colombiano attualmente in uso in Veneto, per avere dati sui flussi turistici in Cadorinia bisognerà aspettare la prossima Pasqua…)

 

alligalli (piddoni cabarettisti sulla corsia di ballo)

Piddoni oggi ne abbiamo?

Per forza: sono come i coglioni, milioni di milioni. Sull’onda del successo alle europee i piddoni s’erano cuciti su misura una legge elettorale che intronava il bimbominkione e la corte dei ciuciacazzi. Poi giunse la vigorosa risacca (delle ultime elezioni) che, ai piddoni, tolse le mutande.

Sicché… “L’Italicum è una buona legge (se vinciamo noi), ma forse va cambiato (se il rischio è quello che vinca qualcun altro). L’Italia non può permettersi il rischio di un monocolore M5S”.

Non può neanche permettersi il rischio di un monocolore di coglioni, ooops, di piddoni.

(adesso siamo in due a ballare l’alligalli… Galli, cabarettista di prim’ordine)

alligalli

e qualche inutile idiota crede ancora che sia stata una faccenda di legna da ardere!

 

PdM, Parco della Memoria di Pian dei Buoi.

Si parte da qui.

Per vedere come si articola “il racconto”, vedi la mappa del sito.

I “perché del Parco” sono spiegati partendo da qui.

Le cartografie degli areali sono qui.

Per gli “scorci sul Parco” si parte da qui (in particolare, alcune foto sferiche le trovate qui).

Il Parco della Memoria su Google Maps lo trovate qui (il link diretto senza spiegazioni è questo).

Per la descrizione dei lavori svolti nelle diverse aree avete a disposizione il link LAVORI CAI-GAS (da qui, per esempio, i lavori svolti nell’area Col Vidal).

C’è ancora diverso materiale da inserire: col tempo.

La maggior parte delle foto ha le didascalie: la maggior parte (non tutte, non ancora). Buona parte del materiale è online dalla fine di aprile: ve ne do notizia solo ora perché… me son perso via. Meglio tardi che mai (intanto Google ha indicizzato tutte le pagine e gli articoli).

Prendete e gioitene tutti (a parte gli inutili idioti, ché non possono).

Parco della Memoria di Pian dei Buoi - pagina d'apertura

foto sferica da Soracrepa (Pian dei Buoi), al cospetto del M. Ciarìdo

Foto sferica da Soracrepa, Pian dei Buoi (5 luglio scorso): la Vila de Nani Poa, ex rifugio Marmarole al cospetto del M. Ciarìdo.

(sul mio visualizzatore la base dell’edificio è sicuramente più “orizzontale” (o meno storta) di quanto non appaia una volta caricata su Google Maps, ma tant’è…)

Auronzo blindato; Domegge rasserena il parroco vacanziero (che le aveva prese)...

Naaa botta de vita, a leggere il Corrieralpi oggi (qui e quo):

calcio d’estate

Arrivano i tifosi della Spal, ad Auronzo stadio blindato

Oggi attesi sugli spalti 800 sostenitori della squadra emiliana per l’amichevole con la Lazio. Il sindaco di Padova prende le distanze dagli ultrà dopo gli ululati razzisti: «Chiedo scusa a Keita»

 

Il parroco aggredito

Don Lio si sente in pericolo a Domegge. Fedon: «Faremo il possibile»

Tutti benvenuti, figurarsi don Lio Gasparotto. Ma per non correre rischi, lunedì si farà una riunione in municipio per decidere eventuali iniziative necessarie a rendere sereno il parroco.

diciamo che in Austria non dormono...

Molti avevavo aperto la bocca per bla bla bla. Anche ArnoK (quello che si sente sudtirolese, qualsiasi cosa voglia dire) aveva alzato il ditino per dire “signora maestra, l’Austria sta alzando le barriere…”. Poi se ne sono tornati a cuccia. Nel frattempo l’Austria…

Conclusi lavori per barriera Brennero

Polizia, recinzione indispensabile in caso di controlli

(ANSA) – BOLZANO, 22 LUG – L’Austria ha concluso i lavori per la barriera al Brennero. Le infrastrutture per eventuali controlli sono pronte, ha detto il capo della polizia in Tirolo, Helmut Tomac, che ha definito “indispensabile” una recinzione in caso di controlli di frontiera. La rete – è stato spiegato – sarà lunga 370 metri e, in caso di bisogno, può essere montata in due giorni. Il “management di confine” è concepito per l’arrivo di 1.200 migranti in 24 ore e vedrà in servizio tra 160 e 240 poliziotti, eventualmente supportati da soldati.

 

provincia di Belluno: 'persi oltre 7000 abitanti in otto anni', 3124 dei quali in una sola notte

Colgo l’occasione di questo articolo apparso sul Corriere delle Alpi – nello specifico ciò che è riportato in una parte del sottotitolo “In provincia persi oltre 7 mila abitanti in otto anni” – per chiarire un aspetto dei flussi demografici legato ai censimenti.

Lo chiamano “censimento della popolazione“. In quell’occasione ci si conta. Ci si conta per annullare gli errori accumulati in 10 anni di smanettamenti degli uffici anagrafe dei comuni (se non proprio sui dati di nascite e morti, su quelli relativi ai flussi migratori). Non è poi detto che, anche nel corso di questa particolare conta decennale, non si facciano piccoli errori. Ma quelli grandi, prodottisi in un decennio (tenendo pur conto che in un periodo così lungo si possono anche compensare), vengono “digeriti” e azzerati.

E’ quello che è successo nella notte tra l’8 e il 9 ottobre del 2011 (data istituzionale nella quale sono “entrate in vigore” le risultanze dell’ultimo censimento della popolazione). Nel giro di una notte la provincia di Belluno si è trovata a passare da 213.125 a 210.001 abitanti, perdendo d’un colpo 3.124 persone. Ovvio che questo tipo di errore, compensato in occasione del censimento 2011, non s’è prodotto in uno o due anni ma nell’arco dell’intero decennio trascorso dal censimento precedente (quello del 2001).

Quindi, riassumendo: in provincia di Belluno negli ultimi 8 anni (cioè, per tornare al conteggio del Corriere, dal 2008, compreso, al 2015) si sono persi 6.756 abitanti (che comunque non sono “oltre 7000”). Se non ci fosse stato il censimento (con il riallineamento dei dati) la perdita sarebbe stata di 3.632 abitanti. Il censimento del 2011 ha prodotto, in una sola notte, 3.124 abitanti persi in più. Questi, però, si sono persi nel decennio 2001-2011 ed è ragionevole attribuire ad ogni anno la media di 312 abitanti persi. Negli anni 2008, 2009, 2010 e 2011 le persone perse in più sono quindi 1.248, il che porta il numero totale di abitanti persi nel periodo considerato (8 anni) a 4.880. Che è il 30% in meno di 7.000.

Quello che dovrebbe casomai saltare agli occhi è che dei 4.880 abitanti persi (in 8 anni, dopo rettifica dei dati), la metà – 2.566 – si sono persi negli ultimi due anni.

popolazione residente in provincia di Belluno 2001-2015

(tabella da tuttitalia.it)

turisti: c'è chi ne ha troppi (e in crescita) e chi li sta perdendo

A parte il 2015, il comprensorio Montagna Veneta ma anche il STL Dolomiti (dati dal 2000 al 2013: il 2014 è stato da incubo, nel 2015 c’è stato un rimbalzo) hanno vissuto una costante diminuzione delle presenze (con gli arrivi più o meno stabili) mentre il comprensorio Città d’arte (vedi qui per un confronto tra tutti i comprensori) ha continuato ad aumentare sia in termini di presenze che di arrivi.

Sappiamo che Venezia, da anni, sta soffocando per i troppi turisti (la maggior parte dei quali sono escursionisti, cioè mordono e fuggono in giornata). Nessuno ha trovato ancora una vera soluzione al problema (a parte il numero chiuso che è una sciocchezza in termini di limitazione della libertà di movimento delle persone; e poi, come cavolo fai ad avvisare la gente che ti sta per visitare che “sei pieno come un uovo” e che è meglio se ritenti la prossima settimana?). Bisogna introdurre qualche deterrente per il mordi e fuggi.

Se non vieni a Venezia (a romperci i coglioni), ti regaliamo un buono da consumarsi sulle Dolomiti…

 

Da La Stampa:

“Troppi turisti”, ora le città italiane vogliono il numero chiuso

Gli appelli dalle Cinque Terre a Firenze, da Venezia a Capri: «Non riusciamo ad andare avanti». Il governo apre a un piano per regolare i flussi

infografica tratta da "La Stampa" 18 luglio 2016 (vedi link nell'articolo)

si vede che Peaio suonava meglio di Piaia

(nota di colore della rubrica “Giornalando”)

Qualcuno, all’origine, deve aver scritto “sopra Peaio“. E Peaio è rimasto (e si è perpetuato). E’ rimasto (correttamente) anche rifugio Sasso Bianco. Il rifugio si trova “sopra” la frazione di Piaia in comune di San Tomaso Agordino.

Il Corrieralpi si geolocalizza correttamente a San Tomaso Agordino:

La tragedia è successa ieri pomeriggio, in un bosco in comune di San Tomaso Agordino. La coppia, di Limena (Padova) stava rientrando da una gita al Rifugio Sasso Bianco sopra Peaio, quando si è fermata all’altezza della teleferica.

Il Corriere del Veneto s’allarga geograficamente e per intuire che siamo nell’agordino bisogna arrivare al passaggio “Sul posto sono giunte le squadre del Soccorso alpino della Val Biois”:

BELLUNO Un escursionista padovano di 57 anni è stato trovato morto in fondo ad un burrone nella zona di Peaio (Belluno), dopo che la moglie – assieme alla quale stava rientrando da una gita al Rifugio Sasso Bianco…

Montagna.tv (riprendendo da qualche parte):

SAN TOMASO AGORDINO, Belluno — Erano partiti insieme per una gita al Rifugio Sasso Bianco sopra Peaio.

Gazzettino:

SAN TOMASO AGORDINO – Rientrando da una gita al Rifugio Sasso Bianco sopra Peaio,

Fin qui la solita solfa. Se un riferimento parte zoppo, corre zoppicando fino alla fine. In fondo è uno sbaglio veniale. Ma talvolta arriva l’approfondimento zelante: è a Fanpage che va data la palma d’oro del copia e incolla zelante:

Tragedia in montagna domenica pomeriggio nei pressi del Rifugio Sasso Bianco sopra Peaio, a Vodo di Cadore, in provincia di Belluno.