da estirpare per prima è la casta dei burocrati (se ne sono accorti anche al Corriere)

L’ho sempre detto: la casta dei politici è fetente ma costa relativamente poco e si può tentare di cambiare con qualche brusca sterzata (vedi per esempio la mastodontica prova di forza del M5S alle ultime politiche). Ma è la casta dei burocrati, in particolare quella che ha messo radici nei ministeri, che è sede di un potere immane anche se silente e che va estirpata per prima, se solo si vuole provare a rialzarsi dalla polvere. Se ne sono accorti anche Alesina e Giavazzi:

[…] Ma il nuovo governo non farà nessuna di queste cose se non sostituirà radicalmente i burocrati che gestiscono i ministeri (riformando i contratti della dirigenza pubblica e allineandoli a quelli del settore privato) cominciando dalla casta dei capi di gabinetto. Per farlo ci vuole coraggio perché questi signori sono depositari di «dossier» che tengono segreti per proteggere il loro potere. Bisogna aver il coraggio di mandarli tutti in pensione. All’inizio i nuovi ministri faranno molta fatica, ma l’alternativa è non riuscire a fare nulla.

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