Lozzo di Cadore e quelli del 65%

(premessa: i numeri giusti sono (mi sembra di ricordare) 67% e 33%, ma qui faccio uso e riferimento a 65% e 35%, ma potrebbe essere 70% e 30%, il ragionamento che segue cambierebbe di poco: metteteci voi i numeri che vi paiono più consoni).

Dedicato, con tutto l’amore del caso, a quelli del 65%, secondo i quali una volta espresso il voto il votante dovrebbe tornarsene a cuccia, acciambellarsi, e aspettare così l’arrivo della tornata successiva. Tipo: “Ma che cazzo dici tu, che Yoghi e Bubu hanno avuto il 65%!” (ma ci sono commenti anche più naif).

Quando, quasi 5 anni fa, la minoranza di Per la Gente di Lozzo riuscì ad ottenere il 35% dei voti, io dissi a quel gruppo (parlandone con il candidato sindaco) che, da quel momento, avrebbero avuto dinanzi 5 anni nei quali cercare di convincere della bontà delle proprie idee una persona e mezza su 10. E con ciò le elezioni successive si sarebbero potute giocare ad armi pari. Possibile? Certo, dissi.

Infatti, rapportando tutto a 10, le persone che avevano dato il proprio voto a Per la Gente di Lozzo erano 3,5. Convincendo una persona e mezza (almeno) a riorientare la propria decisione di voto sarebbero arrivati oggi, tra qualche mese, a contendere alla pari (nel caso di due liste) l’entrata a Palazzo Venzo, altrimenti conosciuto, qui sul BLOZ, come il Botanico Palazzo (perché Venzo fu farmacista ma anche botanico). Quando sei sul 50/50, basta una manciata di voti per farti vincere (o per farti perdere).

E se quel manipolo di esagitati e raccogliticci lozzesi, messosi assieme in poco più di un mese e mezzo, giovani, inesperti e scoordinati, era riuscito a raccogliere e convogliare così tanti consensi opposti a quella che appariva una corazzata extragalattica, con 5 anni di amministrazione alle spalle nella stanza dei bottoncini e tutte quelle lingue così rosse e spesse da leccaggio preelettorale, be’, c’era di che andar fieri di quel primo risultato.

Dirò di più.

Mi avessero ascoltato, avessero evitato di presentarsi con il simbolo di partito, avrebbero raccolto ancor più consensi. Io feci una stima approssimativa che giungeva al 42-45%, e tutt’oggi sono convinto che quel risultato era a portata di mano. Sia chiaro che quell’ipotetico 45% non sarebbe stato tanto un merito della nuova compagine scesa in campo, quanto un demerito – e che demerito – di quella riproponentesi, Lozzo Fifa. Ma bando alle ipotesi.

Insomma, è al punto d’equilibrio che bisogna guardare: chi ha vinto non ha vinto col 65%, ha vinto col 15%; e chi ha perso non ha perso col 35%, ha perso col 15%.

Dopo tutto questo bla-bla (14 minuti d’orologio con ricerca immagine compresa) devo ritirarmi in meditazione per capire cosa fare da grande: “Caro Danilo quasi 5 anni di bla-bla e tante foto, e ora da grande cosa vuoi fare?

(ci tengo, io, al parere degli esperti. Per favore, astenersi da “perché non lo fai tu il sindaco?”; non fiori ma opere di pene)

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(foto: focus.it)

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