3 Comments

  1. L'Economa Domestica
    23 settembre 2017 @ 12:30

    Sarà anche vero che la provincia di Belluno non si è spopolata dal 2001, ma resta il fatto che tra il 2001 ed il 2008 aveva guadagnato sui 4500 abitanti per poi perderli inesorabilmente nel periodo successivo. Ergo dal 2008 al 2016 il calo è stato di più di 8000 abitanti e con un altissimo tasso di vecchiaia. La Provincia cosa avrebbe potuto fare in merito? Su quali leve avrebbe potuto contare?

  2. Danilo De Martin
    24 settembre 2017 @ 15:08

    Non è corretto pensare che tra il 2001 e il 2008 la popolazione sia aumentata di 4.500 unità: è vero che le risultanze a fine anno davano, tra il 2001 (31 dicembre) e il 2008, un aumento di 4.500 persone, ma è altrettanto vero che al censimento del 2011, nella notte tra l’8 e il 9 ottobre, a seguito dell’avvenuto censimento, si sono dovuti conteggiare (in quella sola notte) -3.124 persone (per errori, mancanze, chissà cosa… attribuibili, chi più chi meno, a tutti i comuni). Essendo un errore diffuso e temporalmente inaccertabile, è ovvio che le 3.124 persone mancanti si deve supporre che lo siano in quota parte anno per anno (tra i due censimenti). Così facendo le 4.500 persone in più alla fine del 2008 diventano, realmente, 2000 (argomentazione esposta in questo post). Un tasso di crescita di 285 persone all’anno che, rapportate a una popolazione media di 210.000 abitanti, fa uno 0,14% (poco più di nulla).

    Tutto ciò sposta semplicemente il calo da 8.000 a 6.000 abitanti tra il 2008 e il 2016 ma non il senso dei tuoi dubbi. Cosa avrebbe potuto fare la Provincia in merito? L’ho pur detto nel post che “nulla può fare [oggi] del poco che avrebbe potuto”. Di fronte alle risultanze della crisi conosciuta come Lehman Brothers solo l’autonomia di cui godono Bolzano e Trento poteva consentire un minimo di sostegno alle imprese e mondo del lavoro. Ovvio che se a enti già asfittici, quali le province pre-Delrio, togli la testa pensante liberamente eletta (cioè metti il caravanserraglio dei sindaci…) e tagli drasticamente risorse economiche oltre ai tagli già perpetrati (non bisogna dimenticarsi che ad oggi i due terzi delle entrate provinciali sulle assicurazioni devono essere versati allo stato), nessuna ipotesi di “piani demografici” può essere neanche adombrata.

  3. L'Economa Domestica
    25 settembre 2017 @ 13:03

    Anche con l’autonomia di Bolzano e Trento non vedo cosa si potesse fare per le imprese. Anche le cugine ricche sono in difficoltà grazie al sistema bancario (Bcc e Casse di risparmio locali) che hanno avuto le stesse problematiche gestionali di quelle venete. Le imprese di Belluno erano mediamente troppo piccole e mal gestite; anche le giganti dell’occhialeria hanno avuto le loro difficoltà. Tolti gli occhiali, asfittica l’edilizia, a macchia di leopardo ed arretrato il turismo, cosa rimane? Ah, è interessante vedere come le città più grandi abbiano aumentato gli abitanti (Agordo e Longarone, sedi industriali, li hanno invece persi).