… MA SI TRATTA DI INSIPIENZA O DI ANACRONISTICO LIVORE IDEOLOGICO?

di Cagliostro

Leggo da varie fonti (ad esempio dal Bollettino Parrocchiale) che l’Amministrazione sta mettendo mano alla toponomastica del nostro paese. Per ora risultiamo arricchiti di ben due nuove vie: la ‘Via del Capitel’ e la ‘Via dei vecchi mulini’. Sembra che poi ci sia l’intenzione di cambiare la numerazione degli immobili prescindendo dalla attribuzione complessiva attuale ed indicandone una per ogni singola via (pari o dispari a seconda della collocazione su destra o sinistra dei caseggiati).

Trattasi, con tutta evidenza, di provvedimento altamente meritorio pensato dalle raffinate menti che ci amministrano da lungo tempo e dimostrano di saper cogliere l’essenza delle problematiche economico-sociali della nostra comunità. Al di là però di questo giusto riconoscimento sulle capacità quasi divinatorie di pensare alle nostre esigenze impellenti con quel tocco di modernità che proprio non guasta, mi corre l’obbligo di rammentare ai cittadini che le amministrazioni del passato (ed anche l’amministrazione attuale) erano state ‘investite’ da varie autorità di rango, anche a livelli elevati, della esigenza civile e morale di ricordare la figura di un lozzese eroico che, per salvare il suo e nostro paese, si presentò alla soldataglia teutonica che lo cercava ritenendolo corresponsabile di vari attentati effettuati nel nostro circondario nell’infausto 1944. Terenzio Baldovin Monego (Susana), questo il nome del nostro eroe, non aveva alcuna colpa, era del tutto estraneo a quanto avvenuto in quei tragici eventi ma era ‘volontario della libertà’ e si presentò ai tedeschi più che mai convinto della validità del detto: ‘Male non fare, paura non avere’. Su di lui aveva influito ed era stata determinante nel convincerlo a ‘costituirsi’ la notizia che, se non si fosse presentato, il paese sarebbe stato incendiato. La storia di quei giorni e dei fatti che riguardarono Terenzio è stata scritta per ‘Il Cadore’ da Giuseppe Zanella e riportata anche su questo Blog. Prego pertanto il redattore di attuare un ‘link’ per rendere possibile e facilitata la lettura di quella narrazione a chi non conoscesse o non ricordasse più quei tristissimi eventi. Tralascio quindi di tratteggiare nuovamente tutto quello che riguardò il povero Terenzio e la fine che egli fece in un sottocampo di Flossemburg. Ricordo solo che Terenzio non è certo morto di morte ‘naturale’, è morto per i patimenti e le sevizie subite nella prigionia sopportata con stoicismo. E’ morto perché si consegnò, innocente, al fine di evitare la rovina del suo e nostro paese; è morto perché si è rifiutato di sputare sulla bandiera italiana, conscio che se lo avesse fatto avrebbe potuto salvare la sua vita, ed unirsi alla fidanzata ed alla figlia che doveva nascere. E’ morto insomma da eroe!

Esiste in atti una copiosa documentazione con richieste alle Amministrazioni di Lozzo del passato (ed anche alla Amministrazione attuale) affinché la memoria ed il comportamento di Terenzio fossero rimandate ai posteri in modo confacente. La figlia ha combattuto e combatte la sua giusta battaglia (è riuscita a rintracciare la tomba del padre ed a riportare i suoi resti a Lozzo!) ma della esigenza di appropriata memoria si interessò anche l’Aned di Milano e, perfino, il compianto presidente Sandro Pertini.

Quest’ultimo illustre personaggio si rivolse al sindaco dell’epoca (credo si trattasse di Mario Da Pra) ed ottenne una risposta interlocutoria ma non negativa, nel senso che la intitolazione di una strada sarebbe stata possibile in occasione della revisione della toponomastica del paese… Ora siamo esattamente al punto, ma l’attuale sindaco ha ritenuto di non dare seguito a quella lontana promessa. Anzi, va precisato che l’attuale Amministrazione ha brillato, più delle altre succedutesi nel tempo, per il suo silenzio o per le risposte evasive e contorte fornite alle varie istanze presentate da autorità di livello e rango non certo trascurabile. Dirò di più, in una lettera intrisa di ipocrisia e dilungandosi oltre il dovuto nell’arrampicarsi sugli specchi, il nostro primo cittadino è giunto al punto di concludere che, tutto sommato, il nome dell’eroe sta scritto sul monumento ai caduti e quindi Terenzio può , a ragion veduta, ritenersi…appagato. Io ritengo che un tale comportamento non sia né corretto, né trasparente. Se ci sono ipotetiche ragioni che nella testa di qualcuno ostano ad accogliere l’istanza, lo si dica con chiarezza anche per poter avere la possibilità di un costruttivo confronto. Se non si ha questo coraggio, si ammetta che la storia locale non la si conosce a sufficienza o che, peggio, si è magari animati da un riflesso ideologico fuori luogo. E’ questa una ipotesi che non vorrei neanche mettere in conto ma, data la caparbietà del diniego, tutto appare, purtroppo, plausibile…

Per concludere, vorrei sottolineare due aspetti entrambi importanti. L’eroismo non si misura certo con strumenti di alta precisione, ma è indubbio che c’è eroismo ed eroismo. L’eroismo dimostrato da Terenzio non è certo inferiore a quello dello zio Giuseppe Da Pra, morto in una azione singola di guerra, decorato di medaglia d’argento, il cui nome campeggia sul monumento ma a cui è stata intitolata anche la nostra bella scuola elementare.

Mi azzardo a dire che l’eroismo del nipote è ancor più meritorio di rimembranza ed onore per i patimenti subiti per mesi e mesi, per i nobili sentimenti che hanno mosso l’azione del nostro e per gli affetti che, perfettamente cosciente, ha dovuto sacrificare. Infine, trovo grandemente distorsivo che una compagine amministrativa che annovera fra le sue fila una ‘eminenza grigia’, già ufficiale degli alpini, non riesca a comprendere appieno il valore di gesti come quelli compiuti – e documentati- dal nostro eroico concittadino. Chi ha amato Lozzo e l’Italia in maniera così eclatante, rinunciando a salvarsi per coerenza con i propri ideali, merita riconoscenza ed imperituro ricordo, oltre -ovviamente- al proprio nome iscritto su una targa del monumento.

Suvvia, esimii sindaco e vicesindaco, abbiate un attimo di resipiscenza ed ammettete i vostri errori di valutazione, riconoscete il vostro sbaglio e ponete rimedio. Nessuno vi obbliga a mutare il nome delle due strade di nuovo ‘conio’, soprattutto quella che ricorda le nostre tradizioni religiose ed il nostro modo di vivere. Ma non ditemi che non esiste un altro pezzo di strada od una struttura da dedicare a Terenzio Baldovin!

 

 

37 commenti per … MA SI TRATTA DI INSIPIENZA O DI ANACRONISTICO LIVORE IDEOLOGICO?

  • frank

    @cagliostro
    se è insipienza o “memoria fragile” c’è modo di rimediare nel breve; se è livore ideologico (al quale non voglio pensare) non c’è
    ricordo “possibile”

  • Tiziano Da Pra Falisse

    Si faccia pure VIA CAPITEL ma si ricostruisca nei pressi di quella via il capitello che è stato rimosso anni fa per il poco interesse di certa gente!
    Tanti saluti.
    Tiziano Da Pra Falisse

  • Ignoto

    Sarebbe meglio investire denaro in cose più utili, anche assistendo persone bisognose. Il Clero, la Curia e tutto il sistema, hanno già abbastanza monumenti inneggianti allo sperpero ed agli obbrobri – nuova chiesa di Lozzo docet.

  • alpino

    Ero in piazza per l’alza bandiera e l’inizio della bella manifestazione organizzata dalla nostra associazione alpini che con l’aiuto di tantissimi giovani lozzesi è riuscita in modo splendido come hanno riconosciuto anche i nostri ospiti. Ero in piazza,come dicevo, e soffermandomi davanti al monumento ai caduti di tutte le guerre ho potuto constatare che sono stati riscritti tutti i nomi dei nostri morti. Sono tanti, erano partiti lasciando con tristezza i loro affetti, pervasi solo da un senso di scrificio ed obbedienza inculcata loro dall’educazione famigliare,e non so da quanto spirito patriottico. Morti dopo sofferenze, privazioni e struggenti nostalgie per il propio paese e i propi cari, nelle trincee e sotto i bombardamenti, basterebbe ricordare la disgraziata spedizione in russia.
    Mi sono chiesto, tutti questi giovani avrebbero diritto all’intitolazione di una strada? sarebbe possibile? o basta un manumento al centro del paese dove si passa tante volte, e volendo, ci si potrebbe fermare alcuni istanti “del nostro preziosissimo tempo” per ricordarli tutti insieme, così come sono scritti.

  • Pulici

    Caro alpino, condivido la tua analisi, in particolare il “non so quanto per spirito patriottico. Mio padre, fino all’8 settembre nell’attuale Croazia, mi diceva spesso che il suo pensiero ricorrente di quel periodo era “ma che son vegneste a fei ca”. La maggior parte dei caduti in guerra sono vittime non eroi! Ma Terenzio, da quanto si racconta, lui sì fu un vero eroe e la dedica di una struttura che diventi un ricordo per le future generazioni è il minimo che la cittadinanza, attraverso la sua rappresentanza, possa fare.

  • Cagliostro

    @Alpino,
    visto che con il tuo commento chiami in causa quanto da me scritto nell’intervento sovrastante riguardante Terenzio Baldovin ed il giudizio negativo da me dato sul comportamento dell’attuale Amministrazione, mi permetto di interloquire con te per un diritto di replica previsto anche dalle leggi sulla stampa. Voglio farti gentilmente presente un peccato di omissione da te commesso nel non considerare appieno lo spirito e la lettera del mio intervento e sottolineare la mancata originalità di quanto tu sostieni giacché tu – magari senza avvedertene – ricalchi il pensiero di un certo Mario Manfreda (conosci?) il quale, larvatamente, ha fatto presente che Terenzio Baldovin ha il nome scritto nel monumento e tanto…gli dovrebbe bastare. Se tu avessi letto con attenzione il mio scritto, avresti potuto arguire che:
    a) tranne il povero Terenzio, nessuno dei valorosi caduti indicati nelle targhe del monumento si è consegnato, innocente, ai tedeschi per evitare la minacciata distruzione del paese (fatto eclatante e documentato);
    b) chi scrive aveva poi precisato che esiste eroismo ed eroismo (senza peraltro nulla togliere ai meriti di chi ha dato la vita per la patria): un conto è morire insomma per una fucilata, un conto è morire un po’ alla volta per sofferenze inenarrabili patite per mesi e mesi nel completo abbandono, per fame, per umiliazioni e sevizie di ogni genere. Senza contare che l’ideale dell’uomo è consistito nel rifiutare di sputare sulla bandiera italiana, conscio che se lo avesse fatto avrebbe potuto salvare la propria vita…;
    c) la omissione più marcata tu la evidenzi con la retorica domanda “se si sarebbe dovuto dedicare una strada a tutti gli eroi indicati nel nostro monumento”. Ebbene, vai a rileggerti il mio scritto (sta su questa stessa pagina) e vedrai che lo zio di Terenzio – tale Giuseppe Da Pra Zotto – morto in una azione di guerra nel 1916, ha il proprio nome inserito nel monumento ma ha visto anche intitolare a sè la nostra bella scuola Elementare. Si trattava evidentemente di altra amministrazione, molto sensibile a certi valori…
    Come vedi, nel tuo periodare, è possibile riscontrare qualche contraddizione ed omissione (dolosa? colposa? del tutto innocente?).
    Mi permetto di darti un piccolo consiglio: non farti mai paladino -magari involontario- del pensiero altrui! Se poi tu lo facessi coscientemente, saresti soltanto servo sciocco di atteggiamenti degni di cause migliori…

  • frank

    @cagliostro
    ART.47
    Istanze, petizioni, proposte
    1. Gli elettori del comune, le associazioni e gli enti di cui all’articolo precedente, possono rivolgere
    istanze petizioni e proposte al Consiglio comunale per quanto riguarda le materie di loro competenza con
    riferimento ai problemi di rilevanza cittadina.
    2. Le istanze, le petizioni e le proposte sono ricevute dal Consiglio comunale che provvede a
    deliberare nel merito entro 90 giorni.
    3. Agli effetti dei precedenti commi le istanze possono essere sottoscritte da uno o più cittadini, le
    petizioni e le proposte da non meno di 50 elettori del Comune.
    4. L’autenticazione delle firme avviene a norma delle disposizioni del regolamento sul referendum di
    cui al successivo articolo.

    Riporto il testo art. 47 dello statuto di Lozzo. La via “ufficiale” di richiesta formale potrebbe passare attraverso la petizione firmata da più cittadini come previsto dalle Vs. norme statutarie

  • Cagliostro

    @Frank,
    Ti ringrazio per la gentile segnalazione. E’ comunque materia che conosco abbastanza bene ma ti faccio presente che le vie da te suggerite non sono mai state utilizzate nel nostro paese (almeno per quanto mi sovviene ora). Nel merito, credo che sarebbe disdicevole per un sindaco essere sollecitato in via ufficiale ad adottare un provvedimento che gli è stato da tempo richiesto da fonti ben più autorevoli di un manipolo di cittadini di buona volontà. Da ultimo, mi risulta che perfino un ebreo americano si sia mosso per sollecitare il nostro primo cittadino ad onorare in modo specifico l’eroismo di Terenzio. Dovrebbe trattarsi, a quanto mi si dice, di un personaggio che ha condiviso con Terenzio la dura vita del campo di concentramento ed è stato l’ultimo ad averlo visto vivo. L’americano è passato per vari campi polacchi e tedeschi ed è uno dei 74 prigionieri usciti vivi da Obertraubling (attualmente tre soli ex internati sono viventi in America).Commoventi gli accenti dell’appello di questo polacco-americano che vorrebbe veder adempiuto il suo alto auspicio prima di morire. Speriamo che chi di dovere adempia ai desiderata di quest’uomo così tragicamente provato dal furore nazista.

  • Tiziano Da Pra Falisse

    Caro IGNOTO (bello parlare con entità astratte!)
    Come forse saprai sono il sacrestano della parrocchia di Lozzo di Cadore e per farti un esempio ti dico che il servizio che svolgo lo faccio per la maggior Gloria di Dio e non certo per quella del clero!
    Questo lo dico in quanto un capitello (edicola votiva) lo può far costruire anche un benefattore e non è detto che per forza debba essere un MONUMENTO ALLO SPERPERO.
    Abbiamo eretto un bel Crocifisso a Pian dei Buoi proprio durante quest’estate e non mi pare che questa sia stata un’opera inutile… per te potrebbe risultare sperpero???
    Riguardo al fatto che la nuova chiesa sia un obbrobrio e si siano sperperate somme ingenti di denaro non posso che darti ragione, ma ormai questo fa parte del passato che (almeno per certi aspetti) non si può più cambiare (aimè!!!).
    La questione è la seguente: nell’attuale VIA CAPITEL si trovava un capitello che in seguito all’allargamento di quel tratto di strada non venne salvato da chi di competenza (e da quanto mi risulta lo si poteva fare) ma invece lo si fece abbattere. Che senso ha una via capitel senza capitel? Chiudo qui la polemica.

    Un mio parere sulla questione dell’intitolazione di una strada a Terenzio Baldovin. Piuttosto di questa ipotesi non avrebbe più senso intitolare una via a tutti i “caduti e dispersi di tutte le guerre”?
    Intitolare una via ad un’unica persona (se pur di degna memoria) potrebbe innescare un’ovvia protesta da parte di chi conta dei caduti e dispersi tra i suoi parenti.
    Per dare l’idea: anche io potrei pretendere che si dedicasse una via allo zio paterno di mia nonna, Del Favero Pio Conzapel, caduto in guerra all’età di 18 anni. Questo è per fare un esempio ovviamente…

  • Cagliostro

    @Caro Tiziano,
    in linea di principio, il tuo ragionamento sarebbe anche giusto…
    Senonché esiste sempre il problema della unicità dell’eroismo di Terenzio rispetto a tutte le altre vite immolate per la Patria. Estremizzando, potrei farti notare che la Via Padre Marino è dedicata ad un unico Frate (Giuseppe Zanetti, ndr) per le preclari doti e virtù del soggetto ricordato. Non si è preteso di ricordare tutti i frati che la nostra parrocchia ha dato alla Chiesa; pur considerando le doti e le virtù di ciascuno è chiaro che chi si è distinto è stato uno solo, appunto Padre Marino… Sono stato sufficientemente chiaro? Spero di sì.
    In quanto al Capitel, io lo ricordo bene essendo, purtroppo, alquanto più ‘attempato’ di te. Qui devo dirti che hai perfettamente ragione…
    Se si ricorda il passato, perché non ripristinare anche il simbolo religioso che la nuova via vuol ricordare? Già che ci siamo, completiamo l’opera rimettendo il Capitel al suo vecchio posto!!

  • mirco

    Vedo che anche questo sito, di “livore ideologico”, o più che altro livore politico, ne ha a sufficienza.

  • Cagliostro

    @mirco,
    il supposto livore ideologico sta forse in chi, insensibile alla storia, alle valutazione oggettive di personalità di grande caratura, ad argomentazioni certamente inoppugnabili, non risponde ad una giusta istanza o, se risponde, accampa giustificazioni che non stanno proprio in piedi. Personalmente, io ritengo che ‘destra’ o ‘sinistra’ sono ormai anacronismi fuori dalla realtà. So, peraltro. che le ideologie sono dure a morire e nel nostro municipio, chissà perché, siedono persone che sono rimaste con la testa rivolta nostalgicamente al ventennio esecrato. Se uno è stato un eroe, eroe rimane indipendentemente dalle visioni di piccoli uomini che si ritrovano ad amministrare la cosa pubblica senza forse rendersi conto di praticare in abbondanza, giustappunto, il livore ideologico (bada che il titolo lascia ampi spazi interrogativi…). In quanto al supposto livore politico che sarebbe insito in questo blog, ogni ben pensante può qui dire la sua e mi pare che spesso, da parte di qualcuno, si faccia il processo alle intenzioni e si scambi una semplice constatazione od una argomentazione per malizioso attacco politico. Un uomo politico di livello dovrebbe sapere che il suo operato ed il suo comportamento di fronte alla storia è soggetto a critica, e la critica, per sua stessa natura, dovrebbe servire a far rivedere posizioni oggettivamente sbagliate (come quella riferita nel mio sovrastante articolo). Chiudo constatando che il tuo lapidario giudizio appare molto soggettivo, per nulla argomentato e, probabilmente, alquanto schierato a difesa di posizioni per me insostenibili.

  • osservatore

    Gentile ALPINO quello che hai scritto lo condivido in toto, apprezzo la forma pacata senza furori ideologici, ricca di buon senso. Un paese piccolo ha bisogno di questi segnali che tentono ad unire più che dividere.

  • mirco

    Ogni giudizio è soggettivo, tu hai il tuo ed io ho il mio. Inoltre, tralasciando i molti aggettivi utilizzati sempre tesi a dileggiare, lo scrivente non è per nulla schierato. Chi confina le persone in schieramenti, non “destra o sinistra” che sono anacronistici, ma in “buoni e cattivi” lo si intuisce leggendo la sua risposta.

  • Cagliostro

    ‘Tendere ad unire’: bella espressione, usata però in modo alquanto strumentale… Chi ha veramente ‘teso ad unire’ è stato il povero Terenzio, non certamente chi gli sta rifiutando un giusto riconoscimento, seppur postumo. Se non ci fosse stato il sacrificio del nostro eroe, a quest’ora forse non saremmo qui a disquisire se intitolare o meno una strada al suo nome. Mi pare che Marzabotto insegni qualche cosa. E poi, ho ancora da trovare qualcuno che abbia il coraggio civile di contestare le mie argomentazioni. Si sa solo insinuare che la proposta ‘tende a dividere’. Come al solito, accuse generiche prive di fondamento, accuse che si ritorcono contro chi le pronuncia. Forse a dividere, a distanza di quasi 70 anni dai fatti richiamati, è chi si ostina a porre in campo argomenti (?) speciosi.

  • Cagliostro

    @mirco,
    io le persone le giudico dai loro atti e solo su quella base le distinguo, quanto meno, in ‘intelligenti’ o ‘insipienti’. Quanto poi a valutazioni oggettive, in filosofia ci sono precise categorie che fanno ascrivere atteggiamenti ed atti fra le cose generalmente condivisibili…

  • storico

    Perchè allora non intitolare una via a DON PIERO che aveva sicuramente trattato con i tedeschi quando minacciavano di bruciare il paese.

  • Cagliostro

    @storico
    sono perfettamente in accordo con te. La figura di don Pietro, anche in riferimento all’infausto 1944, andrebbe certamente messa nella giusta luce e ‘rivalutata’ appieno. Egli seppe mantenere la calma anche di fronte alle minacce ed alle ‘carezze’ dei revolver teutonici e, in più occasioni, rimase la sola ‘autorità’ costituita che seppe far desistere gli occupanti dall’attuare il ventilato incendio del paese. La circostanza ha riguardato, in particolare, l’epoca dell’uccisione, in Val di Domegge, dei militi austriaci della ‘territoriale’. Nella rivisitazione della toponomastica, sarebbe proprio opportuno dedicare il nostro ricordo sia a Don Pietro che a Terenzio. So, tra l’altro, che Don Pietro custodiva gelosamente una busta contenente le poesie, bellissime e cariche di amor di patria, composte “dall’autodidatta” Terenzio Baldovin.

  • attilio bianchi

    Sicuramente al posto delle “insipide” via Roma, Trieste, Venezia etc… sarebbe più opportuno rifarsi alla storia paesana, con appresso una piccola targhetta commemorativa per chi ignorasse le opere in vita del
    personaggio citato. Ogni istanza presentata in Comune dovrebbe essere presa in seria considerazione se si ha a cuore la nostra storia.Sane e viva la Magnifica autonoma.

  • preciso

    Solo a titolo informativo ricordo a tutti che le “nuove” intitolazioni delle Vie: DEGLI ALPINI- SAN ROCCO- LA MANADOIRA- DEI VECCHI MULINI-
    CAPITEL- Viale DELL’INDUSTRIA e Viale DELL’ARTIGIANATO furono deliberate
    dal consiglio comunale, sindaco Silvano DaPra, nel marzo 1993.
    Per i numeri civici, una norma dello Stato, prevede di utilizzare i numeri pari da un lato ed i numeri dispari dall’altro lato delle vie.
    Saluti.

  • @preciso, e par mete fora doi cartiei ghi avarae volesto quasi 20 ane? Gnanche la Salerno – Reggio Calabria …

  • xy

    avon vivesto lo stesso !!

  • @xy, te à reson. Da alora e pasou 5 aministrazion e cuatro sindache, e avon vivesto lo steso. Son solo pi vece. (Ma l minuto mantenimento e senpre stou na pèca).

  • pensionato

    Adè volè che i recorde i vostre parente anche col nome dele vie, tegneve i recorde inte’l cuor che farè meo senò deventon dute protagonisti! Volon dute ‘na via anche iòòòòòòòòòòòòòò!

  • Ignoto

    Se e par chel se po vive lo steso anche senza al sindaco la giunta e duto al consilio. Tanto par chel che i (no-i) fa, e come che i lo fa, …. sane.

  • Cagliostro

    @pensionato,
    io non sono proprio parente di Terenzio. Poi voglio farti presente che quando non si ha rispetto della propria storia e delle proprie origini, si è votati all’oblio ed al degrado…
    Senza contare il valore della riconoscenza che dovrebbe non ammettere discussioni da parte di nessuno.

  • Cagliostro

    @Ignoto,
    sai quanto si risparmierebbe con un buon commissario? Cifre di rilievo. E poi si eviterebbero camarille, favoritismi e clientele. La storia di questi 9 anni è intrisa di ‘sistemazioni’ e ‘sanatorie’ fatte sulla pelle… delle casse comunali, ossia, in definitiva, dei contribuenti. L’elenco è ormai interminabile e, se vuoi, posso sempre enumerarlo per rinnovare la memoria ai tanti ‘smemorati’ in buona o cattiva fede!!! Quelli in ‘cattiva fede’ sono i sostenitori a prescindere…

  • condor

    Ma ve lo immaginate Cagliostro commissario unico?

  • Ignoto

    Ma neanche un avvoltoio non ce lo vedo come commissario! Già ce ne sono troppi in giro, di avvoltoi.

  • Cagliostro

    @condor,
    di facezie, tu riesci a dirne tante in sole 7 (sette!) parole!
    Complimenti. cerca, una volta tanto di essere serio e di usare il Blog senza malevoli ‘amenità’. Stai comunque pur certo che se fossi stato io seduto su quello scranno, camarille, lobby e clientele sarebbero state bandite per sempre. Ti pare poco?

  • Cagliostro

    @condor,
    dimenticavo, forse tu sei uno degli ‘smemorati’ (in buona o cattiva fede?) di cui parlavo interloquendo proprio con te poco sopra a questo commento…Se sì, complimenti!! Per me il dialogo con te finisce qui.

  • Cagliostro

    @ Ignoto,
    potresti essere meno sintetico ed ermetico? Così, tanto per capire, visto che di commissario ho parlato io, mentre tu parli di ‘avvoltoi’…Attendo riscontro. Grazie.

  • Ignoto

    @Cagliostro: Condor = tipo di avvoltoio.

    Condor ha fatto una considerazione su Cagliostro.
    Il contenuto della considerazione l’ho ritenuto una provocazione nei confronti di Cagliostro.
    Ecco il perchè ho scritto quello che ho scritto (stringatamente) – quando ognuno pensa per se o se si guarda nello specchio credo ne abbia abbastanza.
    Tutto qui.
    au revoir

  • Cagliostro

    @Ignoto
    Grazie per la precisazione e per tutto quello che le tue poche righe sottendono. Avevo bisogno di una conferma anche perché la tua spiegazione dimostra che non hai certo disistima nei miei confronti… Gli avvoltoi (o condor che dir si voglia) lasciamoli volare, tanto volano basso come uccelli…paduli. Au revoir.

  • condor

    Calma, era solo un invito per i miei concittadini ad usare un pò di immaginazione. C’è un auspicio, molto democratico, ad essere amministrati da un commissario (federale), ed allora come non pensare al proponente. Unico Onnisciente, sempre presente, ha un TRATTATO illuminato su qualsiasi argomento.In particolare esperto d’economia e finanza, grande conoscitore della politica, se sconfigesse la sua timidezza e ritrosia che lo costringe all’anonimato, sarebbe “CONDUCATOR” subito, per acclamazione.

  • Cagliostro

    Gli avvoltoi di solito volano alto… Questo non è un ‘condor’, è, come dicono gli anglo-sassoni, ‘un’anatra azzoppata’, almeno dalla cintola in su…E con le ‘anatre azzoppate’ non si può assolutamente dialogare.
    Ce lo impedisce la disparità di rango:tra un fine dicitore ed umorista di alta qualità ed una persona normale, priva di humor quale io sono…

  • Cagliostro

    @Caro redattore,
    non ti pare sia il caso di fare un appello agli ‘inserzionisti’ dei commenti a voler stare in tema rispetto alla materia di cui si tratta (articolo di fondo) e ad evitare di usare ironie e sarcasmi dozzinali? So che il Bloz è soprattutto fatto di ‘satira’ politica, ma fin qui si è sempre trattato di satira intelligente, di ironia e di sarcasmi di buon livello, senza indulgere a sottintesi e malevoli commenti e valutazioni di carattere personale. Un conto è la legittima critica di natura politica, un conto è la volgare e stupida irrisione. Siccome si afferma che io scrivo “trattati”, soprattutto di economia e finanza (la cosa mi lusinga non poco, ma la mia ‘modestia’, la mia ‘timidezza’ e la mia ‘ritrosia’ sono proverbiali e mi fanno dire di essere oggetto di immeritato tributo),vuoi formulare a chi mi riserva tanta ‘attenzione’, questa semplice domanda: “E TU SARESTI CAPACE DI FARE ALTRETTANTO?”.