12 Comments

  1. frank
    24 Ottobre 2011 @ 16:20

    L’unico “inconveniente” parlamentare e costituzionale che impedisce un nuovo “governo di salute pubblica” è che l’attuale governo quando chiede il voto di fiducia del parlamento lo ottiene. E fin tanto che perdura questa condizione ha tutta la legittimità d’esserci anche se, oggettivamente, combina poco.

  2. Cagliostro
    27 Ottobre 2011 @ 17:20

    @frank,
    Non si tratta di ‘inconveniente’ ma di una autentica ‘maledizione’ di una casta politica ‘nominata’, non ELETTA, la quale si autopromuove ed autoperpetua, timorosa di perdere prebende e vitalizi. Una buona fetta dei nostri parlamentari sa che non tornerà più in Parlamento e pertanto fa di tutto per sostenere il ‘Re di Denari’. Vorrei però sottolineare che un preciso articolo della Costituzione riserva al Presidente della Repubblica un unico, vero potere: quello di sciogliere le camere (od una sola di esse) alla sola condizione di aver ‘UDITO’ i presidenti dei due rami del Parlamento. So che la giacca al Presidente non la si può tirare (ed ognuno di noi non ha nè il diritto nè il potere di farlo, ha- di contro- il dovere di rispettare le prerogative del Capo dello Stato e di uniformarsi ad esse).
    Tuttavia, a solo titolo accademico, sottolineo che molti costituzionalisti propendono per il citato potere del Colle sulla base della inerzia, inconcludenza di queste Camere nella situazione data di ‘tragedia’ economica, sociale, civile e di stallo politico…Per me, caro Frank, questo governo non è che, oggettivamente ‘combina poco’.
    Oggettivamente è improduttivo, anzi produce continuamente guasti di natura etico-morale ed è lì soltanto per tutelare gli interessi del Capo e quelli dei suoi corifei.E facendo ciò, crea divisioni e contrapposizioni fra gli Italiani. Pensa solo alla norma ora in cantiere, all’interno dei così detti provvedimenti sullo sviluppo, in materia di successioni…Veronica Lario e figli docet

  3. frank
    28 Ottobre 2011 @ 10:00

    @cagliostro
    e però…contiamocela tutta. Quelli che ci rappresentano non sono lì per opera di forze sovrannaturali ma per una libera votazione popolare. Ci può essere stato anche qualche broglio (come succede con ogni probabilità sempre) ma l’entità dei voti a favore di questa maggioranza non lascia dubbi sulla volontà di scelta espressa dagli italiani nel 2008. Tieni presente che si arrivava da un governo Prodi “fucilato” al proprio interno! dopo 2 anni e senza che mettesse mano ad una nuova legge elettorale.

    (Il Governo Prodi II fu il cinquantanovesimo governo della Repubblica italiana, l’unico della XV legislatura. Rimase in carica per un totale di 722 giorni, ovvero 1 anno, 11 mesi e 19 giorni, dal 17 maggio 2006 al 7 maggio 2008 (giorno di entrata in carica del successore, il Governo Berlusconi IV[1]).
    Fu il primo governo repubblicano a vedere la partecipazione diretta del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito dei Radicali italiani, divenendo così l’unico governo sostenuto dall’intera sinistra parlamentare (cosa che non accadeva più dal Governo De Gasperi III).
    Guidato da Romano Prodi e definito con le ultime nomine il 9 giugno 2006, contava al suo interno, oltre al Presidente del consiglio, 26 ministri, 10 viceministri e 66 sottosegretari, per un totale di 103 membri [2] (contro i 24 ministri, 9 viceministri, 63 sottosegretari, oltre al Presidente del consiglio, per un totale di 97 membri, del governo Berlusconi III precedente). Per queste dimensioni superò il Governo Andreotti VII, che era composto da 100 membri.)

    (La legge n. 270 del 21 dicembre 2005 è la legge che ha modificato il sistema elettorale italiano, delineando la disciplina attualmente in vigore. È stata ideata principalmente dal ministro Roberto Calderoli, esponente di spicco di un partito “a base popolare”)

  4. Cagliostro
    29 Ottobre 2011 @ 13:36

    @frank,
    è ora perfettamente inutile fare la cronistoria sulla composizione dell’ultimo governo Prodi rispetto al precedente di Berlusconi. Potrei risponderti che non si è mai visto ‘comprare’ i voti, per una squallida fiducia parlamentare, come è successo qualche giorno fa (ed anche il 14/12/2010) con il commercio delle cariche, a mezzora dal voto, quale prezzo del ‘mercato delle vacche’ (nomina di vice ministri e sottosegretari scelti fra i voltagabbana sostenitori in extremis e non tra i vecchi e fedeli turiferari del noto’Tycoon’). Tutto si potrà dire di Prodi fuorché affermare che non sia un uomo preparato, con uno spiccato senso dello Stato, una sua dignità (si è dimesso senza tante storie ed anche oggi si sottrae alle lusinghe di chi lo vorrebbe per la terza volta in pista; l’uomo però è tutt’altro che un fesso…). Quello che io non perdono a Bertinotti e gregari è di aver tagliato l’erba sotto ai piedi ad un governo che poteva e doveva operare a favore delle classi meno abbienti.
    Lasciamo stare i vari Mastella e Dini: carità cristiana impone un doveroso silenzio. Detto ciò, vuoi dirmi se regge un paragone di natura etico-morale, sociale, civile ecc. ecc. fra Romano Prodi ed un soggetto come il Re di Denari, oggi deriso sul proscenio internazionale?! Mai nessuno si era fatto gioco delle Istituzioni come ha fatto ed ancora sta facendo il ‘grande Bugiardo'(parole non mie ma del grande Indro…). Pensa solo alle leggi pro domo sua, alla legge elettorale che permette di avere il 55% dei seggi a fronte di un consenso nettamente minoritario (basta un voto in più della coalizione avversa per beneficiare di un enorme vantaggio; in sostanza, anche nel caso limite di un seguito non significativo ma prevalente sull’altra colazione, si può lucrare di una maggioranza schiacciante dei parlamentari; come vedi, la ‘porcata’ è una autentica ‘furbata’ che consente anche a te di dire che il ‘Nano’ ha un seguito popolare schiacciante. La verità è -Ricolfi lo ha dimostrato- che i berluscones ed i padani, sono una netta minoranza della popolazione italiana). Non te la faccio lunga, ti dico solo che questa ‘furbata’ ha consentito a questa accozzaglia di persone inqualificabili (con le dovute rare eccezioni)di portare l’Italia alla attuale condizione di degrado. Moro aveva ragione nel predire che il suo sangue si sarebbe riversato come una maledizione su chi aveva voluto e perseguito con ogni mezzo il suo dramma umano e politico. Ed ora c’è solo da sperare nella Divina Provvidenza che illumini l’Uomo del Colle a perseguire quelle scelte che sole possono tentare di farci uscire dal marasma in cui ci troviamo. Al Nano di Arcore io auguro una felice quiescenza, magari ad Antigua oppure alle Bahamas nelle sue neroniane dimore, al suono della lira da parte del suo fido Apicella, presente il codazzo di escort, Minetti, Fede e Lele Mora. Che il Buon Dio ci scampi dal pericolo di vedere un tale uomo ancora al potere nel 2012, magari al Quirinale!!!!

  5. frank
    29 Ottobre 2011 @ 17:30

    @cagliostro
    nel mio precedente post ho affermato ” governo Prodi “fucilato” al proprio interno! dopo 2 anni e senza che mettesse mano ad una nuova legge elettorale”. Penso che corrisponda al vero.
    (il confronto tra la composizione numerica dei due governi era messo tra parentesi come dato di fatto)
    Non ho altresì fatto ( a meno di non voler interpretare il pensiero) alcun riferimento e/o denigrazione alle qualità umane, etico-morali, politiche, preparazione specifica, dignità di Prodi il quale è così serio che, dopo essersi visto sfiduciato dalla sua coalizione nei due governi precedenti a sua guida, ha deciso correttamente di non farsi più ammaliare. Quanto all’Uomo del Colle al quale la “Divina Provvidenza illumini a perseguire quelle scelte che sole possono tentare di farci uscire dal marasma in cui ci troviamo” ho forti dubbi che intevenga come speranzosamente espliciti nei tuoi desideri.

  6. Cagliostro
    30 Ottobre 2011 @ 11:21

    @frank,
    la mia natura pragmatica non mi consente di crearmi illusioni o di essere ‘speranzoso’ circa scelte ‘innovative'(e pur tuttavia rispettose del dettato costituzionale) da parte del Presidente della Repubblica. Con realismo constato che questo parlamento è da mesi (se non anni) in fase di stallo assoluto; noi paghiamo lauti emolumenti a centinaia di parlamentari che lavorano, sì e no, due giorni la settimana (e poi si giustificano dicendo che ci sono anche i lavori in commissione o la presenza nel collegio), e per di più alla quasi esclusiva tutela degli interessi del boss e dei suoi corifei. Tutto questo trascurando, in un marasma economico e sociale indescrivibile con fabbriche che chiudono, con la povertà in forte crescita, con la disoccupazione a livelli mai visti, con una evasione fiscale da capogiro ecc. ecc., di dedicarsi alla salvaguardia degli interessi collettivi. Il concetto stesso di ‘legge’ presuppone la presenza di normative di carattere generale, comunque volte ad una ampia platea di cittadini, non alla cura dei privilegi di una ‘casta’ per lo più imbelle e corrotta. A tutto ciò bisogna aggiungere la litigiosità e la mancanza di decoro che questo parlamento sta dimostrando (pugilati in aula, ndr), frasi da trivio, forzature dei regolamenti, fiducie a raffica, mercato dei voti e chi più ne ha più ne metta. In questo squallido panorama, aggiungi poi l’inerzia e l’inconcludenza di un esecutivo screditato in Italia ed all’estero e vedrai che le prerogative presidenziali in ordine ad un drastico intervento del Presidente ci starebbero tutte.
    Il mio quindi non è un pio desiderio, ma una constatazione che, nella situazione data, occorrerebbero decisioni drastiche che la Costituzione ben prevede e che la lungimiranza dei Padri Costituenti aveva ampiamente previsto (vedi mia citazione in data 27 u.s.). Anch’io nutro seri dubbi che Napolitano abbia intenzione di passare alla storia come il Presidente che ha innovato nella prassi con la adozione di un provvedimento, che a mio modesto giudizio, rispecchierebbe, in ogni caso, alla lettera le prerogative racchiuse nella nostra Carta. Nulla di ‘eversivo’ quindi, anche se sarebbe prevedibile l’alzata di scudi della ‘cricca'(ricordi come fu dileggiato Scalfaro?)
    Per ultimo, prendo atto del giudizio esplitato sul personaggio Prodi. Avrei comunque preferito leggere da te, oltre al negativo giudizio su certi compagni di viaggio dell’ex premier (cosa che condivido), anche una sottolineatura su certi suoi meriti politici, ad esempio l’ingresso nell’area Euro…
    Pensa se non fossimo allora entrati, quali maggiori guai oggi avremmo, senza alcuna possibilità di tentare di mettere un qualche riparo alle odierne grosse difficoltà.

  7. frank
    30 Ottobre 2011 @ 13:19

    @cagliostro
    Quanto a Prodi posso assicurarti che non lo ho mai soprannominato “mortadella”, termine molto in voga.
    Quanto all’Euro il percorso parte dal trattato di Maasticht nel 1992 (7 febbraio).
    Il governo italiano era a guida Andreotti, poi seguirono governi presieduti da altri politici Amato, Ciampi, ecc ,tutti favorevoli fino al governo Prodi 1996- ottobre ’98.
    Poi D’Alema che era in carica il 31/12 quando si fissò il cambio lira/euro.
    Vedi che l’euro ha molti padri, senza nulla togliere ai meriti che Prodi ha avuto congiuntamente ad altri.

  8. Cagliostro
    31 Ottobre 2011 @ 11:38

    @frank,
    a me risulta che la decisione definitiva circa l’adesione alla moneta unica è stata presa durante il governo Prodi I°, ministro del tesoro tale Carlo A. Ciampi…

  9. frank
    31 Ottobre 2011 @ 13:19

    @cagliostro
    secondo il mio parere la decisione di aderire all’euro quando il percorso iniziato 6 anni prima era giunto a maturazione in sede internazionale (soprattutto per un paese fondatore della E.U. come l’Italia) l’avrebbe preso anche cagliostro o frank se fossimo stati primi ministri.
    Quel governo invece avrebbe dovuto proporre e far approvare:
    1- una legge sul conflitto d’interessi
    2- una nuova legge elettorale

  10. Cagliostro
    31 Ottobre 2011 @ 17:13

    @frank,
    la nostra adesione non era per nulla scontata ed il duo Prodi-Ciampi ha dovuto sudare le classiche sette camicie per far accettare la nostra Italietta nel club dell’Euro.
    Per quanto concerne la legge elettorale, preciso che si tratta del I° Prodi, quando era già in vigore il ‘Mattarellum’, che certamente era preferibile alla successiva ‘porcata’ messa in cantiere dal dottore in chirurgia maxillo-facciale, tale Calderoli da Bergamo… Sul conflitto di interessi, convengo con te che non è stato varato alcun provvedimento; c’erano i vari Dini e Mastella a non voler importunare il ‘Re di denari’ e c’era, nel centro-sinistra, chi credeva di aver ormai ottenuto il definitivo allontanamento dal potere del titolare tessera n.1816 della P2 (alias l’Imprenditore, l’Unto del Signore, l’Operaio, il Grande Affabulatore ecc. ecc.). Infausti profeti!!… Io sono convinto però che Prodi, se fosse rimasto in sella, una normativa stringente sul tema l’avrebbe fatta comunque passare…

  11. frank
    31 Ottobre 2011 @ 20:12

    @cagliostro
    e infatti mi riferivo al Mattarellum, altra legge pateracchiata con i suoi scorpori e i suoi meccanismi di calcolo per unire “diavolo e acquasanta”.
    Poi con il Porcellum ci siamo “rivelati” al mondo.

  12. frank
    31 Ottobre 2011 @ 20:57

    … e in tutti e due i casi Romano aveva l’opportunità di rimediare (1996-8 e 2006-8)