i paraculi della sinistra (e non solo) al mercato delle vacche

Sono dei paraculo. Patentati. Sanno che le masse hanno la memoria corta e allora ci provano, a menare il can per l’aia. Ma restano dei paraculo. Basta saperlo.

Un estratto da Linkiesta (per la lista completa vedi articolo):  Quando cambiare schieramento era «prostituzione»:

Continua l’emorragia di deputati e senatori del Pdl. Chi dà l’addio a Berlusconi viene salutato da Casini (che accoglie molti dei transfughi), Di Pietro, Vendola e Bersani quasi come un eroe. Ma quando succedeva il contrario – o quando parlamentari eletti col Pdl tornavano all’ovile dopo aver accennato un tradimento – non gridavano tutti contro «l’ignobile compravendita sintomo di corruzione» e contro «il mercato delle vacche»? Rileggi tutte le frasi indignate di quando era Silvio «a fare shopping in Parlamento».

Pier Ferdinando Casini, Udc, 4 agosto 2010: «Non fanno per noi né trasformismo, né manovre di Palazzo. È singolare accettare lezioni di trasformismo da chi fino a ora ha fatto di tutto per ottenere la compravendita dei deputati!».

Pierluigi Bersani, Pdl, 15 settembre 2010: «È scandalosa questa compravendita che finora ha dato risultati piuttosto scarsi: spero per i milanisti che quella dei calciatori sia più fortunata di quella in Parlamento».

Pier Luigi Bersani, Pd, 28 settembre 2010: «La compravendita dei parlamentari è corruzione».

Rosy Bindi, Pd, 29 settembre 2010: «Altro che appello del presidente del Consiglio ai moderati: ha fatto una compravendita di deputati che giustamente Bersani ha definito come sintomo di corruzione».

Pierluigi Bersani, Pd, 9 dicembre 2010: «Le notizie di compravendita di deputati da parte della maggioranza fanno pensare non solo a uno scandalo ma addirittura a un reato di corruzione».

Gianfranco Fini, Fli, 24 febbraio 2011: «Compravendita? Se avessi le prove, denuncerei». […]

Naturalmente, il mercato delle vacche di sinistra è … “per salvare il paese”.

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