53 Comments

  1. Alberto Da Pra Tetto
    9 Marzo 2010 @ 15:11

    Ah ma l’é sempre el vecio Panto!

    Parlano di Stato Indipendente quando la Lega (10 anni di Governo) non è riuscita neanche a farci ottenere lo status di regione a statuto speciale come i cugini Trentini!!
    E le leggi ci sono già… basterebbe estenderle anche a noi!

    Pore veneti…

  2. nicio
    9 Marzo 2010 @ 16:08

    Altre decine di stati si sono formati nel mondo, pacificamente
    La Slovenia tanto per fare un esempio, senza alcuna guerra in due anni si è staccata.
    E voi date ancora ascolto alla lega, che in 20 anni è diventata come la DC?
    Io dico basta partiti italiani, votiamo PNV, l’indipendenza è l’unica alternativa!

  3. nicio
    9 Marzo 2010 @ 16:09

    Non è il vecchio Panto, Gianluca PANTO è un lontano parente, non vedo che colpa ne abbia

  4. Riki 1St
    9 Marzo 2010 @ 16:11

    [cit.]Ah ma l’é sempre el vecio Panto![…] Credo che se tra le fila del PNV ci fosse Gesù Cristo che fa resuscitare i morti avremmo l’indipendenza del Veneto entro domani 🙂

  5. Riki 1St
    9 Marzo 2010 @ 16:13

    [cit.] la Lega (10 anni di Governo) non è riuscita neanche a farci ottenere lo status di regione a statuto speciale come i cugini Trentini!! […] già, sarebbe proprio comico sentire le scuse che i signori leghisti inventano per giustificare questo loro grandissimo FAIL

  6. massimo
    9 Marzo 2010 @ 16:18

    Il loro federalismo non verrà mai fatto perché deve essere deciso a Roma, la nostra INDIPENDENZA invece la decideremo nel Veneto con un referendum democratico, questa è la differenza. Solo in questo modo le famiglie, i lavoratori e gli imprenditori Veneti potranno finalmente cambiare la loro vita e riappropriarsi delle risorse che da decenni ci stanno sottraendo senza darci ciò che ci meritiamo. Solo allora questa nostra terra potrà essere la patria della libertà, della giustizia e del benessere, altrimenti saremo destinati al declino e ad affondare con uno stato che non ci appartiene.

    Massimo Busato Verona

  7. Claudio
    9 Marzo 2010 @ 16:25

    Salve a tutti. Sono Claudio Ghiotto, del pnv (Vicenza). Ho avuto modo di vedere questa discussione, ed ho pensato di darvi una risposta diretta, sperando che sia di interesse.

    Punto primo, il pnv non è “lagunare”, visto che fin dall’inizio ha avuto persone di Treviso e Vicenza (che è montana forse un po’ meno del bellunese, ma non tanto di meno, visto che scherzosamente nel pnv mi chiamano “Recoaro” 🙂 ). Anzi, oggi è presente in tutto il Veneto, Belluno compresa.
    Però capisco che avendo avuto all’inizio una maggiore presa in area “lagunare” sia stato visto un po’ così.

    Ma vengo al commento di Alberto. Come fai a dire “ah ma l’è sempre el vecio Panto”? Noi non abbiamo capacità di resuscitare i morti. Ed il pnv non è il pne (praticamente sciolto e scomparso).
    La Lega non ha ottenuto niente perché NON HA VOLUTO OTTENERE NIENTE. Il Veneto poteva a quest’ora essere una regione a statuto speciale, come il Trentino o il Friuli, ma Bossi nel 1997 diede ordine di disertare e fare venire meno il numero legale per la votazione della proposta di legge che doveva avviare l’iter in parlamento italiano.
    Il fatto è che noi abbiamo constatato che l’Italia non è riformabile, così è e così resterà, fino alla sua fine. L’unica via è quella di perseguire il percorso indipendentista, basato su un referendum con osservatori internazionali. Non sarà un percorso facile, ed è evidente ca i ne metarà el palo tra le rue, ma almeno alla fine del percorso avremo una soluzione risolutiva e definitiva.

    Il primo punto in agenda è il consenso, senza consenso e senza la relativa rappresentatività non potremo andare nelle sedi internazionali a far valere il nostro diritto stabilito dal Patto di New York e dall’Atto finale di Helsinki sull’autodeterminazione dei popoli.

    Il punto dunque è quello di svegliare i veneti, ed i bellunesi, in una alleanza che ci porti alla indipendenza per formare uno stato federale dove le comunità peraltro ritrovino il loro diritto di gestirsi in piena autonomia, come avviene per esempio con i cantoni svizzeri. Ed il futuro del bellunese dovrebbe essere “el canton belumat”!

    Resto a disposizione per domande e osservazioni.

    Sereni saluti,
    Claudio Ghiotto
    candidato consigliere per la lista Partito Nasional Veneto PANTO

  8. Luca
    9 Marzo 2010 @ 16:29

    Salve a tutti.
    Faccio parte del PNV e per piacere non osate chiamarmi “lagunare” ché son della Bassa Veronese! 😀

    A parte gli scherzi, non c’è proprio nulla di veneziacentrico nel PNV perché il nostro progetto di stato è sul modello svizzero, ossia diversi cantoni-province (o come le si vorr chiamare) che si amministrano per conto proprio (facendosi anche concorrenza) e un governo centrale con pochi e ben definiti compiti. Si tratta di un modello che funziona e che permette ai cittadini, attraverso la democrazia diretta, di avere un “peso civico” infinitamente maggiore di quello di adesso (essendo praticamente sudditi ai quali è chiesto di mettere una crocetta ogni tanto).

    Scordatevi la Lega perché qui la Lega non c’entra niente. Noi proponiamo un percorso che si attua attraverso un referendum con monitoraggio internazionale: non si chiede niente a nessuno, si esercita il proprio diritto di persone libere (diritto riconosciuto dal diritto internazionale e anche dalle leggi italiane).

    Se volete maggiori dettagli a riguardo, vi invito a leggere questo
    http://www.pnveneto.org/percorso/

    e se avete voglia, qui trovate il malloppone del programma politico
    http://www.pnveneto.org/wp-content/uploads/2010/03/programma-pnv-2010.pdf

    Spero di essere stato d’aiuto 🙂

  9. Alberto Da Pra Tetto
    9 Marzo 2010 @ 16:51

    Mi scuso se mi sono fatto bellamente fuorviare dall’omonimia (certo che scrivere PANTO così grande nel logo sembra voler richiamare a quell’esperienza politica… è voluta la cosa o no?).
    Mi fa piacere che la pensiate come me sul fallimento del riformismo leghista.
    Vado a leggere il programma…

  10. nicio
    9 Marzo 2010 @ 17:05

    Aspettiamo i vostri commenti e suggerimenti
    E vi invitiamo anche ai nostri incontri!

    http://www.pnveneto.org/panto-presidente/calendario-incontri/

  11. xTen
    9 Marzo 2010 @ 17:22

    certo che la Lega ha promesso tanto in tutti questi anni, mi pare una ventina, ma di risultati non ne visto alcuno! Inoltre si candida pure nelle regioni meridionali, quindi ho maturato la convinzione che anche la Lega è divenuta un partito italiano come tutti gli altri!
    Se l’obiettivo principale è l’indipendenza BEN VENGA!
    Cara Lega Nord, mi hai perdere troppi anni!!!

  12. Barnabo canon
    9 Marzo 2010 @ 20:55

    La Lega se ha n’briagou coi milioi de Berlusca, ti vede che i somea le pite davoi del gial ( pite verde si, ma sempre pite…)

  13. marnifo
    9 Marzo 2010 @ 21:37

    @dute noi da loze…verdè ca sora …e tolè de esempio. su una monada come che se a ‘nsoreou i “lagunari” !!!…tanto =/= dai “montanari”.

  14. Al Tei
    9 Marzo 2010 @ 22:12

    @marnifo: un po’ di sorpresa ce l’ho anch’io ma mi pare che per ora stiano solo spiegando le loro ragioni che, in buona parte, sono anche le nostre. Per ora mi sono scaricato il programma politico, che è “purtroppo” un malloppone, poi vedremo …

  15. Barnabo canon
    9 Marzo 2010 @ 22:55

    Me riferiso a chel che ei scrito ca de sora:

    No parlo mal de la dente che vota la lega ma de chi che dopo ave ciapou i vote, i e ruade a roma e i li ha comprade come le pite al mercà.

  16. BIANCHI ATTILIO
    10 Marzo 2010 @ 02:34

    Kennedy diceva “I care” che in dialetto suona tipo ” ei a caro ” mi stà a cuore, cioè vedere la foglia di tiglio….antico simbolo Veneto, la cui pianta campeggiava anche tra le due torri nell’ antico simbolo della magnifica comunità di Cadore ora sostituita dal sempreverde abete. Il Veneto è una cosa immensa, l’ Italia non esiste più dal 1992, la provincia di Belluno è distante 90 km dai Sappadini in termini fisici……1000 in termini pratici. Non hanno, i sindaci del Cadore, la forza di sganciarsi dalle logiche della pianura e dell’ oligarchia industriale; non capendo il disagio della gente e non puntando verso un iter che ci conduca, certo attraversando qualche ostacolo, verso l’ autodeterminazione e verso delle politiche di ciclico sfruttamento del territorio ad esclusivo beneficio dei Cadorini. Questo sfruttamento non lo permettono le leggi imposte dalla pianura e vi è una sola via per il Cadore, la MAGNIFICA COMUNITA’ DI CADORE come ente politico di rappresentanza unitaria di tutti i comuni, o di tutte le comunità montane, Valboite, Centro Cadore ecc… L’ iter da seguire invece per un Veneto autodeterminato ed autonomo è una cosa interessante e sicuramente con l’ informazione continuata e progressiva giungerà al cuore dei cadorini ma ci vuole tempo. In quanto alla Lega mi è bastato vedere il cartello pubblicitario del candidato Matteo Toscani che si trova dopo Tai andando verso Belluno, con il viso illuminato quasi fosse pervaso dallo Spirito Santo…o più comicamente ho pensato…..si è addormentato sotto la lampada U.V.A.; o come Zaia che dice Bossi è il capo ed io obbedisco…allora non dica prima il veneto…. prima Milano… e questo vale per tutti i partiti politici “nazionali”. SINDACI AVETE UNA FIFA MOSTRA DI TROVARVI TUTTI INSIEME IN QUEL TAVOLO CON ALLE SPALLE IL MITICO CALVI PERCHE’ NON AVETE IDEE, NON AVETE INTRAPRENDENZA E PEGGIO TRATTATE LE PERSONE COME INCAPACI DI INTENDERE E DI VOLERE ED ELEMOSINATE LE BRICIOLE CHE VI DA LA PIANURA E LE PORTATE AL COSPETTO DEI CITTADINI COME PANIERI COLMI… VERGOGNA!!

  17. Danilo De Martin
    10 Marzo 2010 @ 09:24

    Anch’io come Attilio, lo ho detto più volte, mi riconosco in un futuro governo della nostra montagna cadorina sulla base storica di ciò che è stata la Magnifica. Si tratta solo di tornare indietro di qualche secolo. La trattazione va approfondita per le sue implicazioni storiche, le relazioni con la Serenissima, e le modalità con cui, modernamente, possiamo pensare di riavviare “quel modello” di vita nel contesto del Veneto d’oggi. Ma voglio qui esprimere un altro pensiero.

    Sono un uomo che vive il territorio. Quando giungo su una altura dalla quale domino le valli sottostanti penso sempre “tutto questo, un giorno, sarà mio”. E lo dico pensando proprio alla capacità di determinare le scelte che costruiscono il territorio nelle sue forme: fisiche, culturali e sociali (territorio “fcs”). So che dentro il mio cuore il mio territorio è già “mio”. Ma non posso aggiungere la famosa frase “e nessuno me lo può portare via” perché, da anni ormai, il territorio, il nostro territorio “fcs”, ce l’hanno sfilato da sotto i piedi. E’ una questione di numeri.

    La politica italiana, insieme ai politici che la costituiscono, a tutti i livelli di comando, a noi gente di montagna ci “sta cagando addosso da anni“. Il bello è che riescono a farci credere che, come talvolta accade, “chi ti riempie di merda non sempre lo fa per il tuo male” (vi ricordate la storiella dell’uccellino che si è salvato in virtù di una bella “torta” nella quale si era venuto a trovare suo malgrado, e che lo aveva nascosto agli occhi del predatore?).

    Lo Stato italiano non è riformabile. Quello che ho chiamato in altre circostante uno Stato infame, perché nei confronti della gente di montagna così si comporta, continuerà a stritolarci nel torchio dell’indifferenza, pian piano, un giro di vite ogni tanto, finché troveremo la morte sociale. Mi dispiace dirlo, per il rispetto che si dovrebbe avere nei confronti dei giovani che stanno crescendo, ma la verità è che “siamo già morti“. I numeri impietosi della sociometria lo dicono da anni. Trentino e Alto Adige stanno facendo fatica a controbilanciare la morte della montagna e dei suoi popoli, loro che hanno la regia nelle loro mani. Per noi, quindi, potrebbero già suonare le campane. A meno che …

  18. Alberto Da Pra Tetto
    10 Marzo 2010 @ 09:12

    Ho letto il programma e devo dire che, a mio parere, ci sono molte idee buone, sopratutto si riconosce lo stile delle persone che vengono “dal basso” dalla società civile lontano da quello dei politici di professione.

    Non mi trova d’accordo la proposta di un’aliquota unica perchè la trovo profondamente ingiusta; preferirei una tassa differenziata sui CONSUMI invece che sui REDDITI e l’obbligatorietà del pagamento con carta di credito per tutte le spese sopra i 30 euro (puff! sparirebbero miliardi di euro di evasione IVA e IRPEF di artigiani, commercianti e professionisti furbetti).

    Il problema chiave oggi in Italia è la corruzione che, oltre a costare ai cittadini l’equivalente di intere leggi finanziarie, di fatto impedisce al Paese di progredire.
    Quante volte ci rendiamo conto che le leggi ci sarebbero ma non vengono applicate perchè il politico di turno è legato ad interessi di parte o semplicemente è troppo occupato a farsi gli affari suoi?
    I politici oggi fanno quello che gli pare a loro e rispondono a chi gli pare invece di lavorare per la collettività, questo mi sembra ormai evidente.
    Perchè le persone dovrebbero credere che voi sarete diversi quando arriverete ai posti di comando? Dovete dimostrarlo nei fatti.

    Il vostro percorso, credo, dovrà essere quello di proporsi con progetti chiari e concreti sul territorio, facendovi apprezzare dalla gente e lasciando l’indipendenza come obiettivo di fondo, perchè ritengo improbabile che riusciate ad ottenere subito la maggioranza in Consiglio Regionale, e quindi l’indipendenza, rischiando così di deludere le aspettative dei vostri elettori.

  19. Gianluca Panto
    10 Marzo 2010 @ 10:36

    Cari amici della montagna vi conosco bene se non altro perchè dal 1974 al 2007 la mia famiglia ha avuto uno stabilimento produttivo a Fonzaso ed io lo seguivo personalmente, oltre a fare l’agente nella provincia.
    Per noi siete una provincia potenzialmente vincente, basta liberarla e darvi le stesse possibilità di TN e BZ, di cui vi fareste un boccone. Questo il mio pensiero. Per questo ho presieduto personalmente la consegna dei documenti della nostra lista al tribunale di Belluno, perchè ci tengo.

    Vi informo che sarò a Longarone in Fiera. Vi darò le date.
    Non escludo altri comizi anche da voi, nel caso invitateci.

    Sono già in corso le nostre affissioni nei vostri comuni. Dateci una mano a presidiarle e dateci cortesemente info in merito (se ci sono, se sono visibili). Grazie. Sani.

  20. Danilo De Martin
    10 Marzo 2010 @ 12:23

    Gentile Gianluca Panto,
    non posso certo predire quale potrebbe essere il supporto che potrà avere qui in Cadore e che lei auspica nel messaggio precedente; spero che chiunque dovesse riscontrare problemi, indipendentemente dal proprio schieramento partitico, non esiti ad avvisare le autorità competenti.

    Mi interesserebbe di più sapere cosa ne pensa, in senso generale, riguardo alle minoranze linguistiche che noi, in quanto Ladini, rappresentiamo. Tanto per dire, una specificità in più di questo angolo di mondo.

    Mi permetto anche di chiederle se il 14 marzo ore 17 a Caviola, in comune di Falcade, parteciperà all’incontro organizzato dalla Federazione tra le Unioni Culturali dei Ladini Dolomitici della Regione del Veneto sul tema “Problematiche generali e prospettive future per la popolazione ed il territorio dell’alta provincia di Belluno”. So che vi parteciperanno per certo i candidati Dario Bond, Matteo Toscani, Sergio Reolon, Oscar De Bona e Raffaela Bellot. Presumo e spero che abbia ricevuto l’invito. Ci sarà anche lei?

    Cordiali saluti.

  21. Danilo De Martin
    10 Marzo 2010 @ 14:32

    @Gl.Panto
    grazie della risposta Panto. Vorrei aggiungere una precisazione. Premetto che anch’io ieri, publicando l’articolo che stiamo commentando, pur utilizzando l’aggettivo “apparente”, ho parlato di impronta “lagunare” dando vita ad una giustificata reazione di distinguo (si sa che la diversità veneta è anche la sua forza). In questo senso Siro Bigontina, tirato in ballo come “vostro rappresentante cortinese”, stimato esponente dei Ladis de Anpezo, rappresenta autorevolmente questi ultimi. Nel Cadore sono poi attive altre Unioni Ladine come quella d’Oltreciusa, del Cadore de Medo, del Comelgo. Così nell’Agordino.

  22. Gl.Panto
    10 Marzo 2010 @ 13:38

    Io ho sposato una ladina, faccia conto lei , el ladin el parli ancia an poc ..
    (variante anaunica)

    Sappiamo dell’incontro. Ci sarò io oppure un nostro rapresentante candidato della lista provinciale di BL.

    Il nostro parere è che ogni popolo ha il diritto di autoderminarsi ed autogovernarsi.
    Quindi se il Veneto diventa indipendente i ladini per quanto ci riguarda possono prendere qualsivoglia decisione .
    Ho parlato parlato con Poletti ed anche con il vostro rappresentante cortinese .
    Volenterosi ma temo troppo anziani (a mio avviso) per capire che la strada italiana per avere la vostra autonomia non è quella giusta.

    Una nuova classe dirigente ladina di trentenni indipendentisti europei vi sarebbe utile.

    Voi non dovete chiedere a nessuno il permesso di essere liberi.
    Dovete solo comunicarlo, agendo entro procedure internazionalmente riconosciute .

    Concludo : per qualsiasi vostra decisione noi come partito vi appoggeremo.

  23. cagliostro
    10 Marzo 2010 @ 17:04

    Leggo sul Bloz “i crop circle del PNV” e la invasione di commenti pervenuti (più o meno pertinenti). Siamo in piena disputa elettorale (fin qui, a dire il vero, si è parlato solo di leggi elettorali e di rapporto fra forma e sostanza delle medesime, di diatribe sulla ammissibilità o meno di certe liste, di inettitudine di certi funzionari di grandi partiti, di falsificazione di firme, di lotte intestine ai partiti che hanno determinato madornali pasticci, e chi più ne ha più ne metta) ed i nuovi mezzi di comunicazione vengono sfruttati a dovere anche dalla nuove formazioni politiche. Il mastodontico trattato, il malloppone programmatico della nuova formazione, riconducibile alla candidatura a presidente di G.Luca Panto, se si vuole, contiene anche idee che, sotto il profilo egoistico, vengono incontro alla drammatica situazione della nostra terra. Tutto è ricondotto, comunque, ad un basilare concetto, bene espresso dal candidato consigliere Claudio Ghiotto (vedi sopra il commento del 9/3/2010, ore 16,25): questo Stato è irriformabile, pertanto solo l’indipendenza del Veneto può raggiungere gli obiettivi dei cittadini veneti.
    Trascuro di estrinsecare il mio pensiero personale e le mie idee in proposito (che certamente non interessano ai lettori) ma vorrei fare una riflessione eminentemente politica. Quando si prospettano idee così rivoluzionarie ed impegnative non si può certo prescindere da una base di consenso quanto meno di peso rilevante perché, altrimenti, si riesce solo ad ingenerare aspettative che, il 30 Marzo, si possono tramutare in forti disillusioni. Mi spiego meglio: non si possono fissare tempi così certi per il raggiungimento di un traguardo così eclatante quale è quello della indipendenza veneta se si è alla prima esperienza politica e non si ha il polso della situazione reale ed il seguito che ne deriverà (vedi precisi impegni in termini di giorni, scritti nero su bianco, sul malloppone programmatico).Conosco anch’io la Storia e so che certe “utopie” politiche, per essere realizzate, necessitano semmai di lunghi processi storici e di una graduale presa di coscienza da parte della gente. Non vorrei che la “utopia politica”, magari a livello scolastico condivisibile, resti una mera Utopia senza alcuna aggettivazione. Scusate la franchezza, ma a me sembra che si sia tanto
    sicuri di ottenere un successo elettorale da aver perso, in una certa qual misura, il senso del reale e che si corra solo il rischio di illudere gli ingenui. E’ vero, anche la Lega ha incominciato con percentuali da prefisso telefonico, ma poi il grande, “Novello Cattaneo” di Ponte di Legno si è avvalso del sostegno dell'”Unto del Signore” (e dei suoi mezzi) per avere successo (senza contare Tangentopoli, che ha contribuito non poco alla affermazione). Noto infine che, nelle liste provinciali del PNV, parecchi nomi risultano ricorrenti (mancanza di candidati locali?). Credo poi che, in tema fiscale, le aliquote uniche non siano un modello di equità; il principio della progressività rimane indiscutibilmente il più giusto!! Spero che non vi mettiate in sintonia, prima ancora di pervenire sullo scranno di Palazzo Ferro-Fini, con certi tributaristi che imperano oggi giorno, esperti solo a difendere gli interessi delle classi più abbienti.
    Auguri di cuore…

  24. nicio
    11 Marzo 2010 @ 12:57

    Cagliostro, è vero che bisogna avere il polso della situazione (e mi pare che noi del PNV, avendo portato degli esempi e delle analisi economiche della situazione attuale, abbiamo descritto bene la realtà) ma è anche vero che se mai si comincia mai si arriva.
    Il tuo è un discorso che trasuda delusione e stanchezza, penso che ne abbia quindi anche tu le scatole piene di questo stato che ci soffoca giorno per giorno.
    Ti chiedo quindi di provare a cambiare punto di vista e di metterti nei panni del novello cittadino di un nuovo stato Veneto: al solo immaginare i vantaggi che ne derivano dovresti fare i salti di gioia!
    Secondo me in questo momento conviene smetterla di pensare a tutti i modi e ai cavilli su cui si potrebbero impuntare gli avvoltoi italiotti per tenerci nelle loro grinfie, e ragionare su come portare più gente possibile dalla nostra parte entro possibilmente il 28 e 29 marzo.
    Solo prospettando loro i vantaggi in termini economici e di qualità della vita potremo aprire gli occhi a un numero di persone sempre più grande, e dobbiamo fare in fretta perche mancano solo 20 giorni all’ora X!

  25. nicio
    11 Marzo 2010 @ 13:02

    Vorrei aggiungere inoltre un paio di cose:

    – il partito condotto dal novello cattaneo di ponte di legno ha fatto alcuni accordi con unti o meno unti perche voleva arrivare a roma: A NOI NON SERVE ARRIVARE A roma IN QUANTO SI FARA’ TUTTO DAL VENETO, spero che questo punto sia chiaro

    – cambiamenti politici e nascita di nuovi stati sono cose normali in tutto il mondo, e per restare nell’area a noi più vicina basta guardare ai cugini sloveni: in 2 anni sono arrivati democraticamente all’indipendenza. Possibile che a nessuno sia venuto in mente che il novello cattaneo ci sta prendendo in giro da 20 anni?

  26. Alessia
    11 Marzo 2010 @ 16:12

    ciao a tutti,
    vi confermo che Gianluca Busato sarà presente a Caviola domenica pomeriggio ore 17.00. La settimana prossima i candidati per PNV saranno presenti in alcune trasmissioni di confronto tra i candidati su TeleBelluno e Radio Belluno.

    Inoltre martedì 16 marzo ci sarà un incontro pubblico del PNV a Belluno, ore 20.30 – Sala Gaio c/o Centro Congressi in piazza Pilloni.

  27. cagliostro
    11 Marzo 2010 @ 18:28

    Egregio “Nicio”,
    grazie per il commento alle mie considerazioni. Forse non hai però colto appieno il mio “humour” quando parlo di “Novello Cattaneo” e di “Unto del Signore” e non vorrei proprio ingenerare dubbi ed essere magari scambiato per estimatore di simili personaggi. In quanto poi al merito, noto che non hai risposto alle tante mie riserve espresse, credo, abbastanza chiaramente sia sul vostro modo di proporvi sia sul vostro programma (ad es., in materia fiscale…). Oggi poi ho letto di presunti vostri “inghippi”, a Belluno, con la sottoscrizione delle firme di presentazione ed il preannuncio di possibili querele. Se la cosa risultasse vera, non sarebbe un buon inizio! Che ne pensi?

  28. Veneto
    12 Marzo 2010 @ 14:36

    Egregio Cagliostro

    rispondo a questo quesito :
    non si possono fissare tempi così certi per il raggiungimento di un traguardo così eclatante quale è quello della indipendenza veneta se si è alla prima esperienza politica e non si ha il polso della situazione reale ed il seguito che ne deriverà.

    lo stato del Montenegro ha impiegato 52 giorni a diventare indipendente,
    lo stato Sloveno non aveva nemmeno una lingua propria ma in poco tempo è diventato indipendente.
    i paesi del blocco Sovietico non erano certo in grado governarsi visto che per anni sono stati sotto il centralismo di Mosca , ma sono diventati stati indipendenti.
    La Groenlandia con 56.361 è diventata indipendente.

    il mio parere è che lo stato ITA non permetterà mai di riportare quell’ identità che è propria del popolo Veneto, dopo averne cancellato la storia , la cultura e la lingua,cosi prima si arriva all’ indipendenza prima si può iniziare a prendere coscienza di chi effetivamente siamo.

  29. pagaapo
    12 Marzo 2010 @ 17:54

    Siente ‘ntin caro Veneto, me ‘ntrometo ‘nte la discusion… ma a mi che me ‘ntaresa de savè chi che son, da chi che vegnon e agnò che don se fin adès dute chi che ne à sempre guarnòu ie stade ‘na manega de ladroi. Anche Venezia ne à sempre ciavòu – basta vede chel che la farea e chel che la à fato co i nostre bosche….. e ‘n cambio de ché?
    La Lega Nord, che duto fato la è come ‘l vostro movimento, la fa come dute chi autre… la ‘mpromete, la parla, la parla ma a la fin ala fato chè de bon fin adès?
    La à tegnesto ‘l mòcol al Berlusca par no perde la cariega. Basta vede le varie legi aprovade a magioranza anche col so voto.
    Penso che par cambià par de vero ‘sta situazion bisognarà fei come che ià fato da autre parte…….. chi che no è torde capise subito.
    Sane….. adeès che la stemana de laoro la èi finida vado ‘n piaza a beveme la solita sgnapa pagada da mi.

  30. nicio
    13 Marzo 2010 @ 01:38

    Pagaapo, savemo ben e magagne dea ln.
    Te prego de lexarte ben el programa del PNV, perche el xe na spana sora chealtri, e perche NO XE PREVISTO DE NDARE SENTARSE roma.
    Ultima raxon per votare PNV: lternative no ghe ne xe

    Ciao grazie

  31. GL. Panto
    15 Marzo 2010 @ 01:58

    Noi a Caviola ci siamo andati.
    Mi sembra che il nostro messaggio sia passato.
    Lo stato Italia è irriformabile . Anche i ladini possono avere interesse ad abbandonare il vicolo cieco dell’autonomismo italiota ed aggregarsi al grande movimento europeo indipendentista.

    Noi siamo stati in Scozia a fare scuola di politica e poi abbiamo invitato anche i catalani, che sono venuti ed entrambi ci hanno aiutato a gettare le basi del nostro pensiero politico.
    Non abbiamo la pretesa di insegnare ai ladini come fare, ma la discussione credo possa continuare .

    http://www.pnveneto.org/2010/03/montagna-e-indipendenza/

  32. Danilo De Martin
    15 Marzo 2010 @ 09:06

    Gentile Panto,
    per me è sempre stato un sogno l’indipendenza della mia “piccola patria cadorina”. I miei conterranei neanche si immaginano quanta ricchezza e benessere potremmo trarre dal fatto di essere un vero ponte tra il nord europa e la pianura Veneta. Di notte, per dormire, io non conto le pecore ma i turisti olandesi che si potrebbero fermare qui a maggio-giugno per godersi la nostra montagna e poi, in un “attimo”, potrebbero decidere di farsi il bagno su una delle spiagge venete (trascuro le terme, le città d’arte i laghi …).

    Il mio sogno è un Cadore libero dalle catene italiche, libero di vivere il proprio futuro con le sole nostre forze, senza chiedere niente a nessuno, federato con il sistema svizzero ad un Veneto indipendente.

    Quando qualche mese fa la Catalogna, ora regione autonoma, ha dichiarato con un referendum la propria volontà di diventare indipendente, ho salutato la cosa mettendo la bandiera catalana per un po’ di tempo nell’intestazione del BLOZ.

    Sono però abituato a stare con i piedi per terra e quindi, senza arrendevolezza, devo ammettere che il mio sogno farebbe ancora parte della categoria “irrealizzabili”. Sto iniziando a pensare che forse, forse, non è più così.

  33. cagliostro
    15 Marzo 2010 @ 11:12

    Gentile “Nicio”,
    il 10 e l’11 Marzo scorsi ponevo alcuni quesiti e sottolineavo alcune perplessità circa il programma del suo PNV, in particolare sul capitolo fiscale… Mi domandavo poi se quanto letto sulla stampa in materia di presentazione delle liste (con possibile seguito di querele, annunciate sempre attraverso stampa, da parte del sig. Boco Lorenzo) corrispondesse a verità. Concludevo dicendo che quest’ultimo aspetto, ove verificato, non sarebbe stato un bel biglietto di presentazione per il Vostro Partito! Auspicando che tutto possa essere stato nel frattempo chiarito, chiedo gentilmente un cenno di riscontro. Grazie e distinti saluti.

  34. nicio
    16 Marzo 2010 @ 09:40

    Le accuse mosse da Boco (o chi per esso) sono tutte false, e da quanto so io nei giorni successivi sono stati costretti a pubblicare una smentita.
    Per quanto riguarda il principio di equità, tenga conto che se uno guadagna 50mila€ all’anno dovrà pagare 10mila€ mentre uno che guadagna 500mila€ dovrà pagare 100mila€: mi sembra abbastanza anche per il più ricco!
    Inoltre con un sistema come quello italiota, in cui uno più guadagna e più paga, si è ”invogliati” ad evadere perchè ci si vede letteralmente RUBARE quello che si guadagna.
    Non esiste che se io sono più bravo a fare affari di un altro, devo pagare di più: o si paga tutti nella stessa misura oppure ci sarà sempre quello più ricco che vorrà evadere

  35. cagliostro
    16 Marzo 2010 @ 15:25

    Grazie per il tempestivo riscontro, indice di serietà e correttezza politica. Mi dispiace però ribadire il mio pensiero, in particolare in merito ai due punti da me toccati in precedenza. Per quanto concerne l’episodio relativo alla presentazione delle liste, allo stato, non ho letto che il sig. Boco sia stato “costretto a pubblicare una smentita”, può darsi che la cosa mi sia sfuggita ma dubito che uno come il sig. Boco, dalle note idee politiche agli antipodi rispetto alle vostre, affermi che la firma apposta sul modulo non era la sua e poi si acconci ad una retromarcia. Queste sono cose che vengono definite dalla Magistratura con estrema cautela: vedremo il seguito che la vicenda avrà, magari ad elezioni già effettuate. Mi auguro di cuore che la vostra formazione politica ne esca bene, senza che sia provato alcunché di anomalo perfino a livello di semplici militanti.
    Per quanto concerne il capitolo fiscale del Vostro programma, mi corre l’obbligo ribadire che la nostra Costituzione, sull’argomento, parla del principio di progressività delle imposte e fior di costituzionalisti, tributaristi e fiscalisti sono concordi nel dire che tale principio è quello più equo possibile. Semplificare l’applicabilità fiscale a due sole aliquote, oltre che sperequativo a favore delle classi più abbienti, contraddice e mina alla base questo principio; il giustificare poi tale ipotesi di introduzione con la riduzione della evasione e della elusione fiscale mi pare discorso ancor più semplicistico, tra l’altro sulla scia di quanto già dice il nostro attuale conducator. Alla fin fine, la certezza sulla applicabilità e sulla giustizia fiscale riguarda sempre i soliti detentori del reddito fisso (dipendenti e pensionati); le altre categorie, soprattutto i titolari di grandi rendite parassitarie, beneficieranno, con le vostre teorie, di ulteriori benefici di alleggerimento fiscale legalizzato. E poi, diciamola tutta, a redditività maggiore corrisponde sempre un utilizzo dei servizi e dei beni pubblici più rimarchevole di quello di un povero pensionato o dipendente a reddito fisso, per cui il concorso alla spesa pubblica deve risultare giocoforza “graduato in base alle capacità reddituali”. Se si attuasse infine il vostro intendimento, nel medio periodo l’economia ne soffrirebbe vieppiù, dato che sarebbe evidente la riduzione abnorme del gettito fiscale e ciò a detrimento ulteriore dei già carenti servizi fin qui, bene o male, elargiti dallo Stato. Senza contare le altre implicazioni di natura civile e socio economica che una tale misura inevitabilmente innescherebbe. Non si dimentichi che i conti pubblici sono ora soggetti anche ad un certo controllo dell’Europa, con precisi e vincolanti parametri comunitari….

  36. lodovico
    16 Marzo 2010 @ 21:12

    Caro Cagliostro,

    mi hanno girato il tuo commento e vorrei rispondere alla parte sulla tassa unica. Mi scuso in anticipo perchè ho letto in fretta e in questi giorni non avrò il tempo di rispondere con più calma e dettaglio. Dopo le elezioni ne parliamo più a fondo se vuoi.

    Cosa è equo o no non lo decidono tributaristi e/o costituzionalisti. Guardando l’evolversi della pressione fiscale nelle economie avanzate la progressività è stata introdotta per raccogliere ulteriori fondi dai cittadini.

    Ora stiamo descrivendo il caso di uno stato (veneto, bellunese) che avrà un enorme surplus di risorse, quindi il discorso di come farà lo stato poverino a finanziare la spesa pubblica qui non si pone. Ne avremo sia per aumentare in qualità e quantità i servizi pubblici che diminuire per tutti le tasse.

    Sul discorso della flat tax rispetto a un sistema progressivo, il ricco paga comunque di più anche con la flat tax, come ha spiegato Nicetto. Non è neanche vero che il ricco consuma più beni pubblici. Forse hai in mente la fabbrica che pesa sulla società, ma qui stiamo parlando di individui, non sulla corporate tax.

    Comunque, io auspico uno stato decentralizzato che lasci alle province libertà di scelta sia nelle tasse che nella spesa. Perciò se a Belluno volete applicare una tassa progressiva, a me va bene. A Vicenza faremo una flat tax. Ok? Non cambia molto. 🙂

    Ciao

  37. cagliostro
    17 Marzo 2010 @ 08:38

    Lodovico,
    sempre disponibile ad un confronto sul tema impositivo tributario e fiscale. Con una piccola precisazione però: che con i discorsi teorici (non oso dire demagogici)si può spesso ingenerare confusione ed illusione.
    Se resteremo con l’attuale sistema statuale, bisognerà quanto meno cambiare la Costituzione sul principio di progressività se si vorrà adottare il vostro programma. Se poi instaurerete lo Stato Veneto, i servizi pubblici (scuola, sanità, trasporti e quant’altro) credo che ci saranno comunque e non è detto che gli oneri connessi conducano proporzionalmente a tanti risparmi, specialmente se ci sarà la corsa alla privatizzazione (ferrovie docet). Un cordiale saluto.

  38. cagliostro
    17 Marzo 2010 @ 08:52

    Una piccola integrazione che mi è sfuggita. La equità fiscale certamente non è decisa dai tecnici (costituzionalisti, fiscalisti ed economisti) ma i politici, in genere, non sono in grado di legiferare in materie così complesse senza ricorrere all’aiuto degli esperti. Con tutto il rispetto, non credo che la materia possa essere semplicemente trattata da politici, per lo più privi di competenze specifiche e neanche dal semplice cittadino (che però ha costantemente sotto gli occhi il risultato demagocico di tante promesse inevase ed il conseguente depauperamento del proprio portafoglio). Vorrei poi che mi si spiegasse e mi si dicesse quale categoria sociale (perché qualcuno, al solito, dovrà pur sostenere un onere maggiore) resterebbe penalizzata dalla introduzione del sistema fiscale caro al PNV e, di contro, chi risulterebbe ampiamente gratificato. Io una precisa idea me la sono formata e non solo in modo induttivo….

  39. marnifo
    17 Marzo 2010 @ 11:08

    @ludovico…una semplice curiosità…quali sono i dati certi che ti inducono ad affermare questo “Ora stiamo descrivendo il caso di uno stato (veneto, bellunese) che avrà un enorme surplus di risorse”. A me sembra più uno spot elettorale…

  40. Alberto Da Pra Tetto
    17 Marzo 2010 @ 12:00

    Il valore della progressività nell’imposizione fiscale spiegato a mio figlio:

    Supponiamo che tu sia un bravo e onesto impiegato che guadagna 1500 euro al mese.
    Con i primi 400 euro ti paghi il cibo, con altri 200 il carburante, con altri 500 il mutuo della casa, 200 vanno per le bollette, con gli ultimi 200 rimasti ti concedi qualche extra (vestiario, vacanze, cinema).

    Supponiamo ora che tu sia un bravo e onesto dirigente d’azienda che guadagna 5000 euro al mese.
    Con i primi 700 euro ti paghi il cibo (mangi in media più aragoste dell’impiegato di prima), con altri 400 il carburante (cilindrata superiore), con altri 1000 il mutuo della casa, 400 vanno per le bollette, 400 per il giardiniere e la colf, con gli ultimi 2100 euro rimasti ti concedi qualche extra (vestiario firmato, vacanze, golf, terme, estetista-massaggiatrice).

    Ora lo “Stato” decide di tassare tutti i cittadini del 20% perchè “così è più giusto”.

    Quindi l’impiegato, per pagare i suoi bravi 300 euro di tasse, dovrà rinunciare agli extra (vestiario, vacanze, cinema) e tirare un po’ la cinghia tagliando le vettovaglie (niente più bistecca da oggi!).
    Ma anche il dirigente, per contribuire con i suoi 1000 euro alle spese comuni, sarà costretto a rinunciare all’estetista-massaggiatrice com’è giusto che sia!

  41. Danilo De Martin
    17 Marzo 2010 @ 13:35

    @marnifo Già tempo addietro il Capitano delle Cernide aveva segnalato questo interessantissimo articolo sul sito del PNV, “Belumat: autonomia o indipendenza“, a firma di Lodovico Pizzati, docente di economia all’università Ca Foscari di Venezia. Appena possibile lo riprenderò qui sul BLOZ per darne il giusto risalto. A suo tempo anche Moreno Broccon del gruppo “Provincia Autonoma di Belluno Dolomiti” ne aveva dato notizia sul sito.

  42. cagliostro
    17 Marzo 2010 @ 14:55

    Egregio Alberto Da Pra Tetto,
    noto con piacere che le mie osservazioni critiche al comparto fiscale del Programma della nuova formazione politica PNV hanno suscitato molto interesse e parecchi interventi. Il tuo mi è particolarmente piaciuto, soprattutto per la semplicità ed efficacia didattica profusa nell’insegnare a tuo figlio i principi di equità fiscale basati sulla progressività prevista, con lungimirante saggezza, dai nostri Padri Costituenti. Con la semplicità ed efficacia, ho molto apprezzato anche la sottesa vena di ironia che mi pare di aver intravvisto laddove evochi i sacrifici (invero molto voluttuari) cui sarebbe costretto l’ipotetico dirigente per sostenere il proprio onere fiscale… Attendo che si possa sviluppare il confronto sul tema con il commentatore “Lodovico”, che presumo sia il docente universitario di Economia che funge da esperto consulente nonché presidente del PNV; il tutto presumibilmente prima della scadenza elettorale. Un cordiale saluto. Cagliostro.

  43. lodovico
    18 Marzo 2010 @ 17:56

    Cari tutti,

    questa è la versione in italiano di un mio articolo a riguardo: http://www.buraku.org/2010/02/09/programma-economico-pnv/

    Si tratta di back of the envelope calculations, lo so, ma spero servino per far vedere che il nostro slogan “indipendenza = + servize e – tasse” non è una promessa elettorale, ma semplice aritmetica.

    Se la differenza tra quanto paghiamo di tasse (70miliardi) e quanto riceviamo come servizi (50 miliardi – nella più rosea delle stime) è 20 miliardi ogni anno, questo vuol dire che mediamente (dividi per 5 milioni di euro) un veneto paga 4000 euro in più di tasse, o riceve 4000 euro in meno di servizi.

    Siccome questo divario c’è anno dopo anno, e sono dati ufficiali del ministero del tesoro, non possiamo parlare di transfer di solidarietà (anche perchè al Sud arrivano solo fregole).

    Allora, potendo trattenerci tutto (come stato indipendente) e potendo essere liberi di decidere la politica fiscale (adesso non lo siamo) ci sarebbe veramente un surplus imbarazzante da gestire.

    Riguardo la tassa progressiva e la flat tax, io posso capire che per far fronte a dei servizi si vada a chiedere più tasse a chi ha di più. Però nel caso (ipotetico, se non credete al programma del PNV) che di risorse ce ne siano per tutti, non ritengo che la funzione delle tasse sia la redistribuzione. La mia personale opinione è ch le tasse servono per pagare dei servizi pubblici, non per fare della giustizia sociale.

    Lodovico

  44. lodovico
    18 Marzo 2010 @ 18:04

    Scusa, mi dimenticavo di rispondere al paragone tra l’impiegato e il dirigente. Sempre con calcoli un pò approssimativi, abbiamo provato a vedere l’impatto su un operaio che riceve 1200 netti al mese. L’idea era, se invece di 70miliardi di tasse ne pagassimo 55miliardi? Riducendo, non solo la tassa al 20%, ma anche riducendo di un terzo i contributi sociali, che ricordiamoci, sono una tassa sul lavoratore, non sul datore di lavoro.

    Insomma, al netto il nostro operaio riceverebbe 1700 euro. Pare incredibile, però questa è la media di quanto vengono pagati operai e impiegati in altri paesi europei più civilizzati (olanda, svizzera, irlanda, danimarca…).

  45. Danilo De Martin
    19 Marzo 2010 @ 09:51

    @ tutti: l’espressione “back of the envelope calculations” riportata poco sopra da lodovico è usata dagli economisti ed ha il significato di “conti fatti a spanna” o “a la bona”, quindi non “esatti alla virgola” ma che, in ogni caso, si avvicinano molto alla realtà.

    Per avere un’idea del modello di Stato che stiamo alimentando, considerato che la Regione Sicilia viene finanaziata anche con il latte munto al Veneto, per chi passa di qui ma magari ha perso qualche articolo, segnalo “così, tanto per ricordarci che siamo dei coglioni …

  46. cagliostro
    23 Marzo 2010 @ 17:11

    Precisazione per il sig. “Nicio”,
    Leggo oggi sul Gazzettino che le liste del PNV sono ancora all’attenzione della Questura di Belluno. Ora non si tratta più soltanto del sig. Boco (del quale Lei parlava di “accuse false” e di “smentita cui sarebbe stato costretto”) ma si parla anche dei consiglieri comunali Marco Perale (ex vice sindaco) e Massaro. Perale ha certificato che la sua firma è falsa, mentre Massaro attende di essere convocato ma ha già detto di non aver firmato un bel niente. Attendiamo gli esiti delle indagini ma, fin da subito, possiamo ribadire che, se verificata, la cosa non costituisce per la nuova formazione politica un bel biglietto da visita. Il reato potrà anche essere derubricato a livello di ammenda, ma è pur sempre fatto disdicevole…

  47. pagaapo
    23 Marzo 2010 @ 18:33

    Cagliostro…. iò no voi ese desfatista, pesimista o quant’autro….o anticipà chel che verificarà la Magistratura, ma anche ‘nte la bibia, Ecclesiaste 1:9, sta scrito: “niente de nuou sote ‘l sol”….. quindi…. par magnà e ciàvàne ‘ie ‘n tante ‘n fila pronte a fèilo.
    Che desolazion!!!!

  48. giovanni (pnv)
    24 Marzo 2010 @ 15:32

    Rispondo per Nicetto, che tanto fa lo stesso. Io non ho seguito Belluno, però questi nomi fatti (Perale, Boco, Massaro, ecc…) non ci risultano tra i nostri firmatari. Mi domando, e se conoscete direttamente gli interessati domandate, se gli è stata presentata una fotocopia delle firme o degli originali, perchè io ho i miedi dubbi.

    Una cosa è certa, se dopo le elezioni tutto questo finisce in nulla, come sospetto sarà, allora vuol dire che non si trattava altro di una mossa per avvilire l’elettorato. Vi prego di tornarci su questo tema tra un mese e vedremo.

    Mi sono accorto che su Belluno il PNV ha suscitato relativamente più interesse che in altre province. Se i bellunesi intrapprendono la strada indipendentista (tramite Bruxelles) piuttosto che quella autonomista (tramite Roma) le cose si fanno serie per il sistema centralista. Io vedo questo, e non a caso si ci impunta su un partito indipendentista a Belluno, anzichè sulla Lega che nella stessa Belluno ha tirato fuori 200 firme in mezzora, o PDL che a Monselice ha fatto firmare i morti. Ma Lega e PDL sono partiti di apparato quindi non creano problemi, è vero.

  49. cagliostro
    24 Marzo 2010 @ 20:10

    Non credo proprio che la Questura di Belluno si presti ad operazioni di supporto a trucchi di vario genere. Perale, ad esempio, dice di aver preso visione della documentazione…Ad ogni modo, chi vivrà vedrà. Io insisto nel dire che non ci si può giustificare adducendo il fatto che “così fan tutti”.
    La Lega ha raccolto molte firme per coprire il buco in pochissimo tempo (nel giro di qualche ora). Come ha fatto? Sembra che ci siano precise segnalazioni e della cosa si occuperà certamente la Magistratura. Idem per i morti che firmano per la PDL a Monselice. Insomma lo schifo regnerebbe sovrano…
    Per gli esiti… attendiamo fiduciosi che la verità venga a galla!

  50. autonomia
    24 Marzo 2010 @ 20:51

    La storia delle firme diciamo “non corrette” non sarebbe in generale una bella cosa ma credo che giovanni (pnv) abbia una parte di ragione nel dire quello che dice. io ho scoperto qui la presenza del pnv e sono stufo di sentir parlare di autonomia da tutti senza poi che nessuno faccia niente per costruirla questa autonomia. non so se si può pensare veramente ad una nazione veneta da crearsi sotto osservazione internazionale, come ho visto scritto nel sito del pnv. ripeto, non lo so ma a questo punto bisogna dire che è più facile credere a questa cosa che ci appare improbabile che all’autonomia. dico questo perché quando tutti parlano di autonomia in modo generico, vuol dire che nessuno si vuole assumere la responsabilità di dichiarare apertamente che si vuole conseguire la autonomia “vera”.

    ci sono tanti tipi di autonomia che vengono descritti, ma è tutta acqua fresca. sarà anche un ragionamento semplicistico, ma se dovessi indicare una autonomia come modello, per non sbagliarmi direi semplicemente “voglio la stessa autonomia che hanno trento e bolzano”. punto.

  51. giovanni (pnv)
    25 Marzo 2010 @ 09:39

    Nello stato veneto indipendente Belluno avrà senzaltro la stessa autonomia che hanno trento e bolzano 🙂 Perlomeno la nostra visione è quella di una confederazione, tipo la Svizzera dove più realtà linguistiche e culturali possono coesistere. Perciò Ladini, Cimbri, Furlani (se vogliono) potrebbero benissimo vivere con la qualità di vita dei cantoni svizzeri. E dovrebbero. Non abbiamo bisogno di sussidi statali, ci basterebbe a tutti trattenerci e gestirci le nostre risorse.

    Al momento il PNV è l’unica formazione politica che presenta un progetto con questi obiettivi. E per chi non crede all’indipendenza, ma spera ancora in un percorso autonomista (che finirà in un binario morto giù a Roma), mentre aspettate di fare questo sospirato referendum per l’autonomia, considerae che votare per il nostro progetto indipendentista è come votare per l’autonomia due volte (1 da Roma, e 2 da Venezia).

  52. Gianluca Panto
    25 Giugno 2010 @ 01:44

    NOTA UFFICIALE DEL PARTITO NASIONAL VENETO

    Con sorprendente rapidità , che la dice lunga sulla infondatezza delle illazioni proposte contro il PNV, oggi il nostro avvocato ha ricevuto una comunicazione dal magistrato circa il fatto delle firme a Belluno tanto caro ai nostri detrattori, relativamente alle responsabilità degli esponenti direttamente iscritti ed appartenenti al nostro partito.

    -Archiviazione-

    Ora valuteremo se controquerelare , ed eventualmente avviare anche una giusta causa civile , con relativa richiesta danni , nei confronti degli autori della diffamazione al PNV.

    Cordiali Saluti
    Il Segretario del PNV
    Gianluca Panto
    Treviso 24-6-2010

  53. Zaia: «Sto con i veneti che vogliono il referendum per l’indipendenza» » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    11 Novembre 2012 @ 19:06

    […] vedere che la fiaccolina dell’Indipendenza, se non altro, balugina. Detto questo segnalo che, come già fatto a cavallo tra il 2009 ed il 2010 con l’intendimento di celebrare la vittoria dei SI ai […]