Dellai, presidente della provincia autonoma di Trento e mister Universo

Parte da lontano, Dellai:

Della nostra Autonomia – ha detto ancora il presidente Dellai – siamo custodi gelosissimi ed interpreti determinati. Siamo orgogliosi della nostra bandiera, dell’Aquila di San Venceslao, ma allo stesso tempi ci emozioniamo quando, come oggi, assistiamo all‘alzabandiera del tricolore. Perché noi vogliamo essere i custodi dell’Autonomia dentro un Paese unito e plurale, nel cuore di un’Europa che pur nelle difficoltà del momento, rimane il traguardo di tutti. […]

Diversamente dall’Alto Adige, in Trentino l’accozzaglia di partiti “locali” ricopia in toto la partitica nazionale, mefitica e mafioseggiante, alla quale l’autonomia dà un’apparenza di sobria attitudine al buongoverno. In realtà, in termini partitici, anche il Trentino è una lottizzazione continua. Ed allora, anche per cristiana e devota convenienza, bisogna dare l’idea di una autonomia forte, ma legata al cuore dell’Italia e protesa al cuore dell’Europa.

Manca un accenno all’Onu ed al buongoverno mondiale, alla prospera Federazione Intergalattica di Alfa Centauri, all’Intesa con il Popolo Klingoniano e poi Dellai potrebbe impartire una laica Benedizione Universale, come fosse il Patriarca Intergalattico dell’Autonomia. In fondo, per la inauguranda caserma dei carabinieri, ci ha messo un “importante e decisivo contributo finanziario”.

 

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