turismo centro cadorino: l'acuta visione “bondiana”

Vi prego di credermi, il mio non è accanimento. Amo semplicemente la luce, e questo è un raggio di sole che rischiara la mia grigia vita. Analizziamo ciò che ha da dire sul turismo centro cadorino il candidato Dario Bond. Che ci serva di lezione (il testo colorato è la citazione dall’originale; quello nero, conseguentemente, è mio).

Premessa principale per introdurre lo strategico tema del turismo (i decibel):
A Pieve di Cadore viene fatta valere un’ordinanza del 2008 che limita la musica alle ore 24 nei locali pubblici, anziché alle 2 o alle 3 del giorno successivo. Il problema nasce da alcune lamentele di alcuni cittadini residenti nella vicinanza dei locali di maggior intrattenimento.

Premessa secondaria (gli perdoniamo, naturalmente, il “centro cadore” minuscolo):
Dario Bond, candidato alle prossime elezioni regionali per il PDL, coglie questa occasione per intervenire sulla questione turistica del centro cadore:

Bando alle ciance, si entra nel vivo. Ecco le argomentazioni:
“Non si tratta di andare contro le giuste normative che impongono ai pubblici esercizi che alzano i loro decibel di essere adeguatamente insonorizzati. Si tratta però di attuare delle deroghe, che la legge regionale non proibisce, almeno nei periodi a ridosso delle festività e durante le stagioni invernali e estive, quando i turisti, ma anche i giovani residenti, pullulano nelle cittadine in cerca di svago (e non di sballo!). Prenderemmo in questo modo capra e anche cavoli: gestori di locali e ragazzi contenti, cittadini infastiditi dai rumori scontenti solo in alcuni periodi duranti l’anno. Ma senza intaccare l’economia turistica – continua Bond- che deve, e dovrà sempre di più, costituire la migliore alternativa al manifatturiero in crisi.

Nessuno ci aveva pensato prima: la soluzione proposta primeggia davvero per lungimiranza. Il sindaco di Pieve va subito avvisato. Ai cittadini infastiditi dai rumori si concederebbe questo status “solo in alcuni periodi”. Bisogna firmare subito un patto sociale tra la lobby dei “gestori di locali e ragazzi contenti” e quella dei “cittadini infastiditi dai rumori scontenti solo in alcuni periodi”. La scelta del periodo in cui essere scontenti la lasciamo a Bond, noi non riusciamo proprio ad immaginarcelo.

Per i problemi che avvengono al di fuori dei locali sarebbe bello che i comuni, agevolati da dei finanziamenti regionali in materia [vivamente caldeggiati dallo stesso Bond?], adottassero un sistema di video sorveglianza integrata poiché i sorveglianti non possono essere i gestori delle attività [accipicchia!].

Ma le sorprese non sono finite qui …
Sempre sul tema del turismo Bond prosegue: “Le dolomiti sono appena state riconosciute dall’UNESCO patrimonio dell’umanità; sono convinto del fatto che le nostre zone abbiano un enorme potenziale ricettivo [per convincersene, ha dovuto fare un grande sforzo immaginativo?].

Oltre appunto alle meraviglie ambientali abbiamo molte altre risorse; basti pensare ad esempio alla nostra pista ciclabile che è destinata ad ingrandirsi e a diventare fra le più lunghe al mondo [qui per commentare bisognerebbe sapere che idea ha in testa Bond per “mondo”: non sapendolo “passo”. Prima di definire “pista ciclabile” la nostra, Bond dovrebbe farsi in bicicletta un tratto di ciclabile “normale”, non “super”, come quella che da Lienz va a Matrei].

Sono certo che il centro cadore rinascerà [perdoniamo per la seconda volta centro cadore minuscolo], ma affinché ciò avvenga penso che ci debba essere una sinergia tra enti pubblici e privati di modo che si faccia un progetto con il benestare di tutti per lo sviluppo turistico . Basta campanilismi… [è qui che viene fuori lo statista: a noi cittadini che facciamo fatica a sapere cosa vorrebbe fare il sindaco, ci verrà chiesto un benestare … grandioso davvero]. Bisogna essere tutti uniti su un fronte comune [faccio fatica a trattenere delle genuine lacrime …]. Non servono grandi cose per cambiare la situazione attuale, ma bastano piccole iniziative fatte bene [adesso sì che posso tirare un respiro di sollievo. Mi sono già limato le unghie, altri consigli …?].

Potremmo iniziare con la valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari tipici, che potranno portare ad una precisa identificazione del nostro bellissimo territorio. Ad esempio: Treviso ha svariate specialità riconosciute in tutto il mondo (radicchio, prosecco). Affinché i turisti soggiornino bene nel nostro territorio è indispensabile che la gente del posto viva bene nelle realtà in cui risiede [da inserire nella Costituzione…]: le attività culturali e di intrattenimento quindi, non dovrebbero essere svolte soltanto nei periodi di alta stagione, ma dovrebbero essere distribuite durante tutto l’anno [infatti la “vecia” l’abbiamo bruciata il 12 marzo; io sarei tentato di bruciare anche qualcos’altro …].

Siamo quasi giunti alla fine. Non è stato tempo buttato alle ortiche perché …:
Quello che posso promettere è che nel caso in cui io vincessi le elezioni farò di tutto per appoggiare e sostenere queste zone dalle grandi potenzialità, affinché rinascano e diventino competitive con le vicine regioni autonome [troppo buono, mio Signore]. Il Cadore [grazie per la C maiuscola] non ha nulla da invidiare ai territori vicini, ma tutti insieme [appassionatamente?] dobbiamo riscattare l’orgoglio di questa terra [grazie, grazie per queste parole così piene di buon senso. E’ davvero raro, di questi tempi, leggere cose così gravide di conseguenze].

Finalmente ho capito da dove nasce lo slogan “Ciacole e non fatti“. Oooops! Lapsus freudiano. Doverosamente mi correggo: “Fatti e non ciacole“.

1 commento per turismo centro cadorino: l’acuta visione “bondiana”

  • CURIOSO

    Peccato! Si sarebbe potuto fare un gioco: tutti gli articoli riguardanti turismo, sviluppo, economia locale, pubblicarli senza il nome o nickname e poi (tramite concorso) attribuirli ai vari afecionados del blog. Proprio peccato.
    Un saluto a tutti.