PDL: un partito di marmellata gestito con metodi di marmellata da uomini di marmellata

Digiamogelo. Se un partito che deteneva il 37% dei voti a livello nazionale si ritrova oggi con il 17% (la rimonta del caimano sembra si stia affievolendo), vuol dire che è un partito di marmellata gestito con metodi di marmellata da uomini di marmellata.

Perché, quando hai un 37%, quello che devi fare è cementare questo consenso ed alimentarlo facendolo crescere tendenzialmente fino ed oltre la maggioranza assoluta (se non di partito certamente di coalizione, al di là di premi di maggioranza dovuti alle regole elettorali).

Lo ripeto: per dilapidare questo patrimonio di voti bisogna essere uomini di marmellata. E noi li abbiamo visti al lavoro, questi uomini di marmellata. Sia a livello nazionale che a livello locale. Vanno puniti, vanno annientati.

La marmellata va tolta anche dalle strade. In fondo è una questione di decoro, un dovere civico.

 

4 commenti per PDL: un partito di marmellata gestito con metodi di marmellata da uomini di marmellata

  • Arty

    Grande Danilo tra provincia e bim le hanno fatte tutte.

  • […] in basso da diventare una caricatura di se stesso. Così per il PDL: se sei un partito di m… marmellata non è che con un telo messo frettolosamente sopra alle nequizie prodotte finora il tanfo non si […]

  • Cagliostro

    @Danilo,
    quello che scrivi è senz’altro tutto vero. Io aggiungerei che il motivo principale del mancato mantenimento del consenso sui livelli del 37% è soprattutto da ascriversi al fatto che siamo di fronte ad un raggruppamento politico di natura ‘proprietaria’, dove non si è mai tenuto un vero congresso, dove vigono solo i diktat del padre-padrone, dove, insomma, non alligna la democrazia e dove sono ospitati molti personaggi dediti solo alla cura del loro ‘particulare’, privi come sono di ogni senso etico e di qualsivoglia sensibilità sociale. Che cosa può sortire di buono da una compagnia la cui storia va dai vari Previti, Dell’Utri, Cosentino e, giù giù, fino agli attuali Verdini, Cesaro, Formigoni, Polverini, Romani, Fiorito, ‘Santa-de-ché’ ect. ect.?
    Ora assistiamo alla recrudescenza del solito italico difetto. Molti sembrano aver dimenticato come e dove ci trovavamo nel Novembre 2011, del precipizio che ci stava davanti, delle figure barbine rimediate in Europa e nel Mondo dallo screditato (e redivivo!!) Re di denari. Si tratta di personaggio privo di ogni senso del pudore che ora ha l’ardire di ripresentarsi come se nulla fosse accaduto nella sua quasi ventennale deleteria presenza nell’agone politico. E molti dimostrano insipienza e smemoratezza, che può veramente far male a tutti noi. Ritengo che il detto di Abramo Lincln sulle conseguenze delle menzogne propinate con insistenza al popolo sia più che mai attuale. Questo signore sarà, alla lunga, vittima delle sue stesse azioni. Il guaio è che la rovina potrebbe essere anche la nostra…
    NB Oggi ho ricevuto la nota lettera del Berlusca con unito un depliant sulle note ‘realizzazioni’del contratto con gli Italiani letto anni addietro nel salotto vespasiano. “Tutto realizzato, tutto fatto” dice il gran Bugiardo. E molti inneggiano ancora a questo impresentabile soggetto dalla ‘faccia di tolla’…

  • frank

    In Italia siamo tutti… dottori

    Per un master, Giannino,
    entrò in declino
    l’amico professor
    firmò il destino