3 Comments

  1. frank
    7 maggio 2013 @ 13:10

    @cagliostro
    voglio far notare che del famoso aforisma: “Il potere logora chi non ce l’ha” Andreotti fu l’autore della seconda parte in quanto il detto “Il potere logora” era uno slogan ampiamente ricordato e diffuso dalla sinistra e dal sindacato di quegli anni. Andreotti (a cui l’acume non è mai mancato nel bene o nel male) lo rivolse in direzione opposta. Fu profeta? Per quanto sta succedendo in seno al PD temo di sì.

  2. Cagliostro
    7 maggio 2013 @ 15:27

    @frank,
    sì certo, l’acume al nostro non è mai mancato, anzi forse ne ha avuto fin troppo, tanto che qualche battuta apparve perfino un tantino macabra. Come quando disse che Giorgio Ambrosoli “se l’era cercata” (ed io condivido la dichiarazione del figlio ed il suo assentarsi dalla commemorazione al Pirellone, senza peraltro manifestare rancore o odio, anzi manifestando di comprendere le celebrazioni, visto lo spessore politico dello scomparso). O come quando commentò la sua assenza ai funerali del generale/prefetto Dalla Chiesa, dicendo che, a tali
    cerimonie di commiato, “preferiva la partecipazione ai…battesimi”. Ed il figlio Nando con tutta onestà, ammette oggi l’esistenza di un fatto personale tra sé medesimo ed il politico scomparso. Quello che tutti apprezzavano in Giulio Andreotti, ossia la battuta sarcastica fulminante, l’umorismo all’inglese, la satira sottile non sempre, a mio avviso, risultavano espressioni adatte alle circostanze, non sempre apparivano cose opportune…
    Se poi parliamo di sodali, allora la sua immagine perde smalto e ci si domanda se i compagni di squadra che ha avuto fossero stati alla sua altezza; parlo dei Lima (ucciso dalla mafia con chiaro intendimento di un messaggio trasversale), degli Sbardella (noto come lo Squalo), degli Evangelisti (“‘A fra’, che te serve?”), dei Ciarrapico (arbitro, per volere andreottiano nella diatriba De Benedetti/Berlusconi, arbitrato poi finito comunque in tribunale), dei Vitalone (coinvolto nel processo Pecorelli, poi assolto). Per non dire delle frequentazioni, delle figure collegate a vari scandali, trame e malaffare di stato; citiamo soltanto Sindona, Calvi e l’Ambrosiano (con la fine del citato Ambrosoli, mandante conclamato Sindona); il caso Giuffrè, il noto banchiere di Dio, con la sua catena di S. Antonio ed il coinvolgimento di fior di esponenti di certo ordine religioso; il caso Rovelli con lo scandalo SIR; e poi il venerabile Licio Gelli con la sua loggia segreta P2, che tante trame ha imbastito nel corso degli anni bui della prima repubblica e la famosa fabbrica Permaflex di Frosinone, antesignana del finanziamento illecito ai partiti ed a losche figure di intrallazzatori di vario tipo e natura. “Belfagor”, alias Licio Gelli, ha stilato ieri un comunicato che inneggia al grande politico scomparso, “Belzebù”, alias Giulio Andreotti. E non è lusinghiero che certe positive valutazioni vengano espresse da un tale “venerabile” soggetto, la cui comunanza dovrebbe stare unicamente nelle tre iniziali del nomignolo similare.

  3. Cagliostro
    7 maggio 2013 @ 15:45

    @frank,
    il potere logora (vedi la DC ed il PSI). Completando l’assunto, anch’io temo che il PD, privo della unica, effettiva, titolarità del potere (la posizione predominante è, purtroppo, nelle mani del Bruscolone) sia destinato al logoramento ed alla ‘insignificanza’. Il colpo di grazia è comunque stato inferto dalla distruttiva carica dei 101…