Hollande e la precipitevole popolarità

La popolarità del presidente francese Hollande è precipitata in un anno dal 53 al 26% (dal 36 al 26% da febbraio ad aprile). L’ipotesi che non possa più alzare politicamente la testa è piuttosto fondata. Scrivevo all’insediamento di Hollande:

[…] Il fatto poi che il tecno-cialtrone di casa nostra, tale Monti, incapace di metter mano alla spesa pubblica se non chiamando Mr. Bondi abbia detto di avere le “stesse idee di Hollande sulla crescita“, ci consegna la certezza che, nel migliore dei casi non andremo da nessuna parte, nel peggiore ci avviteremo risucchiati dal buco nero della smisurata stoltezza ed incapacità di questi Sgovernanti.

Ultima nota: almeno i francesi se lo sono votato, il presidente. Noi invece ci troviamo tra i coglioni sia Napolitano, nominato dal parlamento, sia Monti, nominato dal precedente, detto il “peggiorista”. Vive la France.

A distanza di un anno noi ce lo siamo tolto dai coglioni, il tecno-cialtrone, un insperato colpo di fortuna architettato da Silvio il Grande. In compenso al supermarket costituzionale abbiamo avuto un 2×1 con il Napo che continuerà a “monitare” dal Colle virtualmente per altri 7 anni, ma è sperabile che il buon senso lo fermerà prima. Abbiamo ereditato Letta, la pantofola perfetta, ma lasciamolo lavorare nel tessere l’inciucio del secolo prima di buttarlo definitivamente nella pattumiera (tra sei-nove mesi ne riparleremo).

I francesi, invece, se lo devono tenere ancora per un bel po’, il loro presidente. Di buono, dicevo, è che se lo son votato, il ché aiuterà a sopportare la penitenza. L’ho pur detto che, come cialtronaggine, avremmo preferito quella di Sarkó, condita con un po’ di rigore, a quella del provincialotto Hollande dalle “mani bucate”.

 

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