foto sferica da Soracrepa (Pian dei Buoi), al cospetto del M. Ciarìdo

Foto sferica da Soracrepa, Pian dei Buoi (5 luglio scorso): la Vila de Nani Poa, ex rifugio Marmarole al cospetto del M. Ciarìdo.

(sul mio visualizzatore la base dell’edificio è sicuramente più “orizzontale” (o meno storta) di quanto non appaia una volta caricata su Google Maps, ma tant’è…)

Auronzo blindato; Domegge rasserena il parroco vacanziero (che le aveva prese)...

Naaa botta de vita, a leggere il Corrieralpi oggi (qui e quo):

calcio d’estate

Arrivano i tifosi della Spal, ad Auronzo stadio blindato

Oggi attesi sugli spalti 800 sostenitori della squadra emiliana per l’amichevole con la Lazio. Il sindaco di Padova prende le distanze dagli ultrà dopo gli ululati razzisti: «Chiedo scusa a Keita»

 

Il parroco aggredito

Don Lio si sente in pericolo a Domegge. Fedon: «Faremo il possibile»

Tutti benvenuti, figurarsi don Lio Gasparotto. Ma per non correre rischi, lunedì si farà una riunione in municipio per decidere eventuali iniziative necessarie a rendere sereno il parroco.

diciamo che in Austria non dormono...

Molti avevavo aperto la bocca per bla bla bla. Anche ArnoK (quello che si sente sudtirolese, qualsiasi cosa voglia dire) aveva alzato il ditino per dire “signora maestra, l’Austria sta alzando le barriere…”. Poi se ne sono tornati a cuccia. Nel frattempo l’Austria…

Conclusi lavori per barriera Brennero

Polizia, recinzione indispensabile in caso di controlli

(ANSA) – BOLZANO, 22 LUG – L’Austria ha concluso i lavori per la barriera al Brennero. Le infrastrutture per eventuali controlli sono pronte, ha detto il capo della polizia in Tirolo, Helmut Tomac, che ha definito “indispensabile” una recinzione in caso di controlli di frontiera. La rete – è stato spiegato – sarà lunga 370 metri e, in caso di bisogno, può essere montata in due giorni. Il “management di confine” è concepito per l’arrivo di 1.200 migranti in 24 ore e vedrà in servizio tra 160 e 240 poliziotti, eventualmente supportati da soldati.

 

provincia di Belluno: 'persi oltre 7000 abitanti in otto anni', 3124 dei quali in una sola notte

Colgo l’occasione di questo articolo apparso sul Corriere delle Alpi – nello specifico ciò che è riportato in una parte del sottotitolo “In provincia persi oltre 7 mila abitanti in otto anni” – per chiarire un aspetto dei flussi demografici legato ai censimenti.

Lo chiamano “censimento della popolazione“. In quell’occasione ci si conta. Ci si conta per annullare gli errori accumulati in 10 anni di smanettamenti degli uffici anagrafe dei comuni (se non proprio sui dati di nascite e morti, su quelli relativi ai flussi migratori). Non è poi detto che, anche nel corso di questa particolare conta decennale, non si facciano piccoli errori. Ma quelli grandi, prodottisi in un decennio (tenendo pur conto che in un periodo così lungo si possono anche compensare), vengono “digeriti” e azzerati.

E’ quello che è successo nella notte tra l’8 e il 9 ottobre del 2011 (data istituzionale nella quale sono “entrate in vigore” le risultanze dell’ultimo censimento della popolazione). Nel giro di una notte la provincia di Belluno si è trovata a passare da 213.125 a 210.001 abitanti, perdendo d’un colpo 3.124 persone. Ovvio che questo tipo di errore, compensato in occasione del censimento 2011, non s’è prodotto in uno o due anni ma nell’arco dell’intero decennio trascorso dal censimento precedente (quello del 2001).

Quindi, riassumendo: in provincia di Belluno negli ultimi 8 anni (cioè, per tornare al conteggio del Corriere, dal 2008, compreso, al 2015) si sono persi 6.756 abitanti (che comunque non sono “oltre 7000”). Se non ci fosse stato il censimento (con il riallineamento dei dati) la perdita sarebbe stata di 3.632 abitanti. Il censimento del 2011 ha prodotto, in una sola notte, 3.124 abitanti persi in più. Questi, però, si sono persi nel decennio 2001-2011 ed è ragionevole attribuire ad ogni anno la media di 312 abitanti persi. Negli anni 2008, 2009, 2010 e 2011 le persone perse in più sono quindi 1.248, il che porta il numero totale di abitanti persi nel periodo considerato (8 anni) a 4.880. Che è il 30% in meno di 7.000.

Quello che dovrebbe casomai saltare agli occhi è che dei 4.880 abitanti persi (in 8 anni, dopo rettifica dei dati), la metà – 2.566 – si sono persi negli ultimi due anni.

popolazione residente in provincia di Belluno 2001-2015

(tabella da tuttitalia.it)

turisti: c'è chi ne ha troppi (e in crescita) e chi li sta perdendo

A parte il 2015, il comprensorio Montagna Veneta ma anche il STL Dolomiti (dati dal 2000 al 2013: il 2014 è stato da incubo, nel 2015 c’è stato un rimbalzo) hanno vissuto una costante diminuzione delle presenze (con gli arrivi più o meno stabili) mentre il comprensorio Città d’arte (vedi qui per un confronto tra tutti i comprensori) ha continuato ad aumentare sia in termini di presenze che di arrivi.

Sappiamo che Venezia, da anni, sta soffocando per i troppi turisti (la maggior parte dei quali sono escursionisti, cioè mordono e fuggono in giornata). Nessuno ha trovato ancora una vera soluzione al problema (a parte il numero chiuso che è una sciocchezza in termini di limitazione della libertà di movimento delle persone; e poi, come cavolo fai ad avvisare la gente che ti sta per visitare che “sei pieno come un uovo” e che è meglio se ritenti la prossima settimana?). Bisogna introdurre qualche deterrente per il mordi e fuggi.

Se non vieni a Venezia (a romperci i coglioni), ti regaliamo un buono da consumarsi sulle Dolomiti…

 

Da La Stampa:

“Troppi turisti”, ora le città italiane vogliono il numero chiuso

Gli appelli dalle Cinque Terre a Firenze, da Venezia a Capri: «Non riusciamo ad andare avanti». Il governo apre a un piano per regolare i flussi

infografica tratta da "La Stampa" 18 luglio 2016 (vedi link nell'articolo)

si vede che Peaio suonava meglio di Piaia

(nota di colore della rubrica “Giornalando”)

Qualcuno, all’origine, deve aver scritto “sopra Peaio“. E Peaio è rimasto (e si è perpetuato). E’ rimasto (correttamente) anche rifugio Sasso Bianco. Il rifugio si trova “sopra” la frazione di Piaia in comune di San Tomaso Agordino.

Il Corrieralpi si geolocalizza correttamente a San Tomaso Agordino:

La tragedia è successa ieri pomeriggio, in un bosco in comune di San Tomaso Agordino. La coppia, di Limena (Padova) stava rientrando da una gita al Rifugio Sasso Bianco sopra Peaio, quando si è fermata all’altezza della teleferica.

Il Corriere del Veneto s’allarga geograficamente e per intuire che siamo nell’agordino bisogna arrivare al passaggio “Sul posto sono giunte le squadre del Soccorso alpino della Val Biois”:

BELLUNO Un escursionista padovano di 57 anni è stato trovato morto in fondo ad un burrone nella zona di Peaio (Belluno), dopo che la moglie – assieme alla quale stava rientrando da una gita al Rifugio Sasso Bianco…

Montagna.tv (riprendendo da qualche parte):

SAN TOMASO AGORDINO, Belluno — Erano partiti insieme per una gita al Rifugio Sasso Bianco sopra Peaio.

Gazzettino:

SAN TOMASO AGORDINO – Rientrando da una gita al Rifugio Sasso Bianco sopra Peaio,

Fin qui la solita solfa. Se un riferimento parte zoppo, corre zoppicando fino alla fine. In fondo è uno sbaglio veniale. Ma talvolta arriva l’approfondimento zelante: è a Fanpage che va data la palma d’oro del copia e incolla zelante:

Tragedia in montagna domenica pomeriggio nei pressi del Rifugio Sasso Bianco sopra Peaio, a Vodo di Cadore, in provincia di Belluno.

 

 

 

Pil dal 2008: siamo caduti a -9%, siamo risaliti a -8% (Regno Unito da -5% a +7%)

Un grafico vale più di mille parole. E venne la crisi. Le crisi dovrebbero servire a migliorare il sistema. La realtà ti scaraventa laggiù in fondo; poi rialzi la testa e ti tiri su. A meno che tu non sia sovrastato e schiacciato da una colonna di merda alta come il monte Olympus (quello su Marte). Ecco, proprio così.

(notare la dinamica 2008-2009, fino al 2013, fino al 2015)

grafico ripreso dall'account twitter @davidemancino1 di Davide Mancino

(via @davidemancino1)

la popolazione in EU28 è a crescita zero (per la prima volta dal 1960)

Tenendo conto che in Francia e Regno Unito stantuffano alla grande, altrimenti la crescita zero si sarebbe già verificata. Italia e Germania le meno prolifiche.

(nel primo grafico l’intera popolazione EU28: verde nascite e rosso decessi; nel secondo quella italiana; nel terzo il saldo naturale nei singoli paesi EU28 nel 2015)

È la prima volta che accade dal 1960 ad oggi: la popolazione europea è a crescita zero. Fatto inedito nell’ultimo mezzo secolo, nel 2015 il numero dei decessi ha superato quello delle nascite. Cinque milioni e 200mila funerali contro 5 milioni e 90mila parti, con un saldo negativo pari a 135mila unità, tante quante gli abitanti di Salerno. A dirlo è Eurostat che in occasione del World Population Day, ricorrenza istituita dalle Nazioni unite che cade l’11 luglio, ha pubblicato i dati demografici relativi ai 28 Paesi dell’Unione.

nascite e decessi in EU28 tra 1960 e 2015

nascite e decessi in Italia tra 1960 e 2015

saldo tra nascite e decessi nei paesi Ue nel 2015

sciolta civica e il sussulto anti verdini

Sciolta civica: nella società civile 0,0000000 periodico. Lo zero assoluto. In parlamento, cortigiani del ronzino (il renzino bolso). Il capo degli sciolti civici., tale zanetti, vicemenestrello dell’economia, voleva portare a corte il giullare verdini facendolo passare dalla porta di servizio (per permettere alla faccia da culo che da Fotti Italia è passato al servizio del PD, poveri diavoli, di avere incarichi di governo!!).

Pare che alcuni sciolti abbiano avuto un rinsavimento… (adesso verdini dovrà entrare dalla finestra di servizio).

zanetti

ich bin ein sudtiroleser (ma noi non abbiamo Vienna che ci fa da chioccia)

Quella volta fu Kennedy. Questa volta (altre circostanze, ok) è toccato ad Arno. Non c’è problema, Arno, a sentirsi sudtirolesi. Proprio non ce n’è. I soldini non risolvono tutte le difficoltà, certo, ma tra il poterne disporre liberamente (BZ) e il doverli elemosinare (BL), c’è una differenza abissale.

E’ vero: se penso alla consistenza della nostra attuale “classe digerente” mi si rizzano i peli. Ma se, oltre ai bes, venisse ristabilito il sacro diritto dei bellunesi di potersela scegliere con libere elezioni (evitando così la marmaglia dei sindakos che, quando va bene, non vede oltre due centimetri dal proprio naso), credo che potremmo giocarcela “alla pari” (non oso dire che vi faremmo vedere i sorci verdi, ché fra gente di montagna non si usa, ma ci siamo capiti…).

Sono certo che la convinzione di Kompatscher sia più che genuina: ma è comunque un lusso che noi bellunesi non ci possiamo permettere:

“Mi piacerebbe – ha concluso – che qui ognuno si sentisse sudtirolese, ovvero consapevole di poter costruire il proprio futuro, avendo gli strumenti per farlo”.

La nostra speranza si infrange in quel “avendo gli strumenti per farlo“. Noi, un esempio tra tanti, non abbiamo Vienna che ci fa da chioccia.

(ANSA) – BOLZANO, 7 LUG – “I rapporti tra Bolzano e Roma sono ottimi ed ora la nostra Autonomia è blindata”. Lo ha detto il governatore altoatesino Arno Kompatscher. In una conversazione con i giornalisti a metà legislatura, il governatore ha ricordato il “Patto di Garanzia” stipulato di recente con Roma, in base al quale – ha detto – “lo Stato non può più mettere le mani sul nostro bilancio e in base al quale abbiamo anche la sicurezza che sarà così nel futuro”.

Kompatscher ha ricordato che il “Patto” ha ottenuto l’imprimatur di uno scambio di lettere tra Roma e Vienna che ne costituisce un ancoraggio internazionale. Il governatore altoatesino ha fatto un bilancio positivo della sua attività a due anni e mezzo dalla sua nomina, ricordando gli obiettivi raggiunti, tra i quali ha indicato in modo particolare quelli economici, con un Alto Adige – che ha detto – ha ormai superato i livelli pre-crisi. Tra i punti importanti Kompatscher ha ricordato gli interventi nei settori dell’energia, della sanità e ha indicato per il futuro “un Alto Adige autonomo e in un certo senso indipendente, cioè non dipendente da decisioni altrui grazie ad una forte autonomia”.

“Mi piacerebbe – ha concluso – che qui ognuno si sentisse sudtirolese, ovvero consapevole di poter costruire il proprio futuro, avendo gli strumenti per farlo”.