Tasso di natalità e mortalità per provincia, anno 2017

Provincia di Belluno, scarsi in natalità e forti in mortalità: quest’anno abbiamo perso per strada 881 persone, corrispondenti ad un decremento demografico del 4,3‰ (per mille). Il Veneto registra una perdita dello 0,5‰, il Trentino un aumento del 4,5 ‰ (+6,7‰ per BZ, 2,4‰ per TN) . Il grafico sottostante è tratto dal testo integrale Istat del Bilancio demografico nazionale.

Natalità e mortalità per provincia 2017

Cortina 2021: la svolta giusta

Chessarannomai 10 giorni di un po’ più di confusione, suvvia. E’ come la sagra di paese: se tutti si muovono alla stessa ora è chiaro che qualche intoppo lo trovi: ma val bene una birra. Il mondiale si potrebbe fare anche così, senza infradito infrastrutture aggiuntive.

Il problema è, semmai, che se ti dai continuamente la zappa sui piedi con ‘sti allarmi (vedi “finire almeno i lavori minori“), indicando problemi marcescenti, a chiunque siano attribuibili, induci il Coni a ritenere che tu ne abbia già abbastanza di rogne per il 2021, sicché quelle del 2026, quelle delle Olimpiadi, è meglio che se le gratti qualcun altro. Infatti!   

(quando il gioco si fa duro… il gioco si fa duro)

trafiletto tratto da prima pagina Corriere delle Alpi sabato 16 giugno 2018

Cadore: bilancio demografico 2017 a - 8,7 per mille (-8,0 Centro Cadore, -13,1 Comelico, -6,3 Val Boite)

Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. Nani peggiora, Bepi migliora, Toni così così: in media il clan riproduce i dati del 2016

Alla guida della classifica paesana del collasso demografico Lozzo ha passato il testimone a Vigo -16,1‰ e Domegge -15,1‰ (non tenendo conto di Ospitale, -17,5‰). A livello comprensoriale il Centro Cadore registra un -8,0‰ (nel 2016 -10,0‰), lasciando lo scettro ancora nelle mani del Comelico-Sappada a -13,1 ‰ (nel 2016 -14,4‰), mentre la Val Boite peggiora portandosi a -6,3‰ (nel 2016 -2,4‰). 

Nei tre comprensori i saldi naturali sono più o meno allineati attorno alla media di -6,0‰ (va un po’ meglio per la Val Boite con -4,8‰); quelli migratori si sono contratti alla media di -2,7‰ (nel 2016 -1,7‰) con Comelico-Sappada che registra il dato peggiore con -5,7‰ (nel 2016 -7,3‰),  seguito dal Centro Cadore con -1,9‰ (nel 2016 -2,9‰) mentre la Val Boite passa a un saldo negativo di -1,5‰. (nel 2016 +4,0‰).

Il Cadore chiude il 2017 con un saldo totale di -8,7‰ (nel 2016 -8,6‰), un saldo naturale a -6,0‰ (nel 2016 -6,9‰) e un saldo migratorio a -2,7‰ (nel 2016 -1,7‰). Provincia di Belluno a -4,3‰ (nel 2016 -5,2‰), Provincia autonoma di Bolzano a +6,7‰ (nel 2016 +6,5‰), Provincia autonoma di Trento a +2,4‰ (nel 2016 +0,7‰), Veneto a -0,5‰ (nel 2016 -1,5‰), Italia a -1,7‰ (nel 2016 -1,3‰).

…Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata…

Bilancio demografico in Cadore, anno 2017

(citazioni da G. Ungaretti)

Lozzo di Cadore, bilancio demografico 2017: l'esodo biblico si è fermato

Dopo tre anni di fila in vetta alla classifica dei peggiori saldi migratori (e quindi totali) cadorini (-20,9 ‰ nel 2015 e -23,1 % nel 2016), al paesello lo scorso anno l’esodo si è ridimensionato ad un “rassicurante” (l’esodo c’è lo stesso ma non è biblico) -2,2 ‰ che, con il -3,0 ‰ del saldo naturale, porta quello totale al valore di -5,2 ‰ (media del Centro Cadore a -8,0 ‰).  Nati 4, morti 8. Perse 7 persone, 4 per saldo naturale e 3 per saldo migratorio, per una popolazione totale a fine 2017 di 1.335 persone.

Bilancio demografico 2017 comune di Lozzo di Cadore

Laggio di Cadore e l'avveniristico centro di recupero psicomotorio

Continuazione della saga del turismo social-ordoliberista, ieri primo episodio, che ha lasciato un segno a Laggio di Cadore. Dunque (tratto da servizio TGR Veneto del 4 marzo 2018, clicca qui per vedere il video), non solo moderna casa di vacanza per disabili ma, badate:

…anche avveniristico centro di recupero psicomotorio talmente un’eccezione che sarebbero venuti qui a curarsi tutti i campioni dello sport alle prese con infortuni da recuperare.

C’era anche l’aspetto salvifico (di tutto il Cadore eh!, mica bau bau micio micio):

Fra diretti e indiretti centinaia di posti di lavoro che si sarebbero creati risollevando l’economia del Cadore in ginocchio dopo la crisi dell’occhiale. […] ma quel progetto resterà solo un sogno.

Insomma, c’era la pentola ma… mancava il coperchio. Tuttavia i buchi nell’acqua nel filone del turismo sociale sono più d’uno (o si fanno le cose in grande o niente):

 Dopo Nervesa e Monselice questo è il terzo progetto finito in una bolla di sapone…

Il progetto di Laggio era così beo, ma così beo, che la Regione lo aveva premiato con un finanziamento di 5 milioni, erogato in moneta sonante per metà nel 2011, da restituire in 25 anni a tasso zero (‘na pacchia: della serie fare impresa col culo degli altri):

Quando nel 2015 scoppiò lo scandalo, qui i lavori hanno solo fatto finta di iniziarli e dopo altri tre anni, in questi giorni, la cooperativa Athena di Mestre ha scritto al sindaco di Vigo per rinunciare a quel progetto e chiedere la restituzione degli oneri di urbanizzazione…

Un grandioso ambaradan in stile circo Barnum condito con risvolti beffardi.

Laggio di Cadore e il naufragio del turismo social-ordoliberista

Doveva essere un’eccellenza, una brodaglia d’alto rango nel “campo del turismo sociale, accessibile per le persone con disabilità non solo italiane ma europee“. Casa di soggiorno alpino di Laggio, un “luogo di benessere per tutti“.

Diceva al tempo il Sernagiotto, assessore pistolero (grassetto nostro):

“Il progetto che riguarda la Casa Soggiorno Alpino di Laggio ha ricevuto un finanziamento regionale di 5,1 milioni di euro nell’ambito dell’articolo 8 del fondo di rotazione della legge finanziaria regionale del 2011 – ricorda l’Assessore – perché è un esempio di quanto la Giunta veneta intende fare nel campo del turismo sociale, accessibile per le persone con disabilità non solo italiane ma europee.

L’esempio “di quanto la Giunta intende fare…” è naufragato in un mare di merda.

La vicenda si trascina putrida da alcuni anni, ma c’è una novità: “la Corte dei Conti impone alla coop mestrina che doveva operare anche a Vigo e al suo amministratore di risarcire la Regione”. C’è lo zampino (o lo zampone) di una cooperativa mestrina, l’Athena, che forte del generoso finanziamento regionale (teso alla creazione dell’eccellenza…), al progetto originale voleva affiancarne un altro di grande altisonanza, nientepopodimeno che

«un progetto destinato allo studio di modelli astratti, sul piano tecnologico, per sperimentare nuove e future tipologie di intervento destinate alle categorie deboli»

progetto che però abbisognava di “leggero” allargamento dell’immobile originario, una cosetta da niente, il raddoppio dei volumi e così spero sia di voi (il turismo social-ordoliberista ha bisogno di larghi spazi per dare il meglio di sé). Naturalmente, imporre il risarcimento non dà alla Regione alcuna garanzia d’essere risarcita.

E uno si chiede: come mai un povero cristo che dovesse, molestato da una fisiologica incontinenza, pisciare fuori dal vaso, si ritrova i carabinieri forestali alle spalle col verbale in mano prima ancora di chiudere la bottega dei pantaloni, mentre una cooperativa si prende allegramente gioco della Regione senza che a nessuno sorga (inizialmente) qualche dubbio e trascinando il gioco per un (primo) lustro?

A suo tempo l’avevo detto: all’ombra del cosiddetto turismo sociale, la probabilità che si sviluppi un verminaio con intrecci affaristici di bassa lega è prossima a uno. 

(prossimamente un video patacca con l’assessore Sernagiotto che, a Laggio, pontificava sulle proprietà taumaturgiche dell’iniziativa e sulla sua mondialità…)

Casa di soggiorno alpino di Laggio di Cadore

 

Cortina 2021: 'finire almeno i lavori minori'

Me li ero messi via, al calduccio. Il 29 maggio scorso il capo dell’Anas mette le mani avanti e dice che le varianti non saranno pronte per i mondiali del 2021 a causa dei troppi ritardi. Il signor Ritardo, si sa, è sempre in ritardo. 

Zaia, che ormai ha in testa solo il tiramisù e la candidatura alle Olimpiadi del 2026, pensa ai mondiali del 2021 come a una partita di briscola e rimbrotta l’Anas così: “Finite almeno i lavori minori” (porca puttana! aggiungiamo noi).  Che poi, chissà quali siano i lavori minori: il taglio dell’erba sui cigli stradali? qualche riga bianca spartitraffico? Bohhh!

Siccome, da quanto appena visto, sembra che “su gomma” i problemi non manchino, mi chiedevo a che punto era la bollitura di quelli su rotaia, anche perché il nostro governatore, se ben ricordate (naaaa, non ve lo ricordate), sosteneva, riguardo al Treno delle Dolomiti a Cortina per il 2021, che “se si vuole, si può fare“.

Evidentemente non si è voluto.  

(trafiletti tratti da Corriere delle Alpi del 29 maggio e 30 maggio 2018; trenino by Lego Group)

perché le cose che funzionano non si cambiano...

Dei due piddini, il bi-peones e l’ideatore della più raffazzonata deforma mai vista sulla faccia della terra, quella “delle Province”, non si sa chi abbia portato più sfiga. Perché, come ebbe a dire il nostro, “le cose che funzionano non si cambiano“. 

Sè, sè. A cambiarle c’hanno pensato i trevisane, tornando all’origine. Mario Conte della Lega schizza al 54%, il Manildo si piega in due sul 38% e pare che abbia già annunciato il ritiro dalla scena politica cittadina non accettando il seggio in Consiglio (non mi piace più…). Così è se vi pare.

suvvia, Kompatscher, è solo un culo diverso dai precedenti

Il Landeshauptmann, già gigante di suo, sale sulle spalle di altri giganti per giungere a vedere cose che a noi sono precluse. Per esempio questa:

Nel frattempo il Mattarello, che interpretando alla cazzo la CPBDM (cost. + bella del mondo) ha appena soffocato il nascente governo Conte, chiama a sé il Cottorello, con l’unica intenzione di rassicurare i mercati.

I mercati, dal canto loro, vistosi arrivare il Cottorello, che non avrebbe avuto la fiducia neanche se fosse andato a piedi scalzi a Lourdes, ti fanno schizzare lo spread come un geiser, tanto che Claudio Borghi della Lega alza le mani e dice “Cazzo guardate noi!”. Il Mattarello, coi mutandoni gonfiati dalla paura, richiama in fretta dal cortile i ragazzacci, con Savona spostato ai rapporti con la UE e Tria, un Savona con meno steroidi, all’economia.

Da tutto ciò la riformulazione, diremmo ad usum Delphini, del nostro: 

“Ritengo innanzitutto positivo che sia stata messa la parola fine ad una fase di incertezza politica e istituzionale – commenta Kompatscher – ora l’Italia ha un governo, e l’augurio è che sia in grado di dare stabilità al paese e di operare in uno spirito pienamente europeo”. 

Suvvia, Kompatscher, si tratta solo di leccare un culo diverso da quelli precedenti: questa volta è gialloverde. Chessaramai!

(immutata stima per ciò che l’AA ha fatto e continua a fare con l’Autonomia, anche e soprattutto in questi ultimi anni nei quali ha finalmente fatto a meno, quasi del tutto, dei sussidi dello Stato italiano) 

 

Collo Cervera (in MTB nel cuore del Cadore)

Una nuova anima errante mi ha trasmesso un’immagine della segnaletica di un percorso MTB – di stanza a Pian dei Buoi – con l’indicazione Collo Cervera. Dico “nuova”, dell’anima errante, perché a suo tempo altra anima errante mi aveva dato notizia estemporanea, riferita allo stesso sfortunato stock di tabelle, di un’indicazione per Collo Vidal: si veda per questo il post Collo Vidal (su a Pan dei Bui).

Forse la segnalazione di allora, per Collo Vidal, si riferiva a quella che mi è giunta adesso per Collo Cervera, nel qual caso le storpiature stilnovesche resterebbero due. Esssssì, perché in quella sfornata di tabelle trovò posto la madre di tutte le storpiature, Prau (da cui trassi il post Prau, moglie di Prou, madre di Preu…).

Se così non fosse, saremmo invece di fronte alla terza storpiatura. E se per Prau ci sentiamo di chiudere un occhio, nel senso che la scimmia che l’ha scritto non era tenuta a conoscere il toponimo corretto, per Collo non possiamo farlo, ché anche una scimmia si sarebbe accorta della cantonata: ergo trattarsi di gallinoide.

(pare, inoltre, che la posa della tabella e la direzione cui punta abbiano poco a che fare con la meta indicata: se così fosse ci troveremmo nella situazione di quel tedesco che, impegnato ad imparare l’italiano, indicando con il dito la propria testa, diceva “imparato tante parole, tutte qua dentro mio culo”)

tabelle percorso MTBa Pian dei Buoi: Collo Cervera