13 Comments

  1. Attilio Bianchi
    11 Giugno 2014 @ 00:46

    La Sua disamina non fa una piega, si erge ritta e fulgida come le palme delle oasi nel deserto che oramai ci avvinghia. Le idee ed i progetti non ci sono mai stati, nel primo quinquennio hanno completato le opere della amministrazione precedente, l’ auditorium “RI-messo” addirittura nel piano quinquennale 2009/2014 per tappare i buchi del vuoto cosmico che alberga, ed albergherà sempre, nelle loro menti super-statalizzate.
    Sicuramente insegneranno il vuoto anche ai giovani…..il vuoto avanza. In questo quinquennio (2009/2014) nulla si è fatto a parte opere calate dall’ alto come centraline e pannelli solari, addirittura questi ultimi fatti col leasing (170.000 € di soli interessi regalati alla finanziaria coi soldi di tutti i cittadini che pagano la bolletta elettrica). Diciamocelo….grazie alla loro dabbenaggine il comune di Lozzo è morto e su questo oramai, almeno io, mi sono messo il cuore in pace. Le nascite si contano a malapena sul palmo di una mano, il commercio langue e vedere oggigiorno via Roma a Lozzo fa veramente pena, sembra una fotografia del dopoguerra. Per non parlare delle onoranze funebri in pieno centro, direi….. un segno del destino. Ora resta da vedere come si porranno nella dinamica delle unioni dei comuni. Con Vigo e Lorenzago si potrebbe creare un comune dove i rapporti di forza sarebbero più o meno equilibrati. Con Domegge e Calalzo diciamo che si genererebbe una condizione di sudditanza che ci affiancherebbe a Grea o peggio a Rizzios…… cioè paesi dormitori.Le dico già che si andrà ad ovest… MA SI SA CHE L’ IMPORTANTE E’ CHE ALMENO UNO DI NOI POSSA AMBIRE A CARICHE DI PRESTIGIO PUBBLICO “IN CAMBIO” DEL CONTINUO SVILIMENTO DEL NOSTRO AMATO PAESE. Quest’ opera va completamente attribuita all’ operato decennale di sua eminenza grigia, ed io,come epigono del sommo ” O. Wilde ” potrei finire con questo mio modesto aforisma: ” UN GENERALE DI OGGI NON VALE NEMMENO UN CENTESIMO DI UN VETUSTO MAESTRO…… E SI “SALVI” CHI PUO’ “. Un caro saluto.

  2. Lettore
    11 Giugno 2014 @ 06:43

    Dalle percentuali dei votanti e dall’esito del voto, emerge chiaramente che il negus quando incrocia il popolo non può far altro che pensare che la metà non lo ha votato.
    Ma a questi poco importa, il trampolino di lancio lo ha già preso e le “rendite” sono pressochè assicurate.

  3. Cagliostro
    11 Giugno 2014 @ 08:36

    @Attilio Bianchi,
    grazie per il tuo apprezzamento. Io vedo nel tuo commento un pessimismo nero più che motivato da quello che fin qui si è visto e dalle prospettive per un non roseo futuro del nostro borgo. Ognuno ha il governo che si merita… Tu citi O. Wilde. Io sono convinto che i ‘generali’ farebbero bene a lasciare il campo libero e darsi alle sole esercitazioni ginniche, senza fare ulteriori danni. In quanto al “vetusto maestro”, spero che tu alluda ad un certo Baldovin, a suo tempo tanto vituperato ma degno di ricordo e rivalutazione (non certo ad altri educatori degni solo di caritatevole oblio).

  4. frank
    11 Giugno 2014 @ 09:59

    Uno dei limiti alla unione o fusione di comuni in Cadore è la disparità di situazioni economico finanziarie. Ci sono comunità vicine che porterebbero solo una valigia di debiti accanto a comunità meno esposte. Pare logico che non debbano essere le formiche a sorreggere le cicale

  5. Cagliostro
    11 Giugno 2014 @ 10:17

    @Lettore,
    leggi la stampa locale di oggi e vedrai che i dati sui comuni di ultima fascia, in vista della prossima consultazione di 2° grado per la Provincia, parlano molto chiaro…Se tutto andrà secondo i desiderata di Iddu, avremo l’eminenza grigia ‘stanata’ e senza più coperture più o meno formali. Povero Comune!!!!!!!!!!!

  6. Cagliostro
    11 Giugno 2014 @ 10:21

    @Frank,
    non ho potuto visionare i bilanci dei comuni viciniori, ma ritengo che tu sia, al solito, ben documentato. Fra Domegge, Calalzo, Lorenzago, Vigo ed Auronzo quali sarebbero i comuni ‘cicale’ e quali i comuni ‘formiche’??
    Ti sarei grato di un cortese riscontro.

  7. frank
    11 Giugno 2014 @ 11:44

    @Cagliostro
    a questo indirizzo, sostituendo il nome del comune puoi trovare alcuni dati (non analitici):

    http://www.openbilanci.it/bilanci/calalzo-di-cadore-comune-bl?year=2013&type=preventivo&values_type=real&cas_com_type=cassa

    **sul sottostante sito gazzetta amministrativa della repubblica italiana amministrazione trasparente sezione bilanci compaiono solo i comuni di Calalzo, Domegge, Lozzo:

    http://www.gazzettaamministrativa.it/opencms/opencms/_gazzetta_amministrativa/amministrazione_trasparente/

  8. Lozzese curioso 2
    11 Giugno 2014 @ 15:12

    mie previsioni: Lozzo si unirà alle municipalità di Domegge e Calalzo,purtroppo!

    Altra storia per l’Oltrepiave che sicuramente si unirà ad Auronzo per tanti motivi,uniformità territorio comunale,affinità storiche,linguistico culturali,architettoniche e paesaggistiche:vi pare poco?

  9. Danilo De Martin
    11 Giugno 2014 @ 15:41

    @Lozzese curioso 2,
    bisogna poi vedere cosa dirà la gente che dovrà approvare con referendum (parlo della fusione); comunque vada, sarà solo una effimera illusione perché il vantaggio competitivo con la pianura non ci potrà essere perché anche loro si aggregheranno gioco-forza (imposizione di legge). Per cui chi andrà a battere i pugni in regione, credendo di essere diventato un marcantonio in virtù della fusione, si troverà di fianco un altro marcantonio che batterà i pugni tanto quanto (se non di più). La fusione quindi non servirà per migliorare le cose ma per non peggiorarle, il che è tutto dire.

  10. frank
    11 Giugno 2014 @ 20:26

    @Cagliostro
    a titolo di esempio e limitatamente ai bilanci di previsione 2013 alla voce SPESE per PRESTITI (suppongo siano le quote per far fronte a mutui contratti dalle succedutesi amministrazioni per finanziare opere pubbliche) risulterebbero queste cifre pro capite espresse in Euro:
    Auronzo 615,69
    Calalzo 365,94
    Domegge 1344
    Lorenzago 1193
    Lozzo 1943
    Vigo 415,03
    i dati sono desumibili dal 1° sito che ho proposto nel post precedente

  11. Attilio Bianchi
    11 Giugno 2014 @ 20:44

    @luzzese curiosone 222: arda che no te a ‘nbrocou una de le robe che te a dito a parte “purtroppo”

  12. Attilio Bianchi
    11 Giugno 2014 @ 21:42

    @Cagliostro: non è pessimismo ma razionale rassegnazione ad un fosco destino che coinvolge tutta l’ ex ” Magnifica comunità di Cadore “, nella fattispecie di Lozzo ancora di più. Ciò non toglie che la comunità di Lozzo, per sua natura, gode di una vivacità sociale che non ha pari e questo è il valore assoluto che nessuna giunta potrà mai sovvertire. In questo trovo la mia pace interiore e la gioia di viverci al di là dell’ insipienza e del vuoto che avanza a livello amministrativo. Nell’ aforisma ci sono tre personaggi ed il vetusto maestro è azzeccato.

  13. Cagliostro
    11 Giugno 2014 @ 22:34

    @Attilio Bianchi,
    il pessimismo nero è qualche cosa di ‘sanguigno’ ed è giustappunto preliminare ad una presa di coscienza che prelude alla “razionale rassegnazione”, che è qualche cosa di freddo, senza speranza… Come vedi, i due sentimenti sono fra loro interconnessi e l’uno è propedeutico
    all’altro. Quest’ultimo sentimento poi è senza possibilità alcuna di…’redenzione’ e di ‘rimedio’. A questo effettivamente siamo giunti. Rileggiti il mio recente articolo “Si chiude un decennio! Si va verso il ventennio?” e vedrai che il mio non è solo nero pessimismo della ragione ma è proprio rassegnazione razionale e fredda derivante dalla analisi di un destino cinico e baro posto nelle mani di un duo negativamente impareggiabile…sul quale la “Storia” esprimerà un giudizio senza appello. Ed i danni verranno inventariati ad uno ad uno, senza alibi e senza improbabili ed ossequiosi difensori, ora adusi a delegare fideisticamente senza volontà e/o capacità alcuna di controllo e di critica.