3 Comments

  1. frank
    16 Ottobre 2015 @ 13:57

    Danilo
    dopo questo tuo immane lavoro (che a ben vedere risulterebbe sconosciuto ai più) dovrebbe essere anche l’editore del giornale che ha pubblicato l’articolo di Mauro a chiederti scusa e a pubblicare la rettifica

  2. Danilo De Martin
    16 Ottobre 2015 @ 15:14

    @frank,
    sì, capisco quello che intendi dire, anche se sappiamo che la prassi vuole che sia la supposta vittima ad elaborare l’eventuale rettifica. Il diretrore, in fondo, non è tenuto a sapere tutto ciò che c’è sul territorio, e un po’ di pepe per far cagnara non si nega a nessuno.

    Nel merito, se la disputa fosse stata sullo stato manutentivo attuale della rete sentieristica, si poteva anche accogliere (con tutte le riserve del “caso per caso”), ma se ad essere messa in gioco è l’architettura della rete, che nel suo insieme viene peraltro definita “cattivissimo esempio”, senza argomentazioni che la sostengano, allora no, tiro fuori tutta l’artiglieria…

    Per quanto riguarda la conoscenza di quanto fatto, e delle motivazioni che stanno alla base di tutto ciò, credo tu abbia ragione: tutto l’ambaradan risulta sconosciuto ai più. Del resto il “succo” del progetto è in rete dal 2001 (a questo indirizzo), al quale nel 2010 è subentrato il sito di Lozzo con l’argomento trattato in una sezione specifica del medesimo. Sui motori di ricerca, peraltro, se scrivi “sentieri lozzo di cadore” salta fuori tutto e di più. Però se uno va in giro su un territorio che non conosce e che intende conoscere, non può fermarsi all’apparenza…

  3. talaren
    16 Ottobre 2015 @ 16:48

    Io me la son messa, in versione digitale, come sfondo sul gps del telefono… Praticamente giro alla cavolo per Lozzo e non mi perdo mai…
    C’è solo che da ringraziare Danilo per l’immane lavoro, e mi par strano che sia sconosciuta agli internauti visto che basta anche solo cercare “carta lozzo” e salta fuori dappertutto.