9 Comments

  1. Analfafeta
    20 Maggio 2019 @ 08:52

    Classe politica specchio del paese! la parte peggiore prevale sulla parte migliore , e Salvini con il rosario !!!! abbiamo toccato il fondo.

  2. talaren
    23 Maggio 2019 @ 11:08

    Dal mio politicamente ignorante punto di vista, dire “Sono cambiati i protagonisti ma gli eventi della politica hanno subito un ulteriore logoramento…” equivale a dire “non importa chi voti, non cambierà niente”.
    In che modo, dunque, “votare con una corretta informazione” potrebbe fare la differenza?
    Se votare X ci porta ad una certa situazione, e votare Y ci porta nella probabile stessa situazione, come può il cieco popolo essere responsabile non potendo, elettivamente parlando, cambiare qualcosa?

    Tralascio il discorso su cosa sia una “corretta informazione” visto che campagna elettorale, principi di partito, precedenti politici, ecc non hanno alcun valore e vengono prontamente smentiti (o non realizzati) una volta al potere…

  3. Giuseppe Zanella
    23 Maggio 2019 @ 16:57

    @talaren,
    l’assunto del primo capoverso del suo commento, a rigore, sembra alquanto confliggere con la logica: se i nuovi protagonisti hanno determinato un logoramento della situazione, è evidente che risulta smentita la sua affermazione sul “non importa chi voti, non cambierà niente”. Infatti, se i nuovi ‘capataz’ hanno peggiorato la situazione socio-economica e politica, ciò significa che le scelte elettorali non possono avere le conseguenze da lei tratte. Capisco che tutto ciò può avvalorare l’idea montanelliana circa la scelta del male minore, per intenderci: “la politica del turarsi il naso”, ma questo è un discorso che può fare chi si limita ad una analisi soltanto superficiale del contesto politico attuale. E qui si innesca il concetto di “corretta informazione”. Una scelta ponderata non può prescindere da una seppur minima base di cultura politica; non si può insomma limitarsi ad una lettura una-tantum della cronaca politica, magari soltanto sotto elezioni… L’analisi politica, seppur minima, deve saper discernere e saper confrontare le varie tesi espresse dalle ormai poche, attendibili fonti (considerato il contesto di buona parte della Stampa ed al prevalente uso strumentale e di parte che viene fatto oggi giorno). La informazione poi deve essere costante ed assidua, non certo episodica. Il voto, al di la di un certo possibile pessimismo che posso anche condividere con lei, deve essere conseguenza di una assidua e ponderata documentazione. Altro discorso riguarda poi la situazione locale, dove si può riscontrare una continuità con il recente passato sia per la unica compagine che si presenta al voto, sia per la ventilata prosecuzione di una certa ipotizzabile conduzione della Cosa Pubblica. In questo caso, è chiaro che il voto non cambierà probabilmente nulla. E qui mi fermo…
    Giuseppe Zanella

  4. talaren
    24 Maggio 2019 @ 10:15

    Non si tratta di una questione di logica, di cui fortunatamente ritengo non essere mai stato carente, ma di premesse, forse mal interpretate.
    Lei ha parlato di un “ulteriore” logoramento della situazione, il che presuppone che la situazione fosse in peggioramento già prima di quest’ultimo governo. Magari da molti governi.
    Inoltre, con questo suo scritto, lei riprende un articolo di gennaio 2018, quando al potere si trovava un’altra coalizione, completamente diversa da quella attuale. E faceva le stesse considerazioni.
    Quindi, a rigor di logica, lei sta criticando tanto questo governo, quanto quello precedente, di tutt’altra formazione.
    Per cui, ribadisco: se una compagine non va bene, la seconda neanche, la terza nemmeno… cosa dovrebbe quindi votare il correttamente informato elettore?
    O, per semplificare, che cosa avrebbe dovuto votare, nel 2018, il suddetto elettore?

    Altrimenti vuol dire che le sue premesse sono, quanto meno, ambigue.

  5. Giuseppe Zanella
    24 Maggio 2019 @ 11:39

    @talaren,
    ed invece si tratta proprio di logica e di stringata,esaustiva argomentazione. Del resto se, in ipotesi, la classe politica precedente ha procurato danni pari a 70, su una scala, poniamo, a base 100, e quella attuale danni pari a 95, mi pare chiaro che, pur essendo entrambi i comportamenti deplorevoli, le posizioni non collimino in quanto a conseguenze del reciproco operato; resta pertanto evidente come l’espressione di voto non abbia, in ogni caso, lo stesso , indifferenziato peso (come da lei prospettato). Del resto, si rilegga quanto da me scritto a proposito della “scelta del male minore” tanto cara a Indro Montanelli, assunto che si può certo non condividere in quanto, a mio parere, l’espressione della volontà popolare dovrebbe sempre essere indirizzata, con cognizione di causa, verso il merito, senza doversi “turare il naso” (sempre a detta del citato Montanelli). In quanto poi alle mie premesse, che per lei potrebbero essere “ambigue”, non riesco a capire di quali premesse ella stia parlando… L’attribuzione ipotetica di una ambiguità, guardi, proprio non mi compete e lo prova, tra l’altro, tutto ciò che ho fin qui scritto su questo stesso bloz: tutto si potrà dire e/o criticare sulle mie prese di posizione, ma sicuramente il mio pensiero non ha mai conosciuto né conosce alcuna ambiguità. In quanto a logica e “consequenzialità”, credo di essere un seguace di un certo Jacques de la Palice, maresciallo di Francia. Cerchi anche lei di essere “lapalissiano”… Un cordiale saluto.
    Giuseppe Zanella

  6. talaren
    28 Maggio 2019 @ 13:03

    D’accordo, semplifico ulteriormente il concetto.

    Articolo del 2018:
    -premessa: il PD ha causato solo danni, come e forse oltre FI (parafrasando lo scritto);
    -conclusione: “se siamo a questo punto, una grande colpa l’abbiamo soprattutto noi elettori”;
    -monito: andare a votare con una corretta informazione. (si presuppone, quindi, non PD né FI…)

    Risultato: vincono Lega e M5S.

    Articolo del 2019:
    -premessa: Lega e M5S ci hanno portato ad un ulteriore peggioramento della situazione;
    -conclusione: “se siamo a questo punto, una grande colpa l’abbiamo soprattutto noi elettori” (ma se non sono stati votati proprio i partiti che sono stati criticati prima!);
    -monito: andare a votare con una corretta informazione. (votare cosa, se PD, FI, Lega e M5S non vanno bene?)

    Questo è quello che si evince dai suoi scritti. Dal punto di vista logico, date le sue premesse, esclusi i partiti maggiori, rimangono da votare solo i partitini minori.

    Se non è questo che intendeva dire, se la sua logica porta a conclusioni diverse, mi dica dove sbaglio.
    Stringatamente, se possibile.

  7. Giuseppe Zanella
    28 Maggio 2019 @ 13:42

    Lei “evince” troppo… e la sua ‘logica’ tenta di attribuire conclusione ‘immaginifiche’ del pensiero altrui, che viene piegato ad elucubrazione che nulla hanno a che vedere con una sana dialettica. Lei non ha mai pensato, ad esempio, che i così detti partiti di massa hanno al loro interno molte ‘anime’ con impostazioni politiche, programmatiche, filosofiche ecc. molto diversificate, in buona sostanza ‘partiti diversi’ in un loro contenitore onnicomprensivo? Questo per dirle che io ho sempre criticato certo PD (renziano) ma ho sempre valutato che al suo interno ci fossero uomini molto preparati e validi, degni di sostegno. Pertanto la mia ‘feroce’ critica passata alla dirigenza di tale partito non ha mai escluso il sostegno agli uomini che dal circo magico si erano sempre decisamente differenziati. Così come oggi, ad esempio, ho molto apprezzato la posizione del Prof. Massimo Cacciari che, a proposito del PD, ha detto in estrema sintesi questo: “lo voterò facendo una precisa scelta fra i candidati, evitando tassativamente di votare per il capo lista (evito di farne il nome), il quale da liberal democratico come si ritiene, ha fatto intendere che se la linea politica non sarà secondo i suoi desiderata, sarà pronto a lasciare il partito che lo ha appena candidato”. Faccio presente che nella stessa lista si potevano trovare uomini e donne di valore come la d.ssa Guerra, il dott. Battiston (oltre tutto, scienziati di valore), il dott.Variati ed altri ancora. Questo per dirle che una adeguata informazione può sempre portare ad oculate scelte elettorali. Credo che ella possa trarre da quanto qui esposto le giuste conclusione in merito al mio pensiero così esemplificato. Poi, finiamola qui. Un cordiale saluto.
    Giuseppe Zanella

  8. talaren
    29 Maggio 2019 @ 10:37

    Sarà anche così.
    Ma quando lei lancia un monito verso il “cieco popolo che vota senza informarsi”, dovrebbe essere un po’ più esplicito e meno criptico. Altrimenti il lettore che dovesse catturare il suo avvertimento finirebbe semplicemente per capire che se non va bene quello che governa adesso, dovrebbe votare “l’altro”.
    Questo è quello che ho dedotto io dai suoi scritti e, presumo, possano aver dedotto molti altri. Per questo ho parlato di ambiguità, se per caso ciò che aveva voluto comunicare non è quello che è stato recepito dal suo interlocutore.
    Non metto in dubbio che in ogni partito ci siano persone più o meno meritevoli, ma, alla fine, il voto elegge il partito. La scelta delle preferenze porta solo a sfumature minori all’interno della composizione parlamentare, le “teste” principali (quelle più conosciute, e che spesso sono quelle che fanno più danni) riescono sempre a trovare la loro poltrona su cui sedersi.
    Per dire, per quanto lei criticasse Renzi, se lei votava PD a quel tempo automaticamente eleggeva Renzi. Punto. Se non voleva Renzi, doveva votare un altro partito, e il relativo candidato. Se lei dà la colpa agli elettori per la situazione di quel momento, dà la colpa a quelli che avevano votato PD. E’ una visione forse un po’ semplicistica, ma è quella più efficace.
    Non sto dicendo che le preferenze siano inutili, ma che sono di secondaria importanza, marginali.
    Come è avvenuto nella recente tornata elettorale comunale: per quanto nell’unica lista lozzese ognuno potesse trovare un candidato da preferire, il voto ad essa avrebbe messo al palazzo anche e soprattutto gli altri candidati, magari non ben accetti. Risultato: non si è votata l’intera lista.
    Ok, finita qui.
    Un altrettanto cordiale saluto.

  9. Giuseppe Zanella
    29 Maggio 2019 @ 16:54

    Solo per riaffermare che, seguendo il pensiero del prof. Cacciari, si rafforzano le posizioni alternative interne ad un partito, si privilegia il merito e si determinano le condizioni per un cambio di verso e di indirizzo politico. Che è quello che si auspica attualmente possa avvenire con la nuova segreteria PD. Chiedo venia per aver trasgredito al ‘silenzio stampa’, ma ritenevo necessaria la puntualizzazione. Spero di aver occasioni di dibattere con lei in futuro, riprendendo magari l’argomento di politica locale… Saluti cordiali.
    Giuseppe Zanella