29 Comments

  1. michela s.
    8 Maggio 2010 @ 23:48

    Responsabilità civica vuol dire prima di ogni cosa avere il coraggio di sottoscrivere con la propria firma ciò che si pubblica su qualsiasi mezzo.
    Detto questo:
    punto uno: Come si può rispondere e prendere sul serio il contenuto di questo post senza sapere il nome della persona che si nasconde dietro a “Pettirosso”?
    punto secondo: il foglio di cui sopra, e nel quale don Osvaldo ha espresso (sottofirmando!) la propria opinione NON E’ il Bollettino Parrocchiale, bensì il foglietto settimanale delle celebrazioni, utilizzato dal parroco per fornire eventuali informazioni e/o considerazioni personali in merito a qualsivoglia materia.
    Come si può denigrare in toto uno strumento che non è proprietà del parroco bensì della comunità parrocchiale e dalla comunità parrocchiale percepita come tale?

  2. ghino di tacco
    9 Maggio 2010 @ 12:18

    Cara “Michela s.”,
    le motivazioni per le quali i commentatori si sottoscrivono con uno pseudonimo sono state, a suo tempo, ben chiarite e precisate dal redattore ed è inutile ripeterle in questa sede. Perchè prendersela quindi con “Pettirosso” e non anche con Pagaapo, Cagliostro, Marnifo, Zorro, Lozzese, Anonimo ecc. ecc.? Tu stessa il cognome lo indichi con una semplice “S.” Visto il tuo stringato argomentare, arguisco che quella tua “S.” potrebbe anche stare, ad esempio, per “Santa Inquisizione”, che ne dici?
    Le truppe cammellate dell’integralismo lozzese sembra proprio che si siano messe in moto…
    Un consiglio, abbandona l’integralismo e leggiti quello che scrivono, in data odierna sulla stampa nazionale, Hans Kung ed il Card. Christoph Schoenborn a proposito di certa Chiesa evocante il potere temporale e non lo spirito del Concilio Vaticano II°!! Potere fine a sè stesso e spirito di conservazione medioevale rispetto al senso vero di Comunità inclusiva….
    Leggiti bene e senza fraintendimenti lo scritto da te richiamato e vedrai che lì si cita proprio il foglio settimanale degli avvisi; il “Bolpar” è citato solo per l’uso strumentale che si tenta di fare di tale mezzo, le cui finalità dovrebbero essere ben diverse da quelle di megafono e strumento di qualche “interessato” cattolico, che prima di essere tale pensa a curare il proprio piccolo potere ed i ritrovati, immeritati appannaggi.
    Infine, perché tanta bramosia di conoscere solamente chi si cela sotto lo pseudonimo di Pettirosso? Forse perché, conoscendolo, si potrebbe additarlo al pubblico ludibrio per aver infranto qualche dogma e quindi poter deferirlo alla Santa Inquisizione? Prescindendo dalla facile ironia e perfino sarcasmo, credo che una critica sul commento “incriminato” sia legittima e lo stesso Don Osvaldo mi sembra che, tra le righe, nel suo intervento, lo ammetta. Suvvia quindi, cara Michela S., non lanciarti in battaglie sanfediste che non farebbero che inaridire e rendere anacronistica la tua sollecitudine ed il tuo “spirito di corpo”, trasformandolo, forse inavvertitamente, in militanza (me lo concedi?) un pò “fanatica”. Un caro e “cattolico” saluto.

  3. romantico tre
    9 Maggio 2010 @ 12:57

    Cara Michela S. se usassero il vero nome e cognome, questo bloz da satirico diventerebbe comico. Ciao

  4. Danilo De Martin
    9 Maggio 2010 @ 13:15

    @romantico tre, correttamente dovrebbe essere: “Se usassimo il vero nome”, non come tu dici “se usassero”. O pensi di essere speciale?

  5. michela s.
    9 Maggio 2010 @ 14:22

    @ghino di tacco,
    punto uno: ho espresso semplicemente il mio parere in uno spazio che si dice “democratico”.
    punto due: dovresti rispondermi nel merito della questione e non in merito al mio “supposto” cattolicismo integralista, il quale, mi spiace contraddirti, ma non esiste e chi mi conosce molto bene lo sa.

  6. ghino di tacco
    9 Maggio 2010 @ 14:50

    @michela s.,
    io sono aduso rispettare le idee di tutti i miei interlocutori, quindi anche le tue; converrai con me che è un mio diritto confutare tale idee, giusto o sbagliato che sia il mio intendimento. Ed in questo convengo pienamente con Don Osvaldo, che scrive: “…. Premesso che la libertà di pensiero e di parola è ‘sacra’ ed ognuno è libero di pensare e dire quello che vuole e non sarò io a negare tale diritto….”. Tranquilla quindi, giacché stai sfondando una porta aperta ed io considero ogni idea rispettabilissima, quindi anche quella degli ipotetici integralisti. Prendo atto che tu affermi di non esserlo, anche se dal tuo primo scritto lo si potrebbe presumere.
    Non sono io che debbo interpretare Pettirosso, ma credo proprio che il merito dello scritto di quest’ultimo sia abbastanza chiaro e, probabilmente, tu non lo hai ben compreso. Può aver dato fastidio a molti quanto asserito dal parroco a proposito di chi ha espresso le sue idee in merito alla nuova Chiesa; per di più, forse, non è piaciuto l’uso di certa ironia e certo sarcasmo dozzinale riferito sempre a chi il giudizio negativo lo ha palesato alla luce del sole.
    Chiaro poi appare il giudizio espresso da Pettirosso sul “Bolpar” e sull’uso di alcune pagine riservate al Botanico Palazzo, tanto che non necessitano di interpretazioni. Per il resto, anch’io apprezzo, come te, quella che è (o dovrebbe essere in toto) la natura del medesimo “Bolpar”.

  7. ghino di tacco
    9 Maggio 2010 @ 15:08

    @Romantico tre,
    cerca di essere un tantino più coerente altrimenti diventi davvero “comico” (per non dire farsesco). Capisco che neanche ti è passato per la mente di avere un possibile, piccolo, fuscello nell’occhio, mentre ti interessa vedere la “trave” negli occhi altrui, magari anche dove non c’è. La attenta lettura del Vangelo potrebbe giovare a tutti indistintamente (a me per primo, ma certamente anche a te!). Vedresti che la malizia e i sottintesi (denigratori?) non trovano molta comprensione in quelle bellissime pagine… Un evangelico saluto.
    PS Pensi davvero che dietro il tuo pseudonimo si nasconda l’unico depositario della verità? Saresti o un illuso o un pretenzioso (vedi tu).

  8. frison
    9 Maggio 2010 @ 15:29

    A’ reson “Ghino di tacco” a parlà de truppe cammellate partide alla difesa del pree e de ‘l so “pensiero unico architettonico”. Chè avaralo mai dito de mal Pettirosso se non confutà ‘na opinion personale de ‘l pree?
    Sul Bollettino, me par che ‘l Comun esagere ‘ntin. No sarae meo che ‘l Negus, de scarsela soa visto che i introiti no i mancia…, al se fade un bollettino par conto sò?
    No volarae che fose stou ‘nsoreou ‘n bel vespei. Sarae duto fora posto. Io al pree me permeto de sugerili de lassà perde zerte combricole e de costituì invenzi ‘n fondo de solidarietà par chi che é senza laoro. Par chesto sì che ‘l podarae usà, insieme al sindico, ‘l “Bolpar” e dute aprezarae..
    Alora sì che Ciesa e Municipio podaree dì a braceto…

  9. michela s.
    9 Maggio 2010 @ 16:01

    @ghino di tacco (era un brigante, no?)
    ti ringrazio per aver ri-tarato la mira del tuo intervento: ritengo infatti che un sano confronto democratico si basi soprattutto sul rispetto dell’interlocutore che si ha di fronte.
    Venendo al post: a mio avviso si mescolano due piani che invece vanno tenuti rigorosamente distinti:
    il primo: l’intervento del parroco in merito al sondaggio lanciato sul bloz a suo tempo sulla destinazione d’uso del fabbricato della ex chiesa parrocchiale: l’autore del post di cui sopra si sente direttamente colpito dalle considerazioni del parroco, ma come è possibile poter argomentare pro e contro senza conoscere l’identità dell’autore?
    mentre altro argomento, è la questione inerente al bollettino parrocchiale. Ritengo che questo sia solo un mezzo di collegamento, come in uso in tutte le parrocchie, che, a parere della sottoscritta riporta semplicemente tematiche che sono d’interesse anche della comunità parrocchiale, essendo questa inserita all’interno di un’organizzazione comunale democraticamente eletta, e quindi non “sostenitrice” di questa o quella parte politica..
    spero con questo intervento di aver chiarito il mio punto di vista sulla questione.

  10. romantico tre
    9 Maggio 2010 @ 20:29

    Confermo, mi riferivo a chi vuole interpretare più personaggi possibili per intervenire su tutto, non sfugge nulla, invidio
    l’eclettismo.

  11. ghino di tacco
    9 Maggio 2010 @ 23:38

    @michela s.,
    non credo di aver avuto bisogno di “ritarare” nessuna mira. Credo di aver solo precisato come io intenda l’interloquire con un contraddittore onesto e corretto, del quale rispetto sempre le idee, pur-magari- non condividendole.
    Credo che molto di quanto detto da Pettirosso, e da me condiviso, sia stato volutamente distorto; per di più credo che per entrare nella così detta “materia del contendere” non occorra spasmodicamente ricercare l’identità dell’autore ma analizzare le argomentazioni che lo stesso autore ha cercato di svolgere e le motivazioni a sostegno di quanto da lui asserito.
    Sostenere a spada tratta ogni “sospiro” di un uomo solo perché prete e parroco, non mi pare cosa molto encomiabile se è vero, come è vero, che di cose quanto meno discutibili ne ha dette parecchie nel suo breve scritto (senza contare l’uso improprio di un certo sarcasmo da dozzina su di un suo parrocchiano ben identificabile). Quanto fin qui detto, seguendo l’assunto che perfino il Papa può sbagliare quando tratta di argomenti estranei alla Fede, a maggior ragione può sbagliare il nostro esimio reverendo…Ecco perché certo “integralismo”, a mio modo di vedere, non risulta proprio opportuno. In quanto poi all’uso, per certi versi, improprio del “Bolpar”, un conto sono le linee di principio e le argomentazioni teoriche che tu espliciti, un conto sono i fatti concreti che, purtroppo, si possono verificare e toccare con mano. Alle volte un pò di andreottiana malizia non farebbe male neanche ai giovani (tanto per aprire gli occhi su di una realtà non troppo elegiaca).
    Per chiarirti meglio il mio pensiero, cito G. Carlo Zizola, uno che di ambienti clericali e di Chiesa se ne intende, il quale oggi così scrive su di un quotidiano di grande tiratura:”….Sembra dunque plausibile la tesi di Martini, Schoenborn ed altri secondo i quali la purificazione deve venire associata a misure di trasformazione del modello di Chiesa, un modello più umile, più interiore e meglio adatto alla situazione di minoranza dei cristiani nel mondo”. Altro che autoreferenzialità, supponenza e legami al potere politico!! Il grande potere politico, come il potere politico nei piccoli paesi, dove anche i preti declamano e ringraziano Fondazioni Bancarie e Assessorati Regionali perfino per le elargizioni effettuate non a beneficio delle parrocchie ma di Enti Pubblici civili e, per di più,questi stessi preti danno spazio e fanno da sponda, sulla loro stampa, come dice Pettirosso, “ad un uso politico sfacciato e strumentale da parte di lobby dominanti che non rappresentano, se non formalmente, l’intera popolazione”. Un bel mezzo di collegamento fra mondo religioso e civile, non c’è che dire!! Questione, ovviamente, di punti di vista…..

  12. ghino di tacco
    9 Maggio 2010 @ 23:47

    @Romantico tre,
    se l’eclettismo è riferito alla mia persona, lo prendo come un complimento e ti ringrazio. L’interpretazione di più personaggi possibili mi risulta invece difficile da capire, ma non muoio dalla voglia di ottenere una tua più esauriente spiegazione. Un saluto cordiale, pur in assenza di un più puntuale riscontro al senso ed al contenuto del mio precedente scritto.

  13. ghino di tacco
    10 Maggio 2010 @ 00:06

    @michela s.,
    un piccolo particolare, tu conosci la storia di Ghino di tacco molto per sommi capi. Non era un vero brigante nel senso letterale, in sostanza era un altro Robin Hood, figura molto simpatica anche se non certo da prendere a modello. Più interessante appare la sua storia letteraria e la sua non gloriosa fine. Spero che tu, con la tua oziosa e “provocatoria” domanda, non lo abbia voluto accostare troppo al sottoscritto, il quale ne ha adottato lo pseudonimo abbastanza casualmente.
    Del resto, sono in buona compagnia: quella di Benedetto (Bettino) Craxi…

  14. Pettirosso
    10 Maggio 2010 @ 00:39

    @michela s.
    @Ghino di tacco
    @Romantico tre
    Non ritenevo di suscitare tanto interesse con le mie esternazioni critiche rivolte allo scritto del parroco. Le motivazioni sull’uso dello pseudonimo sono quelle indicate molto bene da Danilo, più altre ancora più personali e serie.
    Quello che conta è che quanto da me scritto sia chiaro e non abbia bisogno di ulteriori esplicitazioni (sia pro che contro), essendo il tutto abbastanza comprensibile, vergato in un italiano accessibile a tutti e perfettamente confrontabile con quanto scritto dal parroco poco più sotto. Le polemiche non mi interessano, a me interessa solo la informazione dalla quale può derivare in tutti il formarsi di una precisa idea sugli argomenti oggetto di confronto.
    Tanto mi basta e spero di non aver urtato la suscettibilità ed il sentimento religioso di alcuno per il solo fatto di aver osato dire quello che penso su di un intervento del parroco, intervento che, lo riconfermo, per buona parte non condivido. Se ciò fosse avvenuto e qualcuno ritenesse che io abbia commesso il delitto di lesa maestà, la mia sensibilità mi porta a dispiacermene ma anche a ribadire le mie idee ed il fatto che ritengo comunque sbagliato il far sfoggio di così discutibile integralismo e fondamentalismo religioso, e ciò dal momento che lo stesso parroco parla di libertà di pensiero e di espressione.

  15. ANALISI
    10 Maggio 2010 @ 10:47

    Che a Lozzo la casa di Gesù sia la ” Tenda d’ Israele ” è un dato di fatto. Diciamo una bella forma di animo ospitale della comunità che va a farGli visita.
    Sul ” restauro ” della ex-parrocchiale ……” na spazakada de lustro “, passibile, secondo alcuni ed anche il sottoscritto, di approfondimenti in quanto leso l’ originale intendimento, spirito e finalità dei lozzesi. Anche in questo caso comunque, materialmente, quel che è fatto è fatto. In merito al bolpar credo che sia stata l’ amministrazione a mettere in imbarazzo la comunità cristiana, pubblicando delle non-notizie cioè fatti propagandistici, privi di riscontro oggettivo. Più attenzione nell’ uso degli spazi che vi vengono gentilmente concessi. ” NOTIZIE dal comune ” no ” sviolinade del comune “.

  16. ghino di tacco
    10 Maggio 2010 @ 21:32

    @ANALISI,
    LE ULTIME RIGHE DEL TUO INTERVENTO RENDONO UNA PERFETTA SINTESI DELLA VERA SITUAZIONE DEL FARISAISMO LOCALE. BISOGNEREBBE PROPRIO CHE QUALCHE BENPENSANTE, CHE E’ GIA’ INTERVENUTO SULL’ARGOMENTO,LEGGESSE E MEDITASSE PROFONDAMENTE…
    COMUNQUE COMPLIMENTI,SEI STATO CERTAMENTE MOLTO EFFICACE ED ESAURIENTE. FINALMENTE ANCHE A LOZZO C’E’ QUALCUNO CHE SA TENERE GLI OCCHI BENE APERTI E SA RAGIONARE CON LA SUA TESTA EVITANDO DI FARSI TURLUPINARE. TUTTO CIO’ CONSOLA MOLTO….

  17. Elena Lucrezia
    12 Maggio 2010 @ 15:38

    “Divide et impera” diceva il buon Giulio Cesare..
    ecco la finalità intrinseca di questo blog oltre che quello di dilettarsi in dotte quanto inutili speculazioni.
    Bravi.. ma poco costruttivi.

  18. Danilo De Martin
    12 Maggio 2010 @ 15:47

    Cara Elena,

    spesso, dalle “ceneri”, risorge un nuovo mondo…

  19. frison
    12 Maggio 2010 @ 18:42

    Lapidaria la sentenza di tale Elena Lucrezia, il cui secondo nome evoca proprio intrighi e divisioni allo scopo di “imperare”. Peccato che Giulio Cesare non sia l’inventore del detto latino, anche se ne fu sicuramente il teorizzatore ed applicatore nella pratica politica. Il Bloz, per un paese come Lozzo, è una novità “epocale” e spiace leggere giudizi così trancianti e, a mio parere, immotivati. Si vuole forse il silenzio assoluto in modo che i manovratori non vengano disturbati nella loro faticosa e meritoria (si fa per dire) azione politico-amministrativa?

  20. ANALISI
    12 Maggio 2010 @ 18:46

    Cara Lucrezia, purtroppo il Bloz non appartiene al mondo materiale, perché fatto di puro spirito, talvolta forse un po troppo critico o sarcastico, ma nulla più. Quello spirito caro a Qualcuno che disse : ” Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio “. In un altra occasione Ebbe a dire : ” La verità vi renderà liberi”. Il ” Divide et impera ” dunque, secondo me, va rivolto a chi è il tenutario del potere materiale e cerca come il ” cattivo ” Cesare di imperare tenendo il volgo all’ oscuro dalle verità (delibere per esempio).Vedi cara Lucrezia, se 101 persone credono all’ unisono ” al mus che giòla ” e qualcuno fa notare che non è vero, cara Lucrezia, non puoi additarlo come uno che divide il centinaio perché qualcuno di loro si sveglia dal torpore e afferma : ” ma e proprio vero alora, al mus no giòla “. Tra le righe del tuo intervento posso addirittura dedurre che già qualcuno della carica dei 101 si sta svegliando, e questo brucia non poco, ma come dice Danilo dalle ceneri può rinascere un mondo nuovo…..abbi fede e ricerca la verità in cuor tuo è l’ unica cosa che mi sento di dirti.

  21. Barnabo canon
    12 Maggio 2010 @ 19:18

    @Elena Lucrezia C.P.?
    la democrazia si basa sull’alternaza e la possibiltà di esprimere le proprie idee e convinzioni.
    Critica si, ma sempre costruttiva, serve per stimolare chi governa e per informare chi è governato.Scusami, ma il tuo intervento mi è sembrato fazioso e offensivo.

  22. Danilo De Martin
    13 Maggio 2010 @ 16:54

    @ANALISI,

    “il Bloz non appartiene al mondo materiale, perché fatto di puro spirito.”

    Sono sinceramente commosso.

  23. una che vi legge
    13 Maggio 2010 @ 18:22

    Gli uomini primitivi usavano le clave per affermare il proprio dominio,oggi si usa il computer, ma a leggervi mi sembra di stare alla trasmissione di Maria De Filippi “uomini e donne” tutti vogliono diventare “tronisti”.L’uomo nonostante milioni di anni rimane l’animale più egocentrico esistente! Continuate, mi diverto!

  24. Danilo De Martin
    13 Maggio 2010 @ 20:07

    Gli uomini primitivi, con la clava, prima di affermare il proprio dominio mettevano a tacere le donne pettegole. Oggi, nell’era dei computer, le donne riescono anche a divertirsi, come tu stessa ammetti. Non importa se lo fai alle “nostre spalle”. L’evoluzione non ha migliorato la tendenza egocentrista dell’uomo, come ben osservi ma, se non altro, ha permesso una più serena convivenza tra uomo e donna. Finché ne avremo voglia, stanne certa, continueremo a divertirti. Non lo facciamo apposta; evidentemente è un effetto collaterale.

  25. frison
    13 Maggio 2010 @ 20:38

    Caro Danilo,
    gli effetti collaterali derivanti dall’azione del Bloz, sono come quelli che si ottengono con la somministrazione di certe medicine: possono dare fastidio ma bisogna sopportarli. Importante è la cura della malattia, ossia l’impulso alla discussione ed all’informazione derivante dall’uso della rete, che dovrebbe dare il frutto, se non proprio della guarigione, almeno della cronicizzazione del morbo di cui soffre la società lozzese. L’umore gioviale ed il divertimento che prova “una che vi legge” può già essere sufficiente seguendo le trasmissioni di Maria De Filippi, esempio eclatante di Cultura moderna e sublime. L’integrativo del Bloz può anche non essere necessario….

  26. C' è posta per te
    14 Maggio 2010 @ 01:24

    @una che vi legge: anch’ io posso essere annoverato tra i ” tronisti ” ? ….visto che ho acquistato il mio personal computer da trony mi spetta di diritto credo. Se invece è riferito al trono allora non mi interessa. Non vorrei di certo trovarmi in compagnia del Principe Emanuele Filiberto, preferisco di gran lunga una sana conversazione con l’ umile, ma di gran lunga più arguto Danilo. Credo che anche suo zio Amedeo concorderebbe con il mio pensiero se conoscesse Danilo. ” Dominio dell’ uomo sulla donna – dalla clava al computer ” può divenire il tema per una tesi di laurea in sociologia. Della clava l’ ascendente è presto dedotto, ma del computer mi sfugge…me lo potresti gentilmente svelare?…aspettando con una certa trepidazione cortesemente saluto.

  27. cagliostro
    15 Maggio 2010 @ 11:59

    Da una attenta lettura dei vari commenti arguisco come si stia andando un pò fuori tema. Tutto è incominciato da un articolo di “Pettirosso”, abbastanza critico nei confronti del parroco con riferimento ad un intervento di quest’ultimo sul foglio settimanale delle celebrazioni. Ebbene, alcuni interventi sono rimasti, a mio parere, in linea con l’argomento trattato nell’articolo; altri, sinceramente, mi sembra che siano un pò usciti dal seminato. Vogliamo limitarci a parlare del merito del confronto fra quanto scritto dal parroco e quanto invece asserito dall’autore non in sintonia con le argomentazioni del sacerdote?
    Se non ricordo male poi,”una che vi legge” aveva già dimostrato la sua poca considerazione per il Bloz in altra circostanza. Ora re-interviene per affermare che lo stesso Bloz la sta…divertendo. Evidentemente, caro Danilo, uno scopo lo hai raggiunto: far trascorrere momenti di serenità e gioia ad un soggetto talmente serioso e dialettico da saper spaccare il capello in quattro… Questo ed altro può succedere alla scuola di una certa Maria De Filippi, maestra apprezzata di femminismo…

  28. la ex Caserma di Soracrepa nel BLOZ: istruzioni per l’uso » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    9 Giugno 2010 @ 13:46

    […] Una curiosità che mi ha sorpreso: sapete quel è il secondo articolo più letto sul BLOZ in questo ultimo mese (il primo è quello precedentemente segnalato): Commento su di una esternazione parrocchiale. […]

  29. il Bloz non appartiene al mondo materiale, perché fatto di puro spirito » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    11 Giugno 2010 @ 07:38

    […] donne da Donne. Non venitemi poi a dire che non vi avevo avvisato. Nota (1): liberamente tratto da un commento postato sul BLOZ Condividi, segnala o […]