31 Comments

  1. cagliostro
    7 Marzo 2010 @ 15:12

    Caro redattore,
    ho letto con molto interesse quanto scrive sul Bloz il geom. Roberto De Meio sotto il titolo “(RI) SVEGLIAMOCI”. Quanto l’autore argomenta costituisce per me motivo di soddisfazione in quanto l’articolo sta a significare che c’è gente, in paese, che ha perfetta coscienza della situazione di decadimento in cui versiamo ed è animata da una lodevole volontà di…riscossa. Ho letto con altrettanto interesse la tua premessa che, fin dal titolo, appare eloquente e significativa di una situazione ambientale purtroppo veritiera e riscontrabile da chi, come te, conosce a dovere la nostra povera realtà.
    Dallo scritto del De Meio si arguisce che, nell’uomo, c’è entusiasmo, voglia di fare, dinamismo da mettere in campo al fine di tentare di rovesciare la innegabile tendenza negativa in atto alle nostre latitudini. E questa predisposizione è encomiabile, merita apprezzamento e piena condivisione.
    L’autore fa una analisi ed una diagnosi perfetta sui mali che affliggono la nostra comunità e fa una critica aperta-questa pure condivisibile-all’apatia, alla rassegnazione che aleggia su di un panorama di decadimento che appare ogni giorno più allarmante. Viene perfino fatta una chiamata a raccolta di tutti i ceti sociali, di tutte le categorie, a prescindere dal dato anagrafico, e viene fatto un appello alla coesione, alla corresponsabilità, ad un non cedere al catastrofismo e ad un ineluttabile destino di chi sta “a braccia conserte sussurrando: noi non possiamo cambiare le sorti della nostra vita”.
    Viceversa, l’invito è ad agire fin da subito, a mettere a confronto idee e progettualità per fare una urgente sintesi ed un disegno operativo condiviso volto al raggiungimento dell’agognato recupero civile, sociale, economico ecc.
    La sollecitazione insomma perviene da persona che appare motivata, dinamica e sensibile alle tematiche locali di una società languente; una persona che si rende perfettamente conto che bisogna fare qualche cosa per porre rimedio allo stillicidio che sta mortificando il nostro paese…
    E fin qui il mio accordo con l’autore è totale ed incondizionato; trattasi di una fase essenziale e propedeutica a tutto ciò che dovrebbe venire di conseguenza. Le mie perplessità cominciano proprio dalla fase attuativa, sui rimedi per tentare di sanare una situazione deficitaria sotto vari profili.
    Qui l’intervento del De Meio, dispiace dirlo (ma lo dico senza alcuno spirito critico, constatando soltanto con realismo il dato che emerge), appare lacunoso ed alquanto generico. Sotto questo profilo, la premessa di Danilo mi trova perfettamete in linea, vuoi nel titolo (che evidenzia l’apatia dei paesani) che nel suo disquisire, laddove traspare il quesito: si vuol fare “un cineforum” od “un patto per Lozzo” con precisi intendimenti, scopi e finalità determinate?
    Anche io vorrei porre qualche quesito. Posto che le diagnosi vanno bene, quali le cure specifiche? Su quali piani operare? Come operare? Quali sono le linee d’azione di questo pseudo e lodevole “Comitato di salute pubblica”, meglio, di rinascita socio-economica? Giocoforza, non si dovrà prescindere da una stretta collaborazione con il Comune (la cui operatività ci sembra fin qui alquanto carente di idee e scarsa di risultati) e, sotto questo profilo, quale è l’idea del proponente? Egli ci parla di una intesa “apartitica”, e questo appare giusto, ma un comune sentire degli aderenti, almeno sulle linee guida e di intervento, ci deve preliminarmente essere, altrimenti, con la mentalità e l’individualismo dei lozzesi, il decollo non sarebbe certo garantito!!
    Più specificamente, che si intende fare nel campo del turismo? Che si intende fare a proposito di provvidenze ai senza lavoro (molti comuni sono intervenuti sul tema con azioni concrete, il nostro comune fin qui è stato elusivo, si è prodigato solo in… “auspici di coesione”)?
    Commentando, in data 11/2/2010 ore 10.42 e 17.47, l’articolo “A che cosa è dovuto il calo di turisti a Lozzo”, disquisivo ampiamente sul tema “Programmi di Rilancio” e ventilavo diverse opportunità e potenzialità che intravvedevo ed intravvedo per un nostro “recupero” economico e non solo. Invito il geom De Meio a leggere tali scritti sul contenuto dei quali resto in attesa di un suo grato ed opportuno riscontro e commento. Se i quesiti sopra formulati troveranno adeguata risposta, se cioè le tematiche operative saranno sviscerate a dovere ex-ante, al geom. De Meio sono disponibile a dare il mio modesto e sincero sostegno ed apporto.

  2. cagliostro
    8 Marzo 2010 @ 08:45

    Ieri sera ho seguito alla TV la trasmissione “Presa Diretta”, che ha trattato l’argomento “Fonti energetiche pulite” ed ha fatto vedere, in particolare, come in Austria abbia preso campo da tempo il procedimento a “Biomasse” con sfruttamento del legname ed il suo recupero come risorsa… I benefici di tale sistema si riverberano sul piano economico sia a beneficio della popolazione (che risparmia il 30/40% sulla bolletta elettrica) che per gli Enti locali (che incassano notevoli risorse dalla vendita del surplus energetico e dai canoni versati dalle società del settore). Inoltre, si evitano di emettere in atmosfera quantità enormi di CO2 e si è raggiunta la piena occupazione. Infine si crea il riciclo vitale delle foreste e si valorizza appieno la risorsa “bosco”, dando nuovo impulso all’industria del legno.Per non parlare poi del fotovoltaico e della industria dei pannelli solari…
    Il gionalista Iacona ha poi fatto il confronto con la squallida realtà italiana e con la ventilata reintroduzione da noi del nucleare…, quando la Germania e l’Austria il nucleare lo stanno dismettendo per l’onerosità dei costi, per gli indubbi pericoli insiti in tale sistema di reperimento energetico e per l’annosa questione dello smaltimento scorie, senza contare che ci vorranno anni per arrivare allo sfruttamento vero e proprio.
    Ed ho pensato che il confronto con la vicina e felice realtà “teutonica”, anche in questo campo, evidenzia un ritardo per noi spaventoso. Perché il nostro Comune non ci pensa, anziché limitarsi ad una centralina idroelettrica i cui proventi non sono noti (vedi a questo proposito quanto scritto di recente da Zorro su questo Bloz sull’argomento “Velezza”), i cui vantaggi economici in “bolletta” non ci saranno, mentre il vantaggio – se ci sarà – sarà solo in modesta misura per l’Ente e, soprattutto, non verrà creata buona occupazione? Il paese austriaco dove si sono analizzati i benefici era, fino a qualche anno fa, in completo decadimento, ora conta 4300 abitanti e l’occupazione non solo è piena ma viene importata forza lavoro anche dall’intero comprensorio, che risulta così “rivitalizzato” anche sotto l’aspetto civile e sociale. Il vedere la qualità delle tecnologie in azione mi ha creato un vero senso di tristezza, smarrimento ed impotenza. Perchè non possiamo copiare da chi è più bravo e concreto di noi? E sì che l’intraprendenza e l’inventiva non ci è mai mancata!!! Ed il modello citato è a poche decine di kilometri da casa nostra!

  3. BIANCHI ATTILIO
    10 Marzo 2010 @ 02:53

    Le risorse del territorio unite alla tecnologia sono la chiave di volta per dare uno scossone occupazionale ed al contempo di risparmio familiare che permetterebbero alle persone di vedere il futuro in una prospettiva attiva e partecipativa, con animo più ottimista. Agricoltura, allevamento, artigianato, commercio, cura del territorio (biomasse) fanno si che anche il turista sia attratto dal nostro meraviglioso Cadore e lo frequenti in modo più assiduo. I legami che hanno gli amministratori con i vari Innominati di turno è un legame più forte di quello che hanno verso la propria gente….. è l’ unica spiegazione che mi posso dare di fronte a tale immobilismo ed incapacità nell’ assumersi la benché minima responsabilità di sviluppo……A CASA I PAVIDI…NO A MAGNA’ GIUGIOLE…..

  4. marnifo
    10 Marzo 2010 @ 20:03

    @tilio los huevos debe tener no les…!!!!

  5. Mauro Del Favero
    10 Marzo 2010 @ 23:44

    IMPRESE ARTIGIANE IN CRISI, INVECE DELLO STATO E DELLE BANCHE: VENDITE GIUDIZIARIE

    da: http://blog.libero.it/VISIOnario/8542184.html

    Post n°20 pubblicato il 10 Marzo 2010
    C’era una volta l’imprenditore Cadorino magari con una cultura insufficiente, ma munito di volontà di ferro.

    Ma dove è finito l’imprenditore?

    E’ in mano delle banche che dopo avere avuto profitti grandissimi negli anni d’oro, spesso truffando il povero imprenditore, ora lo stanno svendendo a qualche istituto di vendite giudiziarie oppure a qualche agenzia di recupero crediti.

    Povero cretino ha creduto nel suo lavoro, oppure le banche lo hanno giustamente indotto a comprare bond Argentini ! Povero scemo doveva sapere che i nostri politici avevano approvato la globalizzazione, non doveva investire nel suo lavoro, eh si, doveva leggere il sole 24 ore e non fare occhiali, povero sprovveduto

    Bene, ci pensano i politici locali, conferenze stampa, proclami e tavole(calde) per il lavoro.

    Cosa vogliamo fare? Mettere in crisi famiglie intere di artigiani, lavoratori oppure fare seriamente qualcosa per salvare le imprese e il lavoro?

    Fino adesso cari amministratori locali, non avete saputo fare niente se non proclami e conferenze sterili, volete fare qualcosa di serio oppure pensate di essere confermati per salvare solo le vostre vanità?

    La terra vi sta mancando sotto i piedi, magari dopo tutti gli altri, ma sarete seppelliti dalle vostre inadempienze!!!

  6. Danilo De Martin
    11 Marzo 2010 @ 09:14

    I politici non hanno mai visto di buon occhio gli imprenditori. Portano pochi voti, possono rompere i cocomeri, e poi si “arricchiscono”. Non importa se lavorano per 12 ore al giorno. Hanno il difetto di arricchirsi. Naturalmente sulle spalle della gente che lavora da loro. I politici non hanno mai capito la differenza fra “arricchirsi” e “creare ricchezza”.

    I politici locali (non uso l’espressione “amministratori locali” perché da tempo non lo sono più), d’altra parte, non è che possono fare gran ché per il mondo dell’artigianato. Potrebbero fare qualcosa di più per il generale mondo del Lavoro, cercando di innescare processi che non possono partire senza una spinta “pubblica” (partecipazioni all’avvio di attività nella filiera del legno, nell’agricoltura di montagna ecc. ecc.).

    Per ultimo: da chi ha pasteggiato e pasteggia nella mangiatoia pubblica, e che conseguentemente non ha mai sentito l’acqua che arriva al proprio culo, sarà difficile pretendere che pensino come “imprenditori”. Se vedono la sola ombra di quello che è il rischio (imprenditoriale) se la fanno sotto. Accontentiamoci che maneggino i soldi pubblici; si può infatti correre il rischio che neanche questo facciano. Tutto ciò detto in senso generale: vi sono poi casi particolari in cui il quadro può essere molto migliore, ma anche molto peggiore. Chi à le rogne … se le grate.

  7. BIANCHI ATTILIO
    12 Marzo 2010 @ 13:18

    @margnifos: elo chè Galizianos … catalanos ….. nostranos ….. los huevos es roba da pites….i cocones e robes da giai, feime ‘n piazer scrives che se capises almanco…..digo io ‘ntin de pever su sti huevos….

  8. marnifo
    12 Marzo 2010 @ 18:37

    @tilio no dovea ese masa ciaro…

  9. Danilo De Martin
    13 Marzo 2010 @ 16:41

    Roberto, col cuore capisco le tue ragioni al 100%. Devi tener conto però, e questo è quello che mi ha spinto a sottolineare le cose che ho sottolineato, che la gente che ha veramente voglia di fare sta già facendo qualcosa, magari “di piccolo”, spesso fuori dalle luci …

    Una chiamata generica a mio avviso, ammesso che generi interesse, ti porta persone “perditempo”, che non sanno cosa fare e che magari si aggregano proprio perché non sanno cos’altro fare. Anche loro hanno diritto di avere qualcuno che li accudisce e che magari è in grado di tirar fuori tutto il buono che hanno dentro. Ma questa è una missione apostolica, nobilissima, ma apostolica.

    So che è un ragionamento un po’ troppo “efficientista” e che può soffocare una certa dose di spontaneità che sicuramente tutti, compresi i perditempo, sono in grado di portare. Ma se vuoi fare qualcosa in tempi “brevi”, e le condizioni del nostro territorio lo imporrebbero, credo vi sia il bisogno di essere più precisi nel definire gli obiettivi di fondo.

    Ciao e stammi bene.
    Danilo

  10. Roberto De Meio
    13 Marzo 2010 @ 16:37

    Gent.mo Danilo
    mi preme ringraziarti per aver risposto al mio appello… vuol dire che, comunque, il messaggio è stato recepito. Ti confido che la mia provocazione ha sortito una certa eco ed il numero di persone che hanno risposto mi fa ben sperare. Cerco di fare chiarezza, rispondendo alle tue legittime perplessità conseguenti al mio messaggio. HELP… è stato rivolto a tutti – ma proprio a tutti – i soggetti che si sono resi conto, e pure a quelli che sono ancora “incoscienti”, della situazione drammatica nella quale versa il nostro TERRITORIO ( per non pretendere gradi cose, limitato al centro Cadore, allo Ampezzano, al Comelico ed a Sappada). L’intento del mio “grido di sofferenza”, come lo definisci tu, era, ed è tutt’ora, quello di segnalare in modo forte e diretto lo stato di disagio nel quale, TUTTI, stiamo vivendo… Se devo dire la verità, si può desumere dal citato documento, il “grido” più forte ed accorato era/è rivolto ai GIOVANI, alle generazioni che subiscono e subiranno in modo pesante ed evidente la menzionata crisi; soggetti questi, però proprio per la loro natura, in grado di scrollarsi di dosso il peso dell’attuale malessere e dare così una svolta decisiva al loro/nostro FUTURO… ovviamente ci dovrà essere una generalizzata volontà d’intenti e l’IMPEGNO DA PARTE DI TUTTI i soggetti che fanno parte della nostra SOCIETA’. Ritornando alle tue considerazioni mi preme chiarire che, volutamente, ho demandato il c.d. PROGRAMMA ad una fase successiva – se mai ci sarà – all’auspicato incontro proprio perchè, contrariamente a quanto faccio abitualmente, mi sembrava prematuro “pianificare ” il tutto senza sapere, a monte, se vi erano i presupposti minimi per fare qualsiasi tipo di discorso ( per condizioni minime intendo una “comunione” di intenti, un numero sufficiente di soggetti disposto a parlarne, una scaletta delle priorità, un gruppo di PERSONE CHE CI CREDONO e che si mettono a disposizione del BENE COMUNE ….). Che senso ha, tutt’oggi, fare programmi ambiziosi, ipotesi avveniristiche, sognare grandi cose… se non ci sono gli interlocutori????? ed i soggetti PRIMA disposti a sedersi intorno ad un tavolo e POI, semmai, stilare un “piano di lavoro” concreto e oggettivamente realizzabile; il tutto supportato da un Gruppo ( per non dire qualche altro soggetto legittimato …) realmente costituito… Non era/è certo mio intento “fare un cineforum” come ai tempi del collegio ( sono passati ormai oltre vent’anni… almeno per me…) visto che le condizioni sono cambiate … come non mi interessa creare nuovi/altri Patti di vario genere… non è mia volontà vincolare il Problema in una “scatola burocratica” o “politica”. Questi erano e restano i miei intenti… se qualcuno si riconosce in tali … verrà a trovarci all’incontro che stiamo pian piano programmando portando, perchè no, le sue esperienze e le sue proposte per PROVARCI ….
    Ti saluto e ringrazio ancora
    Roberto

  11. Roberto De Meio
    13 Marzo 2010 @ 16:42

    Danilo
    penso che Tu, nella sostanza, abbia ragione ma, visto che sono un tipo testardo, VOGLIO PROVARE COMUNQUE… il tempo darà ragione (giusta o sbagliata che sia…)
    Ti ringrazio per la sincerità ed onestà “intellettuale” dimostrata.

  12. Mauro Del Favero
    13 Marzo 2010 @ 21:29

    Caro Roberto,

    dobbiamo creare un gruppo piccolo ma molto attivo,al cui interno vedo molto bene giovani laureati e professionisti in modo di potere essere un valido supporto per chi ha volontà di fare, sappiamo quante difficoltà burocratiche ci sono!
    Io penso che ci sono giovani e meno che hanno progetti e non riescono ad accedere ai fondi regionali, gal etc solo perchè le domande sono selezionae in base alla qualità della progettazione che deve essere presentata.
    Molto importante è lavorare per obiettivi in modo di centrarne uno alla volta, durante il primo incontro cmq ne parleremo.
    Vedrei molto bene anche la presenza di Danilo, così potra rendersi conto se perdiamo tempo, sono anche sicuro che se Danilo ci crede potrà essere un pilastro di HELP.

    Notte amici

  13. BIANCHI ATTILIO
    14 Marzo 2010 @ 06:47

    Io posso dare già da ora un piccolo contributo; a mio modo di vedere più che “HELP”,o “SOS”, (Aiuto – Soccorreteci O Soccombiamo) io metterei “COME ON!!” o “LET’S GO!!” ( “SVEGLIA” – “ANDIAMO”).La Proloco, per esempio, è già una struttura che si presta ad assolvere, a 360°, a qualsivoglia esigenza organizzativa sostanziale ed in ogni ambito,commerciale, artigianale e dell’ intrattenimento.Come dice Danilo, una traccia iniziale va comunque lanciata se non altro per orientarsi ed iniziare a ragionarci sopra…ciao

  14. Danilo De Martin
    14 Marzo 2010 @ 09:11

    Mauro,
    vediamo di capirci. La mia opinione è che la “perdita di tempo” è un rischio a cui va incontro chi, non definendo un minimo di obiettivo in una “chiamata alle armi generica”, si può ritrovare con gente di natura “perditempo” (definendo con ciò la difficoltà di concentrarsi su qualcosa di utile, di essere concreti, non l’incapacità di fare qualcosa di buono che io, da romantico, credo non manchi a nessuno di noi). Ritengo quindi, in linea astratta, che se questo tentativo chiamato HELP non portasse a nulla di concreto, non sarebbe comunque tempo perso, non foss’altro che per il tentativo.

    In linea pratica resto però dell’avviso che una cosa è andare in piazza e dire “bisogna fare qualcosa per il nostro territorio“, un’altra è dire “bisognerebbe valorizzare i percorsi a bassa quota affinché siano facilmente fruibili da parte di turisti e valligiani“, un’altra ancora “vogliamo fare un sentiero botanico che da Pianizole arrivi in Vara Granda ….” ed infine “sono cadute due piante sul “botanico”, c’è qualcuno che può risistemare il sentiero?“.

    Astrattamente sono con HELP, concretamente lo sarò dopo che avrò avuto modo di capire “da che parte si intende andare”, tenuto conto che, lo dico per onestà, nel mio piccolo ho i miei helpetti a cui ho dato vita e che intendo portare, per quanto possibile, a compimento.

  15. Mauro Del Favero
    14 Marzo 2010 @ 10:56

    Il piano di lavoro di HELP o come volete chiamarlo deve essere sviluppato in varie ramificazioni:

    1) Agricoltura e Pastorizia
    2) Accoglienza turistica
    3) Salvaguardia e valorizzazione del Territorio

    La prima fase appunto è quella di mettere insieme i giovani con i loro progetti ,gli anziani la regione il Gal e le banche che potrebbero finanziare le stesse.

    La seconda fase invece deve essere invece lo studio della sostenibilità delle iniziative.

    Esempio: potrebbe essere inutile costruire una cooperativa per l’allevamento di bestiame ma se nn riusciamo a creare un macello e una latteria per la lavorazione dei prodotti?
    Altra fase molto importante è la commercializzazione:
    Un progetto potrebbe essere un punto vendita dei prodotti locali,che io vedrei molto bene alla curva dei sindaci( tipo bar bianco per intenderci) dove ad esempio chi potrebbe fare insaccati formaggio etc. avrebbe la possibilità di venderli ad un prezzo proficuo.
    Deleterio invece sarebbe vendere alla grande distribuzione con margini risicati.
    Vi immaginate la curva dei sindaci risistemata a verde con area giochi per bimbi e zona pic –nic ?

    Aspetto Roberto per date riunioni e spero che qualcuno abbia dei progetti, qualcuno già nel paese si sta movendo per fare qualcosa come seconda attività e lo stà facendo molto bene!

  16. cagliostro
    14 Marzo 2010 @ 13:15

    Egregio Sig. Mauro Del Favero,
    in data 7 ed 8 Marzo u.s., come sopra documentato,ho cercato di interloquire con il “lanciatore” del grido di sofferenza, il geom. De Meio, ma vedo che quanto da me scritto non è stato, fin qui, oggetto di riscontro, nonostante il mio chiaro invito. Credo di essere stato molto corretto nell’esprimere il mio pensiero e di aver, almeno in parte ed in via preliminare, condiviso l’appello: evidentemente, ci deve essere stato un difetto di comunicazione…
    Leggo ora il piano/proposta di HELP da Lei scritto quest’oggi. Almeno così si sa di cosa quello che io chiamo “Comitato di salute pubblica” dovrebbe trattare e posso dirmi certamente consenziente, anche se il programma potrebbe sempre essere passibile di integrazione (come, del resto, tutte le cose di questo mondo) con altre idee e con la descrizione dettagliata delle eventuali modalità di attuazione (penso, per esempio, alla costituzione di una società, di una associazione o quant’altro). Ed ho anch’io in serbo altre proposte concrete ed innovative che evito di elencare per ragioni di spazio. “Agricoltura e pastorizia”, “Accoglienza turistica” e “Salvaguardia e valorizzazione del territorio” sono tre punti essenziali. Personalmente io propenderei per privilegiare il 3° punto che potrebbe portare a verificare se sussistono le possibilità da me evidenziate e sottolineate con il mio sovrastante scritto in data 8/3/10 ore 8,45.Tutto questo per il sicuro maggiore impatto socio-economico che l’eventuale realizzazione del progetto “biomasse” potrebbe rappresentare nel contesto locale e/o comprensoriale. La inviterei a leggere i miei due commenti (e relativi richiami ad allegati) e poi, gentilmente, darmi un riscontro e specificare se ritiene le mie idee degne di considerazione o meno. La ringrazio di cuore e la saluto con viva cordialità.
    PS Spero che, almeno ora, non si verifichino disguidi comunicativi.

  17. Mauro Del Favero
    14 Marzo 2010 @ 14:53

    Gentile Cagliostro,

    Ce lo diceva sempre la mamma quando andavamo a scuola” betete sempre coi pi
    brae e impara da luore”, lei ha perfettamente ragione,dobbiamo imparare molto e sono sicuro che, come abbiamo fatto per molto tempo con la produzione di occhiali, possiamo mettere molto della nostra creatività e capacità.
    Il mio voleva essere solo un esempio di come possiamo lavorare insieme per realizzare un progetto, sono partito dal fatto che alcuni Lozzesi hanno cominciato ad allevare bestiame per carne e insaccati o a produrre formaggio. Ho evidenziato 3 punti che per me sono complementari per lo sviluppo economico per un paese montano come il nostro.
    Cosa ne penso delle centrali a biomasse? Le devo dire che non sono un grande conoscitore di questa tecnologia, quello che le posso dire è che nelle località dove sono state installate hanno raggiunto due ottimi obiettivi e cioè; allargamento delle zone destinate a pascolo e un risparmio sulle bollette energetiche.

    Aspettando Roberto per l’organizzazione di un primo incontro, Le rinnovo l’invito di partecipare, abbiamo sicuramente bisogno di persone di esperienza e di intelletto come ho da tempo notato nei suoi interventi in questo blog.

    A presto, Mauro

  18. marnifo
    14 Marzo 2010 @ 19:25

    @dute…se penson de fei turismo come che avon fato ociai… e meo lasà perde…

  19. Mauro Del Favero
    14 Marzo 2010 @ 21:59

    @ marnifo.
    Se no fareone ociai se sarae dute in argentina o da calche autra parte.
    E stou 30 ane de prosperita, no podeone pretende chel durasse par sempre, avaraesto mai pensou che i se inventea la globalizazion? Io no!

    Nuote

  20. marnifo
    15 Marzo 2010 @ 15:07

    @mauro su questo argomento si puo’ scrivere un libro…personalmente vedo la globalizzazione (http://it.wikipedia.org/wiki/Globalizzazione) come un fatto positivo, forse sono le regole che mancano e/o sono sbagliate. In quanto a 30anni di prosperità , è vero… ci sono stati dei notevoli benefici economici , ma il “territorio” ne ha risentito pesantemente su tutti gli aspetti…per es. a livello turistico siamo messi peggio di 30anni fa.

  21. Industria, artigianato e commercio, una tradizione che non vogliamo disperdere » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    18 Marzo 2010 @ 09:39

    […] so se HELP può mettere in moto qualcosa, verificare all’articolo “Chi da Loze no i se s-ciauda gnanche se te li brustolee” ed ai relativi commenti. Sarà opportuno tener conto che l’amministrazione […]

  22. lozzese
    11 Aprile 2010 @ 14:40

    Dopo oltre un mese dal grido di dolore lanciato da Roberto
    De Meio è successo qualcosa? Sono stato via, qualcuno mi aggiorna?
    Grazie

  23. lozzesedue
    11 Aprile 2010 @ 21:00

    Dopo un mese ci sono gli interventi SCRITTI, per scrivere ci si fa anche in quattro. Non risulta altro di ufficiale.
    Saluti

  24. floro
    25 Aprile 2010 @ 11:33

    IDEA DI ALCUNE PERSONE
    Consapevoli, che il passato non potrà rimanere chiuso nel museo della latteria, si propone una nuova idea per il nostro territorio, un ritorno al passato però con idee moderne. La creazione di una struttura (stalla sociale) che dia la possibilità agli abitanti di partecipare, con l’acquisto di azioni, in forma diretta all’allevamento di bestiame.
    Rilevante è il fatto che si possono creare nuovi posti di lavoro, altra cosa importante potrebbe essere lo sfruttamento diretto, tramite la stalla sociale, della malga di pian dei buoi che porterebbe frutti notevoli anche in chiave turistica e quindi di sviluppo dell’altopiano, e del paese.
    Diverse forme di finanziamento sono già disponibili e raggiungibili in tempi ragionevoli.
    L’unica possibilità di riuscita è l’unione.

    Unchestranacheeralapuzadeborbablozsaluto

  25. Mauro Del Favero
    5 Luglio 2010 @ 11:42

    Il popolo chiede pane! Dategli brioches.

    Lozzo è il più bel paese del mondo, forse lo è per mè e qualche altra persona, però lasciatemi questa illusione.
    Premetto che scrivo su questo blog, non per schierarmi con l’una o l’altra parte politica, ma per condividere il mio pensiero con più persone.
    Lozzo, come altri paesi del Cadore, è interessato dalla più grande crisi economica dal dopoguerra,infatti molte persone hanno perso il lavoro oppure sono in cassa integrazione o mobilità.
    Cosa possiamo fare per risolvere questo problema? Questa è la domanda che mi porgo sempre più spesso.
    La mia domanda è rivolta ai nostri amministratori che hanno fatto molto per la conservazione e ricostruzione, vedi auditorium, parco di Loreto e Palazzo Pellegrini, ma tutte queste iniziative quanti posti di lavoro hanno portato in paese?
    Bene, possiamo fare un reset totale e ripartire con nuove iniziative per creare posti di lavoro nel settore del turismo, agricoltura e artigiato?
    Se sì facciamolo subito, siamo già in grosso ritardo!

    Allons nous a la Bastille!

  26. Oltrepiave fan
    5 Luglio 2010 @ 12:15

    BRAVO MAURO!!!….non sono di Lozzo ma appoggio le tue idee quì esposte!!!

  27. Mauro Del Favero
    5 Luglio 2010 @ 19:16

    @Oltrepiave fan

    Loze, Vigo, Laio, Pelos e Lorenzago son come duta na famea,
    dute coi stese probleme. Avon al Piave che pasa in medo
    ma anche al ponte nuou che ne unise.
    Te saludo e grazie.

  28. frank
    7 Luglio 2010 @ 09:16

    Lozzesi voi siete il paese di S. Lorenzo. Ecco come si esprimeva Lorenzo il Magnifico molti anni fà:
    Quant’è bella giovinezza,
    che si fugge tuttavia!
    Chi vuol esser lieto, sia:
    di doman non c’è certezza…
    La certezza del “domani” l’abbiamo bruciata ieri, non per consunzione (globalizzazione) ma per incapacità previsionale e mancato adeguamento al nuovo ordine economico. Quanta ricchezza buttata al vento! Riconosciamo le nostre inadeguatezze che sono costate parecchio a livello socio-economico e ci hanno fatto fare un notevole balzo indietro. Non si poteva reggere alla sfida comportandosi come i Curiazi contro gli Orazi. Ora è il tempo di curare le ferite, di aguzzare l’ingegno (dei singoli e delle comunità), di darci una formazione seria e professionale, di capire che da soli non si va da nessuna parte e confidare anche sulla buona sorte, che quando c’è non fà mai male

  29. Oltrepiave fan
    7 Luglio 2010 @ 12:26

    ……al discorso concreto e nòme che un:se no se dessedon i solde ruarà sempre te le fonde dei vari “Multipsychical Lab” e dei vari “Super mega magnifici Romiti”.Praticamente pitòsto che dane i solde a neautre,jà piacàro fèi speculazion edilizia!!!!!…ben venga un nuovo bar Bianco sulla curva dei Sindaci!!!

  30. Mauro Del Favero
    7 Luglio 2010 @ 18:58

    @Oltrepiave fan
    verde si al bar bianco a la curva dei sindaci,ma ancora pi importante sarae puodè vende calche prodoto dei nostre luoghe.
    Vedaraesto na coperativa che vende al salame felino o al formai de asiago? Io proprio no, parchè no avarae senso.
    @Frank
    Lasa perde laurenzo el magnifico che al somea al canto de la cicala, noi dovon fei come le formiute e laurà dute insieme par otegnì calche risultato.
    Zerto che se no savon domandà chel che volon ai nostre politici e fei sientì le nostre rason, se ciataron squerte de incubatori par al turismo, par l’artigianato, multiphisic lab cioè capanoi pagade co le nostre tasse(parchè i a da rendese conto che chi è i nostre schei)voite de inte ma anche de fora!

  31. Oltrepiave fan
    7 Luglio 2010 @ 19:19

    Mauro,…te as reson!