10 Comments

  1. Griso
    21 Giugno 2010 @ 09:54

    @Cagliostro,
    caspita! E’ vero, il Municipio di Lozzo è il classico “porto delle nebbie” tanto è avvolto nei misteri. Di queste nebbie e di questi misteri vogliamo fare un breve elenco?

    a) mistero Baite con una sanatoria da “amici di m…” ed una posizione ancora in sospeso, pur essendo stato dichiarato essenziale l’accordo con TUTTI gli interessati (mistero fitto);

    b) Caserma di Sora Crepa: nebbia in riferimento agli eventi vecchi e recenti legati alla diatriba giudiziaria, alla misteriosa chiave, ai lavori di sistemazione del tetto, alla tattica ed alla strategia per uscire dall’impasse;

    c) depistaggio sulle vere finalità della alienazione degli appartamenti della Cooperativa e silenzio totale sull’intera vicenda ed i suoi risvolti (mancata perizia asseverata, parere del revisore nel contesto della delibera ecc.);

    d) gestione del personale con la misteriosa vicenda dello scioglimento del Corpo di polizia urbana, la partecipazione al Consorzio ed ora il suo scioglimento. Quanto è costato il tutto in termini economici e di efficacia del servizio, compreso quello di controllo del patrimonio boschivo?;

    e)controllo ICI: che fine hanno fatto i tanto reclamizzati controlli a tappeto? Chi li ha visti? Forse dobbiamo interessare la nota trasmissione televisiva per sapere qualche cosa!!;

    f) fitto mistero poi sugli strani lavori (fatti e rifatti) a Palazzo Pellegrini, sulla strada della Manadoira ecc.;

    g) Parco di Loreto: si sa niente della messa a dimora delle piante a foglia larga, tanto reclamizzate dal sindaco?

    h) Perché si fanno acquisti a “corpo” in località Vellezza per la costruzione della arcinota centralina? La trasparenza non imponeva forse di indicare le superfici e sottolineare la vera utilità dell’acquisto?

    E l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Faccio solo una ultima considerazione: perché si insiste nel non voler usare il sito del Comune per la pubblicizzazione degli atti amministrativo/gestionali?
    Oltre tutto si è lasciata un’arma notevole nelle mani della minoranza…
    Conclusioni logiche: “UN POTERE AVVOLTO NEL SEGRETO E’ UN POTERE ANTIDEMOCRATICO” (Zagrebelsky, insomma, ha colto nel segno).

  2. È potere per il potere | Politica Italiana
    21 Giugno 2010 @ 10:45

    […] via http://www.lozzodicadore.eu/blog/e-potere-per-il-potere.html Posted by admin on giugno 21st, 2010 Tags: News, Politica Share | […]

  3. Alberto Da Pra Tetto
    21 Giugno 2010 @ 10:58

    Non dimentichiamoci che, nella curiosa situazione italiana, chi permette a “sua altezza” (!!) di restare al potere, nonostante le innumerevoli ed evidenti “porcate”, è il “Fedele Alleaten Galeazzo Musolesi” (cfr. Sturmtruppen) che, traditi gli ideali di chi lo votò per scardinare il sistema centralista, ora si pasce beato nel trogolo romano e prepara persino la strada per i propri figli inebetiti.

  4. Frison
    21 Giugno 2010 @ 23:24

    “Galeazzo Musolesi” tiene in piedi il “Re di denari” e quest’ultimo ha tenuto e tiene in vita il compagno di merende, cialtrone fin che si vuole ma non stupido. I due si sostengono a vicenda finché la corda tiene. Quando questa si spezzerà, ossia quando il Federalismo lo si vedrà con il cannocchiale rovesciato, il Padano scaricherà il tycoon una seconda volta, senza tanti complimenti. E allora sarà il momento decisivo per la Democrazia italiana. E’ inutile girarci intorno: le Istituzioni sono in mano a gente di genere così poco “commendevole” che perfino il venerabile Gelli ha tenuto a far sapere che sconfessa questa classe di governo per inettitudine. Ora poi, anziché provvedere alla nomina del sostituto di Scajola( ministero dello Sviluppo economico, ex Industria), ruolo molto importante, sostituzione promessa al Capo dello Stato “entro pochi giorni”, l’Unto ha ritenuto opportuno porre al riparo da convocazioni in Tribunale (il 26 di questo mese) l’ex prete ed ex carcerato in via preventiva, tale on. Brancher (di Trichiana), già condannato in 1° e 2° grado a 2 anni e otto mesi, poi “prescritto” in Cassazione per un reato e salvato dal 2° reato per applicazione di una legge di quelle definite “in corso d’opera” o ad personam. Ora, perfino Bossi sembra essersi scocciato, giacché il nuovo ministro ha il discastero “per l’attuazione del Federalismo”, quando già tre ministri si stanno occupando dello stesso tema (compreso lo stesso senatur). Ma sono cose serie queste? Ma in che Italia ci è dato vivere?
    Anche nella realtà di Lozzo le analogie con la politica nazionale non mancano. Anche noi abbiamo l’onnipotente, anche noi abbiamo l’eminenza grigia locale (il Gasparri domestico), anche noi abbiamo il Cappezzone locale (aspirante sindaco), anche noi abbiamo il Cicchitto locale (assessore per autonomasia). Soprattutto, anche noi abbiamo gli illusionisti della politica, coloro che, elettoralmente, hanno fatto un sacco di promesse, regolarmente andate deluse. Dove sono gli aiuti alle famiglie in difficoltà ed ai lavoratori che hanno perso il lavoro? Perché sono state fatte scelte dispendiose ed ora non ci sono più mezzi per affrontare anni di vacche magre? Questa sera Antenna tre ha mandato in onda un servizio che ipotizza la morte della montagna bellunese e la bancarotta possibile di alcuni Comuni.Chi è stato lungimirante (formica) nel recente passato forse si potrà salvare, chi è stato poco previdente (cicala) con investimenti e scelte non prioritarie ed anche inutili e dispendiose, ora che la finanziaria morde si trova in forte disagio e gli amministrati pagheranno assai cari gli errori dei detentori del “potere”…

  5. Ghino di tacco
    23 Giugno 2010 @ 11:49

    Caro redattore,
    da un po’ di tempo noto che la partecipazione dei lettori ai commenti degli articoli è rivolta soprattutto a tematiche che, pur importanti, rivestono carattere prettamente locale e denotano una limitata visione di insieme della realtà del nostro tempo. Le osservazioni risultano infatti avulse da considerazioni più consone ad una realtà economico-sociale che certamente discende da problematiche “politiche” il cui nucleo centrale è da individuarsi in responsabilità ed inadempienze di carattere generale, anche se queste-va sottolineato- finiscono poi per riverberarsi anche nella conduzione di piccole comunità come la nostra. L’articolo sopra riportato ed il commento dell’estensore fanno appunto riferimento a tematiche e considerazioni sulla situazione di degrado etico-morale che portano ad una nefasta metamorfosi politica e giuridica della struttura stessa della nostra realtà statuale. Di solito il pesce, quando sta andando a male, incomincia a puzzare dalla testa ma poi il lezzo si espande a tutto il corpo. Così appare la situazione sopra evidenziata: da Roma la situazione deteriorata si espande a Venezia (Regione), a Belluno (provincia) ed infine a Lozzo (Comune). E di virtuosità Zagrebelsky mi sembra ne intravveda molto poche a tutti i livelli. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: c’è un “magna-magna” indescrivibile, un carrierismo esasperato che si serve di demagogia, di ipocrisia, di oligarchie super organizzate, il tutto finalizzato alla conquista del “POTERE PER IL POTERE”, infischiandosene dei bisogni della gente, che vanno via via aumentado con il radicalizzarsi della crisi morale, civile ed economica che ci sta portando alla rovina.
    Di questo bisognerebbe dibattere, di questo però noto una assenza assoluta di interesse. Verrebbe da pensare che certa mentalità, diffusa nelle 3/4 regioni dove il clientelismo e la malavitosità hanno incominciato ad irradiarsi, stia prendendo piede anche da noi, radicando un individualismo gretto ed un menefreghismo assenteista che porta, inevitabilmente, ad una volontà omertosa di “farsi gli affari propri”, di non disquisire su tematiche di interesse collettivo, di lasciare che le cose seguano il loro deteriore corso, sperando che la “nuttata” di Eduardiana memoria “abbia a passare”.
    Con questi presupposti c’è poco da stare allegri, a Roma come a Lozzo.
    NB Spero comunque che alcuni miei concittadini possano prendere il coraggio a due mani e partecipare attivamente al dibattito che l’articolo sopra riportato voleva evidentemente innescare. La conoscenza e l’istruzione sono il migliore antidoto alla deriva, purtroppo, in atto.

  6. Attilio Bianchi
    23 Giugno 2010 @ 12:00

    I capi supremi vanno lasciati fare, perché ci si accorgerà ben presto che di supremo hanno solo la faccia tosta…dispiace che Lozzo sia diventato un Comune “stile naia…stile collegio”, cioè armiamoci e partite…e soprattutto dispiace che si sia persa la Repubblica Parlamentare (oramai relegata a semplice conta dei voti) a favore di una Repubblica del Presidente del Consiglio (ruolo minoritario nel contesto delle cariche costituzionali)…… ma come diceva Jafar ad Aladino nel celebre film Disney …” e ricordati figliolo la regola numero uno…chi ha i soldi se ne frega delle leggi”. Sane e bona autonomia.

  7. Arturo Da Pra Tetto
    24 Giugno 2010 @ 12:17

    Buongiorno, mi è giunta voce che all’interno del blog è stato recentemente inserito un post relativo alle baite, presumo di Pian dei Buoi. Vado a verificare è trovo il commento di un anonimo detto “Griso” al quale fino all’ultimo sono stato tentato a non replicare, poi ho pensato che alcuni aspetti vadano chiariti. Mi rivolgo a Lei solo ed esclusivamente per quanto riguarda il contenuto all’interno del paragrafo a) e per la parte relativa agli atti di comproprietà della mia famiglia, il quale ovviamente conosco tutti i dettagli. Quando leggo queste notizie da “piazza o da bar”, posso solamente invitarLa a venirmi a trovare per prendere visione dell’intera documentazione e Le assicuro che non si tratta di “due fogli”, quindi si prenda il tempo necessario. Le ricordo, ma probabilmente non lo sa, altrimenti non avrebbe scritto quello che ha scritto, che l’immobile relativo alla mia famiglia è stato edificato con REGOLARE nulla osta edilizio dell’epoca, datato 1969, rilasciato dal Sindaco di allora, quindi il termine sanatoria per quanto mi riguarda è del tutto fuori luogo. Per sua cultura personale, attualmente l’immobile risulta accatastato in categoria A3 con regolare pagamento dell’ICI. Lei casca male, ha sbagliato indirizzo nel commentare affermazioni prive di fondamento e imprecise nei contenuti, ripeto per la parte di mia competenza. Concludo, dicendo che NON è gradita una replica se non nei termini sopra descritti, cioè la presa visione personale dei documenti in mio possesso, in modo che forse potrà anche farsi portavoce per tutti quelli che la pensano come Lei. Punto. Purtroppo mi limito a prendere atto che il detto popolare “la madre dell’ignoranza è sempre incita” sia sempre di attualità.

    Cordiali saluti
    Da Pra Arturo
    Via Padre Marino, 332
    Lozzo di Cadore (BL)

  8. griso
    25 Giugno 2010 @ 06:34

    Con la presente intendo esercitare un doveroso diritto di replica nei confronti di tale Arturo Da Pra. Questo signore vorrebbe perfino dettarmi le condizioni perché io possa intervenire: si tranquillizzi!, conosco assai bene le normative sulla stampa e sui mezzi di informazione. In quanto poi a gratificarmi citando maldestramente detti popolari che mi attribuirebbero patenti di “ignoranza”, credo che il fatto si commenti da solo ed appalesi soltanto una imperdonabile caduta di stile e nulla più. Se poi “ignoranza” viene intesa come sinonimo di “ignorare, non conoscere” l’argomento che sembra stia tanto a cuore all’estensore del commento, quest’ultimo si deve tranquillizzare ugualmente: credo di conoscere la vicenda in ogni suo dettaglio.

    Le “notizie da piazza o da bar” e “le affermazioni prive di fondamento” non fanno parte del mio DNA. La reazione del suddetto signore sarebbe dovuta alla lettura di quello che lui stesso definisce “paragrafo” a) contenuto in un mio scritto del 2/6/2010, ore 9.54, su questo stesso Blog. Ricordo che si tratta di un semplice commento ad un articolo scritto da tale Cagliostro (vedi sopra) riguardante dotte disquisizioni, di natura giuridico-politologica, fatte dall’esimio Prof. Gustavo Zagrebelsky in una recente intervista rilasciata ad un noto settimanale.

    Più in particolare, il mio era ed è un commento -calato nella realtà nazionale, periferica e locale- alla frase clou dell’illustre docente laddove egli esplicita che “un potere avvolto nel segreto è un potere antidemocratico”. E l’incriminato paragrafo a) non era che una delle tante esemplificazioni che, a mio modo di vedere, dimostrano la veridicità dell’asserzione del Professore in riferimento alla nostra realtà comunale. Le parole esatte sono leggibili poco più sopra del presente scritto. Nella fattispecie, il “supposto” segreto è ascrivibile alla assenza di una precisa transazione fra un privato ed il Comune nella annosa vicenda “Baite”, dopo che il medesimo Comune aveva asserito che la stessa transazione avrebbe dovuto riguardare la totalità degli interessati. E da allora (inizio 2006) della cosa nessuno ha più saputo nulla.

    Per inciso, va detto che nel medesimo paragrafo a), parlavo genericamente di “baite” e lo stesso commentatore Da Pra ha avvertito il bisogno di precisare che interveniva PRESUMENDO che ci si riferisse alla nota vicenda relativa alle costruzioni di Pian dei Buoi. Detto questo, sottolineo che resta impregiudicata una precisa domanda: Chi ha mai parlato dei caso specifico che riguarda la famiglia del sig. Da Pra? Perché si è sentito coinvolto? Perché usa termini così sopra le righe , tranquillamente offensivi?

    Visto che io sarei un esponente di quella “ignoranza la cui madre è sempre incinta” e considerato che la parola “sanatoria” proprio non sembra piacere al nostro, vuole il commentatore Da Pra chiarire ai lettori che cosa sono stati chiamati a firmare, tra fine 2005 ed inizio 2006, i vari titolari di baite insistenti su terreni di uso civico? Non era forse un contratto di concessione d’uso 99/le su terreni occupati (ed edificati) fin dagli anni ’60? Vogliamo chiamarla “regolarizzazione”, se il termine “sanatoria” non piace? Personalmente per me non è nè l’una nè l’altra cosa, ma le disquisizioni giuridiche in questa sede non ci stanno. Nei contratti sottoscritti si parla di “transazione estragiudiziale” in una vertenza i cui contorni complessi ed intricati non sono noti, ancora oggi giorno, alla grande platea dei cittadini (questo a proposito di trasparenza!!)

    Il commentatore, di sua sponte, precisa che l’immobile di famiglia è regolarmente censito come A/3 ed annota che la autorizzazione a costruire data dal 1966. Io non voglio sollevare questioni personali con chicchessia e neanche mi interessa polemizzare con il suddetto Da Pra, che nessuno ha chiamato in causa, a me però interessa dimostrare la gratuità delle offese e mettere, nel contempo, in chiaro aspetti generali che riguardano la (mancata) tutela degli interessi dell’Ente Comune.

    Tutte le autorizzazioni a costruire datano dal 1964/1972, così come le connesse edificazioni. Non voglio per nulla entrare in aspetti tecnico-giuridici (e ce ne sono centinaia) perché, in questa sede risulterebbe difficile essere esaustivi. Mi limiterò a fare alcune chiare domande retoriche che chiariranno ai lettori soltanto una parte dei rebus, a mio modo di vedere, irrisolti. Con ciò non intendo interloquire con il Da Pra, il quale è soltanto la causa indiretta, l’input che ha dato origine a questo scritto; intendo soltanto contribuire in piccola parte a rendere un minimo più comprensibile la questione, così come la Municipalità pensa di averla “sanata”.

    Qualcuno mi sa spiegare come alcuni (dei 10 baitisti) hanno potuto procedere alla sanatoria (mediante condono?) del proprio immobile al fine di poterlo accatastare?
    Esiste una legge (non revocata dal buon Calderoli) , la 47/85 art. 33, che inibisce tassativamente la sanatoria (in caso di costruzioni su terreni di uso civico) se il contratto, con la relativa costituzione del diritto di superficie, non sia stato stipulato entro sei mesi dalla autorizzazione a costruire (anni 64/72). La autorizzazione al cambio di destinazione d’uso venne concessa dalla Regione soltanto nel 1995, ma la cosa risultò ininfluente giacché gli ex baitisti si rifiutarono di sottoscrivere il contratto con la costituzione del su richiamato diritto e la pattuizione di un equo canone. Non solo quindi già nel 1995 si era abbondantemente fuori dai termini del rispetto della lg 47/85, ma il diritto di superficie si invocò con la contrattualizzazione effettuata addirittura nel 2006!!

    Qualcuno mi vuol spiegare come sia stato possibile addivenire ad una durata 99/le, quando la stessa lg 47/85 (art. 32), nel caso di perfetta adempienza delle normative e degli iter contrattuali e di costituzione tempestiva del diritto di superficie, stabilisce una durata tassativa max di anni 60?

    Qualcuno mi vuol spiegare perché è stato trascurato il pregresso che va dagli anni 64/72 al 1995 (anno dell’ininfluente autorizzazione regionale con iter non rispettato) nella sostanza prorogando la durata effettiva da un minimo di 122 anni ad un max di 130 anni? Si è parlato di prescrizione, ma questo non corrisponde alla realtà. La realtà è che si tratta di una vendita camuffata bella e buona!

    Qualcuno mi vuol spiegare perché nei contratti non sono previste clausole di salvaguardia, quali anticipata estinzione per cause di forza maggiore, modalità di ripristino e reintegro nel possesso?

    Qualcuno mi vuol spiegare quali e quanti canoni per l’uso dei terreni sono stati versati, o non versati, dal 1964/1972 al 2005, nelle casse comunali?

    Qualcuno mi sa informare su quanti e quali tributi, tasse, contributi, morosità e penalità inerenti sono stati incassati, o non incassati, dall’Ente Comune? Quanto per: ICI 2a casa, addizionale Irpef e Ilor, Tarsu, canone acquedotto, tributi per allacciamenti vari, scarico acque reflue (a tale proposito, quanti sono in regola con la rigorosa normativa vigente in materia?), oneri di urbanizzazione e costi di costruzione (all’epoca chiamati diversamente) ecc. ecc.?

    Qualcuno sa dirmi come si è potuto procedere con le sanatorie (visto che per il Catasto gli immobili non esistevano) e relativo pagamento delle oblazioni a partire all’anno di edificazione? Ciò a prescindere dal disposto della lg 47/85, dalla Dottrina e dalla copiosa Giurisprudenza (qui non citate). Gli eventuali condoni sono stati “regolarmente” approvati e da chi? Sono state introitate le 5 annualità non conteggiabili ai fini di una ipotetica invocazione prescrittiva?

    Tante altre considerazioni potrebbero essere fatte. Come si vede, la materia è complessa ma, ai fini dei possibili controlli, sempre in capo ai Comuni in tema di elusione ed evasione fiscale, va ricordato che ciò esula dalla specificità di Pian dei Buoi e riguarda tutto il territorio comunale. A questo proposito, dei controlli a tappeto vaticinati dal Sindaco e dalla sua Giunta, nulla si è più saputo. Questo tanto per restare in tema di “segretezza” e di…. “trasparenza”.

  9. L’ennesimo decreto a costo zero ovvero la nuova frustata all’economia » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    8 Maggio 2011 @ 15:22

    […] agli usi civici può essere riesumato leggendo il mio articolo ‘È Potere per il Potere’ ed un commento approfondito sul tema vergato da tale ‘Griso’ a margine di quel mio […]

  10. UNA IMPORTANTE SENTENZA FIN QUI PASSATA SOTTO SILENZIO – OVVERO: DELLA SAPIENZA GIURIDICA DI LOR SIGNORI » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    14 Settembre 2014 @ 10:48

    […] sugli interventi maggiormente pregnanti e sui relativi commenti [tra i vari si legga il commento di Arturo Da Pra Tetto e la successiva replica di griso, […]