11 Comments

  1. Danilo De Martin
    31 Marzo 2010 @ 13:32

    «Voglia di federalismo» E anche gli imprenditori salgono sul Carroccio
    Il Veneto che lavora e produce applaude Zaia e pretende che sul federalismo si arrivi presto ai fatti.

    VENEZIA — Tutti sul carro del Carroccio. Un giornale finanziario titola «Alla Lega l’economia del Nord» e gli imprenditori veneti, in media, sembrano rallegrarsene assai. Anche a costo di abbandonare prudenze istituzionali, come nel caso di Francesco Peghin, presidente di Confindustria Padova, che fa partire l’applauso, forte e inequivocabile. «Un risultato netto – proclama – e un messaggio chiaro degli elettori: il Veneto che lavora e produce chiede, anzi pretende che sul federalismo si arrivi presto ai fatti, negoziando con lo Stato un’autonomia che, fatti salvi i doveri della sussidiarietà, trattenga sul territorio buona parte delle entrate per sostenere la piccola impresa stressata dalla crisi, proteggere il lavoro, accelerare la modernizzazione per stare al passo con l’Europa». (dal Corriere del Veneto.it)

  2. Danilo De Martin
    1 Aprile 2010 @ 17:39

    “Errani e Formigoni a casa. […] Il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida lo ha ribadito in un’intervista. Lo spirito della legge è semplice: chi si accomoda su una poltrona troppo a lungo la gestisce come centro di potere. Da qui un necessario ricambio. Formigoni si avvia a regnare per vent’anni, Errani per quindici. Un accordo bipartisan tra Bersani (il portavoce di D’Alema) e Berlusconi. Una regione a me, una a te.” Dal blog di Beppe Grillo.

  3. Pagaapo
    1 Aprile 2010 @ 18:23

    Danilo, che vosto che te dighe chè? Come che disea Andreotti “il potere logora chi non ce l’ha” (la so poltrona ‘n parlamento la fin ciapòu la forma de la so gòba da tantoche le stou ‘ncolou su chel posto, e evidente che la cariega (e duto chel che i gira ‘ntorno) la fa comodo, tanto comodo….. e par chel che se i podese i se scanarae pur de ciapàla o de no molala.
    ‘Na bruta roba la politica e la ‘ngordigia: contà bale, tante bale e magnà, magnà, fin a la nausea. Ma tien da mente che chi che à guarnou par vinti ane a la fin i lo à metù de pendolon con i pè ‘nsu al Piazal Loreto de Milan.
    Te saludo.

  4. Danilo De Martin
    2 Aprile 2010 @ 12:30

    Varda che niere era n giro chela de Cialauz. No credo che la sea gratis: o pagon 80€ l’ora o mandon via Bruno co la pala a rende la marenda. Con chesto no voi dì che così no va ben: e giusto zercà de sfrutà i mezzi in modo “comprensoriale”. Pal discorso de Domiege te a reson. Ma no se à mai podesto feilo parché i schei pa l asfalto (anche i pore tre schei che i a metù a Verna) , li à meteste Mimo, a so tempo. Ades però avon Bond, Dario Bond, e alora se po anche serà la strada. Chi elo che va su par primo?

  5. Bianchi Attilio
    2 Aprile 2010 @ 12:00

    ma parkè no se la faron prestà da ki da Domiege sta moto-spaziatrice: e ane ke i va su e do par la monte senza tirà fora 1 franco e se no i ne la dà …..da doman beton la stangia, faron na associazion de dente che va ‘n pei de ore a tirala su e do….e che chi da Domiege paghe al dopio.

  6. Bianchi Attilio
    2 Aprile 2010 @ 23:35

    @Danilo: io partirae col slogan ” 2 EURO PER PIAN DEI BUOI ” scrito su na bèla foto de la monte e betarae al panelo n piaza e inte da l incrocio; la stangia la betarae là dal ponticello. Credo che 2 euro sea al minimo da pagà par di su ko la machina o ko la moto e par chi da Loze tesserina magnetica e via. O sennò uso tre cime, con doi studenti caselanti, tanto par tacà. Se sostanzialmente i skei che i tirase su i li betese efetivamente a miglioria an par an de la strada, anche par betela in sicureza d’inverno, i prime che betarae i doi euro sarae chi da Loze…Avendo contou i passaggi, se avarae podesto usufrui, a livello de comision comunal del Turismo, de dati par formulà na proposta seria…ciao vecio

  7. cagliostro
    3 Aprile 2010 @ 12:36

    In politica va da tempo di moda negare anche l’evidenza di fatti incontrovertibili e noi, poveri beoti, pronti magari ancora a credere che, in certe situazioni, l’asino voli, come veniva detto ai bambini un pò “tardi” nei secoli passati. Mi riferisco alla ipocrisia messa in luce da Galan e Zaia ad urne chiuse. Fra il doge trevisan-veneziano e l’ex doge- in attesa di nuova ed aulica (ri)sistemazione berlusconiana- c’è stato tutto uno scambio di carinerie e di ampie attestazioni di stima e reciproci riconoscimenti. Ben venga il galateo anche in politica ma, nello specifico, la decenza vuole pure la sua parte. Solo pochi giorni prima infatti, tra i due e tra Lega e PDL locali, erano volati gli stracci ed ora queste surreali dichiarazioni stanno a dimostrare solo una cosa: la ipocrisia regna sovrana e la convivenza fra vincitori e vinti all’interno della compagine di maggioranza sarà certamente difficile, e questo almeno per quanto concerne una frangia del partito veneto dell’AMORE (quella che ha mal digerito la defenestrazione di Galan). Sicuramente, a giorni, assisteremo ad un radicale e crudele “spoil-system” e solo successivamente dovrebbero arrivare le tanto declamate misure socio-economiche di portata storica da introdurre per il bene del Popolo Veneto. Uso appropriatamente il condizionale sia perché un sano realismo non deve mai mancare sulla base della trascorsa esperienza, sia perché è tutta da verificare la qualità della nuova classe dirigente in quanto a virtuosità ed efficacia della sua prospettata azione politica in funzione dell’innesco di una qualche ripresa economica e dell’avvio di provvedimenti riqualificanti sotto il profilo civile e sociale. Io auguro di cuore che le fantasmagoriche promesse trovino completa attuazione per il bene di tutti i cittadini (anche di quelli che, come me, non sono mai stati seguaci del Carroccio). Per ora mi tengo tutte le perplessità che ho accumulato nel tempo. Cito, una per tutte, il tema della “Sicurezza” ed il conseguente proficuo (elettoralmente parlando) cavalcare la “Paura” dei cittadini. Ricordate le Ronde padane? Che fine hanno fatto? Le avete mai viste in giro nei nostri paesi? Contraddizioni insomma ne vedo ancora parecchie (come quella che vede la provincia di Treviso emettere editti a getto continuo contro l’Immigrazione clandestina e non e poi rivelarsi, pragmaticamente, la prima provincia in Italia in quanto ad integrazione; oppure la dicotomia sul tema del nucleare, approvato a Roma ed osteggiato in Veneto), ma l’ottimismo è d’uopo…lo insegna “Papi” da lunga pezza (e l’Ottimismo, lo va ripetendo da quando ha tardivamente ammesso che la crisi c’è, è sempre virtuoso anche in Economia). Per le migliori sorti del Veneto e dell’Italia auguro solo che non sia la Demagogia a farla da padrona…. Buona Pasqua a tutti (evito certamente di dire, parafrasando l’on. Borghezio, “buona padania”, espressione geografica peregrina come peregrina è la “Storia” dell’eredità Celtica con il seguito di tradizioni e divinità, in parte inventate ed in parte riscoperte strumentalmente)

  8. cagliostro
    3 Aprile 2010 @ 16:16

    Propongo la lettura della parte introduttiva di un articolo del commentatore politico/economico ALBERTO STATERA, scritto su “La Repubblica” del 30/3/2010, a spoglio elettorale appena concluso. E’ una lettura che ritengo illuminante della nuova mappa politica delineata dal risultato elettorale…
    Titolo: “LA GRANDE PADANIA ALL’ORIZZONTE TRA BERLUSCONI E IL FIDO TREMONTI”.

    “‘Fratelli d’Italia’ un pamphlet fanta-politico di autore anonimo pubblicato qualche mese fa, ipotizzò che da governatore del Veneto Luca Zaia avrebbe realizzato nel 2013 la secessione da un’Italia guidata da un governo di salvezza nazionale succeduto al disastroso Quarto Berlusconi, in una società settentrionale ormai quasi completamente leghizzata.
    Da oggi il torvo presagio dell’anonimo sull’elezione di Zaia, che il suo predecessore G.Carlo Galan considera, con molti altri, tra i peggiori ministri dell’Agricoltura che l’Italia abbia mai avuto, diventa un dato politico da analizzare senza gli occhiali della finzione letteraria, incrociandolo con il risultato piemontese ottenuto da Roberto Cota contro Mercedes Bresso e con il successo leghista sopra e sotto il Po. In Umbria e persino in Emilia Romagna, tradizionali enclave rosse. ‘La volpe infida che era pronta a far razzia nel nostro pollaio’, come disse una volta Umberto Bossi di Silvio Berlusconi, prima di conquistare la golden share che da due anni esercita sul governo di Roma, ha perso ieri la partita del Lombardo-Veneto, consegnandolo ad una valanga di voti e ai primi governatori leghisti nella storia d’Italia. I quali promettono di trasformare le bianche praterie parrocchiali che furono calcate dal moderatismo democristiano dei Rumor e dei Bisaglia, e persino lo strapotere della famiglia capitalistica regnante di Torino, nella trincea avanzata del NEOFEUDALESIMO LEGHISTA, FATTO DI LOCALISMO E PROTEZIONISMO, DI PAURE E PLEBEISMO SEMPLIFICATORIO CHE VEDE L’INSIDIA SOMMA NELLA SOCIETA’ GLOBALIZZATA. Dopo il voto di ieri nulla sarà comunque come prima nel calcolo dei pesi tra la potenza del partito mediatico del premier e la radicata forza plebea che si è fatta ‘imprenditore della paura’ come la definisce Sergio Frigo, autore di un libro intitolato ‘Caro Zaia, vorrei essere leghista, ma proprio non ci riesco’.
    ‘Nel PDL-avverte subito di prima sera il prosindaco di Treviso G.Carlo Gentilini, che notoriamente non ha peli sulla lingua, nei primi festeggiamenti a Fontane di Villorba-comincia la notte dei lunghi coltelli. E chi comanda (Berlusconi, ndr)non ha gli attributi per fronteggiarla’.
    Berlusconi non ha più gli attributi, secondo i vertici carismatici del popolo leghista…………
    “Zaia ha già annunciato che sarà lui ad imporre dazi sulle importazioni cinesi, che introdurrà il voto di fiducia nel regolamento regionale per muoversi con la stessa disinvoltura di cui dispone il capo di governo nelle votazioni a Montecitorio, cui è facile prevedere che darà qualche dispiacere”….

    PS L’autore conclude presagendo il ruolo nazionale che in questo contesto potrebbe avere il nostro conterraneo, ministro fiscalista G. Tremonti, che nella strategia di lotta e di governo bossiana è stato fin qui “un protagonista quasi silente ma significativo, nel suo progetto di premiership”
    Fratelli d’Italia, fratelli coltelli: ora l’Italia berlusconide dovrà fare i conti con il Nord di Zaia e Cota….

  9. SPAZZOLONE
    3 Aprile 2010 @ 20:36

    RAGAZZI, BRUTTE NOTIZIE: CALALZO LA DA…..GRATIS!!

  10. Curioso
    4 Aprile 2010 @ 07:30

    Non si capisce bene cosa Calalzo dia …..gratis… siate più precisi per non creare illusioni fuori luogo. Grazie

  11. SPAZZOLONE
    4 Aprile 2010 @ 17:43

    MA LA MOTO-SPAZZATRICE NOOOO!!!