3 Comments

  1. Foresta Nera
    17 Luglio 2014 @ 19:12

    Esempio di democrazia partecipata; una volta eliminato il sindaco …. i topi ballano ah ah.
    ROVIGO – Hanno adottato il provvedimento nella manciata di ore intercorse tra le dimissioni del sindaco Bruno Piva e l’insediamento del commissario prefettizio Claudio Ventrice. Distribuendo le “posizioni apicali”, che danno diritto a incrementi salariali tra i 5mila e i 12mila euro l’anno, a 26 dipendenti comunali.
    Sul piede di guerra il sindacato, che sulla questione da tempo aveva chiesto, senza ottenerla, l’apertura di un tavolo di trattativa. E anche l’ex consigliere comunale Menon parla apertamente di «atto di prepotenza e arroganza» da parte del segretario comunale e dei colleghi dirigenti che l’hanno adottato.

  2. Danilo De Martin
    18 Luglio 2014 @ 09:58

    @Foresta Nera,
    ottimo esempio senza andare a scomodare il nostro BIM-GSP! Ma qui di partecipata è solo l’occupazione delle cadreghe di gente (pur votata) che non trova di meglio che accudire ai propri interessi personali e di bottega. E’ una democrazia partecipata … dal di dentro (una volta che sei dentro, che sei votato, te ne fotti altamente di rappresentare gli elettori).

    La democrazia partecipata dei cittadini sarebbe tutta un’altra cosa, e le ciofeche elette lo sanno perfettamente. Hai una vaga idea della merdellata che ci toccherà vedere (nel metodo e nel merito) per l’elezione del presidente della provincia pur decapitata nelle sue funzioni? Prima del 28 settembre, e anche dopo, ne vedremo di cotte e crude, ma saranno soprattutto nauseabonde.

    Dicevo della “via svizzera”. Da quelle parti il sindaco è eletto “normalmente”, ma nei cinque anni in cui sta in carica è sfiduciabile da parte della popolazione previa raccolta di un congruo numero di firme che danno luogo ad un referendum di conferma. In poche parole, non è che nei cinque anni che corrono tra una elezione e l’altra il sindaco possa fare, ammesso che sia in grado, ciò che vuole (sempre tenendo conto dei vari contrappesi che ci sono, compresa l’opera delle minoranza ecc. ecc.); esiste un elemento di deterrenza rappresentato dalla possibilità di essere sfiduciato o meno – dalla popolazione – ponendo in essere le condizioni necessarie. Con questi meccanismi di democrazia diretta “il potere”, se necessario, passa in mano al cittadino che decide con una consultazione se “si” o se “no”.

  3. Paradosso
    19 Luglio 2014 @ 20:03

    Qui da noi, invece, resta il sindaco per continuare a elargire denari ai dirigenti che poi gli ritornano, in parte, anche a casa sua.
    Che strano il mondo!
    Sempre democrazia è!