Anno turistico 2015/2016 in Alto Adige: arrivi +8,7%, presenze +7,3%

Ecco dunque i dati dell’anno turistico 2015/2016 relativi all’Alto Adige pubblicati dall’Astat:

Secondo i dati ASTAT, nell’anno turistico 2015/16 (da novembre 2015 a ottobre 2016) in Alto Adige gli arrivi sono aumentati dell’8,7% e le presenze del 7,3%. L’Istituto provinciale di statistica ASTAT comunica i più importanti risultati dell’anno turistico 2015/16 (da novembre 2015 a ottobre 2016): si sono registrate per la prima volta 31,4 milioni di pernottamenti (aumentati del 7,3% rispetto all’annata precedente) e 7 milioni di arrivi (+8,7%).

Il numero di presenze degli ospiti italiani è cresciuto del 6,1% (9,9 milioni complessivi), quello degli ospiti dalla Germania del 7,8%, che in termini percentuali è l’aumento più significativo. Gli esercizi ricettivi in Alto Adige sono 10.055, con 220.192 posti letto. […]

Earth Day: se non fosse per quel sassato...

In occasione dell’Earth Day, niente di meglio del sassato (qui a maggior risoluzione; qui ancora più alta). In basso gli omini perforanti… 

Revis 18 aprile 2017

Revis 18 aprile 2017: omini...

Dolomiti Unesco: visitdolomites.com (e poi muori)

I sodomitici hanno aperto una nuova vetrina. Innovativa, dicono (te pareva). Spoiler: innovativa un cazvolo (è la solita vetrina, né più né meno). Sulla home ti propongono il gioco dell’oca con street view: chi cavolo vuoi che perda tempo a farsi un giro in giro, lungo i sentieri, con street view? Nessuno: forse qualche giapponese in terapia psichiatrica (non c’è mai modo di capire dove cazzo sei! Per meglio dire, per avere un’idea devi saltare su GMaps: capisci che sei sul pianeta Terra, ma in quanto a oronimi è come cercare un’acciuga nella fossa delle Marianne senza cerini).

E’ talmente innovativo che ti offrono anche la lista dei musei territorialmente appartenenti all’ambaradan. Dei musei dicono che “Curiosando nei loro spazi espositivi si ha la possibilità di scoprire le caratteristiche più rilevanti della regione dolomitica“. Non trovate che sia una figata inimmaginabile?

Tra loro non trovo il Corte Metto di Auronzo: forse che tal museo non offra la “possibilità di scoprire le caratteristiche più rilevanti della regione dolomitica“? Naaaaa! Vi prego, inseritelo: è morbido multitematico! (e non tenete conto del fatto che quelli del Consorzio Auronzina l’hanno chiamato “Museo Palazzo Corte Mezzo“, ché si tratta solo di errore di stumpa). 

Il pincionotto “Meteo” rimanda ai servizi meteo autoctoni ivi localizzati là (giusto no?!).

Allo stesso modo, il pincionotto “Prenota” rimanda ai servizi “prenota” autoctoni ivi localizzati là (giusto no?!).

Altra s-figata innovativa, l’elenco di tutti i parchi. Meglio abbondare che deficere. C’è poi la sezione “Dolomiti nel mondo”, che offre la mappa du mundo delle varie associazioni di dolomitikos che, strappati dalla cruda realtà del vivere alle rocce natìe, di esse serbano ricordi, souvenir e gingilli. In pratica, la nostra punta di diamante per quanto riguarda la promozione delle Dolomiti all’estero. Anima e core.

Decisamente meno innovativa la sezione “Media” che propone alcuni video delle Dolomiti, alcuni tipo caramello, altri tipo “non ti scordar di me”, altri ancora tipo “heidi le caprette ti fanno ciao”. Vette espressive mai viste prima.

Veniamo alla sezione “Alta Quota”. Qui sì, si vede l’innovazione. Elenco dei rifugi ricompresi nell’ambaradan (wow). Elenco dei balconi panoramici (ce ne sono solo tre per ora, ma ti cambiano radicalmente la vita). E poi l’elenco delle Alte Vie (1, 2, 3 … n) e degli anelli (e qui si parte per la tangente; non ce n’è per nessuno!). 

Segnalo ai diversamente sodomitici che tra gli anelli v’è quello del Popera che, con rara sensibilità linguistica, viene scritto “Anello del Vallòn Popèra”; anche qui vale la classica regola del “dove vai se l’accento non lo sai?” oppure, detto diversamente, se non sei costretto (e qui non lo sei) non accentare. Se proprio volete fare gli sboroni, trattandosi di vallon(e), l’accento sulla “o” va chiuso – Vallón – (ottenibile con la prestidigitazione: tasto alt premuto + numero 162 con tastierino numerico, oppure pronunciando la formula magica simsalamelec).  

Chiudo la rassegna con un’anguria sulla torta: cercando “Auronzo” (con l’innovativo tool “Cerca”) potreste capitare su questa pagina oppure su quest’altra (è la stessa pagina con indirizzi diversi). Lasciando stare le descrizioni didascaliche dei vari paesi che uno scimpanzé avrebbe reso con più fantasia, i link dei vari paesi del Centro Cadore (con l’intruso Valle) puntano sempre alla stessa pagina, quella di Auronzo (si tratta del “vecchio sito” che, fatto su alla cazzo allora, continua a presentarsi alla cazzo ora).

Dovreste anche notare le foto orribili-orripilanti che disadornano la pagina (sia quella di base del lago che quelle che si alternano sullo slider); non per i soggetti (che sempre quelli sono), ma per i colori radiantesi, che fareste fatica a percepire nel loro spettro così scioccante anche dopo una scorpacciata di funghi allucinogeni innaffiata da abbondante tequila.

(insomma, un’altra minestra riscaldata: se ne sentiva la mancanza; non oso pensare alla pecunia… investita)

Lozzo sul sito visitdolomites.com (ci manca solo Toro Seduto...)

 

Star Wars a Misurina e il servizio di sicurezza fedelissimo...

Sempre folcloristici, quelli della Corriera delle Alpi. All’articolista la produzione di Star Wars deve aver promesso qualche biglietto gratis per l’uscita del film. Fosse stato un cane, per dire, gli avrebbero buttato lì due biscottini.

Un bunker a tutti gli effetti… Intanto, l’area è stata preventivamente bonificata. Da chi o che cosa? Dalle “spore” della leptospirosi, da mine antiuomo, da hacker russi, dal betacarotene, dall’alfacarotene, dai giauli? Poi l’area è stata presa in consegna dal servizio di sicurezza – badate – “fedelissimo della produzione”. Ché, di solito, non li prendono fedeli, preferendo di gran lunga i giuda fin nel midollo: li vanno a prendere a Caracas, nei peggiori bar, tra la peggior genìa dei mercenari (questa volta si dovranno accontentare di quelli fedelissimi).

L’area è da considerarsi militarizzata e per questo inaccessibile. Quindi ci sono dei militi? Ti tirano le pietre? E poi – vergogna delle vergogne – ivi è severamente vietato l’utilizzo dei telefonini, “anche per scattare foto”. La qual cosa stupisce (è stupefacente): perché ci aspettiamo, come cosa ovvia, che sia severamente vietato l’utilizzo dei telefonini per scattare foto, ed eventualmente, in sovrappiù, “anche per telefonare” (non-ti-telefono-casa). 

E se uno usa un codrone? Anche lo spazio aereo è stato bonificato? Lo tirano giù con la fionda o sono autorizzati all’uso degli stinger? Se quello degli Champs Elysées avesse saputo di Star Wars a Misurina, la Francia sarebbe andata alle urne un po’ più tranquilla.

[…] Un bunker a tutti gli effetti, considerato che già da qualche giorno l’area è stata dapprima bonificata e successivamente presa in consegna dal servizio di sicurezza fedelissimo della produzione, in cui al momento sono impiegate una ventina di persone sia inglesi che italiane. L’area è da considerare militarizzata e per questo inaccessibile, se non con speciali deroghe concesse col contagocce dalla stessa produzione. Area in cui è severamente vietato l’utilizzo dei telefonini, anche per scattare foto: esperienza testata personalmente ieri mattina a cui, nel breve frangente di permanenza nell’area, è stato sequestrato lo smartphone per poi essere restituito una volta rientrato in macchina.

 

Auronzo di Cadore: latita il venetico, ma anche l'emilico-romagnolo ed il lombardico

Ah, l’italico che latita (evidenziato per il 2016 qualche giorno fa)!

Vediamolo più nel dettaglio: dalle 283.000 presenze nel 2007 alle 208.000 del 2016: meno 75.572 presenze, cioè -26,7%. E il venetico allora? Da 148.000 presenze nel 2007 alle 90.000 del 2016, meno 57.896 presenze, cioè -39,1%. E del calo del venetico si vede un effimero cambio di segno solo tra il 2014 e il 2015, altrimenti sempre giù.

Le regioni che contano (le prime sei coprono l’88% di tutte le presenze 2016) sono tutte in calo tranne il Lazio (che comunque nel 2014 aveva solo il 9,8% in più di presenze rispetto al 2007, anno in cui la squadra della Lazio non aveva ancora iniziato i propri ritiri: lo farà dal 2008).

Effettivamente, la linea blu del Veneto che sprofonda (in ambedue i grafici) fa un po’ rizzare i peli del… braccio. E anche il conseguente calo italico (rappresentato in tabella ma non nel grafico). I video di presentazione mandati in onda su Antenna 3 non hanno portato alcun beneficio; magari sono serviti a contenere l’esodo (ma non siamo in grado di saperlo e, comunque, sarebbe solo il segno dell’inizio della fine). Forse bisogna martellare di più. Chiedere agli dei una stagione migliore? Per l’inverno certamente si, ma dell’estate non ci si può lamentare (forse un pelino a luglio).

Sicché? Che fare (si chiedeva Lenin)? Non puoi contare sull’alemanno, il polacco ed il ceco per colmare interamente questo baratro!

Istat: NoiItalia 2017

NoiItalia 2017.

Auronzo di Cadore, anno turistico 2016: l'italiano latita mentre lo straniero...

Auronzo di Cadore, lo abbiamo già visto, nelle presenze 2016 non è riuscito ad andare oltre il +1,7% (tra gli altri paragoni il Comprensorio Montagna, con +2,7%, è quello più scarso, mentre l’Alto Adige con +6,4% è il migliore).

L’italiano latita mentre lo straniero s’è preso una bella cotta. Nella prima tabella i dati percentuali cumulati (“cumulato” vuol dire che il dato espresso in un mese tiene conto di tutto quello che è successo dall’inizio dell’anno fino a quel mese compreso): si vede come le presenze italiane zoppicano pesantemente da inizio anno a giugno (-8,4%) e luglio (-4,9%), per rimediare un pochino ad agosto e, comunque, chiudere l’anno a -2,9%.

La cotta dello straniero lo porta, in termini di presenze, ad un +17,8% a fine anno, permettendo alle presenze totali di chiudere a +1,7%. Che quella vista nel 2016 sia una cotta, o un colpo di sole, lo testimonia il fatto che nel 2012 lo straniero chiudeva l’anno con -1,3% rispetto all’anno precedente, nel 2013 -4,5%, nel 2014 +0,5%, 2015 -6,5%. Vista da un’altra prospettiva, negli anni la percentuale delle presenze straniere rispetto alle totali ha assunto questo andamento: 2011 23,4%, 2012 23,3%, 2013 23,3%, 2014 23,8%, 2015 22,1% e 2016 25,6%; dal 2011 al 2014 si mantiene sostanzialmente invariata per cedere nel 2015 e rimbalzare nel 2016.

Va detto che se lo straniero ad Auronzo può vantare un +17,8% di presenze (dovuto anche al tonfo dell’anno precedente, -6,5%), nel comprensorio Montagna Veneta lo straniero raggiunge il +12,4% e in Provincia di Belluno il +12,1% (tradotto, le presenze straniere sono aumentate in modo diffuso). 

Nella seconda tabella i dati percentuali del 2016 (rispetto al 2015) mese per mese: in questo caso il dato mensile è assolutamente a sé stante (non condiziona né è condizionato dagli altri). Ovvio che, sul totale, un -20% a novembre non conta niente, mentre un -2,5% a luglio ha il suo bel peso.

A solo scopo didattico abbiamo verificato ciò che sarebbe accaduto se nel 2016 lo straniero si fosse comportato come nel 2015 (-2,3% di presenze; qui tabella) e ciò che sarebbe accaduto se gli italiani si fossero comportati come nel 2015 (+3,9% di presenza; qui tabella).  

biblioteca comunale di Lozzo: di anni ne ha 40aaaaa!

E lo avevo già chiarito (Pasqua 2015): la biblioteca di Lozzo di Cadore ha più di 20 anni di vita (già, tra due ne avrà 40). Ma si vede che so’ de coccio. Infatti, anche nel bollettino parrocchiale “Pasqua 2017”, a p. 26: 

[…] Ogni persona volontaria che ci ha preceduto negli anni ha lasciato un’impronta importante e un contributo prezioso. La Biblioteca attuale è la risultante di tutto questo lavoro svolto in circa 25 anni di attività.

E ‘sti cazzi?!

A meno di non considerare la biblioteca di allora – quella nata 40 anni fa, cioè “circa” 15 anni prima dell’attuale 🙂 che, a sua volta, sarebbe la risultante di “circa” 25 anni di attività -, come la biblioteca di un dio minore. Ma questo io non credo (cit.).

Era comunale, co-mu-na-le. Ci avevamo anche il “comitato di vigilanza” eh!:  “Mario Da Pra (presidente), prof. Fioravante Zanella, maestra Bettina Lovarini e Giosuè Baldovin”. C’erano 1.370 volumi (ma c’erano anche quelli “della Risveglio”, uno su tutti: L’origine delle specie di Darwin). E andavamo a Feltre alla libreria Pilotto, anche, poffarbacco, a fare incetta di libri. E c’era l’eleganza e la gentilezza di Nanuto Moma (Giovanni Zanella Moma) che affiancavo nell’aprire al pubblico l’ambaradan.

E quella biblioteca, così lontana nel tempo, produsse anche una qual certa attività culturale: mi ricordo, per esempio, che quando ci spostammo dalla “palestra delle Medie” alla sede di via Trieste (mi ricordo molto bene quello spostamento perché il trasloco dei libri lo feci, al 100%, personalmente: me medesimo), allestii in biblioteca una piccola mostra fotografica della Casera de le Fede con qualche “poster” che brevemente ne descriveva la storia (così la gente veniva a dare un’occhiata alla piccola mostra e… se ne usciva con un libro sotto il braccio).

Dai, che non è poi così difficile!

(qua-ran-ta! il numero naturale dopo il 39 e prima del 41; io tarzan, tu gein!)

Lozzo, biblioteca comunale: ritaglio tratto da "il Cadore", 10 maggio 1979, p. 11

 

fogno o son desto? (delle vicissitudini fognarie accanto al Rio Rin)

di Claudio Calligaro

Per la prima segnalazione di quest’oggi vorrei partire dall’immagine che accompagnava l’articolo apparso sul Gazzettino di Belluno il 25 marzo scorso, che il BLOZ ha a sua volta messo in evidenza, che dava conto delle mie perplessità (espresse puntualmente nell’articolo a briglie sciolte…) sugli interventi svolti lungo il corso del Rio Rin, in particolare riguardo alla situazione delle briglie. 

In tale immagine appariva centralmente, sul lato sinistro, un “cubo di cemento”, laddove passava la linea dello scarico fognario prima che la brentana se lo portasse via. Da tale cubo – in realtà un chiusino posto lungo lo scarico – spuntava lateralmente, come si evidenzia nelle immagini che seguono, un innesto a curva. A che serviva questa curva? 

Era una specie di valvola di “troppo pieno”. Eh, sì! Lo scarico fognario a valle di questo chiusino, per chissà quale ragione, con flussi di scolo sostenuti… rigurgitava e si riempiva di brutto fino a “far saltare” i chiusini d’ispezione (invece di confluire nell’impianto di depurazione). La soluzione trovata per ovviare al malfunzionamento fu geniale: il cubo col buco. Il flusso che occasionalmente tornava indietro (flusso di ritorno) riempiva il tubo fognario fino a trovare la curva, dalla quale usciva per finire nel Rio Rin.

Un bel dì, mentre rimiravo i lavori in fase di svolgimento lungo il Rio Rin, trovandomi a pochi metri da una riunione “sul campo” alla quale partecipavano “personalità e tecnici”, sento pronunciare questa frase: “… e poi lì bisognerà rimettere a posto quel troppo pieno…“. Così, sentii il bisogno di intervenire: “Eh no, cari signori, visto che la brentana ha messo buona parte dello scarico “con le gambe all’aria”, a quel malfunzionamento dovrebbe essere trovata una soluzione definitiva, non palliativa com’è quella del troppo pieno”. Cosa sia stato deciso al riguardo non si sa. Tutto ciò detto… solo perché si sappia.

La seconda segnalazione consegue alla prima. Dal giorno della brentana (4 settembre 2016), per tutto il periodo dei lavori (sospesi circa a metà dicembre) fino ad oggi, lo scarico fognario è stato gettato nel Rio Rin con, immagino, grande sollievo dell’impianto di depurazione che quell’acqua nera non la deve più trattare. Provo a immaginare cosa sarebbe successo se ad inquinare un corso d’acqua come il Rio Rin, come sta succedendo ora, fosse stato un privato, anche solo con un… tubicino.

Inoltre va ricordato che tutti gli utenti che, in forza di un obbligo istituzionale, essendo collegati alla fognatura pubblica, pagano tale servizio di smaltimento in bolletta al Gsp, lo stanno facendo anche se il medesimo non è per nulla erogato. Anzi, pagano per inquinare (e non viceversa). Tutto ciò detto… solo perché si sappia.

Ora, va bene la cosiddetta “emergenza”, ma che da allora lo scarico fognario sia ancora… a cielo aperto, non mi sembra sia una gran bella figura. 

(per chi sostiene che l’acqua in fuoriuscita dalla fognatura si può quasi bere, allego anche qualche foto dalla quale si può dedurre che no, meglio non berla, quell’acqua…)

Sulla sinistra, centralmente, ecco apparire "il cubo" che intercettava il flusso fognario...

Sulla sinistra, centralmente, ecco apparire “il cubo” che intercettava il flusso fognario…

particolare del chiusino con la curva innestata per fungere da "troppo pieno"

particolare del chiusino con la curva innestata per fungere da “troppo pieno”

il tratto di fognatura portata via dalla brentana; a destra, centralmente, si vede la luce del tubo fognario troncato (il tubo in alto è la vera e propria fognatura, quello più in basso è stato divelto e si è abbassato per gravità; sulla sezione di questo secondo tubo si nota il forte sedimento dovuto al ritorno delle acque fognarie; tutto ciò sta a dimostrare che la pendenza del tubo non è adeguata alle necessità del caso)

il tratto di fognatura portata via dalla brentana; a destra, centralmente, si vede la luce del tubo fognario troncato (il tubo in alto è la vera e propria fognatura, quello più in basso è stato divelto e si è abbassato per gravità; sulla sezione di questo secondo tubo si nota il forte sedimento dovuto al ritorno delle acque fognarie; tutto ciò sta a dimostrare che la pendenza del tubo non è adeguata alle necessità del caso)

il tratto di fognatura "saltata" visto da sud

il tratto di fognatura “saltata” visto da sud

particolare del chiusino ("cubo") con l'innesto della curva che funzionava da troppo pieno quando il tubo fognario, per malfunzionamento, si riempiva...

particolare del chiusino (“cubo”) con l’innesto della curva che funzionava da troppo pieno quando il tubo fognario, per malfunzionamento, si riempiva…

deviazione del tubo fognario in Rio Rin a monte del tratto eroso

deviazione del tubo fognario con sversamento nel Rio Rin a monte del tratto eroso; tale sistemazione provvisoria è, allo stato dei fatti, ancora… provvisoria (da allora);

deviazione del tubo fognario in Rio Rin visto da sud

deviazione del tubo fognario in Rio Rin visto da sud

vista più ampia dello scarico cui seguono le foto successive con i particolari ingranditi "del caso"

vista più ampia dello scarico cui seguono le foto successive con i particolari ingranditi “del caso”

"dal tubo fognario esce acqua pressoché pulita", dicono alcuni... (foto 01)

“dal tubo fognario esce acqua pressoché pulita”, dicono alcuni… (foto 01)

"dal tubo fognario esce acqua pressoché pulita", dicono alcuni... (foto 02)

“dal tubo fognario esce acqua pressoché pulita”, dicono alcuni… (foto 02)

"dal tubo fognario esce acqua pressoché pulita", dicono alcuni... (foto 03)

“dal tubo fognario esce acqua pressoché pulita”, dicono alcuni… (foto 03)

 

Veneto: andamento stagione turistica per comprensorio 2016

Variazioni percentuali di presenze e arrivi (totali, italiane e straniere) cumulate da inizio anno per comprensorio (dati 2016 su 2015). Per quanto riguarda le presenze vi è da segnalare il lieve calo del Mare (-0,6%), mentre tutti gli altri comprensori presentano variazioni positive: Città d’arte 6,1%, Lago 7,4%, Montagna 2,7%, Terme 4,4%; il Veneto chiude il 2016 con un +3,4%.

Tra i comprensori in crescita, la Montagna cresce meno degli altri in termini di presenze e più degli altri in termini di arrivi;  da segnalare la disaffezione da parte italiana per il Mare (marcata, -5,0%) e la Montagna (lieve, -0,5% a fine anno ma – dati cumulati – con -1,5% a luglio e -1,3% ad agosto); vi è da segnalare, sempre per la Montagna, il marcato aumento di presenze straniere (12,4%) che “hanno salvato la stagione”: se, per dare un’idea, le presenze straniere fossero rimaste quelle del 2015, la Montagna avrebbe chiuso l’anno con un -0,4% di presenze totali. 

Presenze totali cumulate da inizio anno per comprensorio: anno 2016

Arrivi totali cumulati da inizio anno per comprensorio: anno 2016