LA FREDDA IRA DEL GATTO DALLE SETTE VITE

di Cagliostro

Nei tre partiti che formano questa anomala, eterogenea maggioranza di governo volano ormai gli stracci. Scelta Civica è ormai scossa da un bradisismo fra due sparute realtà: da un lato Casini Pierferdy (un cognome che è un programma, una ironia della parola!) ed i suoi marginali sodali e, dall’altro lato, le residuali truppe scelte dell’ex big Mario (Monti). Nel PD la lotta si sta facendo dura fra i quattro moschettieri candidati alla segreteria del partito e non è detto che la prevedibile vittoria di Matteo il Magnifico (evocazione fiorentina di un tale che di nome faceva però Lorenzo ed era tutt’altra storia…) significhi svolta indolore, senza cioè altre vittime, altre contese, altre fibrillazioni nella saga di un Centro Sinistra uso ormai a farsi del male da solo e rovinare regolarmente ogni possibile vittoria già a portata di mano.

Ma quello che più interessa in questo momento per i prevedibili ed eclatanti possibili risvolti politici che potrebbe sottendere la lotta interna conclamata, è l’aspro confronto esistente fra falchi e colombe, fra lealisti e governativi in seno al PDL-FI. Assistiamo oggi all’ennesimo botta e risposta Alfano/Berlusconi e sembra proprio che il Rubicone stia per essere guadato da entrambi i contendenti ma in senso inverso ed opposto. L’ex erede, l’uomo ‘senza quid’ (versione recentemente espressa dall’Impresentabile nei confronti dell’ex pupillo) afferma in data odierna che ci sono ben tre motivi che ostano all’abbattimento del governo Letta e definisce l’ipotesi di revoca della fiducia “un tragico errore”. Ecco l’elencazione dei tre motivi:

  1. Se dovesse cadere il governo attuale ne arriverebbe uno di sinistra-sinistra ed allora addio ad ogni prospettiva di potere da parte di PDL-FI;
  2. Le elezioni anticipate, quand’anche per ipotesi remota si dovessero tenere, sarebbero un danno per l’Italia, per il Cdx e per lo stesso Berlusconi;
  3. L’interdizione dell’ex Cavaliere arriverà comunque e così si andrebbe al voto sprovvisti del proprio leader.

Meglio dunque attendere tempi migliori e qui il linguaggio dell’Alfano diventa sibillino ma anche un po’ adulatorio ed edulcorato. Nel 2014 Alfano prevede infatti che il Grande Capo potrà dimostrare la propria innocenza giacché il suo caso non è “per niente chiuso”. Alle elezioni poi, quando ci si arriverà, il candidato premier del cdx sarà sempre il divo Silvio (avrà magari 80 anni e si ripresenterebbe per la settima volta!!!). Infine, il prode Angelino chiosa: “Silvio, per i suoi meriti politici, sociali e sportivi, meriterebbe il laticlavio di senatore a vita”!

A queste enfatiche dichiarazioni, risponde direttamente il Grande Perseguitato con una intervista all’Huffington Post rilasciata al giornalista Alessandro De Angelis.

Domande soft (evidentemente concordate), tono delle risposte di taglio chiaramente propagandistico, linguaggio ed avvertimenti di stile mafioso ma inequivocabile: non si può sostenere un governo espressione di un partito, il PD, che sta compiendo un omicidio politico in base da una sentenza fondata sul nulla…

L’antifona è questa: “Come potrebbe il PD pretendere che i nostri senatori ed i nostri ministri continuino a collaborare con chi, violando le leggi -sic!- , assassina politicamente il leader dei moderati?”. E aggiunge mellifluo: “Se si contraddicono i nostri elettori (che vorrebbero il passaggio alla Opposizione, ndr) non si va da nessuna parte. Anche Fini ed altri ebbero due settimane di spazio sui giornali, ma poi è finita come è finita. Ripeto: è nel loro interesse (dei governativi) ascoltare cosa dicono i nostri elettori, per non commettere errori che li segnerebbero per tutta la vita”.

Ed è in queste ultime frasi che è contenuto il messaggio di stampo mafioso. Senza mai nominare l’ex pupillo, il Grande Imbonitore lancia uno sprezzante ultimatum-avvertimento, questo: “Torna indietro, allineati, o farai la fine di Fini”. Metodo Boffo nuovamente in allestimento!!. Sallusti, Belpietro e Co. tenete pronte le polveri e le micce. Già i vari Fitto, Santa-de-ché, Capezzone ecc. sparano a zero. Ed il falco Osvaldo Napoli, uno dei pochi ex DC di un certo spessore in quanto intelligente, avveduto e scaltro, così sintetizza: “L’unità (del partito) è una finzione, inutile prenderci in giro”. Le strade, insomma, sembrano davvero divergere: di qua Alfano + 23 senatori a sostegno di Letta, di là il boss e tutti gli altri all’Opposizione.

 

N.B. Segue commento all’intervista dell’arcoriano su Huffington Post da parte del commentatore Willy Fant, commento che ritengo davvero eloquente. Eccolo:

“Pensioni più dignitose per tutti. Un milione di posti di lavoro. Restituzione dell’IMU (magari anche con i suoi soldi). PDL non comunica alcuna emozione. Con me o contro di me… per fare la fine di Fini. Votando la decadenza il PD compie un omicidio politico. Non vuole la Grazia … anzi la vuole gratis. Berlusconi senatore a vita. Ruby è un caso umano”.

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Ok, Tutto Ok, cavaliere senza staffe. Prima che se ne vada, ci parli per favore di qualche altra cosa interessante per noi e per i giudici.

Le leggi ad personam, l’incontro organizzato da Dell’Utri con qualche personaggio importante della Onorata Società, le prescrizioni sempre più brevi ed i processi sempre più lunghi a seconda della convenienza, il processo del corrotto Mills, la corruzione del giudice Metta e la condanna di Previti, “l’acquisto” di deputati, i rapporti con Lavitola e Tarantini, l’ordine di inaugurare il metodo Boffo ecc. ecc.

Insomma, ci vorrebbe un libro, non un breve commento.

Italiani, decidete quale di queste imprese intendete scegliere e votare

 

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