il letamaio della UE: per le Alpi scaldaletti e toponimi in inglese. Ditemi che è un pesce d'aprile :-)

L’ UE è un luogo di fogna, la peggior Europa che si possa immaginare è tutta concentrata lì. Bisogna stare attenti a questa Europa, perché è quella che ti incula in nome di un ideale che non esiste ma che viene propagandato ai quattro venti.

Parlando di UE dovremmo interessarci delle implicazioni del cosiddetto fondo salva-stati ESM (in italico, MES), implicazioni gravi per la nostra esistenza futura che pochi hanno ben compreso e soprattutto cercato di pubblicare (Byoblu è fra questi: con ciò non sto dicendo che un firewall finanziario non sia utile a stabilizzare i mercati, sto dicendo che bisogna valutarne tutte le implicazioni).

Invece (la notizia appare sul sito della Cipra), dalla famigerata UE ecco che ci tocca sentire anche questa:

Bruxelles vuole rilanciare il turismo alpino

Sempre meno turisti sono attratti dalle Alpi. Un nuovo regolamento dell’Unione europea vuole ora rilanciare il turismo alpino. La ricetta è semplice: toponimi in inglese e uno scaldaletto per tutti.

Con circa 120 milioni di visitatori le Alpi sono una delle destinazioni turistiche più apprezzate al mondo. Ma la perdurante crisi economica costringe sempre più persone a trascorrere le ferie a casa. Le località turistiche di montagna vedono così ridursi le loro entrate. I ministri del turismo degli stati dell’Unione europea hanno deciso di adottare due misure di assistenza immediata per rendere le regioni alpine più gradevoli per i turisti.

Il primo regolamento riguarda i cosiddetti “letti freddi” (le seconde case, chiuse e inutilizzate per la maggior parte dell’anno). Dalla recente discussione, scaturita in Svizzera in seguito al referendum che ha portato alla limitazione delle seconde case, è emerso che la maggior parte dei “letti freddi” si trovano nei comuni più piccoli situati a più alta quota. La località “più fredda”, ad esempio, è Saint-Luc a 1655 metri: nel comune vallesano, che conta 407 abitanti, risultano “freddi” quasi l’83% dei letti. Ma il freddo si fa sentire anche nel 77% dei letti di Silvaplana, nei Grigioni, a più di 1800 metri d’altitudine. L’UE impone ora a tutti gli operatori dell’ospitalità di fornire gratuitamente uno scaldaletto ad ogni ospite che pernotta a oltre 1200 metri di quota.

Il secondo regolamento si propone di facilitare l’orientamento nelle Alpi. Entro il 2030 tutti i toponimi e microtoponimi saranno tradotti in inglese. E dal 2050 resteranno solo più queste denominazioni ufficiali UE. Diverse ricerche hanno dimostrato che il plurilinguismo nelle Alpi rappresenta un problema aggiuntivo per l’orientamento dei turisti. Il catalogo di provvedimenti dell’UE indica le prime proposte. Con grande semplicità e senza goffaggini burocratiche, è stato ad esempio risolto il caso del Cervino, aggiungendo una “y” al tedesco “Matterhorn”: il nuovo nome dello scoglio più nobile d’Europa sarà Matterhorny.

OK, non può che essere un pesce d’aprile. Complimenti alla Cipra che riesce a scherzarci su :-). Ma quella dell’ESM no, non è un pesce d’aprile: per come è costruita quella è una inculata bella e buona. Armatevi al più presto dei prodotti palliativi che potrebbero lenire la devastazione che presto la UE compirà … alle nostre spalle.

2 commenti per il letamaio della UE: per le Alpi scaldaletti e toponimi in inglese. Ditemi che è un pesce d’aprile :-).