3 Comments

  1. frank
    22 febbraio 2014 @ 11:41

    @danilo
    la legge regionale che stabilisce la fusione di Longarone-Castellavazzo è dichiarata (con atto del presidente Zaia) urgente secondo l’art.24 dello Statuto regionale. La specificità della provincia di Belluno prevista dall’art 15 dello stesso Statuto approvato 800 giorni fa, quando verrà tradotta in legge dal solerte Consiglio Regionale con l’aiuto della più solerte Giunta? Quale provvedimento sarebbe stato “più urgente” (per dirla con l’atto del presidente Zaia) tra i due?

  2. Danilo De Martin
    23 febbraio 2014 @ 14:48

    @frank,
    certo l’urgenza è anche contingente e dovuta alla tempistica per permettere l’inserimento del nuovo comune fra quelli nei quali si voterà a maggio, ma il tuo messaggio è chiaro! Chiaro soprattutto se riferito al fatto che, come sottolinei, stiamo aspettando la traduzione in realtà della specificità scritta sulla carta – il famoso art. 15 del nuovo statuto – da un sacco di tempo, precisamente dal 17 aprile 2012 data (dall’11 gennaio 2012 se consideriamo la data della deliberazione; in tutto 650 giorni circa, un po’ meno dei tuoi 800 giorni anche se questo non cambia di una virgola il tuo ragionamento). Zaia dice che la Regione non ha le risorse finanziarie da destinare al territorio bellunese per attuare la specificità, e che di conseguenza finché non si trovano è assurdo procedere. Siccome le risorse, nel senso in cui vengono intese, non arriveranno mai se non con la “rivoluzione federale e fiscale” per effetto della quale il Veneto avrebbe la possibilità di attingere a parte del residuo fiscale che vanta nei confronti dello stato, ne consegue che l’art. 15 resterà una chimera. Domanda: perché allora approvare un qualcosa che sai che non troverà poi applicazione pratica? Per dimostrare la propria buona volontà, per sedare gli animi, per illudere e intanto “portarsi avanti” (tanto i bellunesi dormono sonni tranquilli).

  3. fila e fondi: fusioni intracadorine a confronto » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    18 febbraio 2015 @ 11:58

    […] fusioni, non dimentichiamocelo, ancorché senza quorum, l’ultima parola ce l’ha ancora il popolo che dovrà esprimersi per via referendaria […]