7 Comments

  1. L'Economa Domestica
    1 Giugno 2016 @ 16:24

    Di grazia, forse è il momento di interrogarci sul perché.

  2. Danilo De Martin
    1 Giugno 2016 @ 22:07

    @L’Economa Domestica,
    pensavo che con la pubblicazione dei dati del 2015 la “macchina” di racolta dei dati si fosse messa finalmente in moto e che quindi potessimo contare, nuovamente, sulla pubblicazione cadenzata dei dati dei flussi. Ma così non è stato e, in fondo, almeno così mi pare, sembra che anche ai consorzi e pro loco interessi ben poco.

  3. L'Economa Domestica
    2 Giugno 2016 @ 06:33

    Perdere presenze di anno in anno non è certo una buona pubblicità, soprattutto perché i vicini di casa, crisi o non crisi, continuano a macinare aumenti.

  4. Danilo De Martin
    2 Giugno 2016 @ 09:58

    Spesso i “DATI” sono visti come il demonio, soprattutto dai sindaci. Se parli di BIG DATA con loro (mica tutti…) ti guardano come se avessi le antenne (verdi, ovviamente). Per le altre “istituzioni” non è da meno. Tranne quando i dati “fanno comodo”, allora sì, si sbandierano. Però, sai meglio di me che la realtà è come il Natale, quando arriva arriva.

    Conoscere le dinamiche che interessano settori fondamentali della nostra esistenza in montagna, soprattutto quando non sono lusinghiere, resta di fondamentale importanza. E’ un fatto di civiltà. Speriamo nella buona stella…

    (p.s. non ci contare Economa Domestica, credimi, siamo in via di decomposizione!)

  5. L'Economa Domestica
    2 Giugno 2016 @ 14:40

  6. Lozzese curioso 2
    8 Giugno 2016 @ 09:55

    Cadore (centro):perchè non puntare sull’archeologia industriale?
    i siti non mancano di certo.

  7. Margherita
    10 Giugno 2016 @ 16:41

    Quanto erano belli i vecchi diari di una volta, quelli segreti, dove uno scriveva una stronzata e se la teneva segreta, ogni tanto se la leggeva e pian piano capiva che aveva scritto una stronzata. La cancellava o strappava la pagina vergognandosi di se stesso.