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  1. Cagliostro
    3 marzo 2013 @ 20:19

    @redattore,
    ‘porto delle nebbie’, così un tempo veniva definito il tribunale di Roma. Ma la definizione vale anche, forse, per certa magistratura contabile. Quanto descritto da ‘Il Fatto’, se provato, sarebbe di una gravità inaudita. Qualcuno, tempo fa, mi ha raccontato della sua esperienza fatta presso la procura veneta della Corte dei Conti, esperienza estremamente negativa, sia in punto di diritto, sia in fatto di assicurazioni ottenute, poi platealmente smentite dopo presumibili interventi ‘esterni’. Così, evidentemente, vanno le cose in questa Italia caduta così in basso…Si volle snellire le procedure ed i controlli (leggi: riforma Bassanini) e si abolì il CORECO. Senza quest’ultima, necessaria, istanza di controllo, soprusi, illeciti, arroganza del potere l’hanno fatta, da allora, da padrone nella P.A. di molte realtà.
    E’ questa la modernità e maggior correntezza nelle procedure? O, non piuttosto, questa ‘modernità’ si è rivelata una “mano libera” a chi voleva e vuole operare in modo autoritario e non commendevole?