7 Comments

  1. sd10
    13 Maggio 2011 @ 11:00

    caro danilo, visto che per parlare sono tutti capaci perche nn pensi un attimo che sd10 centra poco cn questo e visto che ci tieni tanto invece di parlare e criticare nn fai te da signorina vistp che sei colto della zona ?
    Gradirei una rsposta

  2. gianni
    13 Maggio 2011 @ 11:47

    io trovo che la stazione dolomiti sia stata fatta solo per interessi personali e che di scopo turistico informativo per il cadore nn abbia portato nessun vantaggio anzi…
    Non trovo giusto che un edificio pubblico sia stato destinato per avvantagiare persone che non hanno assolutammente bisogno! Una vergogna

  3. Pierluigi Marengon
    13 Maggio 2011 @ 12:27

    Ciao Danilo, ti ringrazio del post fatto nel tuo blog.
    Uniche due precisazioni.
    1- Non è vero che il viandante è stato abbandonato a se stesso. Il personale della Stazione Dolomiti si è sempre prodigato a dare informazioni anche nei momenti di assenza del personale della IAT. Purtroppo, al momento, nessuno, ufficialmente, presiede il punto informativo ma i turisti vengono accolti ed ascoltati ed informati sempre dal personale Stazione Dolomiti. L’orso non c’è più… come neppure DINO, e da un bel pezzo (si vede che è da molto che non metti piede nella Stazione Dolomiti).
    Devo però darti ragione quando dici che il centro informativo della Stazione Dolomiti doveva essere “la porta delle Dolomiti” ma noi più di così non possiamo fare. Forse queste lamentele e critiche dovrebbero essere rivolte agli organi competenti.
    Il negozio, il bar e l’ufficio Guide Alpine non hanno mai perso “un colpo” da quando abbiamo aperto. Penso tu possa darne atto.
    – SlackLine Park: pensavamo di fare qualcosa di nuovo, innovativo e simpatico. Il parco è fruibile gratuitamente da tutti e considerando che è uno dei primi d’Italia possiamo tutti, anche tu, esserne orgogliosi e comunicarlo all’esterno come qualcosa di qualificante per il Cadore. Cerchiamo di dare anche rilievo agli aspetti positivi e non solo a quelli negativi!!!!

    Ciao
    Pierluigi Marengon

  4. Danilo De Martin
    13 Maggio 2011 @ 13:38

    @sd10,
    non è vero che Stazione Dolomiti c’entra poco, non c’entra per niente. Ed io che pensavo di aver fatto quel tantino di pubblicità (pur ai miei soli 25 lettori di manzoniana memoria)! Il resto dell’articolo è una nota critica su come viene utilizzato il Centro Informativo di Caralte, quello che doveva essere lo “star gate” turistico verso il Cadore (vatti a leggere gli articoli sulla stampa locale della scorsa stagione in occasione dell’inaugurazione di SD10 e le solite cazzatuccole dette dai politici: Piccoli, Svaluto, Bottacin, Toscani & C.). Ad agosto dello scorso anno ho fatto un salto a Caralte presso SD10 e quello che ho visto è quello che ho raccontato. Il fatto che la cuccia dello IAT fosse vuota ed in assenza della signorina fosse esposta una più o meno ben distribuita accozzaglia di depliant stile h24, non fa certo onore ad un Cadore che intende “rilanciare” il turismo.

    Il negozio e punto vendita Viking da una parte e l’ufficio Guide dall’altra fanno poi il loro mestiere e, per quanto ho potuto vedere, lo fanno molto bene. La dotazione tecnologica con cui Barbiero illustra la propria attività, per fare un esempio, farebbe invidia al più consumato “hacker”. Inoltre, lo ho visto con i miei occhi, se possono si danno da fare per sostituirsi alla mancanza del personale IAT ma, allo stesso tempo, sempre visto con i miei occhi e non può che essere così, al sopraggiunge di un cliente devono cortesemente e necessariamente autosospendere la propria dissertazione informativa per riprenderla, semmai, a cliente servito. Pitosto che pitosto … ma non è così che si fa accoglienza ed informazione. La battuta finale sul maxischermo va letta, credimi, come una manifestazione di “solidarietà” (e non certo verso le istituzioni).

    per quanto riguarda il “parlare, criticare, fai te da signorina …” siamo alle solite. O uno è costretto a non dire niente oppure deve sostituirsi nel fare ciò che altri (preposti) non fanno o fanno male (secondo la mia opinione). Una via di mezzo no?

  5. Danilo De Martin
    13 Maggio 2011 @ 14:34

    Ciao Pierluigi,
    replicando a @sd10, senza rendermi conto dell’arrivo del tuo commento, ho già chiarito che, per quanto ho potuto vedere e verificare a suo tempo, e tu ce lo confermi, il personale di Stazione Dolomiti sta interpretando nel modo corretto la sinergia pubblico-privato di cui tanto si parla. Ma trapela anche, dalle tue parole, che la sinergia, per ora, è più … privata che pubblica e non c’è modo di darti torto.

    Questa mattina presto stavo per scrivere due righe sui bandi della comunità montana della passata stagione per l’acquisto di animali atti a “segare l’erba” quando ho visto, fra le varie notizie che aggrego, che Stazione Dolomiti inaugura uno Slackline Park. Visto che è per domani, ne ho voluto parlare subito (avrei potuto farlo uno qualsiasi dei prossimi giorni) per dare quel po’ di risalto che può venire da questo blog. Anche il video d’esempio che ho scelto va in questa direzione, quelli “estremi” li ho semplicemente lincati.

    Allo stesso tempo, non essendo il mio blog una vetrina generalista sugli avvenimenti che accadono in Cadore, ho dato alla notizia il taglio che mi è consono, mettendo in risalto una pecca istituzionale che non è qualificante (e che voi siete chiamati impropriamente a colmare). E’ difficile, insomma, che possa riuscire a spingermi ad un’esortazione del tipo “tutti da Stazione Dolomiti a provare lo Slackline”. Però un minimo d’impegno ce l’ho messo e lo hai già riconosciuto nel tuo cortese ringraziamento. Quanto all’orgoglio hai tutte le ragioni. Per un atto di fede e di orgoglio “totale” (in relazione allo Slackline), però, ho bisogno di una prova sul campo, che verrò a fare quanto prima…

  6. Anonimo
    13 Maggio 2011 @ 14:50

    ciao Danilo,
    non so chi ha postato a nome sd10. Non io di certo. Penso tu possa risalire alla mail.
    Ho letto il tuo post e ho cercato di dare una risposta. Purtroppo quando si scrive si può essere fraintesi.
    Noi ce la mettiamo tutta e cerchiamo di fare la parte anche del pubblico ma non è semplice. Siamo comunque, vedi @gianni, oggetto di critiche. Non posso che darti ragione. Ti ringrazio nel condividere e ammettere che lo staff Stazione Dolomiti cerca di mettercela tutta anche in campo “informativo”.
    Onestamente un ufficio informazioni funzionante ed efficiente farebbe comodo anche alla nostra attività.
    @Gianni. Se non ci fosse STAZIONE DOLOMITI, che qualifica e valorizza l’immobile sarebbe una cattedrale nel deserto. Lo spazio per le INFO c’è ed è lì a disposizione della IAT.

  7. picon
    13 Maggio 2011 @ 18:53

    Gianni,che gli interessi personali ci siano, lo concordo con te, sono gli interessi degli amministratori pubblici che buttano il denaro pubblico pur di fare qualcosa, vedasi l’icubatore qualche centinaio di metri sotto, il multiphisiclab di Vallesella,il trasferimento della sede della Comunità Montana e potrei farti un elenco praticamente infinito. Non concordo affatto con te sul fatto che “un edificio pubblico sia stato destinato….Se non interveniva il privato avresti avuto un’altra cattedrale nel deserto (scusa chiesetta)dovremmo dire grazie a questi signori che hanno rischiato, che hanno messo dei capitali propri per completare i lavori, che continuano a investire, logico che, come tutti gli imprenditori, lo fanno per il proprio tornaconto ma mi sento di dire che il Cadore avrebbe bisogno di qualche dozzina di imprenditori del genere.
    Buon fine settimana.