3 Comments

  1. Plinio Calligaro
    21 settembre 2011 @ 14:03

    Non sono un economista ma, la cronostoria del declassamento italiano(1) risale a prima del 2006 (e non come detto da Il Giornale al 2006), in questo ordine:

    Gennaio 2003
    Standar&Poor’s modifica le prospettive della AA da stabili a negative.

    Luglio 2004
    Standar&Poor’s declassa da AA ad AA- il rating dell’Italia

    Giugno 2005
    Anche Fitch modifica le prospettive della AA da stabili a negative

    Agosto 2005
    Standar&Poor’s modifica le prospettive sulla AA- da stabili a negative

    Maggio 2006
    Fitch modifica le prospettive da negative a “rating watch negative”

    Ottobre 2006
    S&P passa da AA- ad A+. Fitch passa da AA ad AA- con prospettive stabili

    Settembre 2011
    Standard&Poor’s taglia il rating dell’Italia da A+ ad A.

    Fra 12-18 mesi
    Se nulla cambia Standard&Poor’s ha promesso un nuovo abbassamento

    Ora, ammesso anche che la cosa sia bipartisan è evidente che stare a vedere le colpe del passato non risolve i problemi attuali. Quello che ha senso è capire che oggi l’Italia è stata declassata ad A con prospettive negative ed era ad AA- del 2006 con prospettive stabili (governo Prodi), lo spread bund tedeschi-btp è aumentato pericolosamente a 395 nonostante l’aiuto della Bce, vi è un’impennata dei credit default swap (misura del costo della protezione contro il default) dell’Italia, è stata fatta una manovra che aumenta la pressione fiscale sui cittadini e blocca la crescita economica, abbiamo dei politici che pensano a mantenere stabili i costi della casta e minacciano farfugliate secessioni, non vi è lotta all’evasione fiscale perchè tanto pagano gli altri e il nostro premier è affetto da satiriasi, va a puttane che poi assume a spese dello Stato e dice solo di aiutare persone bisognose (sorvolo sul come la stampa estera ci vede perchè basta leggere le maggiori testate giornalistiche internazionali per capirlo). La soluzione: Mr B e la sua cricca devono dimettersi in blocco perchè sono inutili e pericolosamente dannosi (alcuni politici sono talmente ignoranti che non sanno neanche cosa votano ma rispondono ad ordini di partito come le cavie negli esperimenti pavloviani); largo ai giovani, derubati del proprio futuro da questi esseri ignobili che non meritano nessuna forma di rispetto perchè manco si vergognano (altro che onorevoli). In tal modo, sicuramente i nostri mercati potranno respirare evitando l’asfittico declino…

    (1) Il Fatto Quotidiano del 21/09/2011 pag.2

  2. Danilo De Martin
    21 settembre 2011 @ 14:23

    @Plinio, ottime le tue precisazioni, soprattutto la sottolineatura dello spread sui Bund che è quello che conta per i mercati e che potrebbe segnalare l’inizio della partita del “domino Italia”. Ho letto una ipotesi non inverosimile sulle aspettative future, previste in base a ciò che è già successo a Portogallo, Irlanda e Grecia. Da togliere letteralmente il sonno. Spazio ai giovani, certo, ma anche qui la Casta non ci sente …

  3. Plinio Calligaro
    21 settembre 2011 @ 19:17

    @Danilo, in effetti è come aprire il giornale e leggere il proprio nome tra le pagine del necrologi. A rafforzare quello che tu dici, proprio perchè non sono un economista rimando a quanto detto da un vero economista:

    http://www.youtube.com/watch?v=f6Vmp5S-OkQ&feature=player_embedded

    Quello che da fastidio è un governo che dice che non c’è nessuna crisi, che rimane immobile nella propria incompetenza segnando il destino delle famiglie (che comunque continuano a vivere in una zona limbo invece di svegliarsi e dire basta!!!). Politici incompetenti che si credono dei geni dell’economia e della finanza (a iniziare dallo pseudo genio tremontagne!!!)…Insomma questo governo deve dimettersi perchè non è credibile per crescere, è quello che chiedono i mercati!!!