6 Comments

  1. Danilo De Martin
    1 Dicembre 2009 @ 11:44

    Cito dall’articolo:

    Andare con Trento e Bolzano? Ma quelli non ci vogliono! Stanno già benissimo così, tanto è vero che si sono fatti mettere nero su bianco che in caso del cosiddetto federalismo fiscale i loro diritti acquisiti non verrano toccati.

    Infatti, notizia uscita tra ieri (30 novembre 2009) ed oggi: I presidenti delle Provincia autonome di Trento e Bolzano hanno siglato questo pomeriggio a Milano con i ministri all’economia Giulio Tremonti e alla semplificazione Roberto Calderoli l’ intesa che apre la strada, anche in Trentino e Alto-Adige, al federalismo fiscale e al conseguente nuovo modello di finanza provinciale. (vedi comunicati stampa Prov. Aut. Trento e Prov. Aut. Bolzano).

    Nei comunicati stampa si può leggere, per esempio: “Si è giunti quindi a delineare un nuovo equilibrio fra Provincia autonoma e Governo, che comporterà per il Trentino qualche rinuncia ma anche qualche nuova attribuzione autonomistica.” Ed ancora: “… per converso la Provincia si vedrà innanzitutto estendere il principio del ritorno dei 9/10 delle imposte a voci finora non previste (ad esempio le accise per gasolio per il riscaldamento). Lo Stato inoltre ha sbloccato la corresponsione degli arretrati, (circa 4 miliardi di euro) che inizieranno ad essere pagati con rateizzazione a partire dal prossimo anno …”.

    In buona sostanza: prima i nostri cugini si tenevano i 9/10 dei tributi (eccezion fatta per alcune quisquiglie). Adesso invece si tengono i 9/10 dei tributi ma hanno riconosciuto il valore di quanto stabilito all’art. 27 della legge 42/2009, lì dove si stabilisce “l’obbligo anche per le autonomie speciali di concorrere “al conseguimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà ed all’esercizio dei diritti e doveri da essi derivanti, nonché al patto di stabilità interno e all’assolvimento degli obblighi posti dall’ordinamento comunitario”.

    Come volevasi dimostrare.

  2. Danilo De Martin
    1 Dicembre 2009 @ 19:33

    Bisogna però dire che sono forti i Sudtirolesi. Dò seguito a ciò che ho scritto nel commento precedente perché ora vi posso rendere conto del perché, come sottolineava il Capitano delle Cernide nell’articolo, per le provincia autonome non cambia niente (e avevano voluto assicurazione scritta di tutto ciò). Dal comunicato stampa della provincia autonoma di Bolzano:

    Secondo il nuovo modello di finanziamento dell’autonomia, da un lato spariranno la quota variabile (300 milioni €), la somma sostitutiva dell’Iva all’importazione (330 milioni) e la possibilità di partecipare alle leggi di riparto nazionali (leggi di settore, 60 milioni), ad eccezione dei fondi comunitari; per contro la Provincia si vedrà innanzitutto estendere il principio del ritorno dei 9/10 delle imposte alle voci finora non previste: le accise per gasolio per il riscaldamento (stimata in 23 milioni), l’imposta sulle assicurazioni anche fuori dal territorio provinciale (21 milioni di maggiori entrate), l’imposta sui giochi (21,8 milioni), il contributo sanitario sui premi assicurativi, non più versato al fondo nazionale (15,5 milioni), l’IVA sui prodotti importati, calcolato ora sul rapporto tra consumi nazionali e provinciali (147 milioni in più), IRES e imposte sostitutive su rendite finanziarie (incremento di 75 milioni all’anno) con la regionalizzazione del gettito nel rapporto tra PIL locale e nazionale. Un totale di oltre 303 milioni €.

    Da un lato spariscono 300 milioni di €, dall’altro entrano 303 milioni di €. Come volevasi quindi dimostrare.

  3. Danilo De Martin
    2 Dicembre 2009 @ 15:18

    Traggo dal Gazzettino:

    Le Province autonome di Trento e Bolzano, incalzate dal Governo alla prese con l’attuazione della legge sul federalismo fiscale, dal 2010 lasceranno nelle casse dello Stato 1 miliardo 130 milioni l’anno. Ma la formula meno entrate e più competenze non varierà di molto il saldo dei loro bilanci. Bolzano resterà sui 5 miliardi l’anno. In cambio avranno nuove funzioni e trasferimenti per 200 milioni di euro (100 ciascuna), ma di questi 80 (40+40) dovranno finanziare progetti avanzati dai Comuni di confine del Veneto e della Lombardia. «Dopo anni di battaglie – annuncia il bellunese Aldo Brancher, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al federalismo -, sono felice di aver portato qualcosa alle mie montagne, rispondendo al richiamo delle mie origini».

    Così si affossa solo la voglia di autonomia che (mi auguro) serpeggia nella nostra gente. I comuni che confinano con le autonomie vedranno portato a termine qualche progetto, e finiranno per starsene zitti nel cantuccio, aspettando la goccia d’acqua elargita con così tanta “generosità”, che non potrà mai spegnere loro la sete. Gli altri moriranno, di sete, trascinando con sé anche i “confinanti”.

  4. Il Capitano delle Cernide
    2 Dicembre 2009 @ 16:34

  5. Danilo De Martin
    2 Dicembre 2009 @ 22:40

    Illuminante!

  6. Provincia Autonoma di Belluno Dolomiti: autonomia e referendum » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    11 Dicembre 2009 @ 08:53

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