6 Comments

  1. frenk
    11 Gennaio 2016 @ 17:43

    @danilo
    corretto ciò che dici riguardo alle percentuali (24% anziché il conclamato 78%), questo non inficia la validità del risultato del referendum. In Svizzera tutti i referendum, anche quelli ben più importanti, non hanno quorum da osservare: vince chi riceve un voto in più tra coloro che hanno espresso il voto. Si “tagliano” così gli “indifferenti”

  2. Lozzese curioso 2
    12 Gennaio 2016 @ 09:02

    frenk:giusta osservazione!

  3. Danilo De Martin
    12 Gennaio 2016 @ 14:14

    frenk,
    non ci piove: “questo non inficia la validità del risultato finale del referendum”. Però, è come dire che “Bowie è morto”. Un minuto prima di morire, però, era vivo. E, vivo, lo è stato per n anni. Quando diciamo che il referendum è stato vinto dai si, diciamo che Bowie è morto. Ma noi abbiamo bisogno di raccontare anche qualcosa di più, di tornare indietro, quel tanto che basta. Prima del referendum cosa c’era?

    C’era una “democrazia” che, da sempre, non aveva mai accettato l’idea di togliere il quorum ai referendum (pur avendo fior fior di esempi al mondo: Svizzera in primis). Io dico che una democrazia che, il giorno dopo aver costretto i comuni – istituzioni millenarie – a doversi ammucchiare, con le unioni o con le fusioni, corre di fretta (dopo enne referendum sulla fusione naufragati per mancanza del quorum) a togliere il quorum, è una democrazia malata.

    Di più: è molto malata, allorquando, come è stato fatto da molti “politici”, si dichiara che lo si è dovuto fare per la mancanza di maturità da parte dell’elettorato su questa materia.

    Di più ancora: questa democrazia è di marmellata (nell’accezione più ampia possibile) quando non concede (si sono appellati alla normativa nazionale) il quorum a tutti i referendum ammissibili, primi fra questi quelli definti “secessionisti”: li avremo vinti tutti, tranne Feltre e Cesiomaggiore, se non erro, se non ci fosse stato il quorum. Ma qui, dove non comoda, la maturità dell’elettorato non viene messa in discussione. Una democrazia così non può che essere di marmellata, ribadisco.

    Se il popolo è sovrano, è sovrano sempre! Non può essere meno sovrano quando devi costringere i comuni alla fusione (e allora togli il quorum). Questa, a casa mia, si chiama democratura. Togliere il quorum è un atto “tic-tac”; ci vuole invece tempo, molto tempo, affinché l’elettore ne prenda coscienza e si comporti di conseguenza. Detta in altre parole: sono dell’idea che se lo Stato, con la forza, proponesse l’unione di X e di Y, dando però un’ultima possibilità agli abitanti di X e Y di dire NO tramite referendum, la mobilitazione dei “pigri” (che oggi, stante il quorum, dicono di no standosene a casa, perché il quesito è per il “SI”) sarebbe molto più ampiamente sollecitabile.

    Inoltre, che nei confronti delle fusioni dei comuni lo Stato si stia comportando di marmellata, ne è prova il fatto che è costretto a mettere in campo un carotone del 20% di stanziamenti in più (con altri benefit). Con il provvedimento di qualche giorno fa questa carota è stata portata addirittura al 40%, e questo la dice lunga su quanto di marmellata sia questo Stato.

    Poi c’è qualche testa di cavolo (sindaci?) che ti viene a dire che… “ma oltre ai benefici della fusione metteremo in luce anche i “malefici”, cosicché voi cittadini possiate decidere in piena libertà”: o mangi sta minestra o salti dalla finestra.

    Per la cronaca, lo scrivo da sempre, io sono per la democrazia diretta di stampo svizzero e anch’io ho sempre sostenuto che i quorum non devono esistere (su nessun referendum, nessuno!!).

  4. talaren
    12 Gennaio 2016 @ 16:02

    Devo dare ragione a Danilo. Quante volte ancora adesso pensiamo che per votare NO è sufficiente non andare a votare? E’ come cambiare dalla Lira all’Euro, ci vuole tempo.
    E stiamo parlando di una nazione di vecchi, che fanno fatica ad adattarsi alle novità.
    Mentre l’altra parte, un po’ più giovane, si è stufata di votare referendum “consultivi”, che non servono a niente, che vengono sbandierati se danno ragione al politico o nascosti se gli danno torto.
    Alla fine il referendum è valido. Ma non è necessariamente lo specchio del volere della gente.

  5. Anonimo
    12 Gennaio 2016 @ 18:38

    @danilo
    In questo caso (per legge regionale) si è incominciato ad eliminare il quorum. Secondo me è buona cosa. Speriamo che si sia aperta una nuova stagione per tutte le tipologie di referendum. Come tu dici: se il popolo è sovrano è sovrano sempre!

  6. Danilo De Martin
    12 Gennaio 2016 @ 18:52

    @Anonimo,
    è senz’altro una buona cosa, ma, sposando quello che dice @talaren, lo “spaesamento elettorale” da mancanza di quorum non è stato fatto per “il nostro bene”. E’ altrettanto vero che da qualche parte bisogna pur incominciare, altrimenti si resta inchiodati al posto in cui ci si trova. La Svizzera… è così lontana che mi sembra su un altro pianeta.