9 Comments

  1. Nani
    1 gennaio 2014 @ 11:09

    Anche in questo caso non è stata colta l’occasione per stare zitti e fare bella figura.
    Per tagliare delle piante che potrebbero sradicarsi e cadere sulle strade o sulle case è sufficiente compilare un apposito modulo in carta semplice e inviarlo al servizio forestale regionale di Belluno
    http://www.limana.org/foreste/doc/Tagli%20boschivi%20BL%20-%20Dichiarazione%20taglio.pdf
    Il tempo di attesa massimo per poter tagliare le piante è di 60 giorni.
    Anzichè abbaiare tanto e non perdere l’occasione per farsi propaganda politica sarebbe meglio che sfruttassero appieno i loro poteri ordinatori, quali appunto ordinare il taglio di piante potenzialmente pericolose.

  2. Nani
    1 gennaio 2014 @ 12:00

    Per meglio far comprendre quali e quanti siano i poteri che hanno i sindaci e che dovrebbero utilizzare appieno, invito la lettura di quanto è scritto qui http://sicurezzapubblica.wikidot.com/sindaco
    Vero è che per questioni di opportunismo politico (voti – consenso e rischio di perdita di questi), del tipo lascia stare i rami che non ti feriscono gli occhi quando passi, la maggior parte dei sindaci preferisce adottare la politica dello struzzo o della polvere sotto il tappeto, per evitare che l’emissione e l’applicazione pedissequa dei loro provvedimenti li possa esporre alla caduta di immagine, per poi, all’occasione dell’evento, scaricare su altri responsabilità ecc. che per prime sono loro.
    Questa è la situazione che poi si rispecchia e si ripete nei vari gradini superiori (comunità montane, province, regioni, stato).

  3. Folletto
    1 gennaio 2014 @ 15:01

    Anche se non me ne intendo molto, vedendo il filmato dal 56° al 59° secondo, sembra che l’albero caduto sia stato marcio.
    In questo caso è probabile che lo stesso sia stato marcio anche in piedi, e marcio non lo è diventato sicuramente in due – tre giorni. La responsabilità dovrebbe essere del proprietario del bosco o della pianta o del sindaco che non ha vigilato nel modo dovuto sul proprio territorio in modo tale da imporre il taglio di quell’albero che prima o poi sarebbe sicuramente caduto.
    E’ o non è così?

  4. Danilo De Martin
    1 gennaio 2014 @ 18:50

    @Folletto,
    anche per me la massa spugnosa indica chiaramente che la pianta non era sana, almeno per una sua buona parte (nel senso radiale). Che la responsabilità sia in capo al proprietario del fondo è fuori di dubbio: una delle Regole del comelico (non mi ricordo quale) è stata condannata al risarcimento di 20.000 euri per il danno che una pianta (su terreno regoliero) aveva provocato ad un’auto in sosta (e questo è uno dei vari casi successi; a Laggio il proprietario di una pianta che cadendo aveva provocato un “fermo del traffico” per n ore, si è visto recapitare un bel conticino, comprensivo anche del fermo traffico che è contabilizzato un tot a ora). Non so invece quale possa essere la responsabilità in capo al sindaco in questo tipo di faccende.

  5. Danilo De Martin
    1 gennaio 2014 @ 19:29

    @Nani,
    ben fatto, mi hai preceduto. Questa è la miglior risposta alla frase del sindaco “che non si debbano più fare migliaia di fogli di carta per tagliare una pianta nei centri abitati“. Naturalmente, aspettiamocelo, le “migliaia” erano “tanto per dire” … e questo lo capiamo anche noi. Il problema è che tra “migliaia” e “uno” – uno soltanto – c’è la differenza di 999 fogli (mi fermo al primo migliaio).

  6. Folletto
    1 gennaio 2014 @ 21:19

    @Danilo, io la butto lì nel senso che cerco di spiegare: il capo di una amministrazione comunale, al quale competono certe incombenze, fra le quali anche quella di garantire la pubblica e la privata incolumità, credo spetti di verificare e di garantire che lungo le strade comunali non ci siano delle situazioni che possano creare problemi come, ad esempio, quello successo a Calalzo.
    Le autostrade, sempre come esempio, sono monitorate e controllate dai gestori di queste proprio per garantire l’incolumità di quanti ci transitano sopra.
    Di conseguenza, come parrebbe essere logico, dovrebbe essere così per tutte le strade pubbliche.
    Cosa ne pensì?
    Non vorrai forse dire che una volta fatta una strada chi la gestisce, o la dovrebbe gestire, se ne possa lavare le mani?
    Ci dovranno pure essere delle regolamentazioni perchè sia la strada che chi la utilizza vengano mantenuti in efficienza e in sicurezza.

  7. Danilo De Martin
    1 gennaio 2014 @ 22:10

    @Folletto,
    il tuo è – assolutamente – un discorso di buon senso che non fa una piega. Nel mio intervento precedente avrei dovuto chiarire che rispetto alla figura del sindaco non ho dalla mia esperienza elementi “certi” – come ciò che ho riportato riguardo alla Regola e a Laggio – per poter esemplificare responsabilità dirette a carico del sindaco (mi ricordo di una sentenza nell’agordino per un masso caduto sulla strada ma non mi sovviene ora l’esito finale), responsabilità che indubbiamente, come hai ben chiarito, non ci possono non essere.

  8. Nani
    2 gennaio 2014 @ 13:11

    Vedi Danilo, anche quanto hai segnalato qui
    http://www.lozzodicadore.eu/blog/noi-l-mus-l-dotor-ed-il-cedimento-del-muro-nei-pressi-di-tamari.html
    dovrebbe comportare sicuramete delle responsabilità verso qualcuno.
    Finora sembra sia andata bene, ma fino a quando?
    Può anche darsi che tutto rimanga fermo e immobile, ma se viene giù tutto quando passa qualcuno?
    Quindi sarebbe meglio che taluni invece che cercare di scaricare sempre e comunque ad altri responsabilità che sono o potrebbero essere proprie, se ne assuma le sue e agisca di conseguenza.

  9. Nani
    2 gennaio 2014 @ 17:28

    Digitando su google:
    sindaco e responsabilità strade comunali
    è uscito questo indirizzo di collegamento
    http://www.altalex.com/index.php?idnot=52236
    e come si può leggere Folletto non è andato tanto distante dal bersaglio!
    Speriamo che le spie portino a compimento la loro missione e chi di dovere la smetta di parlare a vanvera e inizi a fare quello che deve.