16 Comments

  1. Viva la Puglia
    15 Giugno 2015 @ 15:56

    Ho sempre saputo che l’uomo è campione di improntitudine…, ma è anche campione di inettitudine amministrativa; egli detiene poi anche il primato dell’uomo politico che crede ossessivamente nelle proprie supposte capacità di grande mediatore e tessitore di accordi. Tutta fuffa!! La realtà è che si tratta di un gran furbastro che ha trovato la cuccagna in un paese dove gran parte degli abitanti gli ha delegato un potere che, a guardar bene, viene utilizzato solo in funzione pro-domo-sua (ragionamento svolto sotto il profilo strettamente politico-amministrativo). Ma, come dice Danilo, non puoi insegnare la fisica delle particelle a dei boscimani, alla fine crederanno sempre allo stregone! Fuor di metafora, l’uomo se ne frega altamente se l’assenteismo lo ha fatto divenire espressione di una minoranza neanche tanto consistente. Importante è il risultato: la fisica delle particelle verrà insegnata a qualche futura generazione, sempre che il paese non muoia del tutto nel frattempo.

  2. Viva la Puglia
    15 Giugno 2015 @ 16:12

    Penso che, oltre le note negatività di natura politica, l’uomo creda fermamente di essere un ‘moderato’, uno che non ha stomaco per prendere decisioni anche impopolari… Perché mai non chiede ai suoi colleghi di contribuire alla gestione dell’Ente asilo? Forse perché ha qualche motivo di riconoscenza?? E poi non è da lui prendere di petto le questioni rischiando in proprio. La vicenda Coffen, una delle tante situazioni critiche, è la dimostrazione che è meglio coprirsi le spalle con azioni legali, piuttosto che addivenire ad una transazione che potrebbe pregiudicare l’immagine… Si dà il caso però che, alle volte, il gioco non riesca ed allora si fa ricorso al vergognoso silenzio. Ma prima o poi, dovrà uscire anche una determina con il ristoro alla controparte di quanto stabilito dal Giudice. Tra l’altro, il diavolo insegna a fare le pentole ma non i coperchi: la sentenza è fortemente innovativa, nel senso che nega la natura di uso civico dei terreni su cui sorgono le 10 unità immobiliari ed invece riconosce che gli stessi terreni sono di origine regoliera. Ne consegue che chi ha pagato per le note pseudo transazioni potrebbe essere ora legittimato a chiedere il rimborso. Insomma, una commedia infinita da ascrivere molto alla dabbenaggine di taluno…

  3. bitter fruit
    15 Giugno 2015 @ 20:08

    Mi sembra di capire, da quanto riporta il Sig. Zanella Giuseppe, che il nostro sindaco dovrebbe chiedere agli altri Comuni una somma annua, pro-quota, per il sostentamento delle spese dell’asilo nido e magari anche della scuola materna, considerato che, soprattutto al “nido”, i bambini “da fuori” sono maggioranza. Ma i genitori di questi bambini pagano la regolare retta mensile? Presumo di si! Ma tale retta non e’ sufficiente a coprire i costi di gestione! Giusto che anche gli altri comuni contribuiscano, ma se la risposta fosse, meglio sara’, negativa? (della serie…caro sindaco di Lozzo non e’ certo il medico che ti ha prescritto l’asilo nido!) E allora…si chiude, punto! Ogni paese del Cadore e/o del Comelico si terra’ i rispettivi “piccoli residenti”. Mi chiedo qual è il motivo per cui Lozzo, quasi unico paese dell’intero Cadore, debba mantenere questo tipo di struttura se economicamente non ce la fa e debba, quindi, aumentare le tasse per trovare la quadra.
    Questa e’ la mia modesta opinione. Per quanto riguarda la scuola materna, un bel po’ di anni fa, c’era la possibilita’ di trasferire la gestione allo Stato, ma una parte del paese s’era opposta. Mi pare che l’amministrazione comunale fosse favorevole al “passaggio”, uno di loro disse: “Non siamo un paese di petrolieri”. Com’e’ andata a finire lo sappiamo, l’asilo e’ rimasto “nostro” con tutti gli annessi e connessi. Ah, dimenticavo, l’attuale sindaco, all’epoca, “stava altrove”, gli amministratori comunali erano altri. Cosi come i signori che amministravano la struttura che fecero di tutto e di piu’ per “vincere la battaglia”. La “guerra” invece la dobbiamo combattere noi, ora, a suon di tasse. Un caro saluto ai blozziani e buona estate anche se il meteo, per ora, non ci assiste.

  4. Giuseppe Zanella
    15 Giugno 2015 @ 21:03

    @Bitter fruit,
    hai capito molto bene la sostanza del mio scritto. Nella ipotesi poi che i sindaci interessati dovessero declinare l’invito alla compartecipazione alle spese di gestione, la soluzione l’hai ventilata tu stesso. Quello che resta comunque il punto politico di fondo è la mancanza di determinazione del borgomastro di Lozzo, il quale, comunque, dovrebbe ben sapere che, con l’andamento demografico attuale, la benemerita struttura fondata da Tini Scottin è destinata ineluttabilmente a chiudere anche nel breve massimo medio periodo. E’ questa legge economica e lo scandalo è proprio quello di ricorrere a vessare i cittadini di Lozzo della diaspora, colpevoli solo di tenerci alle quattro mura avite…Costi davvero insopportabili.

  5. bodonian
    15 Giugno 2015 @ 21:50

    Non posso che essere d’accordo con gli scritti precedenti. Il peso dell’asilo nido non puo’ essere del ns comune che per fare cio’ si e’ comportato da vero “ladro” nei confronti dei nostri parenti e amici lontani. Ma chi si terra’ ancora la casa a Lozzo a queste condizioni?

  6. Giuseppe Zanella
    16 Giugno 2015 @ 06:08

    @bodonian,
    giuste le tue considerazioni. C’è però da considerare anche la crisi gravissima del settore immobiliare che in loco pesa più che altrove. Siamo insomma penalizzati due volte: dobbiamo pagare gabelle inique ed esorbitanti e non troviamo (e troveremo giammai) acquirenti a condizioni minimamente accettabili. Insomma, cornuti e mazziati grazie alla sensibilità e preveggenza (si fa per dire)del borgomastro; egli non ha trovato di meglio che definire il suo provvedimento-salasso il meno “invasivo ed indolore”…Alla faccia del tanto decantato e vilipeso turismo…Ma poi la vessazione nei confronti dei lozzesi della così detta diaspora non segna soltanto questa tappa; in precedenza c’era stato l’annullamento dell’abbuono parzialmente perequativo stabilito sulla tassa rifiuti dalle precedenti amministrazioni (chissà perché sono state smentite le normative dei predecessori? Tutti stupidi, solo questi sono i più bravi ed i più intelligenti?!). Pensa che qualche lozzese di fuori arriva a Lozzo per le ferie e, magari, per un solo mese di permanenza paga il servizio, ora a tariffa piena, per dodici mesi. Se sfogli il bloz troverai un mio intervento sul tema con allegata la risposta inverosimile datami dall’illustre e lungimirante amministratore. Io pago la Tasi (tassa servizi indivisibili) ma solo davanti a casa mia esiste un muro completamente sfatto e pericoloso…Può bastare?

  7. suggerimento
    17 Giugno 2015 @ 12:41

    Ci sono svariati modi per evitare di pagare l’IMU sicuramente quello meno doloroso é di fare una donazione con usufrutto. Regalando l immobile ad una persona di fiducia come potrebbe essere un figlio.

  8. Attilio Bianchi
    17 Giugno 2015 @ 20:04

    @Giuseppe Zanella : purtroppo siamo di fronte a una situazione paradossale, tutta determinata dall’ arroccamento della struttura pubblica su posizioni che definire anacronistiche è solo un eufemismo. Il paradosso della tassazione indiretta, cioè quella tassazione che non va a colpire un introito ma semplicemente un possesso e che fa si che alcune persone arrivino a scoperchiare i propri capannoni pur di non pagare l’ imu per una proprietà che non da rendita e che, vista la crisi, non riescono a vendere, per esempio, è un atto criminale da parte delle istituzioni. Se poi ci si chiede… a che pro tutto questo ? …. il crimine diventa GENOCIDIO FISCALE. Queste gabelle infatti servono a mantenere un sistema burocratico inefficiente ed auto-referenziato. Un esempio, con un ufficio anagrafe provinciale composto da max. 6 dipendenti e sei computer con stampante si potrebbe facilmente soddisfare le necessità della popolazione a fronte dei 70 uffici e del relativo personale con un risparmio di spesa di circa 2 milioni di euro, che tornerebbero utili da re-investire nel tessuto produttivo. Pensare poi che in alcuni comuni questi dipendenti sono pure capi area, cioè, oltre allo stipendio percepiscono un bonus che equivale a più di una annualità di una pensione minima ( 7000 euro ) fa veramente schifo e disgusto. Si potrebbe dire che è un falso impiego, un po’ come il falso invalido. Ognuno poi la pensi come vuole ma uno sciopero fiscale sarebbe oltremodo legittimo contro queste sanguisughe. Un caro saluto

  9. Sfera magica
    18 Giugno 2015 @ 05:52

    @Attilio Bianchi, quello che hai scritto alle 20,40 del 17-6-2015 è la pura e sacrosanta verità!
    Anche l’esempio che hai fatto sull’ufficio anagrafe non fa una grinza, ma come hai perfettamente sottolineato, il bonus che percepiscono taluni sono un insulto nei confronti del contribuente. Ma,come probabilmente ben saprai, se vengono tolti questi bonus (perchè non solo è possibile, ma sarebbe anche doveroso e dignitoso in questo periodo di vacche moribonde per la grave crisi che colpisce tutti), mancherebbero cifre cospicue in determinate tasche e questo non è digeribile (si predica in un modo e si razzola in un altro).
    Se nel piccolo delle nostre realtà succede questo, figurati man mano che si sale nel sistema.
    E’ inimmaginabile l’enorme sperpero di denaro pubblico che viene impiegato per mantenere tutto questo.
    Non vado oltre.
    Ciao

  10. Giuseppe Zanella
    18 Giugno 2015 @ 10:35

    @suggerimento,
    facile a dirsi… Intanto un atto di donazione ha un costo; poi bisognerebbe che il ‘donatario’ risiedesse in loco (prima casa) altrimenti l’Imu sarebbe semplicemente trasferito da padre a figlio. Dove sarebbe il rimedio? A mio modo di vedere Iddu o non si rende conto del male che sta facendo (ed è grave), oppure se ne rende perfettamente conto ma va avanti imperterrito (e la cosa suona ancora più grave!). Evidentemente la presa di coscienza (la coscienza è ben altra cosa) appare qualche cosa di personale e molto ‘elastico’. Bartali direbbe: “l’è tutto da rifare! l’è tutto sbagliato!” La logica non alberga di certo in alcune delle menti pensanti operanti nel Palazzo che fu dimora di Sebastiano Venzo. Di degrado in degrado, ora le scelte ‘coerentissime’ le sta operando uno che ritiene di essere il depositario della verità e che non sa proprio mettersi in discussione, gli manca proprio un pizzico di senso critico, altrimenti si avvedrebbe di
    quanto incoerenti siano le sue parole e le sue azioni…

  11. Giuseppe Zanella
    18 Giugno 2015 @ 10:44

    @Attilio Bianchi, Sfera magica,
    un solo commento: “manigoldi crescono!”

  12. suggerimento
    18 Giugno 2015 @ 11:48

    È vero che tutto ciò ha un costo ma se calcoliamo quanto mi verrebbe a costare la pratica dal notaio(circa mille euro) e supponiamo che l aliquota rimarrà del 9 quantomeno per altri 4 anni ( fine mandato dell attuale sindaco ) avrò risparmiato. Per quel che riguarda mio figlio sicuramente prima o poi la casa sarebbe stata sua non facciamo altro che accelerare i tempi.Risultato non avrò più prima e seconda casa ma “avrò” due prime case,di conseguenza non pagherò più prima e seconda casa ma due prime case.Scusatemi ma a me sembra filare. Nel messaggio precedente avevo sbagliato nome.

  13. Giuseppe Zanella
    18 Giugno 2015 @ 17:03

    @suggerimento,
    una casa viene considerata ‘prima’ in quanto dimora abituale, sede dei propri interessi, con comprovata residenzialità da documentarsi nei confronti della pubblica autorità. Nel mio caso specifico, le condizioni non sussisterebbero né per me né, in ipotesi, per un mio congiunto.

  14. Lorenz
    21 Giugno 2015 @ 10:24

    L’ottimo articolo mette in luce un problema che purtroppo è comune a molti paesi dove, con i nuovi super poteri di gabellieri conferiti ai sindaci, hanno aumentato ulteriormente la tassazione patrimoniale sulla casa. Si tratta ormai di una vera e propria azione di esproprio; i proprietari lo sono ormai solo formalmente dovendo per legge versare un canone di “affitto” salato al Comune (IMU+TASI).
    Ingenuamente pensavo che le proteste dei sindaci per la riduzione dei trasferimenti statali fosse motivata dalla drastica sottrazione delle tasse versate dai cittadini. In realtà sembra che il loro obiettivo forse solo quello di far quadrare i conti, infatti con la possibilità di aumentare ulteriormente la tassazione locale le proteste sono scemate e i proprietari di case si sono ritrovati come al solito becchi e bastonati. A fare una spending review, per il momento, i sindaci non ci pensano proprio.

  15. Giuseppe Zanella
    21 Giugno 2015 @ 11:10

    @Lorenz,
    ‘spending review’??!! Revisione della spesa??!! Non ci pensano proprio anche perché, in alcuni casi, tra l’altro tenuti in non debito conto dalla disinformata pubblica opinione, si tratterebbe di un danno personale non certo trascurabile…Meglio allora dare addosso, smentendo ogni promessa elettoralistica sul fatto di non mettere le mani nelle tasche dei contribuenti già fin troppo tartassati, ai lozzesi di fuori con un provvedimento definito spudoratamente “il meno invasivo ed indolore”. E questa sarebbe la coerenza di lor signori!!! Il paese langue, il mercato immobiliare non esiste più ma per far bella figura bisogna gestire l’asilo anche per i comuni vicini che trovano interessante l’altruismo manfrediano fatto sulla pelle di chi ci tiene alle quattro mura dei propri vecchi e si vede costretto a sobbarcarsi onerosità insopportabili. Anche volendo, poi, non esiste straccio di mercato: tasse esose e valori sempre più deprezzati. Grazie all’oriundo di Arnesano ed al suo degno aiutante, i lozzesi della diaspora sono ora più che mai cornuti e mazziati. Evviva la lungimiranza e le oculate scelte del simil duo Eurialo e Niso.

  16. Puore noi
    2 Luglio 2015 @ 16:43

    @Giuseppe Zanella,
    “Eurialo e Niso?”. L’evidente senso ironico del riferimento letterario la dice lunga sulla qualità politico-amministrativa dei due soggetti. Qualcuno riferisce che, interpellato da qualche cittadino, Iddu si sarebbe limitato a dire che è giusto che chi possiede immobili a Lozzo e vive fuori debba pagare una tassazione elevata. Se ciò corrispondesse a verità, ogni commento risulterebbe superfluo, anche perché l’uomo ha già definito sulla stampa il suo vergognoso provvedimento “il meno invasivo ed indolore” (il che equivale, nella sostanza, alla presunta asserzione sopra citata). Veramente mi domando dove esista il buon senso nel Palazzo già dimora di un benemerito quale è stato l’erborista Sebastiano Venzo… La storia gira e gli inquilini, evidentemente, cambiano…