7 Comments

  1. Cagliostro
    18 Gennaio 2015 @ 16:57

    @redattore,
    e tutto questo dopo averla ‘ricomprata’ (la caserma, ndr) versando 240mila Euro, aver sborsato decine di migliaia di Euro in parcelle legali e spese per perizie farlocche, aver sostenuto battaglie defatiganti con codazzo di oneri, rimborsi spese e quant’altro, non aver considerato il principio del ‘lucro cessante’ e quello del ‘danno emergente’ in svariate fattispecie, aver alienato (si fa per dire!) ben sei appartamenti in centro paese, appena ristrutturati, alla ‘esorbitante’ cifra di Euro 66.000,oo complessivi (prezzo pattuito 121.000,oo Euro, che però appaiono soltanto virtuali giacché, dal computo, bisogna sottrarre circa 55.000,oo Euro per un mutuo a suo tempo contratto dal Comune a fronte della ristrutturazione, decurtato per circa 27.000,oo Euro e, per altrettanta parte non accollato dall’acquirente ATER e rimasto pertanto sul groppone del nostro Ente Comune). Se questo si chiama gestire la Cosa Pubblica in modo lungimirante… Ora, poi, a completamento del quadro idilliaco, bisognerà provvedere alla manutenzione straordinaria (oh! come fanno tristezza quelle foto!!) così come sopra documentato. E, alla fine, che fare dell’immobile?
    NB Ovvio che parte delle sopraindicate responsabilità sono da ascrivere anche ad alcune amministrazioni pregresse delle quali l’attuale compagine costituisce però una ideale continuità e contiguità…

  2. Contribuente
    18 Gennaio 2015 @ 17:52

    La mia semplice domanda che mi frulla per la testa alla visione e lettura di quanto sopra è la seguente: se fossero stati beni immobili di loro proprietà si sarebbero comportati con altrettanta leggerezza?
    Se la risposta dovesse essere positiva allora credo sia doverosa una visita medica specialistica.
    Non aggiungo altro ……
    Buona sera

  3. Lozzese curioso 2
    19 Gennaio 2015 @ 10:40

    A questa altitudini in zona esposta non ci vanno le canadesi:tutti lo sanno,o quasi!

  4. Cagliostro
    19 Gennaio 2015 @ 12:57

    @Contribuente,
    dubbio ‘amletico’ per chi non ha seguito da vicino l’evolvere della intera vicenda; dubbio più che giustificato… Credo però che, conoscendo da vicino i personaggi coinvolti e vedendo come hanno gestito i loro ‘affari’, la risposta viene naturale: una cosa è la gestione delle risorse pubbliche, ben altra cosa è la gestione del proprio patrimonio personale… Lei deve sapere che l’eminenza grigia (nera?), all’epoca, sosteneva che l’affare andava fatto con urgenza, visto che c’erano tre o quattro privati disposti a competere…Si legga la intera storia scritta, a suo tempo, anche su queste pagine e così capirà il capzioso ragionamento ‘giustificatorio’ portato avanti dal borgomastro, sulla base di una perizia farlocca che lui sosteneva essere stata asseverata perché commissionata dal Tribunale. Tale perizia era stata, invece, commissionata dal Comune (precedente amministrazione) e pertanto non era asseverata e risultava molto ‘approssimativa’ e con valori, a mio avviso, semplicemente esorbitanti. Valore del rudere, vado a memoria, Lit 1,1 miliardi, valore del cespite ristrutturato 1,750 miliardi. Pertanto, l’incremento di valore per effetto della ristrutturazione veniva fissato in 650milioni. Il borgomastro vantava così il merito di aver fatto un affare in quanto il ‘riscatto’, ossia la pretesa dell’Istituto creditore era di molto inferiore a detta cifra. Se non ricordo male, Euro 240mila ossia Lit.464.703.800.- Bel modo di ragionare, comunque!! Se non ci fosse stata la iscrizione ipotecaria, con la intervenuta revoca della concessione (amministrazione Del Favero), il cespite sarebbe rientrato nella disponibilità dell’Ente Comune senza sborsare il becco di un quattrino. Un modo di ragionare, come si vede, tendente a coprire le responsabilità di chi aveva concesso l’iscrizione del pregiudizio ipotecario atto a finanziare lo stesso concessionario. Cose da pazzi!! E poi, questo non sarebbe DANNO ERARIALE da imputare a chi, a suo tempo, ha così bene gestito la Cosa Pubblica??!! Altre, innumerevoli considerazioni si potrebbero fare sulla intricata, penosa vicenda. Credo però di aver delineato le linee essenziali dell’inghippo nel quale è incappato il nostro Comune e quindi penso di aver soddisfatto la Sua curiosità. Disponibile, in ogni momento, a soddisfare ogni altra ‘curiosità’ riferita alla ‘Montiglio’…

  5. bitter fruit
    19 Gennaio 2015 @ 21:23

    @Cagliostro: “NB Ovvio che parte delle sopraindicate responsabilità sono da ascrivere anche ad alcune amministrazioni pregresse delle quali l’attuale compagine costituisce però una ideale continuità e contiguità”.La responsabilita’ va ascritta, a mio parere, all’amministrazione che forse in buona fede e senza le dovute e opportune verifiche del caso ha “consegnato” le chiavi della Montiglio a terzi, diventando peraltro garante con l’iscrizione ipotecaria a favore della banca. Il peccato originale, come gia’ ho voluto ribadire, proprio qui, alcuni mesi fa, NON e’ certo di questa amministrazione. La frittatona era stata fatta allora e tutti quelli che son venuti dopo si son trovati “IL PROBLEMONE”. Che l’attuale amministrazione sia la continuita’ di quella di allora….mah non ne sono proprio convinto, vai a vedere chi era il sindaco uscente nell’80, lista contrapposta e perdente, a quella che poi ha “consegnato” la caserma. Ma torniamo ai giorni nostri. Secondo te era meglio lasciarla ai privati? Probabilmente hai ragione tu, considerato i costi di ristrutturazione ecc. Comunque i citati “privati” potrebbero farsi sotto adesso e “portarsela a casa” ad un prezzaccio. Scusa, mi spieghi questo tuo passaggio? C’e’ qualcosina che mi sfugge. Io NON sono un profondo conoscitore della vicenda. “Se non ci fosse stata la iscrizione ipotecaria, con la intervenuta revoca della concessione (amministrazione Del Favero), il cespite sarebbe rientrato nella disponibilità dell’Ente Comune senza sborsare il becco di un quattrino”. SENZA L’ISCRIZIONE IPOTECARIA? Ma SENZA, e tu lo sai meglio di me i lavori di ristrutturazione NON sarebbero nemmeno iniziati e la cosa sarebbe finita la’. La banca NON avrebbe prestato una lira. Intendevi dire questo? Oppure? Grazie in anticipo di un tuo riscontro chiarificatore,(sicuramente a me sfuggono delle cose),e scusa per il tono confidenziale, ma tra “blozziani” ….

  6. Cagliostro
    20 Gennaio 2015 @ 10:15

    @bitter fruit,
    l’iscrizione ipotecaria è intervenuta molto dopo l’atto concessorio. Il concessionario ha richiesto il favore per finanziare l’investimento già in atto ed il Comune ha compiuto una autentica idiozia accettando di offrire il cespite quale garanzia reale all’Istituto finanziatore. Credo che nessuno, provvisto di un minimo di buon senso, avrebbe accettato una cosa del genere; si poteva benissimo obiettare: “Amico caro, questo esula dai compiti dell’Ente Comune, tu puoi benissimo offrire in garanzia all’Istituto che ti sta finanziando uno dei tuoi tanti cespiti immobiliari che possiedi”. Questo, tanto più che nel contratto di concessione gratuita, l’unica clausola dirimente era quella dell’utilizzo a scopi di divulgazione turistica, senza alcun altro onere o corrispettivo.
    Per inciso, nella delibera che accettava la richiesta della garanzia (Comune ‘dante ipoteca’) c’era perfino scritto che, in caso di insolvenza dell’obbligato-concessionario, il Comune si sarebbe sostituito nel pagamento delle rate insolute… Cose veramente macroscopiche!! Già implicitamente si prevedeva la difficoltà e si vaticinava perfino un nuovo ‘soccorso’. Ora dimmi tu se questo modo di operare non rappresenta, quanto meno e ad essere generosi, un certo grado di dabbenaggine (volendo escludere altre ipotesi più gravi). Ecco perché dico che l’assunto dell’attuale borgomastro non sta in piedi circa il presunto buon affare fatto con il riscatto. Buon affare, a suo dire, giustificato dal minore esborso rispetto all’incremento di valore subito dall’immobile per effetto della ristrutturazione. Leggiti la storia della famosa perizia e così capirai meglio a che punto si era arrivati…In definitiva, se non ci fosse stata la dabbenaggine non ci sarebbe stata neanche la necessità del riscatto, o no? Senza contare tutto il corollario intricato della vicenda (svendita appartamenti, garage, loculi ecc.).Insomma, e’ chiaro che se non ci fosse stato il pregiudizio ipotecario, sarebbe bastata la revoca della concessione, completata nel suo intero iter con ingiunzione, precetto e quant’altro(e non come fatto dalla amministrazione dell’epoca che fece le cose a metà), per rientrare nel pieno possesso del cespite e nella piena titolarità della proprietà.
    Credo di essere stato esaustivo almeno nelle cose essenziali… Resto comunque a disposizione per eventuali altri chiarimenti…
    PS Concordo con te sulle responsabilità pregresse, che credo comunque di aver evidenziato a dovere. Sulla continuità e contiguità della compagine 2004/2009 con certe amministrazioni precedenti, le prove ci sono, eccome se ci sono!! Ma questo può costituire oggetto di un’altra puntata dove potrebbero essere descritte certe processioni effettuate in laguna…

  7. bitter fruit
    20 Gennaio 2015 @ 20:24

    @Cagliostro:grazie.