adesso ve lo posso dire: sono una spia russa

Lo ammetto: sono una spia russa. Neanch’io so più da quanto. Un’eternità, credo. Dovrei consultare il cip sottopelle che m’hanno messo quella volta. Nel mio piccolo ho contribuito alla vittoria del NO al referendum dello scorso anno. Ebbene sì, ho dato una mano a zio Vlad. Ho condizionato il voto dei taliane. Se seguite questo tag, iovotoNO, troverete tutti i post che ho scritto al soldo dei russi. Non sono il frutto delle mie convinzioni, ma il risultato del reiterato abuso cui gli spin doctor russi mi hanno costretto fin da infante. 

Le prove? Una cantina zeppa di damigiane di vodka, rubli che escono dalle fottute pareti, ma, soprattutto, una bambola gonfiabile made in Vladivostock: la puoi prendere a calci e sberle, la sbatti di qua e di là, la monti tutto il giorno e non si sgonfia di un centimetro cubo. Così resistenti, le fanno solo in Russia. Dasvidania.

(e comunque, quelle teste di cazzo quei cialtroni del centro studi confindustria con il loro -4% di PIL, -17% investimenti, -600mila posti di lavoro, paese in recessione dal 2017 se l’Italia dice NO…  poveri dilettanti!!)

tratto da La Stampa.it 9 dicembre 2017

Lozzo di Cadore: bilancio demografico a luglio 2017, -8,2 per mille

Qualcuno forse ricorderà che lo scorso anno, pari periodo, il paesello s’era inabissato alla profondità di un saldo totale del bilancio demografico pari a -27,5 per mille (‰), -5,8 a carico di quello naturale e -21,7 a carico di quello migratorio. Il peggior risultato tra i ridenti paesotti del Centro Cadore (seguito da Calalzo a -14,4 ‰ e Vigo a -5,6).

Quest’anno (gen-lug 2017) è andata meglio, ci possiamo fregiare del secondo peggior risultato in termini di saldo migratorio, del quarto per saldo totale: il primo si è fermato a -6,7 ‰ e il secondo a -8,2. La e-migrazione continua ma non ha più le sembianze terrificanti dell’exodus.

Gli altri paesi: paese / saldo naturale per mille / saldo migratorio ‰ / saldo totale ‰ (dal migliore al peggiore per saldo totale)

Pieve  -4,7 / +14,8 / +10,0
Perarolo +2,7 +5,3 / +8,0
Auronzo -3,3 / +0,9 / -2,4
Calalzo -2,5 / -4,9 / -7,4
Lozzo -1,5 / -6,7 / -8,2
Domegge -4,5 / 4,9 / –9,5
Vigo -5,6 / -4,9 / -10,5
Lorenzago  -3,6 / -7,2 / –10,8

La famigliola centrocadorina tutta riunita manifesta un saldo naturale di -3,7 ‰ e un saldo migratorio positivo di 1,2 ‰ (sospinto da Pieve con +14,8 ‰, che anche l’anno scorso è stato positivo e pari 5,8 ‰), per un saldo totale di -2,4 ‰.

 

bilancio demografico per Lozzo di Cadore, periodo gennaio-luglio 2017

la feccia dei confindustri (da un anno in qua)

(ciarlataneria, e coglioneria)

effetto bonus bebè (natalità e fecondità 2016)

Anche in questi giorni (le elezioni, che occasione creativa!) il cazzaro si contorce nell’esercizio che più gli si addice: cazzaro sparaballe. Venghino, che abbiamo un bonus per tutti (a debito, naturalmente). Tipo quello “bebè” (per me beeeee, beeeee, onomatopeico). Con 40 euro mensili, per un anno e poi cazzi tuoi, sembra più un malus che un bonus. Oh, sappiamo tutti che l’analisi del fenomeno è un pochino più articolata: infatti, non è cosa da cazzari.

Natalità e fecondità 2016 (Istat): c’era una volta…

2016. Natalità e fecondità della popolazione residente

diventerà 'eco', ma Belluno finora è stata una oco-destinazione turistica 

Che uno pensa: con Eurac stamo in una bote de fero!. Lassù (in Sudtirolia) cincischiano, gingillano, qualcosa di buono avranno imparato a fare no! Infatti, dopo sei mesi di studio matto e disperatissimo, sono, per intanto, giunti a concludere che bisogna guardare all’estero (finissima strategia fatta subito propria da DMO Dolomiti che, diversamente, gna a faceva a capirlo da sé).

Siccome i muss media de noantri hanno distillato la vision elaborata dagli eurachiani in “Belluno diventerà una ecodestinazione turistica“, ci affrettiamo a chiedere…

 

Cavolo vuol dire ecodestinazione turistica?

 

Ancora: cavolo vuol dire “diventerà” e/o “dovrà diventare“?

Perché il costrutto “dovrà diventare” o “diventerà” ci porta a pensare che, al momento, Belluno… non sia (quella cosa là: ecodestinazione). E la cosa, capirete, ci rattrista un sacco molto.

Dovremmo forse rinunciare, per seguire i dettami degli eurachiani che ci vogliono far diventare “ecodestinazione“, a tutte le ciminiere che svettano fumanti in ogni borgo zoldano? Diventeranno solo un ricordo le acciaierie e ferriere della bassa feltrina? E il polo petrolchimico dell’Alpago con tutte le sue raffinerie, che destino avrà? I cementifici del longaronese, le miniere di carbone dell’agordino, la centrale termoelettrica a carbone di Peaio, la cave di uranio in Comelico dalle quali il prodotto esce già “arricchito” senza neanche centrifugarlo… cosa sarà di tutto questo?

ahhh, ecodestinazione

Forse che quel miliardo e duecento milioni di turisti che si sono mossi sul pianeta Terra nel 2016 si siano sgomitati per ottenere un posto in prima fila in lochescion tipo l’Ilva di Taranto?

Forse che il turista medio, che si frantuma i coglioni per un anno intero al lavoro, scelga per le proprie agognate ferie di passare una settimana nei pressi di qualche altoforno o a vedere calandrare tubi per gasdotti?

C’è anche la ciliegina (poteva mancare?). L’ecodestinazione, qualsiasi cosa voglia dire, dovrà essere… sostenibile.

Speriamo che nel cilindro degli eurachiani non ci sia solamente, smisurata, tal fuffa. C’è sempre, per loro, la possibilità di giocare la carta della “percezione“, in virtù della quale noi saremmo “eco”, ma la gente non ci percepirebbe come tali (e se glielo dici a un sindakos, questo annuisce stupito come un webete qualsiasi).

 

«Belluno dovrà diventare un’ecodestinazione turistica organizzata, competitiva, internazionale e sostenibile», ha precisato Gerhard Vanzi, […]  (Corriere delle Alpi)

(Telebelluno)

Padrin e il lecca-lecca

Così, leggendo le impressioni di super-padrin al trasloco friulano di Sappada, m’è venuta in menta la figura di un bambinetto imbronciato al quale la mamma-maestra-zia (comunque un qualcuno di adulto), dall’alto della propria autorità, abbia tolto di mano il lecca-lecca che stava succhiando. Uguale!

Quindi veniamo a sapere che Sappada è un comune “troppo importante, e non solo turisticamente, per la comunità provinciale” e che, perciò, “Faremo ancora tutte le iniziative possibili per trattenere Sappada…“.

Noi, ingenuamente, pensavamo che dopo aver avuto l’ok dalla Corte, non quella de grasa, ma quella Costituzionale, e dopo aver celebrato un referendum, il cittadino di Sappada si fosse conquistato un diritto, espresso con scelta consapevole, consapevolissima, che un solo giogo doveva ancora superare, quello del voto parlamentare.

Non pensavamo, insomma, che i cittadini di Sappada dovessero chiedere il permesso a una carica di seconda mano, sindaco votato da sindaci, che, nel frattempo, si stanno tra loro spompinando per il rinnovo di alcune poltrone. Ma tant’è: lui, il lecca-lecca, lo rivorrebbe indietro.

Anche perché intendete opporvi, magari ricorrendo alla Corte Costituzionale?

«Faremo ancora tutte le iniziative possibili per trattenere Sappada, un Comune troppo importante, e non solo turisticamente, per la comunità provinciale. Metteremo in atto tutti i ricorsi possibili. Già pochi minuti dopo la notizia che la Camera aveva votato il distacco dal Veneto, mi sono rivolto ad un costituzionalista, il quale, però, mi ha risposto che la prima opposizione la deve fare la Regione Veneto. E che la Provincia può partecipare “ad adiuvandum”. Mi auguro, pertanto, che il presidente Roberto Ciambetti, dopo la meritoria opposizione intrapresa, continui a portarla avanti con i ricorsi che sono necessari». 

Sappada è in Friuli e io non so cosa mettermi

(peccato che a sancire il passaggio sia stato un parlamento di merda; peccato che l’ambaradan sia a rischio di costituzionalità e perciò impugnabile dai veneticanti; ciò considerato, quella “cioca putana” la dobbiamo posticipare a tempi con certezze certe: siamo in Italia e la merda ti può raggiungere anche dal camino; comunque è un passo avanti!) 

(foto da qui)

turismo bellunitico, Eurac ha fatto l'ovo: più pilu per tutti

Dunque, ci abbiamo la vision

E non è cosa da poco. Il focus-del-target-della-vision sono, ceneve forte, i millennial

Noi, sinceramente e garbatamente, avremmo ritenuto di dover concentrare gli sforzi sul turismo geriatrico, con uno slogan elettrizzante tipo:

 

col catetere in montagna, la salute ci guadagna

 

Ma no, ci saremmo sbagliati. 

Anche la presidenta del DMO Dolomiti ci abbaglia con una perla distillata con profonda introspezione: “questo piano di marketing sarà finalizzato per il 70% sul mercato estero e sul 30% il mercato italiano”.

 

Ma va!

(dite la verità: da soli non ci sareste mai arrivati!)

 

Poco avvezza ai dati del turismo la nostra, inoltre, confonde il turista italiano con le presenze turistiche italiane. Pari al 71% del totale sono infatti le presenze italiane, mentre il turista italiano (quello con una testa pensante che poi decide quante notti passare qui o lì o là) pesa per il 64% sul totale (arrivi 2016: ita 602k, str 341k, tot 944k; presenze 2016: ita 2.826k, str 1.147k, tot 3.973k). Non è un grande sbaglio eh: è un po’ come confondere le pere con le mele (ma è bene tenerne conto). Diamole tempo, deve farsi le ossa.

Già aver preso coscienza che il futuro dovrà essere sempre più… straniero, tutto ciò garantito dai complicati algoritmi che hanno permesso ad Eurac di giungere a cotanto ardire, è cosa che ci conforta assai.

(negli ultimi 25 anni la crescita del turismo internazionale non ha praticamente mai conosciuto soste; pensare di trovare nuovi clienti in questo fettone del mercato è, quantomeno, geniale: è sul “come” che qualche dubbio si insinua: aspettiamo con crescente ansia di conoscere i dettagli operativi; daje!)

di altopiano in altopiano: come un... Razzo

L’ape va di fiore in fiore, io di altopiano in altopiano. Il primo amore non si scorda mai, e questa è una certezza. Ma va anche detto che quello per l’altopiano di Pian de Buoi, di amore, è ormai un tantino logoro. Sicché, cercando nuove soddisfazioni, mi sono rivolto altrove. Ci vogliono 30 minuti per arrivare a Monte (45 se si mira a Collo Vidal), 35 per arrivare a Sella Ciampigotto sull’altopiano di Razzo, con una strada 100 volte più meglio e 100 volte più bella.

(del resto, parlando di tempo, in 45 minuti puoi essere, come dicevamo, a Col Vidal (canyon stradali d’altura permettendo), ma puoi essere anche a Misurina, sulle rive del lago a succhiarti un calippo. E se ci metti un po’ d’impegno aggiuntivo puoi trovarti, per esempio, qui, tra le “zurle” del Popena)

Inoltre il ristorante Baita Ciampigotto e/o il rifugio Fabbro sono aperti praticamente tutto l’anno. E, paradossalmente, vista la comoda raggiungibilità del luogo, v’è in offerta un ampio ventaglio di percorsi di grande selvatichezza o, se preferite, selvaggità. E spazi più ampi – molto più ampi di quelli cui siamo abituati nella Monte di Sovergna – sui quali vagabondare.

Questa storia con Razzo va avanti da un pezzo: era partita come una scappatella, ma via via ha assunto i contorni di un pazzo innamoramento. Insomma, l’idea che sembra stia prendendo forma è una guida escursionistica e birrogastronomica (anche cartacea, sembra) per ultra 57enni che hanno ancora nelle gambe un po’ di voglia di camminare.

Intanto mi sto portando avanti con la realizzazione di brevi video della durata di due minuti e poco più (18-22 foto), che dovrebbero offrire ai potenziali gitanti un’idea del tipo di percorso. Percorsi che tali gitanti, pare, forse, chissà, troveranno descritti, eventualmente, se ne sentiranno il bisogno, in questa prefigurata guida. 

Quello del Monte Lagna è il 19° video della serie; gli altri si possono eventualmente vedere a questo indirizzo o direttamente sul canale youtube

nuovi strumenti per l'escursionismo

Nuovi, insomma, si fa per dire. Un meraviglioso mondo si sta dispiegando all’escursionista 🙂 : la possibilità di avere quel mondo in tasca. Anche offline. Venghino! Tema: uso delle mappe vettoriali “escursionistiche” su dispositivi mobili (Android). Alla trattazione “sveltina” di qualche tempo fa segue ora questa un po’ più organica:

Oruxmaps: installazione app e uso delle mappe vettoriali OpenAndroMaps (OAM)