6 Comments

  1. frenk
    20 Giugno 2016 @ 13:37

    Quindi nel 2015 rapportati a 100% i 49 abitanti persi da Lozzo
    il 73,5% riguarda cittadini stranieri
    il 26,5% riguarda cittadini italiani

  2. Danilo De Martin
    20 Giugno 2016 @ 15:28

    @frenk,
    sì è così. Per dire, nel 2014 gli italiani furono -20 e gli stranieri -4, sicché in questo caso le percentuali corrispondenti sono 83% (italiani) e 17% (stranieri). Di seguito la tabella con i vari anni…

    (nota bene: faccio notare che per un motivo banale i dati del 2014 sono riportati sulla riga del 2015, e così via per gli altri anni; ciò è dovuto al fatto che i dati degli stranieri sono riferiti al 1° gennaio di ogni anno, che però corrisponde al 31 dicembre dell’anno prima. Quando ho fatto la tabella i dati di ogni casella li ho riferiti al primo gennaio invece che al 31 dicembre, sicché, per un infausto giorno, appaiono “nell’anno dopo”).

  3. Attilio Bianchi
    20 Giugno 2016 @ 23:32

    @Danilo: se ragioni sul fatto che il mio pseudo-cugino Simone Bernardi, alias l’ indiano ( figlio adottivo di zia Anna ), che ha finito di pagarsi il mutuo della casa di Timante da Lui acquistata, ha deciso di andare a vivere a Londra poiché offre più possibilità di carriera per suo figlio, ne converrai che a Lozzo anche lo straniero oramai si è emancipato.E’ sicuramente un caso limite, ma è bastato un po’ di aumento della richiesta di occupazione dell’ occhialeria, per esempio, per spostare gli stranieri dal Cadore verso la bassa.Sarebbe curioso vedere i dati dell’ agordino per capire se effettivamente per i giovani e stranieri, la noia, le spese di gestione ed il clima della montagna nuocciano gravemente alla psiche.

  4. frenk
    21 Giugno 2016 @ 09:32

    @Attilio Bianchi
    le tabelle demografiche (se rimangono aggiornate con i corretti criteri)sono dei numeri e, come tali non riflettono emozioni o sentimenti. Vanno interpretati (con professionalità, buon senso e intelligenza). Sta all’analisi socio-economica-politica, associata e/o dissociata studiarne le dinamiche. Tu hai messo in evidenza una variabile importante: il lavoro (e la conseguente domanda di manodopera) che inevitabilmente “o delocalizza unità produttive o delocalizza persone”. Nel caso di Lozzo e il Cadore è venuta a mancare una risorsa e questo determina il flusso migratorio (italiano e straniero) a cui stiamo assistendo e che interessa poco la frazione anziana della popolazione e molto di più le frazioni di “popolazione attiva”. Conseguenza: abbassamento del ricambio generazionale. E dici poco…

  5. L'Economa Domestica
    21 Giugno 2016 @ 12:17

    Non è solo la popolazione ad abbandonare il Cadore: si sono ridimensionati i servizi, pubblici e privati. Uffici, banche, poste, sono stati accorpati o resi a “part time” ed altri ne seguiranno. Quanto dureranno il punto nascita e la pediatria a Pieve?
    E forse è il caso di non continuare a parlare nei termini “Occupazione = Occhialeria” per quanto riguarda il Cadore. Ormai l’occhialeria cadorina è scesa a valle, sono rimaste poche realtà di cui troppe ancora legate al terzismo Safilo (che a breve porterà tutto in house, nel piano di rimodernamento della produzione post Tabacchi).
    L’Agordino, cioè Luxottica, non ha nulla a che vedere con il Cadore riguardo alla struttura dell’occhialeria; è da almeno trenta anni che Del Vecchio ha fatto sparire i terzisti e le altre “grandi” stanno seguendo questo modello vincente.

  6. frenk
    22 Giugno 2016 @ 08:57

    @Attilio Bianchi e Economa Domestica
    Invio alcuni indici demografici desunti dalle tabelle inizio 2016 per Lozzo (ma sono abbastanza simili per tutte le località del Cadore)

    Indice di vecchiaia
    Rappresenta il grado di invecchiamento di una popolazione. È il rapporto percentuale tra il numero degli ultrassessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni. Ad esempio, nel 2016 l’indice di vecchiaia per il comune di Lozzo di Cadore dice che ci sono 220,9 anziani ogni 100 giovani.
    Indice di dipendenza strutturale
    Rappresenta il carico sociale ed economico della popolazione non attiva (0-14 anni e 65 anni ed oltre) su quella attiva (15-64 anni). Ad esempio, teoricamente, a Lozzo di Cadore nel 2016 ci sono 60,8 individui a carico, ogni 100 che lavorano.
    Indice di ricambio della popolazione attiva
    Rappresenta il rapporto percentuale tra la fascia di popolazione che sta per andare in pensione (55-64 anni) e quella che sta per entrare nel mondo del lavoro (15-24 anni). La popolazione attiva è tanto più giovane quanto più l’indicatore è minore di 100. Ad esempio, a Lozzo di Cadore nel 2016 l’indice di ricambio è 138,8 e significa che la popolazione in età lavorativa è molto anziana.