4 Comments

  1. Giovanni
    2 Settembre 2014 @ 11:39

    Premetto che sono un ignorante in materia ma mi piacerebbe sapere come fanno a calcolare questi dati. Infatti, essendoci parecchi appartamenti affittati a nero (realtà di San Vito), come fanno a risultare i suddetti fruitori? Mi da la sensazione che come sempre le statistiche promanino da sensazioni o stati d’animo e non rispecchino proprio fedelmente la realtà.

  2. bitter fruit
    2 Settembre 2014 @ 18:58

    Certo, qualche tempo fa il mio dire, sui cali di arrivi e presenze, veniva confutato dal mio interlocutore citando appunto cio’ che non e’ “ufficiale”.

  3. Danilo De Martin
    3 Settembre 2014 @ 09:04

    @Giovanni,
    la perfezione non esiste e dobbiamo convivere con le approssimazioni, alcune delle quali si avvicinano alla realtà meglio di altre. In questo caso le misure sono quelle che derivano dalla sistematica raccolta dati proveniente dagli operatori dell’accoglienza diffusi sul territorio, le strutture alberghiere in primis e poi le cosiddette strutture complementari: campeggi e villaggi turistici, agriturismi, alloggi privati, altri esercizi.
    Qui l’indirizzo della banca dati della Regione Veneto e di seguito una breve nota tratta dalla pagina iniziale:

    I dati oggetto di elaborazione provengono dalle rilevazioni statistiche “Consistenza degli esercizi ricettivi” e “Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi” previste dal Programma Statistico Nazionale e regolate dalla direttiva comunitaria e dalle circolari applicative dell’Istat. Attenzione: il processo di riclassificazione delle strutture complementari in corso nella regione Veneto comporta, a partire dal 2009, consistenti diminuzioni di movimenti nella categoria alloggi privati a favore della categoria residuale altri esercizi.

    E veniamo alle tue perplessità: il sistema “obbliga” gli operatori dell’accoglienza a segnalare gli arrivi e le presenze che si succedono presso di loro. Naturalmente questo “obbligo” è facilmente eludibile, se uno desidera farlo, semplicemente omettendo di comunicare, in toto o in parte, a seconda delle condizioni, il verificarsi del predetto flusso. Va detto che le misure a sostegno della promozione che la Regione distribuisce in questo ambito sono legate alle presenze: più presenze ci sono e più soldi prende il settore locale per mantenere la propria posizione: quindi, se a livello del singolo operatore si può pensare al “desiderio” o alla “necessità” di comunicare solo parzialmente i dati, a livello territoriale questa “necessità” viene meno proprio perché vi è proporzionalità diretta tra “denunce” e “sostegno al marketing” (e se tu sei piccolo hai bisogno di un marketing di più alto livello che sostenga il flusso a livello territoriale: ecco perché i rappresentanti di categoria incitano i propri associati a comunicare questi dati.

    Quello che però si può vedere (è una parte della realtà) è che negli anni si è stratificata e stabilizzata una “propensione” a comunicare i dati dei flussi, una specie di “nocciolo duro”, che può essere utilizzato per fare confronti fra periodi (inutile che aggiunga che, volendo fare controlli, ci sono svariati modi per scovare i furbetti: banalmente, se un paese ha un albergo con 70 camere che fa la denuncia di 5 arrivi – esaspero – è chiaro che la cosa non sta in piedi; aggiungo anche che due anni fa ci fu una retata della Guardia di Finanza a caccia di chi affittava in nero: incorri in pene che possono tranquillamente prosciugare tutti i tuoi sforzi d’occultamento di vari anni: ne vale la pena? … non lo so).

    Finisco con la storia delle seconde case, già affrontata recentemente: quelli delle seconde case, compreso il caso in cui le affittino, non hanno obblighi dichiarativi e quindi il flusso misurato statisticamente non comprende questa fetta di turismo. Quanto possa pesare questa realtà è cosa che si può misurare con indagini demoscopiche mirate nelle quali viene chiesto, dopo una serie di altre domande di contorno, quale accomodamento abbia l’intervistato: alla fine i dati vengono ponderati e salta fuori la stima del turismo rilevabile (potenzialmente) in modo diretto (alberghi e strutt. complementari) e di quello legato alle seconde case. Sono stime, va detto (soggette ad errori metodologici ecc. ecc.).

    Ciò non toglie, quindi, che una parte della realtà sia misurabile, e sia misurata, con sufficiente precisione da poter permettere confronti interperiodali.

  4. Danilo De Martin
    5 Settembre 2014 @ 13:08

    Presenze in Svizzera a luglio: -2,7% (-3,7% svizzeri, -1,9% stranieri). Da gennaio a luglio -0,6% (-0,6 svizzeri, -0,5 stranieri). Soffre la montagna: Grigioni -6,2%, Oberland bernese -6%, Ticino -7,7%.