la brentana sul Rio Rin (considerazioni sparse di un indigeno)

(ricevo e volentieri pubblico)

di Claudio Calligaro

Caro Titolare,

nel leggere il bollettino comunale, in particolare la parte augurale a cura del sindaco, il mio cuore si è colmato di gioia. Essere oggetto di ringraziamento da parte del sindaco non è cosa di poco conto. Ed essendo io intimamente convinto d’essere un cittadino che, come auspicato così caldamente dal primo cittadino, “si sta comportando da cittadino in gamba, collaborativo, rispettoso, corretto, responsabile…“, ebbene, da quella gratitudine dispensata a piene mani mi sono sentito avvolgere.

Allo stesso tempo mi rincresce che il nostro sindaco abbia incontrato lungo il proprio cammino “la pochezza di chi non sa andar oltre l’arida critica e le parole al vento espresse con la presunzione di indicare soluzioni e verità“. Dispiacere, questo, mitigato dalla consapevolezza che egli abbia nel contempo avuto modo di rendersi conto “della forza, del coraggio e della generosità di tanti concittadini“.

Per tutto ciò, e per aderire ancor più strettamente ai desiderata del nostro sindaco, mi permetto di inviarti alcune mie sintetiche (quasi lapidarie) considerazioni corredate da alcune testimonianze fotografiche relative alla brentana dello scorso 4 settembre 2016, affinché il lettore, se avrai la bontà di pubblicarle, possa eventualmente tenerne conto.

Vogliamo considerare, per esempio, lo stato di abbandono dell’alveo del Rio Rin nel tratto in cui scorre adiacente alle case? Quanto accaduto nella serata del 4 settembre, evento meteorico certamente anomalo, avrebbe potuto, in termini di danni e paure, essere in parte evitato o perlomeno mitigato da un intervento di manutenzione che, estirpando la vegetazione infestante l’alveo, avrebbe permesso un più efficace deflusso di detriti ed acqua?

Di seguito due foto che ben rappresentano lo stato di totale abbandono dell’alveo del Rio Rin, seguite da un confronto tra le medesime foto e lo stato dell’alveo ripreso qualche giorno fa.

30-04-2015: foto scattata dal ponte stradale sul Rio Rin in direzione sud (lo stato di degrado, dal momento dello scatto alla brentana è passato un anno e quattro mesi, è potuto solo peggiorare)

30-04-2015: foto scattata dal ponte stradale sul Rio Rin in direzione sud (lo stato di degrado, dal momento dello scatto alla brentana è passato un anno e quattro mesi, è potuto solo peggiorare)

30-04-2015: foto scattata dal ponte stradale sul Rio Rin in direzione nord (lo stato di degrado, dal momento dello scatto alla brentana è passato un anno e quattro mesi, è potuto solo peggiorare)

30-04-2015: foto scattata dal ponte stradale sul Rio Rin in direzione nord (lo stato di degrado, dal momento dello scatto alla brentana è passato un anno e quattro mesi, è potuto solo peggiorare)

 

 

 

il senso dei trentini per il lago vuoto

Coi laghi vuoti, i trentini, non sono poi così schizzinosi. Se si tratta di turismo, noi il lago ve lo facciamo vedere anche quando è vuoto. Magari vuota, ma è sempre “un’oasi naturale”. Così vede la cosa VisitTrentino, retwittato da AileccoItaly (la corazzata taliana della promotion on the word del turismo italico: vedi il fatterello laterale del verytonfo.it del menestrello franceschini). Insomma, semplificando all’osso, la cosa potrebbe essere riassunta in un “di necessità virtù”.

E visto che ci siamo (vedi la seconda immagine), perché non provare a farne un’attrazione lunare?

Lago Molveno (estratto da twitter)

Lago Molveno vuoto (tratta da twitter)

mappa dei 'punti caldi' fotografici da tutto il mondo

Le va a prendere, le foto, da 500.px; verifica dove sono state scattate e crea una mappa (una mappacalda, heatmap, con tanti e belli hotspot). Le Dolomiti scintillano un po’, ma non è tutto ‘sto furore che ci si potrebbe aspettare. Dice che ha in animo di integrare anche foto da Flickr. Qui la mappa. Qui i dettagli

(non è la prima mappa di questo tipo eh, ma il tizio che l’ha fatta si è tanto gasato…)

 

 

a ddarioo! (il franceschini verytonfo)

Franceschini, un menestrello più che un  ministro, di questo status (di menestrello) ci ha dato conferma. A suo tempo ci siamo accostati alla sua “creazione” verybello.it:

[…] Per dire: il sito è su un server non dedicato, insieme a teloficconelculo.com, leccastaminchia.com e altri siti porno. Si, insomma, l’ambiente non è dei più fidati. Inoltre l’accessibilità, intesa come attributo di navigabilità del sito, è una chimera. Il porto delle nebbie, a confronto, è un luogo cristallino.

Verybello s’è rivelato per quello che era fin dalle origini: un verytonfo!

Per dettagli: Verybello è verymorto: ennesimo flop di Franceschini sul turismo.

(suvvia, franceschini, non se ne faccia un cruccio: noi, come menestrello della cultura e del turismo, le riconfermiamo piena e incondizionata fiducia)

 

anche in Alto Adige guardano quella digitale (4 lettere)

Neve. Sparata tanta, naturale qualche fiocco. Un po’ come in Cadorinia: se quella vera – quella analogica – non c’è ancora, anche in Sudtirolandia ci si accontenta di guardare quella digitale (il video, pubblicato il 3 gennaio, un patchwork di avanzi, parrebbe avere quasi funzione evocativa).

target Auronzo: neve neanche a comprarla! (ma ci sono i presepi di Lozzo)

E niente, anche quest’anno la neve “vera” non s’è vista. Peccato, perché le premesse per una stagione esplosiva c’erano tutte. Guardando a posteriori la puntata 06 del video promozionale, la stonatura meteoropatica stride ancor di più:

“…ammantate dalla neve, scintillanti di cristalli”;

“…immersi nel candore ovattato di una bella nevicata…”;

“…ma a Misurina lo spettacolo si tocca con mano e ci accompagna ovunque in questo luogo dove la neve naturale permette ogni genere d’esperienza per diversi mesi, fino a primavera inoltrata”

“…così può essere fantastico approfittare del servizio con le motoslitte per raggiungere le malghe attraverso boschi immacolati”

Ma quest’anno i turistici non si sono lasciati convincere: no neve, no party (con prenotazioni all’osso). E si son messi a guardare il cielo. E chi è venuto ha potuto contare, per giungere all’ora di cena, sul bue e l’asinello: i presepi, “la più genuina espressione della tradizione natalizia”.

(l’ho detto fin dall’inizio e più volte, ribadisco ancora: lasciate perdere la storiella del regno delle graspe ciaspe, e buttatevi sul winter hiking (che le comprende))

signora maestra, 'ha stato' l'establishment (l'ortottero storno)

Su alla UE (nel parlamento europeo) quelli del M5S facevano gruppo con l’EFDD (con cui qualcosa avevano in comune). Poi domenica il grullo ha suonato le trombe chiamando gli assatanati a votare in rete per un cambiamento di gruppo, l’ALDE (con cui, fino ad oggi, avevano ben poco da spartire). La rete (ma chi cazz’è sto ALDE?) si è espressa per il 78% a favore di quest’ultimo.

E che ALDE sia!

Ma anche no!

L’ortottero storno dal suo blogghe: signora maestra, ‘ha stato’ l’establishment!

L’establishment contro il MoVimento 5 Stelle

L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima. Grazie a tutti coloro che ci hanno supportato e sono stati al nostro fianco. La delegazione del MoVimento 5 Stelle in Parlamento Europeo continuerà la sua attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il DDM (Direct Democracy Movement).

Come tuffarsi (felici) in un oceano di merda.

(effettivamente la sorpresa non è stata tanto il salto dell’ortottero in casa ALDE, ma il fatto che i liberaldemocraticieuropoidi si siano dimostrati possibilisti ad accettare nel recinto quello che han sempre dipinto come “il male”: almeno prima che si scatenasse l’inferno liber… atorio)

se la neve non va da Maometto...

Qualche centimetro, sbuferata, ma meglio di niente. Rifugio Bonner (2340 m), Corno di Fana, Dobbiaco (Repubblica Autonoma di Sudtirolo).

Gandelle, inizio percorso per il rif. Bonner

Rif. Bonner (Corno di Fana)

Panorama verso le Dolomiti dal rif. Bonner

panorama 360 dal Curié (questa volta coi pupinote...)

A completamento dell’augurio di buon anno alla Regione Dolomiti di qualche giorno fa (questa volta con i pupinote, alcuni oronimi)

(link diretto su theta360 per schermo intero e altre opzioni).

Foro sferica dal M. Curié (31-12-2016) con oronimi #theta360 – Spherical Image – RICOH THETA

ad Auronzo si spara...

Co la lenga de fora, ma i gnoche i é ruade n zima: habemus nevem (eiaculata, ma neve).

(dal Monte Zovo mi pareva baluginare una luce, là dove il mesto colle di Agudo s’erge nella cupa boscaglia…)

si spara ad Agudo

si spara ad Agudo