cosa vedere in Veneto: per esempio il Sassolungo di Val Gardena

Della serie: articoli turisticoidi un tanto al chilo.

Lei si è svegliata (ma se volesse prendersi qualche ora di sonno in più noi non ci opporremmo) con tanta voglia di trascorrere quale giorno (vedi la carenza di sonno!? qualche) tra la natura. Lei si dice convinta che apprezzeremo il post che sta per scrivere, ovviamente nel caso noi si sia genuinamente appassionati di natura e alla ricerca di luoghi unici e incontaminati (confermo, lo siamo).

Tuttavia, va detto che anche i siti contaminati non ci dispiacciono per niente: non è raro infatti che ci si attardi a tabaccare amianto e spalmarci di fango al polonio. Ma tra tutte le caratteristiche, è l’unicità del posto che più ci strega. E il Sassolungo di Val Gardena, soprattutto se in Veneto, è davvero un posto unico: più unico che raro (come si suol dire).

Non ci fossero questi viandanti a raccontare le smaglianti bellezze della nostra regione, con rara dovizia di particolari e dopo averle viste con i propri occhi, vivremmo ancora nelle caverne.

insetto sarai tu! (un anno dopo...)

Zecche con sei zampe ne abbiamo?

Un anno fa toccò al Corriere delle Alpi, oggi a scivolare è – niente di meno, a quanto pare – una laureata in medicina veterinaria. Il sole è alto, al culmine, e batte, se batte! Non è il primo imparato che offende una zecca reputandola un insetto (la palma nel settore spetta ai medici, ché potrebbero disinvoltamente porre tra i felini anche il leone marino). Chissà perché tutto quello che è piccolo (e fastidioso) dev’essere… insetto.

(eh, la fretta di pubblicare; e la zecca, che dice la zecca?)

Insetto sarai tu! 

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propaganda non ingannevole...

Se l’avessero commissionato ad un’agenzia pubblicitaria non ne avrebbero tratto pari giovamento. Quando l’ho visto (prima pagina del Corriere delle Alpi del 15 giugno) mi son detto: geniale.

Del resto (valutazione politica), per un partito-baldracca qual è il Pd, che cova e dischiude esagerati istinti pornoidi, con i quali tenta disperatamente di titillare il volgo incredulo, fungere da ponte tra prostituzione e sex-shop è, per così dire, una sua intima e connaturata eccellenza.

(come dire: il caso è meno cieco della ragione) 

tratto dalla prima pagina del  Corriere delle Alpi del 15 giugno 2017

Cadore: bilancio demografico 2016 a - 8,6 per mille (-10,0 Centro Cadore, -14,4 Comelico, -2,4 Val Boite)

Come già detto, a guidare la classifica paesana del collasso demografico ci sono due perle centrocadorine, Lozzo con -29,6 per mille (‰) e Calalzo con -29,3‰. A livello comprensoriale, tuttavia, il Centro Cadore, che nel 2015 aveva il peggior risultato (-14,2‰), nel 2016 fa meglio (-10,0‰) lasciando lo scettro nelle mani del Comelico-Sappada a -14,4 ‰ (nel 2015 -7,8‰). La Val Boite si migliora ancora portandosi a -2,4‰ (nel 2015 -5,5‰). 

Nei tre comprensori i saldi naturali sono più o meno allineati attorno alla media di -7,0‰ (va un po’ meglio per la Val Boite con -6,4‰); per quelli migratori si osserva la forte fuga dal Comelico-Sappada con -7,3‰, un po’ meno accentuata per il Centro Cadore con -2,9‰, mentre la Val Boite registra un saldo positivo di 4,0‰

Il Cadore chiude il 2016 con un saldo totale di -8,6‰ (era nel 2015 -9,9‰), un saldo naturale a -6,9‰ (nel 2015 -6,0‰) e un saldo migratorio a -1,7‰ (nel 2015 -3,9‰). Provincia di Belluno a -5,2‰, Provincia autonoma di Bolzano a +6,5‰, Provincia autonoma di Trento a +0,7‰, Veneto a -1,5‰, Italia a -1,3‰.

Bilancio demografico del Cadore 2016

'Bolzano ci straccia', signora maestra!

Di per sé è già intrigante l’intersezione titolistica, al netto del fatto che le due testate vivano sotto lo stesso tetto e siano talvolta (o talsempre?) “siamesi”. Alto Adige: Bolzano sta surclassando Trento. Trentino: Bolzano ci straccia. Meraviglioso, no?

Il Trentino, non quello di carta, sembra Pollicino, quello che s’è segnato la strada di casa con le briciole. Per certi aspetti richiama anche Il bello e la bestia, variante dove gli tocca il ruolo di bestia (incompresa). Mentre l’AA richiama il brutto anatroccolo che, fattosi grande, veleggia lontano nella sua splendida solitudine. Sembra una favola.

Sarà interessante cercare di valutare il perché l’uno, dove politicamente si replica il merdaio italiano, cammina (ed è già un piccolo miracolo), mentre l’altro galoppa. E per fortuna che c’ha l’autonomia da lunga data, altrimenti a quest’ora il Trentino ci starebbe lustrando, a noi bellunesi, le scarpe.

Tratto dalle prime pagine di Algto Adige e Trentino del 15 giugno 2017

Centro Cadore: bilancio demografico 2016 sempre tragico (-10 ‰); le perle di Lozzo -29,6 e di Calalzo -29,3 ‰

Ieri abbiamo posto un fiore sulla lapide di Lozzo, oggi tocca al Centro Cadore. Nel 2015 era andata peggio, con il saldo totale a -14,2 per mille (‰), complice quello migratorio pari al 7,7 ‰. Nel 2016 la tragedia demografica si ferma al -10,0‰, con un saldo migratorio di -2,9‰.

Non mancano le perle (nere), Lozzo e Calalzo, rispettivamente a -29,6‰ e -29,3‰ nel saldo totale e -23,1‰ e -21,1‰ nel saldo migratorio. Perle di prima grandezza, primo e secondo posto in Centro Cadore, primo e secondo posto anche in Cadore. Se nel saldo migratorio fai 8 volte peggio (nel 2015 era tre volte peggio) della media centrocadorina (per Lozzo 23,1 / 2,9)…

Il bilancio demografico del Centro Cadore ha un saldo naturale di -111 persone (-7,1 ‰) e un saldo migratorio di -46 (-2,9 ‰) che comportano un saldo totale di -157  persone (-10,0 ‰). Come elemento di confronto si tenga conto che nel 2016 Comelico-Sappada ha un salto totale di -14,4 ‰, la Val Boite -2,4 ‰, il Cadore (con Cortina) -8,6 ‰ (per domani la tabella completa).

bilancio demografico Centro Cadore 2016

Lozzo di Cadore, bilancio demografico 2016: fiuu, solo -29,6 per mille...

Partendo dal -34,2 per mille del saldo totale del 2015 (con un -20,9 di saldo migratorio e un -6,5 di saldo naturale), il fiuu ci sta tutto. Il 2016 si chiude con un più leggero saldo totale di -29,6 per mille, sebbene più grave in termini di saldo migratorio che è del -23,1 per mille. Anche in questa circostanza ci tocca la croce di peggior risultato tra i comuni del Centro Cadore, seguiti a brevissima distanza da Calalzo con il saldo totale a -29,3 ‰ e quello demografico a -21,1 ‰ (ma scopriremo poi che è anche il peggior risultato di tutto il Cadore). Nati, 5. Perse 41 persone, 9 per saldo naturale e 32 per saldo migratorio, per una popolazione totale a fine 2016 di 1.342 persone.

bilancio demografico anno 2016 per Lozzo di Cadore

bilancio demografico nazionale 2016: saldo naturale a -142.000 unità...

Popolazione italiana in calo (-96.981 residenti) nonostante l’aumento dei nuovi italiani (+202 mila)… Istat:

Al 31 dicembre 2016 risiedono in Italia 60.589.445 persone, di cui più di 5 milioni di cittadinanza straniera, pari all’8,3% dei residenti a livello nazionale (10,6% al Centro-nord, 4,0% nel Mezzogiorno).

Prosegue nel 2016 la diminuzione dei residenti già riscontrata l’anno precedente. Il saldo complessivo è negativo per 76.106 unità, determinato dalla flessione della popolazione di cittadinanza italiana (96.981 residenti in meno) mentre la popolazione straniera aumenta di 20.875 unità. Tuttavia, all’interno della popolazione straniera la componente femminile diminuisce per la prima volta dagli anni Novanta quando l’Italia è diventata Paese di immigrazione.

Il movimento naturale della popolazione ha registrato un saldo (nati meno morti) negativo per quasi 142 mila unità. Il saldo naturale è positivo per i cittadini stranieri (quasi 63 mila unità), mentre per i residenti italiani il deficit è molto ampio e pari a 204.675 unità.

Continua il calo delle nascite in atto dal 2008. Per il secondo anno consecutivo i nati sono meno di mezzo milione (473.438, -12 mila sul 2015), di cui più di 69 mila stranieri (14,7% del totale), anch’essi in diminuzione.

I decessi sono stati oltre 615 mila, circa 32 mila in meno rispetto al 2015, anno record della mortalità, ma in linea con il trend di crescita degli anni precedenti, dovuto all’invecchiamento della popolazione.

Il movimento migratorio con l’estero fa registrare un saldo positivo di circa 144 mila unità, in lieve aumento rispetto all’anno precedente.

Aumentano leggermente le iscrizioni dall’estero: poco più di 300 mila di cui il 90% riferite a stranieri.

Allo stesso modo le cancellazioni per l’estero superano le 114 mila unità per gli italiani, di nascita e naturalizzati, (+12 mila rispetto al 2015) mentre sono quasi 43 mila per gli stranieri.

Continuano a crescere le acquisizioni di cittadinanza: nel 2016 i nuovi italiani sono più di 200 mila.

In Italia vi sono circa 200 nazionalità: nella metà dei casi si tratta di cittadini europei (oltre 2,6 milioni). La cittadinanza maggiormente rappresentata è quella rumena (23,2%) seguita da quella albanese (8,9%).

Si conferma la maggiore attrattività delle regioni del Nord e del Centro verso le quali si indirizzano i flussi migratori provenienti sia dall’estero sia dall’interno.

Belluno ha il 6,1% delle presenze turistiche del Veneto (nel 2013 era il 6,5%)

Cose già viste in passato (qui i dati al 2013), ma eccole aggiornate. Nel 2000 la provincia di Belluno deteneva il 9,3% delle presenze regionali, passate gradualmente nel corso degli anni al 6,1% del 2016 (6,1% nel 2015, 6,0% nel 2014, 6,5% nel 2013). Quindi, nonostante l’impennata degli arrivi “milionari” (+8,0%), le presenze scaturite non sono andate oltre il 3,0%, condannando la provincia di Belluno al mantenimento della quota di presenze che aveva nel 2015 (6,1%). Come già detto, il tacchino vola, ma vola basso, quasi rasoterra.

Se ci fate caso la sola VE (la provincia) ha il 52,6% della quota regionale delle presenze (in calo dal 54,1% del 2015). VE + VR fanno il 78%, diciamo l’80% di tutte le presenze. L’altro 20% è a disposizione delle 5 province rimanenti, tra le quali BL si accaparra il 6,1%. Non c’è alcuna causalità (sia ben chiaro), ma da quando ci sono i dolosodomitici che bla bla bla di montagne più belle del mondo, la quota di presenze della provincia di BL è andata continuamente calando, dal 7,3% del 2009 al 6,0% del 2014 (ma quello fu un anno di marmellata), con un singhiozzo al 6,1% nel 2015 e 2016.

Sarebbe questa la montagna da record? Dobbiamo riporre tutte le nostre speranze nella pia opera dell’Eurac?

Ripartizione provinciale delle quote di presenze turistiche in Veneto nel 2016
Tabella della ripartizione provinciale delle quote di presenze turistiche in Veneto 2000-2016

Grafico della ripartizione provinciale delle quote di presenze turistiche in Veneto 2000-2016

Belluno, 'Il turismo vola' (sì, ma a volare è un tacchino)

Dopo il mega-record sugli arrivi (mega inteso come prefisso che indica il milione) sbandierato dalla Corriera degli alpigiani (sorpasso milionario ottenuto con l’aiuto di cani, gatti e cocorite), ci preme chiarire quale sia la posizione della provincia di Belluno in rapporto ad un’altra iperbole, apparsa sulla prima pagina del citato quotidiano il 7 giugno scorso, probabile frutto della salivazione pavloviana al suono del raggiunto traguardo (quasi) milionario: “Il turismo vola“.

Intendiamoci: ci va bene quel “vola”, ma a volare è un tacchino (che vola basso, quasi rasoterra).

(agevoliamo il servizio)

Se sei un tacchino che si confronta nel volo con un vitellone, corri il serio rischio di crederti un top gun (sullo sfondo la camcom di BL-TV). Confrontiamoci, dunque, con le altre province e con noi stessi quando eravamo più giovani. Un gioco, quello del confronto, già fatto in passato (2013) e qui riproposto con i dati aggiornati (l’andamento dei flussi turistici del 2016 per provincia lo trovate qui).

La provincia di Belluno è facile da trovare, è quella più in basso (tanto nel grafico delle presenze quanto in quello degli arrivi). La dinamica dei flussi è riferita all’anno 2000, ma chiunque è in grado di spostare il “punto zero” in avanti e vedere che la situazione cambierebbe di poco. Nelle presenze, rispetto al 2000 siamo sotto del 21,4%, la peggior performance tra tutte le province: Vicenza è sotto del 9,5%, Rovigo del 14,2%, ma le altre sono tutte positive: VR 53,4%, TV 39,8%, VE 18,7%, PD 13,2%.

Negli arrivi, sempre in rapporto al 2000, tutte le province sono positive: ma BL è in coda con il 23,9%, poi c’è VI 28,0%, RO 28,1%, VE 44,9%, PD 59,3%, TV 67,7%, VR 97,6%.

Lo dicevamo: vola, ma vola basso, quasi rasoterra. Si tratta ora di vedere se il tacchino volante prenderà francamente quota o svolazzerà qua e là (conveniamo che il tacchino, rispetto al vitellone, ha una maggior attitudine al volo: incrociamo le dita, ché potrebbe finire anche in una nuvola di piume…).

Andamento % della differenza delle presenze turistiche totali di ogni singolo anno dal 2000 preso come anno base; province del Veneto, 2000-2016

Andamento % della differenza degli arrivi turistici totali di ogni singolo anno dal 2000 preso come anno base; province del Veneto, 2000-2016