6 Comments

  1. frank
    9 febbraio 2014 @ 11:03

    Giuseppe Zanella,
    un piccolo appunto storico. Il periodo “vero” del riscatto del Cadore va dal 1335 al 1347, ovvero dalla caduta della Signoria dei Da Camino all’avvento o “riappropriazione” del Cadore da parte della Signoria del Principato Patriarcale di Aquileia. In quegli anni la classe dirigente cadorina, ben assistita da uomini di legge e sfruttando il “vuoto di potere” intercorso dopo il 1335, seppe redigere gli Statuti Cadorini (1338) (di stampo comunale, simili cioè agli statuti in vigore presso i comuni medievali, ben diversi dallo statuto concesso da Biaquino nel 1235, per redazione e bontà sua) e riconosciuti nella loro intierezza dal Patriaca Bertrando (grande personaggio non solo per le sorti del Cadore) quando venne a Pieve con le truppe nel maggio 1347. Fu concesso dal patriarca al Cadore di amministrarsi attraverso le proprie norme sancite dagli Statuti Cadorini, attribuendo così al nostro territorio una lodevole autonomia (un Alto Adige anzitempo). Ecco perchè a Vigo ogni anno tentiamo una manifestazione culturale che ricordi quel “glorioso” periodo (attraverso la figura di Ainardo da Vigo che fu uno degli incaricati alla formulazione degli Statuti) coinvolgendo i paesi dell’antica pieve: Vigo, Laggio, Pielos, Lorenzago e Lozzo. Il risultato: Lorenzago e Lozzo si stanno defilando. Che sia anche questa la dimostrazione che i Cadorini del passato erano più colti?

  2. Giuseppe Zanella
    9 febbraio 2014 @ 15:45

    @Frank,
    grazie per le integrazioni riferite al passaggio storico sulla fine della signoria dei Da Camino. Per ragioni di sintesi, io ho solo parlato della fase iniziale, quella della concessione al Cadore degli Statuti Generali da parte di Biaquino III° nel 1235. Ragioni politico dinastiche e problemi vari inerenti al periodo 1335/1347 sono stati da me trascurati per ragioni di ‘economicità’ del testo, lo scopo essenziale del quale era quello di mettere in risalto aspetti politici ed il confronto fra la concezione di Servizio Pubblico cara ai nostri avi rispetto alla situazione attuale sulla valenza e sul lacunoso rilievo attribuito attualmente alle cariche pubbliche (lo prova anche la scarsa partecipazione odierna alla formazione delle candidature ed alla affluenza al voto). E la tua domanda ‘retorica’ finale ben mette in risalto, se ancor ce ne fosse bisogno, il mio assunto a favore delle considerazioni e del lodevole modo di intendere l’Amministrazione da parte dei nostri progenitori…

  3. Pippi
    9 febbraio 2014 @ 17:52

    …..tutte cose che gli attuali amministratori, probabilmente, oltre che non conoscere, ben si guardano dal praticare.

  4. frank
    9 febbraio 2014 @ 19:29

    @Giuseppe Zanella
    concordo con te: “l’eliminazione” del CORECO è stata una autentica “sciagura” unita alla “nuova” disciplina dei segretari comunali maturata in quei frangenti di riforma…

  5. mister
    9 febbraio 2014 @ 21:28

    Ora come ora i segretari comunali sono costretti ad essecondare tutto quello che i sindaci vogliono fare altrimenti vengono licenziati.
    Il loro posto è legato alla fiducia ed al mandato del tal sindaco.
    NON SONO PIU’ I GARANTI DI QUELLO CHE FA L’ENTE PUBBLICO!
    E’ ANCHE PER QUESTA RAGIONE CHE STA SUCCEDENDO QUELLO CHE E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.

  6. Giuseppe Zanella
    9 febbraio 2014 @ 23:01

    @frank, mister,
    …”la nuova disciplina dei Segretari”…Interessante argomento, specialmente quando si dovesse riscontrare una comunanza di interessi fra Maggioranze Consigliari ed il ‘notaio del Comune’; il quale ultimo, magari, arriva a trattare anche la sua nomina a Direttore Generale. O quando, per ingraziarsi i padroni del vapore, può giungere a sostenere sfacciatamente le tesi della medesima Maggioranza, perfino sulla stampa, al fine di dare man forte mediatica ai suoi…datori di lavoro tentando di mettere in cattiva luce l’Opposizione. Si parla tanto di ‘conflitti di interessi nella Politica e nella P. .Amministrazione. Nello specifico, siamo agli antipodi, ma gli effetti deleteri sono i medesimi…
    E fermiamoci qui per carità di Patria..