Downgrade di destra e di sinistra

Che questo governo sia grottescamente burlesco non v’è alcun dubbio. Però anche la sinistra, quando guidava l’autobus del governo, ne ha fatte di uscite di strada. Anche la sinistra, pardon la menistra, ha fatto più volte ridere i polli. Ieri S&P ci ha downgradato. Ed il juke-box della menistra ha iniziato a suonare lo stesso motivetto dalle Alpi alle Piramidi.

Ma nell’ottobre del 2006 Fitch e S&P abbassarono il rating dell’Italia. E allora c’era la menistra al governo, con la manovra firmata da Padoa-Schioppa e controfirmata dal Prodone. E’ vero, la menistra aveva adagiato da poco il culo sulle poltrone di Governo.

Ma la nota in cui si definivano i perché del downgrade così recitava:

“La riduzione del rating sull’Italia riflette la risposta inadeguata del nuovo governo alle sfide strutturali dell’economia e del bilancio dell’Italia,- affermava allora in una nota l’analista Moritz Kraemer-. La Finanziaria fa poco per avanzare significativamente sulla strada di riforme sul lato dell’offerta e nei fatti porterà ad un aumento netto della spesa in percentuale del pil invece di ridurre l’alta spesa, che è la causa di fondo degli squilibri di bilancio italiani”

Non c’era la crisi che c’è ora ma Destra e Sinistra, pardon nuovamente, Mestra e Menistra, pari sono.

Foto: Daw

3 commenti per Downgrade di destra e di sinistra

  • Plinio Calligaro

    Non sono un economista ma, la cronostoria del declassamento italiano(1) risale a prima del 2006 (e non come detto da Il Giornale al 2006), in questo ordine:

    Gennaio 2003
    Standar&Poor’s modifica le prospettive della AA da stabili a negative.

    Luglio 2004
    Standar&Poor’s declassa da AA ad AA- il rating dell’Italia

    Giugno 2005
    Anche Fitch modifica le prospettive della AA da stabili a negative

    Agosto 2005
    Standar&Poor’s modifica le prospettive sulla AA- da stabili a negative

    Maggio 2006
    Fitch modifica le prospettive da negative a “rating watch negative”

    Ottobre 2006
    S&P passa da AA- ad A+. Fitch passa da AA ad AA- con prospettive stabili

    Settembre 2011
    Standard&Poor’s taglia il rating dell’Italia da A+ ad A.

    Fra 12-18 mesi
    Se nulla cambia Standard&Poor’s ha promesso un nuovo abbassamento

    Ora, ammesso anche che la cosa sia bipartisan è evidente che stare a vedere le colpe del passato non risolve i problemi attuali. Quello che ha senso è capire che oggi l’Italia è stata declassata ad A con prospettive negative ed era ad AA- del 2006 con prospettive stabili (governo Prodi), lo spread bund tedeschi-btp è aumentato pericolosamente a 395 nonostante l’aiuto della Bce, vi è un’impennata dei credit default swap (misura del costo della protezione contro il default) dell’Italia, è stata fatta una manovra che aumenta la pressione fiscale sui cittadini e blocca la crescita economica, abbiamo dei politici che pensano a mantenere stabili i costi della casta e minacciano farfugliate secessioni, non vi è lotta all’evasione fiscale perchè tanto pagano gli altri e il nostro premier è affetto da satiriasi, va a puttane che poi assume a spese dello Stato e dice solo di aiutare persone bisognose (sorvolo sul come la stampa estera ci vede perchè basta leggere le maggiori testate giornalistiche internazionali per capirlo). La soluzione: Mr B e la sua cricca devono dimettersi in blocco perchè sono inutili e pericolosamente dannosi (alcuni politici sono talmente ignoranti che non sanno neanche cosa votano ma rispondono ad ordini di partito come le cavie negli esperimenti pavloviani); largo ai giovani, derubati del proprio futuro da questi esseri ignobili che non meritano nessuna forma di rispetto perchè manco si vergognano (altro che onorevoli). In tal modo, sicuramente i nostri mercati potranno respirare evitando l’asfittico declino…

    (1) Il Fatto Quotidiano del 21/09/2011 pag.2

  • @Plinio, ottime le tue precisazioni, soprattutto la sottolineatura dello spread sui Bund che è quello che conta per i mercati e che potrebbe segnalare l’inizio della partita del “domino Italia”. Ho letto una ipotesi non inverosimile sulle aspettative future, previste in base a ciò che è già successo a Portogallo, Irlanda e Grecia. Da togliere letteralmente il sonno. Spazio ai giovani, certo, ma anche qui la Casta non ci sente …

  • Plinio Calligaro

    @Danilo, in effetti è come aprire il giornale e leggere il proprio nome tra le pagine del necrologi. A rafforzare quello che tu dici, proprio perchè non sono un economista rimando a quanto detto da un vero economista:

    http://www.youtube.com/watch?v=f6Vmp5S-OkQ&feature=player_embedded

    Quello che da fastidio è un governo che dice che non c’è nessuna crisi, che rimane immobile nella propria incompetenza segnando il destino delle famiglie (che comunque continuano a vivere in una zona limbo invece di svegliarsi e dire basta!!!). Politici incompetenti che si credono dei geni dell’economia e della finanza (a iniziare dallo pseudo genio tremontagne!!!)…Insomma questo governo deve dimettersi perchè non è credibile per crescere, è quello che chiedono i mercati!!!