5 Comments

  1. abc
    9 Aprile 2017 @ 12:06

    In una situazione di estrema emergenza si potrebbe anche capire.
    Come hanno però messo il tubo che scarica nel Rio Rin, avrebbero potuto mettere un tubo “by-pass” che si immettesse in quello fognario dopo la frana.
    Evidentemente era troppo complicato, meglio che la fogna vada direttamente nel Rio Rin – le trote ingrassano e la vegetazione ricresce meglio.
    Restando in loco, non avrebbero potuto fare i due muri di difesa delle sponde un paio di metri più vicini alle sponde stesse? Cosa che avrebbe contribuito a lasciare una luce d’alveo più grande che avrebbe consentito il passaggio di un più grande volume d’acqua?
    Quando poi dovesse succedere qualche cosa, se succederà, diranno che non ci avevano pensato!

  2. Giuseppe Zanella
    10 Aprile 2017 @ 14:20

    @Caro Claudio,
    complimenti per la tua appassionata tutela e controllo del territorio. Quello che tu hai descritto e descrivi è cosa da quarto mondo, quasi da ‘terra dei fuochi’…Ed a livello di pubblica opinione tutto è posto sotto silenzio… Perché questi tuoi ultimi interventi non hanno una qualche eco sulla stampa? A mio avviso, andrebbe sottolineato il concetto che l’emergenza, solitamente, riguarda un lasso temporale molto, molto contenuto… Qui siamo in fase di inquinamento grave, conclamato e continuato… Come ho già avuto modo di precisare anche con lettere raccomandate, fossi nei panni di qualche Pubblico Amministratore io non dormirei sonni molto tranquilli. Evidentemente qualcuno, con tutta la prosopopea del caso, è soggetto sereno, pacioso e, giustappunto, molto, molto tranquillo. Io penso comunque che, in certi casi, la eccessiva tranquillità sia sinonimo magari anche di dabbenaggine.

  3. Giuseppe Zanella
    10 Aprile 2017 @ 15:24

    @Caro Claudio,
    integro il mio precedente commento, facendo presente che, oltre alle varie gravi, presunte responsabilità che potrebbero, forse, integrare ipotesi di reati di un qualche peso a carico di soggetti eventualmente da individuare, resta, come corollario, la validità della tua considerazione finale: se ogni utente del Servizio Idrico (il cui onere, già di per sé molto pesante, vedasi le vicissitudini trascorse, risulta ora nuovamente appesantito da balzelli non di poco conto) dovesse prendere coscienza del fatto che il servizio di depurazione non funziona ma viene ugualmente contabilizzato, non sarebbe lecito poter defalcare l’addebito in bolletta di un tale mancato servizio? Ed il Comune non dovrebbe forse farsi parte diligente di segnalare a Bim-Gsp tale vergognosa anomalia?

  4. Mirco70
    11 Aprile 2017 @ 14:58

    Eco sulla stampa? Perchè la gente (leggasi varie associazioni ecc. ecc.) non domandano di acquisire i certificati di potabilità delle sorgenti dalle quali noi beviamo? Ci sarebbero molte sorprese.

  5. Claudio Calligaro
    21 Aprile 2017 @ 12:25

    Grazie Giuseppe dei tuoi commenti,
    francamente me li aspettavo da te.
    Un saluto.Claudio