5 Comments

  1. Anonimo
    27 Marzo 2010 @ 00:32

    Caro Danilo, i romani, che non erano certamente gli ultimi arrivati, avevano diviso l’ attuale provincia in tre zone autonome: Feltre-Belluno-Cadore.
    Il Cadore non è Belluno e nemmeno Feltre, la Magnifica Comunità di Cadore è l’ unico luogo deputato al parlamento tra i sindaci del Cadore per l’ amministrazione del territorio e per il bene comune. Rifiuti, strutture turistiche,energia e ambiente etc… Il fatto è che siamo 30.000 in una provincia di 220.000 persone, diciamo il 15% e 220.000 in una regione che ne fa 5.400.000, diciamo il 5%. Dalla politica siamo tagliati fuori, ma non dalla storia, se solo i sindaci riformassero quel collegio che era la M.C.C. e con l’ appoggio di una banca locale, visto che quelle nazionali hanno completamente abbandonato il territorio a livello decisionale, si potrebbero creare molte nuove opportunità di lavoro.Concludo con una storia vera,caro Danilo. L’ultima volta che ho varcato il portone della nostra storia è stato in occasione della presentazione del libro con le foto del Papa. C’erano tutti, sindaci o vice-sindaci. Il Mons. ha fatto loro un discorso molto appassionato sul fatto di avere, in quell’istante, rievocato un momento storico solo con la presenza unitaria e con un sentito auspicio di rievocare più frequentemente quelle assemblee lanciava un monito quasi rivoluzionario….. l’ occhio allora mi sfugge in alto a destra e vedo quel meraviglioso quadro del Capitano Calvi……momento storico …. poi lo sguardo mi ricade verso i sindaci o vice-sindaci presenti che parlavano a coppie, chi a destra, chi a sinistra, ridevano e se la raccontavano….. ed ho capito che non vedevano più in là del loro naso….(credo lo abbia capito anche Mons.) ciao

  2. Tweets that mention l’autonomia omeopatica del candidato Reolon » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti -- Topsy.com
    28 Marzo 2010 @ 03:44

    […] This post was mentioned on Twitter by BLOZ. BLOZ said: BLOZ: l'autonomia omeopatica del candidato Reolon http://www.lozzodicadore.eu/blog/lautonomia-omeopatica-del-candidato-reolon.html […]

  3. Il Veneto si è sgalanfiato » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    30 Marzo 2010 @ 10:06

    […] stata una soddisfazione orgasmica vedere il Veneto che si s-Galan-fiava. Il traditore dell’Autonomia della provincia di Belluno si è finalmente smaterializzato (in realtà, sappiamo che in 15 anni ha saputo inoculare il […]

  4. Danilo De Martin
    31 Marzo 2010 @ 12:15

    Agordino, non posso che concordare con te. Se hai la pancia piena (anche relativamente) non ti passa per la testa di “fare rivoluzioni”. E queste sono le motivazioni di carattere economico che, in teoria, dovrebbero oggi essere quelle più pregnanti. Non mi passa neanche per la testa di richiamare la possibilità che la nostra gente si renda conto del valore della cosiddetta identità, legata anche al territorio, che ormai è diventata uno straccio per chi ha 50 anni, figuriamoci per i nostri giovani che non vanno oltre il “cazzeggiamento” su facebook o altro (ottimi strumenti, peraltro, ma che non devono sostituirsi alla televisione nel tapparti il cervello). Qui in Cadore la “fame” circola già, e morde, morde. Nonostante questo, la “vuotezza” delle coscienze non è in grado, a mio parere, di pensare al domani e, quindi, all’unica forma di assetto del territorio che potrà allungarci la vita (non garantircela), ossia l’AUTONOMIA (quella legislativa e finanziaria, non certo quella meramente amministrativa). Staremo a vedere. Ti saluto.

  5. Agordino
    31 Marzo 2010 @ 11:24

    La storia, quella della dominazione Veneziana, ci incastra in un presente fatto di sudditanza politica ed economica dalla quale sarà difficile, se non impossibile, uscirne con le nostre forze.
    Nutro inoltre seri dubbi sulla effettiva volonta della popolazione, mi riferisco sopratutto all’Agordino, di spingere nella direzione dell’autonomia. Forse il Cadore, da questo punto di vista ha qualche possibilità in più. Nell’Agordino c’è la Luxottica e per il momento sembra bastare.