6 Comments

  1. Osteria
    14 Gennaio 2015 @ 11:19

    Leggendo l'”AVVISO D’ASTA PUBBLICA PER LA LOCAZIONE DEL PUBBLICO ESERCIZIO
    DENOMINATO “BAR-RISTORANTE AI PELLEGRINI”” ritengo alquanto ottimista se non utopico, pensare che qualcuno si “imbarchi” per 6 anni in un’avventura simile… Soprattutto visti i risultati delle ultime gestioni. Dispiace constatare che dal Palazzo non giungano segnali positivi atti a promuovere l’imprenditorialità soprattutto giovanile (vedi canone mensile, durata locazione ecc.). In tal senso, per evitare di innescare una concorrenza sleale nei confronti delle attività già avviate in paese, il palazzo dovrebbe rivolgersi prima di tutto alle gestioni già attive, creare una sinergia “dall’alto” e puntare alla diversificazione dell’offerta per garantire la sopravvivenza del centro abitato di Lozzo. La comunicazione agli istituti di formazione professionale si effettua con un click…

  2. Attilio Bianchi
    16 Gennaio 2015 @ 16:29

    @Osteria: mi spiace che tu non abbia capito che è fatto apposta per creare difficoltà alle attività esistenti. La prova del nove sta nel fatto che abbiano acquistato per 25.000 euro attrezzature da cucina con i soldi di tutti non per agevolare qualcuno ma per mettere il più possibile il bastone tra le ruote agli esistenti. E’ come se acquistassero attrezzature per falegnameria e affittassero uno spazio pubblico per aprire una falegnameria ….. e la lista delle ipotesi e delle professioni, come salta agl’ occhi, potrebbe essere molto lunga. Se non avessero acquistato le attrezzature avrebbero potuto smantellare tutto ed affittare i locali per far in modo che qualcuno potesse aprire uno spaccio di abiti e scarpe, oppure una ferramenta o qualcosa che non c’è in paese e che avrebbe servito meglio le esigenze dei paesani. Stai tranquillo che comunque qualche tordo lo trovano sicuramente anche perché sarebbe eclatante, con tutti i problemi e le ristrettezze odierne, giustificare la spesa succitata di 25.000 euro. Se poi dovesse fallire l’ asta, cosa a cui non credo, ci sarebbe sempre la seconda via, quella pubblica-associazionistica e i tre soggetti abili a tale scopo possono essere la Contro-loco, i Cacciatori o i neo-nati Fatti di Lozzo. I soldi delle attrezzature di sicuro non tornano più indietro e sul mercato odierno il valore del tutto sarebbe di 15.000 euro circa, sempre trovando il compratore interessato….. chi vivrà vedrà caro Osteria… fatto sta che con queste politiche del consenso senza senso il paese oramai è al collasso, almeno dal punto di vista commerciale. Il continuo uso sempre più sostanziale degli anticipi di cassa non fanno ben sperare pensando ad altri 4 anni di questa fallimentare gestione del paese.

  3. Contribuente
    18 Gennaio 2015 @ 10:22

    Carissimo Attilio, mi fa sempre un gran piacere leggerti. La semplicità e la facile comprensione dei tuoi scritti sono percepibili e intuibili anche ai bimbi della scuola materna.
    Idem per le considerazioni esposte.
    Queste considerazioni e qualunque altra esemplificazione non sembra però essere percepita o raggiungibile dai cervelli locali che ci amministrano, nonostante titoli di studio, stellette e altro.
    Da cittadino contribuente (perchè se non contribuissi con le tasse poco me ne importerebbe) mi è difficile pensare che, nella situazione attuale, una nuova apertura dell’ex ristorante Pellegrini possa dare una resa tale da garantire la copertura economica di stipendi, affitti e spese varie.
    Idem per una eventuale riapertura dell’ex caserma di Sora Crepa. Sai le decine e decine di migliaia di euro, se non centinaia di migliaia di euro, che dovrebbero essere investite nuovamente per poter aprire al pubblico questo immobile? A fronte di pochissimi giorni di frequentazione dei turisti con una via di accesso disastrata? Chi sarebbe quel pazzo da fare investimenti in questo senso? Meglio sarebbe che cedano, anche gratuitamente, a chicchessia, questo stabile e che smettano di spendere inutilmente denaro pubblico che potrebbe essere più saggiamente ed utilmente speso.
    Il comune è un ente pubblico che deve erogare servizi, non deve fare investimenti del tipo privatistico.
    Come hai anche già evidenziato i conti non li sanno fare, il fotovoltaico alle scuole ne è un esempio.
    Ma piuttosto che ammettere errori, avanti a capofitto nella emme fino in fondo, tanto, come più e più volte scritto, paga sempre pantalone.
    Questi dovrebbero essere cacciati, anzi, per pudore, dovrebbero andarsene da soli, ma si sa il potere, ed annessi, fanno comodo.

  4. Reinhard Heydrich
    18 Gennaio 2015 @ 11:21

    @Contribuente,
    mi permetto di interloquire per dirti che poche volte ho trovato una diagnosi così puntuale come la tua su alcuni essenziali ‘punti dolenti’ di questa Amministrazione composta in gran parte da arroganti, incapaci, saccenti e distruttori di ogni principio di sana conduzione di un Ente Pubblico. Per salvaguardare testardamente la sedia su cui poggiano due terga (leggi: duo di Piadena) incollate con l’Attak, questi sono capaci di tutto, manovratori indefessi di una Pubblica Opinione disattenta, amorfa, credulona… Ora sarà interessante vedere dove andranno a racimolare le risorse per rifare il manto del tetto (costo sicuramente sull’ordine di svariate decine di migliaia di Euro). Sarà interessante poi verificare cosa succederà con la vicenda giudiziaria ‘Coffen’ (vedi condanna in primo grado). In Primavera scadranno i termini per un ‘deprecabile’ ricorso (altro schiaffo in arrivo?). E dove andranno a reperire i fondi per spese legali, spese di giudizio già ammontanti ad oltre 7000,00 Euro? Ecco dove vanno a finire le imposte tue, mie e di tutta la comunità, caro ‘Contribuente’!! Che tale situazione sia frutto di insipienza, dabbenaggine, arroganza, saccenza (o di tutte queste cose messe insieme) poca importa; il risultato è che ‘loro’ mantengono ‘careghe’ e prebende varie, si pavoneggiano forti di un consenso (comunque in vertiginoso calo) ‘frodato’ ad elettori per lo più creduloni ed ignari delle… manchevolezze e delle storture. Ed in questo desolante quadro, pantalone… paga, paga e continua a pagare.

  5. Cagliostro
    18 Gennaio 2015 @ 12:02

    @Contribuente,
    per completezza di informazione ed a beneficio di tutti coloro che avessero la memoria corta, occorre precisare che, con riferimento soltanto alla vicenda ‘Caserma Montiglio’ (trascurando ogni altro ‘evento deleterio’ imputabile a lor signori), la scelta del ‘riscatto’, contrabbandato a suo tempo come operazione vantaggiosa, è costato Euro 240.000,oo versati a tacitazione all’Istituto creditore; nel computo poi non vanno trascurati oneri di corollario ingenti, anche se difficilmente quantificabili (spese legali per la querelle giudiziaria con più pronunciamenti del tribunale, spese periziali anche artatamente motivate, mancata remunerazione del capitale investito e degli oneri sostenuti, svendita degli appartamenti in Centro per reperimento parziale risorse a copertura di un piano finanziario di spesa mai redatto in termini tassativi e vincolanti, ect. ect.). Ed ora l’onere per la manutenzione straordinaria del tetto, senza contare le eventuali altre anomalie prevedibilmente riscontrabili nella struttura sia esterna-crepe evidenti- che interna…Senza contare che ancora nulla si sa sulla definizione tombale della controversia con il vecchio “concessionario”. Quando si dice… ‘Trasparenza’!!! Queste sarebbero le oculate gestioni della Cosa Pubblica da parte dei due compari che detengono le chiavi del Palazzo… Si vantano tanto degli abbuoni ottenuti dalla Banca, che è comunque uscita dalla vicenda ‘pulita ed immacolata’ recuperando il proprio capitale e declinando ogni e qualsiasi possibile responsabilità passata, presente e futura, ma non mettono nel conto che il discutibile e peloso abbuono, supposto che anche ci fosse stato, è in ogni caso già ampiamente annullato tenuto conto dei danni successivi e di quelli insorgenti. Così vanno le cose a Palazzo Venzo…In modo molto approssimativo ma in ogni caso vicino alla realtà, credo che la cifra di oltre 600 mila Euro inizialmente vantata dalla Banca creditrice sia stata dal nostro Comune, nei fatti, ormai di molto superata, tenuto conto di ogni corollario di oneri già sostenuti, mancati introiti e danni incombenti. Il tutto senza alcuna credibile ipotesi e prospettiva di valido utilizzo del cespite in questione.

  6. Cagliostro
    18 Gennaio 2015 @ 12:19

    @Redattore,
    ho letto il bando per il Ristorante ai Pellegrini… Ma questi signori credono proprio, come diceva un certo pregiudicato brianzolo, che la gente abbia “una cultura da seconda media inferiore” e possa essere turlupinata in tutta tranquillità. Può darsi che qualche gonzo abbocchi ma ritengo che le argomentazioni di ‘Contribuente’ in proposito siano molto pertinenti e giustamente motivate…Siamo veramente in mano ad una compagine, a dir poco, fuori dalla realtà, oppure composta da gente che, per dirla con un adagio ora tanto in voga,”o c’è o ci fa”. Con questi chiari di luna, sarà facile prevedere che il ristorante resterà chiuso vita natural durante, oppure, bene che vada, sarà oggetto di brevi tentativi gestionali che ne sviliranno sempre di più la nomea del ‘marchio’.