17 Comments

  1. frank
    13 Ottobre 2011 @ 09:21

    Quando non si sa più cosa fare, basta la parola (come il confetto Falqui)

  2. Cagliostro
    13 Ottobre 2011 @ 17:41

    caro redattore,
    riprendo a scrivere su questo blog dopo un lungo silenzio dovuto a svariate motivazioni di indole per lo più personale. Si tranquillizzi pertanto l’ignoto estensore di anonimi, estivi dileggi giacché il mio silenzio non era (e non è) dovuto alla sua misera ed intemerata ‘sicumera’ di epiteti e di offese: ci vuole ben altro di serio e documentato per zittire il sottoscritto…Al suddetto impavido e coraggioso ‘signore’ riservo soltanto il cristiano compatimento e la dantesca considerazione del ‘guarda e passa e non ti curar di loro’. Rilevo, ad ogni buon conto, che la grafia dell’intemerato ‘scrittore’ è nota da tempo nei pubblici uffici, segno evidente di una certa consuetudine con spregevoli sistemi di ‘occulta’ diffamazione.

    Ciò detto, egregio redattore, desidero svolgere alcune considerazioni sul tuo odierno ‘fondo’ dal titolo “Parlamerdaio che conosciamo…”. Ti dico subito che, forse per la prima volta, dissento da te sia per la forma che per la sostanza del tuo intervento. Capisco lo scandalo che l’attuale deprecata situazione delle nostre Istituzioni sta mettendo in luce da tempo (e mai come in questi giorni assistiamo al calpestamento delle più elementari norme costituzionali…) ed anche comprendo il tuo stato d’animo nell’analizzare eventi così disdicevoli. Consentimi però di dirti con schiettezza che non condivido l’uso di una frasario non consono e non abituale alla tua briosa penna. Lascia che certe espressioni le usi soltanto il Re di denari di Arcore che ormai ci ha -ahimè- abituati alla…scompostezza comportamentale e linguistica.

    Per quanto riguarda poi la forma, la sostanza politica, debbo dirti con sincerità che non si può, specialmente nell’ora presente, essere cerchio bottisti, altrimenti si rischia di cadere nel qualunquismo… Per quante colpe possano essere addebitate alle minoranze (tutte!) per l’azione passata e per una presunta inefficacia dell’azione oppositoria, ti rammento che il raffronto e la equiparazione non reggono!!! E ciò sia in dignità e decoro che per la preparazione tecnica ed amministrativa nella conduzione delle Istituzioni. Il tanto vituperato Padoa-Schioppa, il tanto vituperato Prodi erano fior di esperti che avevano incrementato l’avanzo primario e ridotto di 14 punti il debito pubblico. Ora il mago del Cridola ci dice ad ogni pié sospinto che lui ha tenuto in ordine i conti pubblici…Fosse vero!! Il debito pubblico ha raggiunto la soglia di 1910 Mld di Euro (oltre il 120% del Pil) e non c’è traccia di alcuna politica per la ripresa. E Tremonti non è certo il peggior soggetto dell’attuale bigoncio ministeriale…

    Al di là di certa squallida cialtroneria e di conclamata inettitudine dimostrata da molti degli attuali manovratori dell’italico ‘vapore'(ma stanno davvero manovrando? E per chi se non per loro stessi e per il loro personale tornaconto?), la situazione di sfascio delle nostre Istituzioni, della nostra economia, della nostra finanza pubblica, dei nostri servizi essenziali (sanità, scuola, giustizia, trasporti)è sotto gli occhi di tutti. E sono 8 anni su 10 che questi dilettanti sgovernano il nostro paese! Ora poi l’immobilismo regna sovrano ed il Parlamento legifera prevalentemente nella salvaguardia degli interessi di uno solo o, tutt’al più, della casta che lo sostiene. Faccio alcuni esempi per mettere in luce l’attuale degrato ed immobilismo di cui stanno dando prova i nostri (s)governanti. Le ragioni della protesta delle tre opposizioni che siedono in parlamento possono essere sintetizzate in alcuni episodi di cronaca politica, forse non sufficientemente nota al grande pubblico:

    a) decreto sulla missione libica, scaduto il 30/9/11 e non rinnovato per non dispiacere alla Lega (si continua senza copertura!!):
    b) mancata designazione del successore di Draghi sempre per evitare di mettersi in rotta di collisione con Lega e Tremonti;
    c) mancato varo del DDL sulle intercettazioni (tanto caro ed utile al Presidente del Consiglio) ma ora accantonato per timore di una sonora bocciatura;
    d) decreto sullo sviluppo quanto mai urgente e promesso già un mese fa e non ancora predisposto per insanabili contrasti sulla politica economica

    E tutto questo avviene in un contesto drammatico con la nostra povera Italia sull’orlo del baratro…
    Si è mai vista tanta inettitudine a memoria d’uomo? Siamo lo zimbello del mondo intero…Quel piccolo uomo che ci guida (è puro eufemismo) ci costa almeno 150 punti base di spred. Non è ora che si tolga di mezzo?
    Ritengo che sia perfettamente inutile fare raffronti fra difetti e mancanze di qualità della Maggioranza e delle Opposizioni. Ora abbiamo solo da valutare drasticamente il contingente e non è certo il re del Bunga bunga che ci tirerà fuori dai guai: lui ha ammesso di governare “a tempo perso”…

  3. grd1153
    14 Ottobre 2011 @ 13:05

    Caro Cagliostro,
    leggere i tuoi scritti è un piacere.
    Ricordo le parole del presidente di confindustria che piange i nostri indutriali che all’estero vengono derisi.
    Basta poi che noi stessi andiamo all’estero e ci viene chiesto come facciamo a votare qualcuno che pensa solo ad una cosa, che non è l’Italia.
    Spero che questa sera accendendo la TV possa sentire la notizia che tutti aspettiamo ……

  4. pensionato
    14 Ottobre 2011 @ 16:53

    Cagliostro no son mai stou daccordo con te, ma sta ota te a dito parole sante!

  5. Danilo De Martin
    15 Ottobre 2011 @ 10:35

    @grd1153,
    “Pecunia non olet” e nessuno all’estero deride gli industriali italiani, come nessuno deride i ricercatori italiani se fanno bene, come fanno, il loro mestiere. Può esserci un vasto senso di compatimento della nostra situazione di sudditi, questo sì e non da ora, ma in Giappone, per fare un solo esempio, vanno ancora in brodo di giuggiole per le scarpe italiane (incomprensibilmente ma è così), indipendentemente da chi governa il Paese. Un secondo fa mi è capitato sotto gli occhi “Tunnel: la romana Seli leader in India“, tanto per dire. Certo sui mercati non siamo più così bravi come una volta, ma con la possibilità di ricorrere alla svalutazione (vedi gli “statisti” Amato e compagni) anche mio nonno avrebbe rimesso in piedi l’Italia.

  6. Danilo De Martin
    15 Ottobre 2011 @ 13:42

    @Cagliostro, io sono sempre qui ed accolgo tutte le critiche. In questo caso resto della mia idea: questa sinistra è una merda. Ed è profondamente correa della situazione in cui si trova l’Italia. Di argomentazioni a sostegno di quanto detto ve ne sono a bizzeffe, tanto di fonte “sinistrorsa” che “destrorsa”.

    Per quanto riguarda lo stile riferito al “basta la parola”: “I radicali sono degli stronzi… stronzi… galleggiano senz’acqua”. pronunciato ieri alla Camera dei Deputati dalla Rosy nazionale, vice-presidente della stessa. Non vuol dire quasi nulla ma, dai, se lo fa la “Verginella parlamentare”, potrò prendermi anch’io, rozzo e villico montanaro, questa libertà?

    Riguardo poi al 120% del rapporto debito/PIL. Essendo abituato a guardare i “da dove veniamo”, riporto il grafico dell’andamento del rapporto dal 1994. Non v’è dubbio che, nell’insieme, con il governo di CDx si abbia avuto un aumento di tale rapporto maggiore di quello determinatosi con il CSx, ma il primo Prodi si è distinto per un aumento (+3.8%, in linea con quello precedente di Dini +2.1%) ed il successivo (Prodi II) ha uno scarto dello 0,4% . Se poi si guarda al Berlusconi II e III (alla fine del quale si è avuto un contenuto aumento del rapporto di 1.6%) si può notare come varia ciclicamente la “contingenza” e, conseguentemente, come sarebbe stato “facile”, uscendo di scena il dicembre del 2003, tirare la conclusione che tale rapporto era stato ridotto del 4.2%. Poi è giunto il 2008 e ci si dovrebbe ricordare che Lehman Brothers ha strappato le mutande a tutti i governi occidentali. Non credo, neanche sotto tortura, che questa sinistra avrebbe affrontato meglio l’onda di crisi che si è profilata e che tuttora condiziona la ripresa della crescita.

  7. Cagliostro
    15 Ottobre 2011 @ 17:39

    Caro Danilo,
    lungi da me la volontà di fare del moralismo o di erigermi a docente di Economia e Finanza (a questo scopo basta ed avanza il Mago del Cridola per indottrinare noi piccola e povera plebe…). Io resto dell’avviso che questi signori dimostrano ogni giorno di più quanto sono imbelli. In questi 17 anni ne abbiamo viste di cotte e di crude. Al di là della assoluta carenza (meglio dire assensa) di decoro, basti vedere come la demagogia l’abbia fatta da padrona, e ciò soltanto considerando il periodo dal 2008 ad oggi. Riagguantato il potere grazie alla prosopopea ed alla tronfia dabbenaggine di tipi come Dini e Mastella da un lato e Bertinotti dall’altro, il re di denari ha ricominciato a pavoneggiarsi dall’alto della sua ‘imprenditorialità’ (docenti Dell’Utri, Previti ecc. ed ora i vari Lavitola e Tarantini) volendo distinguersi dai suoi ‘incapaci’ avversari. Ecco allora la difesa ad oltranza dell’Alitalia che doveva essere italiana a tutti i costi. Risultato: ora il gruppo dei salvatori ha spolpato la nostra compagnia di bandiera che verrà ceduta comunque alla Francia senza che la compagnia d’oltralpe muova ora un dito e senza che la medesima si accolli i debiti (come avrebbe fatto all’epoca di Prodi).
    Intando la compagnia smobilita, piloti e personale per strada e circa 3,5 miliardi di Euro buttati alle ortiche. Per non parlare poi dell’ICI abolita per differenziarsi sempre dalle ‘incapacità’ degli avversari (che avevano tolto il balzello soltanto per le classi medio-basse). Nossignori, bisognava togliere l’ICI a tutti (anche a chi possedeva e possiede dimore da nababbi). Risultato: sono mancati all’appello nelle casse degli Enti locali fior di miliardi ed ora la Banca d’Italia suggerisce la reintroduzione di detto tributo-imposta a prescindere dal reddito.
    E l’elenco potrebbe continuare…Fermiamoci soltanto ad una considerazione: con un governo del genere (ben peggiore perfino del periodo andreottiano, il ché è tutto dire)non si può sperare di risollevarsi. Ed i ‘fanfaroni’ lo hanno dimostratro anche ieri: un’ora dopo la salvezza (ma sarà poi salvezza durevole? io ne dubito fortemente) ottenuta con la fiducia basata sulla ‘fifa’ di qualche centinaio di parlamentari di perdere il vitalizio, ecco la mercede passata ai servi sciocchi (due viceministeri e due sottosegretariati, alla faccia del taglio ai costi della politica). Ma si può essere più scellerati ed indecorosi di così??!! In tanto squallore, ho pensato al vanaglorioso Pannella che ha mandato in fumo la possibilità di mandare a casa ‘Isso’ e nel far ciò ha perfino litigato con la Bonino. Ma un barlume di speranza è pur affiorato ed anche questo parla veneto: Giustina Mistrello Destro (ex sindaco di Padova) e Fabio Gava (potente ex assessore alla sanità veneta) hanno avuto una resipiscenza, non hanno votato la fiducia e sono usciti dal partito PDL (già era uscito anche Versace e l’ex capo dei responsabili). Che anche nella Maggioranza ci siano personaggi che hanno ragionato con il proprio cervello? Magari sarà solo calcolo politico, saranno forse marinai che agguantano l’ultima scialuppa prima del naufragio del Titanic, ma ciò appare come un presagio non del tutto negativo per il domani della nostra derelitta Italia…
    NB Ma vi rendete conto? Avete mai sentito il Capataz ammettere un suo errore? La colpa è sempre degli altri (Opposizione, Magistratura, Corte Costituzionale, Presidente della Repubblica, CSM, fuoriusciti dal PDL), mai un dignitoso e franco esame di coscienza…Ora anche il card. Bagnasco e Confindustria si sono smarcati.
    Personalmente penso che sarà la crisi socio-economica ha far piazza pulita di un tale individuo. Purtroppo però quello che è stato seminato nelle menti di molti italiani rimarrà per molto tempo ancora, il ‘berlusconismo’ non morirà (politicamente) con l’uscita di scena del suo fondatore. E questo sarà uno ‘spred’ grosso come quello parodiato da Crozza nelle vesti della Merkel.

  8. Cagliostro
    15 Ottobre 2011 @ 18:12

    @Danilo,
    il grafico da te prodotto mi sembra sia di fonte ‘Blomberg’, il magnate sindaco di New York, certamente non un grande ‘specchio’ di studio ed aderenza alla realtà fattuale. Basti considerare che la drastica riduzione del debito pubblico intervenuta con il governo Prodi (soprattutto nella seconda edizione) non è mai stata oggetto di contestazione degli studiosi italiani e degli specialisti stranieri della materia, così come per la entità dell’avanzo primario. Le cifre non sono pertanto opinabili (ed i grafici non sempre rispecchiano le vere realtà, soprattutto se provengono da fonti, per così dire, alquanto ‘leggere’). E non mi sembra che quanto descritto e da te riprodotto sia giustificato da un indubbio lascito, al governo del Re di Denari, di un debito pubblico ridotto sotto la soglia del 104%…E ciò con buona pace del superministro dell’Economia, delle Finanse, del Tesoro ecc. ecc.

  9. Cagliostro
    15 Ottobre 2011 @ 19:03

    @Grd1153. Grazie per il tuo apprezzamento. E’ sempre cosa gradita constatare che qualcuno ti legge volentieri e condivide il tuo modo di pensare. Questo vale soprattutto se contestualizzato con quanto da me scritto all’inizio del mio intervento circa il modo che taluno ha di dissentire e di esprimere tale dissenso inviando lettere anonime cariche di livore e di offese. Capisco che non si può piacere a tutti e neppure dispiacere a tutti. Certo consola che tra i miei 15 lettori ci sia almeno uno che manifesta condivisione; ciò prova quanto meno che non ho scritto e scrivo ‘fregnacce’ tali da meritare generale disapprovazione. Ancora grazie ed un cordiale saluto.

  10. Cagliostro
    15 Ottobre 2011 @ 19:14

    @pensionato,
    grazie per aver definito, magari con qualche esagerazione, ‘sante’ le parole da me scritte nel mio ‘redivivo’ intervento. Quello che però mi giunge strano è che tu non saresti mai stato in sintonia con me: non ti sembra che si tratti di definizione alquanto generica? A che cosa veramente ti riferisci? Dovresti spiegarti un pò meglio perché io possa, seppur sotto pseudonimo come fai tu, interloquire a ragion veduta. Perché, vedi, se si tratta di politica locale è un conto ed allora potremmo discuterne e trovare magari una qualche forma di intesa (fra persone civili si fa così). Se invece si tratta di questione di…’pelle’, beh allora le cose rimarrebbero allo stato di ripulsa, anche se il tuo attuale riconoscimento lo reputo onesto e quindi mi è comunque giunto gradito. Anche a te un grazie ed un cortese, ‘paesano’ saluto. P.S.-Se ti va, chiariamo ogni aspetto anche da queste colonne: io sono disponibilissimo al dialogo e ad ogni spiegazione.

  11. Danilo De Martin
    16 Ottobre 2011 @ 12:31

    @Cagliostro, in senso assoluto io mi fido solo di me stesso, ma se dovessi seguire con accanimento l’andamento dei dati finanziari su base mondiale, credo che non potrei rinunciare ai servizi della Bloomberg. Ad ogni buon conto i dati utilizzati per realizzare il grafico, lo si legge in basso a destra, sono tratti da fonte Banca d’Italia e Istat. Non solo, questo grafico è stato realizzato per dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, ed è scritto nel titolo, che l’attuale premier Berlusconi ha sul gobbone il “merito” di avere la paternità del 13.1% dell’attuale debito in rapporto ai premier rivali che si sono succeduti prima di lui (di sinistra), e che sono padri dell’aumento del debito “solo” per una quota pari allo 5,1%. Quello che volevo sottolineare, pur di fronte ad un grafico che manifestamente bastona i governi Berlusconi, è che il trend di crescita del debito è rimasto sostanzialmente contenuto fino al III governo Berlusconi, e che l’impennata si è avuta, come per tutti i paesi occidentali, dopo il crollo di Lehman. E non è che Zapatero in Spagna, di fronte a questi problemi, abbia potuto far niente di risolutivo, se non dimettersi.

    Per il resto non posso che concordare con il tuo pensiero, espresso anche su altri tuoi commenti a questo articolo, ritenendo questo governo inetto e divoratore del nostro futuro. Sulla necessità di mandarlo a casa nessun dubbio: i dubbi (atroci) nascono sull’alternativa a disposizione; diversamente da te trovo demenziale il tentativo di mettere assieme (vedi riunione interlocutoria di Vasto) acquasantissime, giustizialisti come i dipietristi (ghigliottinisti), moderati con tendenze liberiste e “bolscevichi” come i vendoliani, con l’intenzione di governare l’Italia. Immagina se a questa accozzaglia “di governo” metti di fronte un problema come il testamento biologico (che potrà anche non essere il primo dei problemi di questo Paese ma è un importantissimo argomento di confronto). Se poi ci mettiamo anche D’Alema che vorrebbe allargarsi al 60% … coinvolgendo il Terzo Polo, allora stiamo freschi.

    Solo per inquadrare Bloomberg (tenendo conto che la Repubblica non è più il mio quotidiano “di riferimento” dai tempi dell’ITI a Pieve, or sono 30+ anni fa):

    Grandi novità su la Repubblica.it, il primo sito d’informazione in Italia. Da domani mattina sarà online la nuova sezione Economia & Finanza con Bloomberg espressamente costruita per diventare un punto di riferimento fondamentale per la business community italiana e internazionale. La nuova iniziativa nasce da una partnership tra la Repubblica e Bloomberg per l’informazione finanziaria sul digitale ed è la prima effettuata dal gruppo americano al di fuori degli Stati Uniti. (la Repubblica 18 settembre 2011)

    Per finire e per avere un ulteriore dettaglio sull’andamento del debito pubblico, avevo già segnalato una efficace infografica con le percentuali del debito rispetto al PIL e la successione dei diversi governi realizzata da Linkiesta. Provo a postarla rimpicciolendola.

  12. Cagliostro
    16 Ottobre 2011 @ 14:15

    @Danilo, in un dialettico confronto sui temi socio-economici e sulle analisi delle responsabilità da addossare a tizio piuttosto che a caio in fatto di degrado generale (ed italiano in particolare) non ci piove che ciascuno di noi può accampare argomentazioni e giustificazioni a sostegno delle proprie tesi e ciò fino allo sfinimento. Forse si tratta di fatica e di esercizio alquanto inutile dato il baratro in cui siamo già caduti (mi era venuto spontaneo dire “in cui stiamo precipitando” ma il tempo presente deve, purtroppo, essere sostituito ormai dal ‘passato prossimo’).
    Quello che è importante è la tua condivisione sulla analisi attuale dei nostri mali. Io non ho sposato nè Prodi nè tanto meno Berlusconi, con tutto il corollario di loro sostenitori. Constato comunque che non si può parlare genericamente di governi di ‘sinistra’ quando, fino al 1993-94, abbiamo avuto soltanto governi di pentapartito con predominio democristiano e socialista (ad eccezione del periodo ’76-79).
    Se nella eventuale compagine caldeggiata da D’Alema (del 60%) ci sarebbe dentro un po’ di tutto (riedizione dell’Unione, peggiorata con la presenza del così detto Terzo Polo?), va precisato che l’accozzaglia attuale è composta da pseudo liberali, da fascisti e post-fascisti, da ex democristiani, da ex socialisti, da ex socialdemocratici, da ex repubblicani e perfino da ex comunisti; poi ci sono le truppe cammellate ex Fininvest e tutti i seguaci di ogni risma del Re di Denari. Ecco perché non si riesce a combinare niente di buono per gli Italiani: ognuno è portatore di interessi magari confliggenti e quindi da qui deriva l’immobilismo e l’affarismo di Stato (preordinato alla cura di interessi particolari e/o di lobbies). Io penso che un governo di larghe intese è giustificato soltanto se la sua durata sarà limitata all’essenziale per riformare questa immonda legge elettorale e per adottare provvedimenti urgenti in materia economico-finanziaria tali da tamponare i pericoli più immanenti di ‘default’. Poi ognuno per la propria strada e che…vinca il migliore.Ciò, tra l’altro, potrebbe significare una immagine più positiva del nostro Paese nel mondo (politico e della alta Finanza).
    Diversamente, quali sarebbero le altre possibili soluzioni? Forse quella di proseguire con il Capataz? O forse quella di andare subito ad elezioni, magari con il default conclamato e con il risultato successivo della ingovernabilità (con un Senato dove Casini sarebbe il nuovo Andreotti, ago della bilancia-e si sa che il soggetto è degno erede della politica dei due forni- e con una Camera in mano al centro-sinistra).
    Sfido chiunque a trovare in questa prospettiva qualcosa che sia anche lontanamente raffrontabile ed assimilabile con il sostegno ad una piuttosto che ad un’altra parte politica in campo. Questo credo sia invece un modo raziocinante e realistico di valutare le cose con una attenzione particolare e prudenziale al perseguimento del bene collettivo, senza la benché minima partigianeria.
    Pur non credendo fino in fondo ai sondaggi, credo che la prospettiva elettorale sopra descritta ci porterebbe dritti dritti ad uno stallo ancor peggiore della situazione attuale. Con il Caimano sempre in agguato a scrutare le possibilità di un suo ennesimo ritorno in pompa magna. Questo sarebbe il default nel default, soprattutto per le nostre ‘svillaneggiate’ Istituzioni.

  13. Cagliostro
    16 Ottobre 2011 @ 14:34

    @Danilo,
    dimenticavo di sottolineare, parlando di debito pubblico, che il fallimento Lehman è sicuramente una delle concause della impennata e della lievitata e spropositata “defaillance” della nostra posizione. Quello che ha inciso ancora più in profondo è stata la spesa corrente incontrollata ed incontrollabile. La finanza virtuale, i fantasmagorici condoni, le cartolarizzazioni, i tagli lineari ecc. ecc. del Mago del Cridola delle edizioni passate non hanno certo contribuito a frenare il debito. Convertitosi alla politica della lesina, alle manovre a costo zero (quasi novello Saulo sulla strada di Damasco), l’Uomo vuol rifarsi una verginità politica anche con l’aiuto della sponda bossiana, ma ritengo che anche per lui la campanella del rompete le righe sia suonata…

  14. Danilo De Martin
    16 Ottobre 2011 @ 17:17

    Ho letto solo ora le dichiarazioni di Fabio Gava rilasciate a Radio 24 e, fermo restando tutto il resto del discorso, non mi sembra proprio che sia da additare come esempio:

    Gava: Vorrei completare la Legislatura e arrivare al vitalizio – «Il Pdl è un anno che galleggia e ha le idee molto confuse. Sembra che ci sia stata un’ipotesi di andare al voto l’anno prossimo e credo sia una fuga e non sia utile al Paese. Sarebbe giusto utilizzare questo ultimo periodo della legislatura per fare delle cose. Mi piacerebbe completare questa esperienza con un risultato e aver fatto delle cose. Arrivare al vitalizio». Lo ha detto il deputato del Pdl Fabio Gava, che oggi non ha votato la fiducia al governo Berlusconi.
    «Bisognerebbe fare qualcosa di nuovo – ha aggiunto ai microfoni di Radio 24 – un cambio di passo.[…] (Giorgetti e Gava sono fuori dal PDL)

    Ripreso da Virgilio Notizie ed anche dal Tempo.it (Resto per la pensione …).

    Sul Corriere della Sera risulta poi di un patetico disarmante:

    «La telefonata più bella me l’ ha fatta la mia ex moglie: “Io e i tuoi figli siamo fieri di te”, mi ha detto. Ecco, oggi ho recuperato quella dignità di fare politica che da un tempo sentivo di aver perso a forza di votare seguendo la disciplina del gruppo…». Da ieri l’ onorevole Fabio Gava – avvocato di Godega di Sant’ Urbano in provincia di Treviso ed ex potentissimo assessore alla Sanità delle giunte Galan – è un politico diverso. […]

    Lacrimevole. In ritardo su tutti i tempi ma, come si dice, meglio tardi che mai. Mavaffangava.

  15. il camaleontismo omofobico dei catto-comunisti (come volevasi dimostrare) » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
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    […] omofobico dei catto-comunisti (come volevasi dimostrare) Qualche post fa, fra i commenti a il Parlamerdaio che conosciamo, sollevavo il dubbio, atroce, che a questo governo, inetto, non vi fosse che un’alternativa […]

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    28 Ottobre 2011 @ 19:39

    […] PD centro sinistro tra correnti, big bang e utopie Ero dell’avviso che anche il centro sinistra maleodorante che appesta la partitica italiana non potrà governare decentemente questo genuflesso Paese. Sembra […]

  17. Monti: ‘Stiamo uscendo dalla crisi’. Basta spingere ancora un po’ » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
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    […] ancora un po' Monti lo sente, ne è sicuro. Talmente sicuro che lo dice nel cacatoio ooops! nel parlamerdaio ooops nel parlamiasma ri-oops! nel parlamento. “Stiamo uscendo dalla crisi”. Sulla […]