Premessa per inquadrare l’argomento: tutto ha inizio dall’articolo “Sondaggio online sulla riconsacrazione della ex chiesa di San Lorenzo a chiesa parrocchiale di Lozzo di Cadore“, cui è poi seguito “Sondaggio sulla ex chiesa di San Lorenzo: risultato finale“. Don Osvaldo ha successivamente scritto alcune righe su questo argomento, apparse sul foglio parrocchiale settimanale che riporto alla fine di questa pagina. Nel frattempo Pettirosso mi ha trasmesso una sua nota di commento allo scritto del nostro parroco, che pubblico volentieri.
di Pettirosso
Un solerte amico mi ha segnalato un articolo del parroco di Lozzo, apparso sul foglio parrocchiale settimanale (11/18 Aprile 2010), sotto il titolo “Sulla nuova Chiesa, su quella vecchia e relativo sondaggio indetto sul Bloz”.
Ho attentamente letto quanto scritto dal sacerdote e ne ho tratto sensazioni contrastanti, unite a non poche perplessità. Se da un lato, infatti, alcuni concetti e considerazioni possono essere tranquillamente condivisibili (ad esempio, il concetto di Chiesa intesa come “Comunità di credenti riunita in comunione e sintonia con il Corpo mistico di Cristo” e quello, molto meno rilevante, di Chiesa intesa come “edificio”, come costruzione dove si svolge l’assemblea dei fedeli”), altrettanto non può dirsi per tutta una serie di argomentazioni e sulle stesse possibili motivazioni alla base di questa esternazione di Don Belli. Esternazione che mi è parsa, come di seguito spiegherò, per molti versi, sopra le righe, inopportuna ed evocante sottilmente anacronistici richiami ai “fedeli che sbagliano”, su materie poi non certamente attinenti i dogmi. Desidero subito fare una premessa. Guardando alle date, mi è sembrato di cogliere un nesso, quanto meno temporale, fra lo scritto odierno e quanto letto sul Bloz, qualche giorno addietro, a proposito di non tanto larvate critiche al “Bollettino Parrocchiale”, messe in rete con un intervento del redattore Danilo De Martin dal titolo “La democrazia ecumenica…”. La quasi contestualità avrebbe una umana comprensibilità in quanto, forse, è possibile che al sacerdote il “pezzo”, ed i commenti relativi, possano non essere piaciuti punto. Ma, a parte il fatto che siamo di fronte ad un sacerdote, va detto che critica bonaria e sarcasmo erano rivolte, in particolare, a chi si era servito del giornaletto per fare attività “autopromozionale” e per raccontare “amenità”, luoghi comuni ed esternare semplici auspici ai lettori. Se poi l’ospitalità data e/o offerta su quelle colonne, con probabili scopi strumentali di bassa politica di parte, e giustificata magari con motivazioni di collaborazione istituzionale, non possa reggere al vaglio dei più attenti osservatori e quindi prestare il fianco a rilievi anche nei confronti del responsabile del bollettino, questo può apparire ai più fatto incontrovertibile…. E’ il caso di dire: chi è causa del suo mal…, con tutto ciò che consegue.
Il bollettino è sempre stato ed è un validissimo strumento di catechesi , di didattica e pedagogia religiosa, di enunciazioni di modelli e figure di vita cristiana intensamente vissuta; diventa meno valido se piegato ad un uso sfacciato e strumentale da parte di poteri e lobby dominanti che non rappresentano, se non formalmente, l’intera popolazione. Se pertanto l’odierna esternazione avesse voluto essere una risposta a quanto scritto sul web, il bersaglio sarebbe stato chiaramente mancato (e discutibile l’opera e la mira del cacciatore). Ma veniamo al merito dello scritto di Don Belli. La impuntatura sullo svolgimento di un sondaggio simbolico, che avrebbe dovuto mettere in evidenza il solo fattore “nostalgico” per la bellezza della vecchia chiesa (nessun chiaro valore pratico), appare, a mio modo di vedere, eccessiva. Come fuor di luogo appare la sottolineatura di un “referendum” fatto ad insaputa del parroco. Quando poi l’autore dice che la Chiesa nuova “non gli dispiace”, esprime una opinione personale, seppur autorevole. Quando infine vuole giudicare negativo il contesto architettonico che sarebbe derivato dall’inserimento nell’area di una Chiesa tradizionale al posto dell’attuale (ricordate il bel progetto redatto dall’ing. Giuseppe Baldovin, inopinatamente scartato?), allora l’autore si erge a novello Botta o Piano rasentando, forse, il ridicolo. In buona sostanza, tale opinione è ininfluente, soprattutto se contrapposta a fior di tecnici ed alla maggioranza dei parrocchiani, che sul tema la pensano diversamente. Ma questo è un altro discorso… Varrebbe solo richiamare la eloquente battuta teatrale di Nelio (“lozzesi ben strani, che fanno teatro in una chiesa e dicono Messa in una palestra cementificata”).
Quello che però più colpisce, nello scritto su richiamato, è il tono ed i rilievi che vengono mossi ai fedeli non allineati nel “pensiero architettonico unico”, pensiero non conforme a quello del parroco e, nella fattispecie, a quello dei “benpensanti” che lo seguono. Lungi da me la pretesa di insegnare il mestiere del prete a chicchessia. Io sono un povero peccatore, ma non un “gonzo” che non sa leggere tra le righe, non sono insomma, per dirla con Danilo, “un che beve i vuove de dugo”. A me ha dato un senso di inquietudine (per non dire fastidio) quel riferimento a chi ha detto che la nuova chiesa “gli fa olco”, il tutto accompagnato, nei confronti della stessa persona, da un sarcasmo non certo raffinato… Perché un qualsiasi cristiano non può esprimere una opinione, seppur estrema, fuori dalla linea imperante nel purtroppo non numeroso “gregge”? Altra frase impropria che ho rimarcato è questa “….La soluzione attuata ha salvato questo edificio anche se, questa è una cattiveria, per qualcuno era sufficiente limitarsi al restauro del tetto e delle facciate esterne”. L’inciso “questa cattiveria”, se è riferito all’autore, è cosa quanto mai impropria; se, invece è riferito alla persona oggetto della “imputazione”, la cosa non è soltanto impropria, ma alquanto grave…
Non so esattamente a chi il reverendo faccia riferimento. Qualcuno ha suggerito che “l’imputato” sarebbe proprio il sottoscritto. Ho tranquillizzato il mio interlocutore. Lo scrivente è stato il primo, in assoluto, a sollevare il problema del restauro della vecchia Chiesa, ancora qualche lustro addietro (vedasi vecchie edizioni de “Il Gazzettino” e de “L’Amico del Popolo”). Nelle opportune sedi istituzionali poi, ho più volte sollecitato interventi urgenti per porre in sicurezza la struttura ed ho spesso biasimato la destinazione a garage dell’immobile, avvenuta negli anni ’70 e ‘80. Io quindi non ho mai caldeggiato il solo “restauro del tetto e delle facciate esterne”, parole mai pronunciate e concetti che non mi sono mai appartenuti. Se quindi il molto reverendo voleva riferirsi a chi scrive (cosa che proprio mi risulta difficile solo pensare), è incorso in un madornale errore avendo sbagliato completamente bersaglio. Se sa, parli chiaramente; se parla invece “de-relato”, sarebbe molto meglio che facesse silenzio.
Pettirosso

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Responsabilità civica vuol dire prima di ogni cosa avere il coraggio di sottoscrivere con la propria firma ciò che si pubblica su qualsiasi mezzo.
Detto questo:
punto uno: Come si può rispondere e prendere sul serio il contenuto di questo post senza sapere il nome della persona che si nasconde dietro a “Pettirosso”?
punto secondo: il foglio di cui sopra, e nel quale don Osvaldo ha espresso (sottofirmando!) la propria opinione NON E’ il Bollettino Parrocchiale, bensì il foglietto settimanale delle celebrazioni, utilizzato dal parroco per fornire eventuali informazioni e/o considerazioni personali in merito a qualsivoglia materia.
Come si può denigrare in toto uno strumento che non è proprietà del parroco bensì della comunità parrocchiale e dalla comunità parrocchiale percepita come tale?
Cara “Michela s.”,
le motivazioni per le quali i commentatori si sottoscrivono con uno pseudonimo sono state, a suo tempo, ben chiarite e precisate dal redattore ed è inutile ripeterle in questa sede. Perchè prendersela quindi con “Pettirosso” e non anche con Pagaapo, Cagliostro, Marnifo, Zorro, Lozzese, Anonimo ecc. ecc.? Tu stessa il cognome lo indichi con una semplice “S.” Visto il tuo stringato argomentare, arguisco che quella tua “S.” potrebbe anche stare, ad esempio, per “Santa Inquisizione”, che ne dici?
Le truppe cammellate dell’integralismo lozzese sembra proprio che si siano messe in moto…
Un consiglio, abbandona l’integralismo e leggiti quello che scrivono, in data odierna sulla stampa nazionale, Hans Kung ed il Card. Christoph Schoenborn a proposito di certa Chiesa evocante il potere temporale e non lo spirito del Concilio Vaticano II°!! Potere fine a sè stesso e spirito di conservazione medioevale rispetto al senso vero di Comunità inclusiva….
Leggiti bene e senza fraintendimenti lo scritto da te richiamato e vedrai che lì si cita proprio il foglio settimanale degli avvisi; il “Bolpar” è citato solo per l’uso strumentale che si tenta di fare di tale mezzo, le cui finalità dovrebbero essere ben diverse da quelle di megafono e strumento di qualche “interessato” cattolico, che prima di essere tale pensa a curare il proprio piccolo potere ed i ritrovati, immeritati appannaggi.
Infine, perché tanta bramosia di conoscere solamente chi si cela sotto lo pseudonimo di Pettirosso? Forse perché, conoscendolo, si potrebbe additarlo al pubblico ludibrio per aver infranto qualche dogma e quindi poter deferirlo alla Santa Inquisizione? Prescindendo dalla facile ironia e perfino sarcasmo, credo che una critica sul commento “incriminato” sia legittima e lo stesso Don Osvaldo mi sembra che, tra le righe, nel suo intervento, lo ammetta. Suvvia quindi, cara Michela S., non lanciarti in battaglie sanfediste che non farebbero che inaridire e rendere anacronistica la tua sollecitudine ed il tuo “spirito di corpo”, trasformandolo, forse inavvertitamente, in militanza (me lo concedi?) un pò “fanatica”. Un caro e “cattolico” saluto.
Cara Michela S. se usassero il vero nome e cognome, questo bloz da satirico diventerebbe comico. Ciao
@romantico tre, correttamente dovrebbe essere: “Se usassimo il vero nome”, non come tu dici “se usassero”. O pensi di essere speciale?
@ghino di tacco,
punto uno: ho espresso semplicemente il mio parere in uno spazio che si dice “democratico”.
punto due: dovresti rispondermi nel merito della questione e non in merito al mio “supposto” cattolicismo integralista, il quale, mi spiace contraddirti, ma non esiste e chi mi conosce molto bene lo sa.
@michela s.,
io sono aduso rispettare le idee di tutti i miei interlocutori, quindi anche le tue; converrai con me che è un mio diritto confutare tale idee, giusto o sbagliato che sia il mio intendimento. Ed in questo convengo pienamente con Don Osvaldo, che scrive: “…. Premesso che la libertà di pensiero e di parola è ‘sacra’ ed ognuno è libero di pensare e dire quello che vuole e non sarò io a negare tale diritto….”. Tranquilla quindi, giacché stai sfondando una porta aperta ed io considero ogni idea rispettabilissima, quindi anche quella degli ipotetici integralisti. Prendo atto che tu affermi di non esserlo, anche se dal tuo primo scritto lo si potrebbe presumere.
Non sono io che debbo interpretare Pettirosso, ma credo proprio che il merito dello scritto di quest’ultimo sia abbastanza chiaro e, probabilmente, tu non lo hai ben compreso. Può aver dato fastidio a molti quanto asserito dal parroco a proposito di chi ha espresso le sue idee in merito alla nuova Chiesa; per di più, forse, non è piaciuto l’uso di certa ironia e certo sarcasmo dozzinale riferito sempre a chi il giudizio negativo lo ha palesato alla luce del sole.
Chiaro poi appare il giudizio espresso da Pettirosso sul “Bolpar” e sull’uso di alcune pagine riservate al Botanico Palazzo, tanto che non necessitano di interpretazioni. Per il resto, anch’io apprezzo, come te, quella che è (o dovrebbe essere in toto) la natura del medesimo “Bolpar”.
@Romantico tre,
cerca di essere un tantino più coerente altrimenti diventi davvero “comico” (per non dire farsesco). Capisco che neanche ti è passato per la mente di avere un possibile, piccolo, fuscello nell’occhio, mentre ti interessa vedere la “trave” negli occhi altrui, magari anche dove non c’è. La attenta lettura del Vangelo potrebbe giovare a tutti indistintamente (a me per primo, ma certamente anche a te!). Vedresti che la malizia e i sottintesi (denigratori?) non trovano molta comprensione in quelle bellissime pagine… Un evangelico saluto.
PS Pensi davvero che dietro il tuo pseudonimo si nasconda l’unico depositario della verità? Saresti o un illuso o un pretenzioso (vedi tu).
A’ reson “Ghino di tacco” a parlà de truppe cammellate partide alla difesa del pree e de ‘l so “pensiero unico architettonico”. Chè avaralo mai dito de mal Pettirosso se non confutà ‘na opinion personale de ‘l pree?
Sul Bollettino, me par che ‘l Comun esagere ‘ntin. No sarae meo che ‘l Negus, de scarsela soa visto che i introiti no i mancia…, al se fade un bollettino par conto sò?
No volarae che fose stou ‘nsoreou ‘n bel vespei. Sarae duto fora posto. Io al pree me permeto de sugerili de lassà perde zerte combricole e de costituì invenzi ‘n fondo de solidarietà par chi che é senza laoro. Par chesto sì che ‘l podarae usà, insieme al sindico, ‘l “Bolpar” e dute aprezarae..
Alora sì che Ciesa e Municipio podaree dì a braceto…
@ghino di tacco (era un brigante, no?)
ti ringrazio per aver ri-tarato la mira del tuo intervento: ritengo infatti che un sano confronto democratico si basi soprattutto sul rispetto dell’interlocutore che si ha di fronte.
Venendo al post: a mio avviso si mescolano due piani che invece vanno tenuti rigorosamente distinti:
il primo: l’intervento del parroco in merito al sondaggio lanciato sul bloz a suo tempo sulla destinazione d’uso del fabbricato della ex chiesa parrocchiale: l’autore del post di cui sopra si sente direttamente colpito dalle considerazioni del parroco, ma come è possibile poter argomentare pro e contro senza conoscere l’identità dell’autore?
mentre altro argomento, è la questione inerente al bollettino parrocchiale. Ritengo che questo sia solo un mezzo di collegamento, come in uso in tutte le parrocchie, che, a parere della sottoscritta riporta semplicemente tematiche che sono d’interesse anche della comunità parrocchiale, essendo questa inserita all’interno di un’organizzazione comunale democraticamente eletta, e quindi non “sostenitrice” di questa o quella parte politica..
spero con questo intervento di aver chiarito il mio punto di vista sulla questione.
Confermo, mi riferivo a chi vuole interpretare più personaggi possibili per intervenire su tutto, non sfugge nulla, invidio
l’eclettismo.
@michela s.,
non credo di aver avuto bisogno di “ritarare” nessuna mira. Credo di aver solo precisato come io intenda l’interloquire con un contraddittore onesto e corretto, del quale rispetto sempre le idee, pur-magari- non condividendole.
Credo che molto di quanto detto da Pettirosso, e da me condiviso, sia stato volutamente distorto; per di più credo che per entrare nella così detta “materia del contendere” non occorra spasmodicamente ricercare l’identità dell’autore ma analizzare le argomentazioni che lo stesso autore ha cercato di svolgere e le motivazioni a sostegno di quanto da lui asserito.
Sostenere a spada tratta ogni “sospiro” di un uomo solo perché prete e parroco, non mi pare cosa molto encomiabile se è vero, come è vero, che di cose quanto meno discutibili ne ha dette parecchie nel suo breve scritto (senza contare l’uso improprio di un certo sarcasmo da dozzina su di un suo parrocchiano ben identificabile). Quanto fin qui detto, seguendo l’assunto che perfino il Papa può sbagliare quando tratta di argomenti estranei alla Fede, a maggior ragione può sbagliare il nostro esimio reverendo…Ecco perché certo “integralismo”, a mio modo di vedere, non risulta proprio opportuno. In quanto poi all’uso, per certi versi, improprio del “Bolpar”, un conto sono le linee di principio e le argomentazioni teoriche che tu espliciti, un conto sono i fatti concreti che, purtroppo, si possono verificare e toccare con mano. Alle volte un pò di andreottiana malizia non farebbe male neanche ai giovani (tanto per aprire gli occhi su di una realtà non troppo elegiaca).
Per chiarirti meglio il mio pensiero, cito G. Carlo Zizola, uno che di ambienti clericali e di Chiesa se ne intende, il quale oggi così scrive su di un quotidiano di grande tiratura:”….Sembra dunque plausibile la tesi di Martini, Schoenborn ed altri secondo i quali la purificazione deve venire associata a misure di trasformazione del modello di Chiesa, un modello più umile, più interiore e meglio adatto alla situazione di minoranza dei cristiani nel mondo”. Altro che autoreferenzialità, supponenza e legami al potere politico!! Il grande potere politico, come il potere politico nei piccoli paesi, dove anche i preti declamano e ringraziano Fondazioni Bancarie e Assessorati Regionali perfino per le elargizioni effettuate non a beneficio delle parrocchie ma di Enti Pubblici civili e, per di più,questi stessi preti danno spazio e fanno da sponda, sulla loro stampa, come dice Pettirosso, “ad un uso politico sfacciato e strumentale da parte di lobby dominanti che non rappresentano, se non formalmente, l’intera popolazione”. Un bel mezzo di collegamento fra mondo religioso e civile, non c’è che dire!! Questione, ovviamente, di punti di vista…..
@Romantico tre,
se l’eclettismo è riferito alla mia persona, lo prendo come un complimento e ti ringrazio. L’interpretazione di più personaggi possibili mi risulta invece difficile da capire, ma non muoio dalla voglia di ottenere una tua più esauriente spiegazione. Un saluto cordiale, pur in assenza di un più puntuale riscontro al senso ed al contenuto del mio precedente scritto.
@michela s.,
un piccolo particolare, tu conosci la storia di Ghino di tacco molto per sommi capi. Non era un vero brigante nel senso letterale, in sostanza era un altro Robin Hood, figura molto simpatica anche se non certo da prendere a modello. Più interessante appare la sua storia letteraria e la sua non gloriosa fine. Spero che tu, con la tua oziosa e “provocatoria” domanda, non lo abbia voluto accostare troppo al sottoscritto, il quale ne ha adottato lo pseudonimo abbastanza casualmente.
Del resto, sono in buona compagnia: quella di Benedetto (Bettino) Craxi…
@michela s.
@Ghino di tacco
@Romantico tre
Non ritenevo di suscitare tanto interesse con le mie esternazioni critiche rivolte allo scritto del parroco. Le motivazioni sull’uso dello pseudonimo sono quelle indicate molto bene da Danilo, più altre ancora più personali e serie.
Quello che conta è che quanto da me scritto sia chiaro e non abbia bisogno di ulteriori esplicitazioni (sia pro che contro), essendo il tutto abbastanza comprensibile, vergato in un italiano accessibile a tutti e perfettamente confrontabile con quanto scritto dal parroco poco più sotto. Le polemiche non mi interessano, a me interessa solo la informazione dalla quale può derivare in tutti il formarsi di una precisa idea sugli argomenti oggetto di confronto.
Tanto mi basta e spero di non aver urtato la suscettibilità ed il sentimento religioso di alcuno per il solo fatto di aver osato dire quello che penso su di un intervento del parroco, intervento che, lo riconfermo, per buona parte non condivido. Se ciò fosse avvenuto e qualcuno ritenesse che io abbia commesso il delitto di lesa maestà, la mia sensibilità mi porta a dispiacermene ma anche a ribadire le mie idee ed il fatto che ritengo comunque sbagliato il far sfoggio di così discutibile integralismo e fondamentalismo religioso, e ciò dal momento che lo stesso parroco parla di libertà di pensiero e di espressione.
Che a Lozzo la casa di Gesù sia la ” Tenda d’ Israele ” è un dato di fatto. Diciamo una bella forma di animo ospitale della comunità che va a farGli visita.
Sul ” restauro ” della ex-parrocchiale ……” na spazakada de lustro “, passibile, secondo alcuni ed anche il sottoscritto, di approfondimenti in quanto leso l’ originale intendimento, spirito e finalità dei lozzesi. Anche in questo caso comunque, materialmente, quel che è fatto è fatto. In merito al bolpar credo che sia stata l’ amministrazione a mettere in imbarazzo la comunità cristiana, pubblicando delle non-notizie cioè fatti propagandistici, privi di riscontro oggettivo. Più attenzione nell’ uso degli spazi che vi vengono gentilmente concessi. ” NOTIZIE dal comune ” no ” sviolinade del comune “.
@ANALISI,
LE ULTIME RIGHE DEL TUO INTERVENTO RENDONO UNA PERFETTA SINTESI DELLA VERA SITUAZIONE DEL FARISAISMO LOCALE. BISOGNEREBBE PROPRIO CHE QUALCHE BENPENSANTE, CHE E’ GIA’ INTERVENUTO SULL’ARGOMENTO,LEGGESSE E MEDITASSE PROFONDAMENTE…
COMUNQUE COMPLIMENTI,SEI STATO CERTAMENTE MOLTO EFFICACE ED ESAURIENTE. FINALMENTE ANCHE A LOZZO C’E’ QUALCUNO CHE SA TENERE GLI OCCHI BENE APERTI E SA RAGIONARE CON LA SUA TESTA EVITANDO DI FARSI TURLUPINARE. TUTTO CIO’ CONSOLA MOLTO….
“Divide et impera” diceva il buon Giulio Cesare..
ecco la finalità intrinseca di questo blog oltre che quello di dilettarsi in dotte quanto inutili speculazioni.
Bravi.. ma poco costruttivi.
Cara Elena,
spesso, dalle “ceneri”, risorge un nuovo mondo…
Lapidaria la sentenza di tale Elena Lucrezia, il cui secondo nome evoca proprio intrighi e divisioni allo scopo di “imperare”. Peccato che Giulio Cesare non sia l’inventore del detto latino, anche se ne fu sicuramente il teorizzatore ed applicatore nella pratica politica. Il Bloz, per un paese come Lozzo, è una novità “epocale” e spiace leggere giudizi così trancianti e, a mio parere, immotivati. Si vuole forse il silenzio assoluto in modo che i manovratori non vengano disturbati nella loro faticosa e meritoria (si fa per dire) azione politico-amministrativa?
Cara Lucrezia, purtroppo il Bloz non appartiene al mondo materiale, perché fatto di puro spirito, talvolta forse un po troppo critico o sarcastico, ma nulla più. Quello spirito caro a Qualcuno che disse : ” Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio “. In un altra occasione Ebbe a dire : ” La verità vi renderà liberi”. Il ” Divide et impera ” dunque, secondo me, va rivolto a chi è il tenutario del potere materiale e cerca come il ” cattivo ” Cesare di imperare tenendo il volgo all’ oscuro dalle verità (delibere per esempio).Vedi cara Lucrezia, se 101 persone credono all’ unisono ” al mus che giòla ” e qualcuno fa notare che non è vero, cara Lucrezia, non puoi additarlo come uno che divide il centinaio perché qualcuno di loro si sveglia dal torpore e afferma : ” ma e proprio vero alora, al mus no giòla “. Tra le righe del tuo intervento posso addirittura dedurre che già qualcuno della carica dei 101 si sta svegliando, e questo brucia non poco, ma come dice Danilo dalle ceneri può rinascere un mondo nuovo…..abbi fede e ricerca la verità in cuor tuo è l’ unica cosa che mi sento di dirti.
@Elena Lucrezia C.P.?
la democrazia si basa sull’alternaza e la possibiltà di esprimere le proprie idee e convinzioni.
Critica si, ma sempre costruttiva, serve per stimolare chi governa e per informare chi è governato.Scusami, ma il tuo intervento mi è sembrato fazioso e offensivo.
@ANALISI,
“il Bloz non appartiene al mondo materiale, perché fatto di puro spirito.”
Sono sinceramente commosso.
Gli uomini primitivi usavano le clave per affermare il proprio dominio,oggi si usa il computer, ma a leggervi mi sembra di stare alla trasmissione di Maria De Filippi “uomini e donne” tutti vogliono diventare “tronisti”.L’uomo nonostante milioni di anni rimane l’animale più egocentrico esistente! Continuate, mi diverto!
Gli uomini primitivi, con la clava, prima di affermare il proprio dominio mettevano a tacere le donne pettegole. Oggi, nell’era dei computer, le donne riescono anche a divertirsi, come tu stessa ammetti. Non importa se lo fai alle “nostre spalle”. L’evoluzione non ha migliorato la tendenza egocentrista dell’uomo, come ben osservi ma, se non altro, ha permesso una più serena convivenza tra uomo e donna. Finché ne avremo voglia, stanne certa, continueremo a divertirti. Non lo facciamo apposta; evidentemente è un effetto collaterale.
Caro Danilo,
gli effetti collaterali derivanti dall’azione del Bloz, sono come quelli che si ottengono con la somministrazione di certe medicine: possono dare fastidio ma bisogna sopportarli. Importante è la cura della malattia, ossia l’impulso alla discussione ed all’informazione derivante dall’uso della rete, che dovrebbe dare il frutto, se non proprio della guarigione, almeno della cronicizzazione del morbo di cui soffre la società lozzese. L’umore gioviale ed il divertimento che prova “una che vi legge” può già essere sufficiente seguendo le trasmissioni di Maria De Filippi, esempio eclatante di Cultura moderna e sublime. L’integrativo del Bloz può anche non essere necessario….
@una che vi legge: anch’ io posso essere annoverato tra i ” tronisti ” ? ….visto che ho acquistato il mio personal computer da trony mi spetta di diritto credo. Se invece è riferito al trono allora non mi interessa. Non vorrei di certo trovarmi in compagnia del Principe Emanuele Filiberto, preferisco di gran lunga una sana conversazione con l’ umile, ma di gran lunga più arguto Danilo. Credo che anche suo zio Amedeo concorderebbe con il mio pensiero se conoscesse Danilo. ” Dominio dell’ uomo sulla donna – dalla clava al computer ” può divenire il tema per una tesi di laurea in sociologia. Della clava l’ ascendente è presto dedotto, ma del computer mi sfugge…me lo potresti gentilmente svelare?…aspettando con una certa trepidazione cortesemente saluto.
Da una attenta lettura dei vari commenti arguisco come si stia andando un pò fuori tema. Tutto è incominciato da un articolo di “Pettirosso”, abbastanza critico nei confronti del parroco con riferimento ad un intervento di quest’ultimo sul foglio settimanale delle celebrazioni. Ebbene, alcuni interventi sono rimasti, a mio parere, in linea con l’argomento trattato nell’articolo; altri, sinceramente, mi sembra che siano un pò usciti dal seminato. Vogliamo limitarci a parlare del merito del confronto fra quanto scritto dal parroco e quanto invece asserito dall’autore non in sintonia con le argomentazioni del sacerdote?
Se non ricordo male poi,”una che vi legge” aveva già dimostrato la sua poca considerazione per il Bloz in altra circostanza. Ora re-interviene per affermare che lo stesso Bloz la sta…divertendo. Evidentemente, caro Danilo, uno scopo lo hai raggiunto: far trascorrere momenti di serenità e gioia ad un soggetto talmente serioso e dialettico da saper spaccare il capello in quattro… Questo ed altro può succedere alla scuola di una certa Maria De Filippi, maestra apprezzata di femminismo…
[...] Una curiosità che mi ha sorpreso: sapete quel è il secondo articolo più letto sul BLOZ in questo ultimo mese (il primo è quello precedentemente segnalato): Commento su di una esternazione parrocchiale. [...]
[...] donne da Donne. Non venitemi poi a dire che non vi avevo avvisato. Nota (1): liberamente tratto da un commento postato sul BLOZ Condividi, segnala o [...]