giornata per la carità del papa, ossia della gioiosa macchina delle offerte

Oggi, 24 giugno, è la Giornata per la carità del Papa: le offerte raccolte verranno destinate dal pontefice alle sue opere di carità. Per efficienza ed efficacia la macchina drenante soldi della chiesa non è seconda neanche ad Equitalia. La contribuzione, se non altro, è su base (quasi) volontaria.

C’è sempre un sovrano assoluto, il papa, perché così è (del resto va considerato che la Legge fondamentale introdotta da Wojtyla recita “il sommo pontefice, sovrano dello Stato Città del Vaticano, ha la pienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario” il ché, considerata la sua infallibilità sacramentale, mi pare il minimo …), che si affida alla carità dei fedeli sparsi in ogni angolo del mondo, ma il fine è ovviamente nobile, al netto delle spese vive, ossia la raccolta della pecunia da destinarsi alle opere di carità di sé medesimo. Un’operazione dall’aria velatamente autoreferenziale.

Domenica la colletta per le opere di carità del Papa

Il 24 giugno è la giornata promossa dalla Cei: le offerte raccolte nelle chiese verranno destinate dal pontefice alle sue opere di carità

Domenica 24 giugno, nell’imminenza della solennità dei Santi Pietro e Paolo, si celebra la Giornata per la carità del Papa, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana in collaborazione con l’Obolo di San Pietro e con il sostegno di Avvenire, dell’Agenzia Sir, di Radio InBlu, di Tv2000 e dei settimanali della FISC.

In tutte le chiese in cui si celebra l’Eucaristia saranno raccolte offerte che il Papa destinerà liberamente alle sue opere di carità “portando nel cuore, – ricorda una nota della Cei – come pastore della Chiesa universale, le necessità del mondo intero. […]

Non ho potuto fare a meno di pensare al capitoletto in Sua Santità dedicato da Nuzzi a “La gioiosa macchina delle offerte“, in particolare alla lettera con allegato assegno di 10.000 euro che il 21 dicembre scorso il giornalista (così dicono) Bruno Vespa indirizza per le opere del papa: «Anche quest’anno, mi permetto di farle avere a nome della mia famiglia una piccola somma a disposizione della carità del papa. Auguro a Sua Santità e a lei, caro don Giorgio, di trascorrere un sereno Natale e un anno di proficua missione». Il vespone nazionale aggiunge poi in calce: «Quando possiamo avere un incontro per salutare il Santo Padre? Grazie».

E pensare che qui a Lozzo di Cadore c’è chi l’ha visto e gli ha potuto parlare gratis. Viste le tariffe in voga, un vero miracolo.

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