2 Comments

  1. frenk
    21 febbraio 2018 @ 14:23

    @danilo. ho visto che i segni grafici delle lettere alfabetiche del ladino cadorino lozzese sono diversi da quelli proposti dall’Istituto Ladin de la dolomites. Come orientarsi?

  2. Danilo De Martin
    21 febbraio 2018 @ 15:34

    @frenk,
    quello del Dizionario della Gente di Lozzo è stato un parto lungo (come sempre succede per “collezioni” lessicali di questo tipo). Per dirimere il problema dei segni grafici abbiamo fatto affidamento a quanto consigliatoci dal prof. Giovan Battista Pellegrini, che andavamo a trovare durante la sua trasferta estiva a Belluno, per sottoporgli dubbi e mostrargli lo sviluppo del lavoro. Quando il dizionario è stato pubblicato le “nuove regole” non c’erano ancora per cui abbiamo seguito i dettami del professore. Onestamente, se anche ci fossero state, probabilmente l’avremmo pubblicato nella veste più rigorosa (quella attuale). Il rigore è soprattutto di ordine “fonetico”, dovuto al fatto che ad ogni suono (fonema) corrisponde uno ed un solo segno grafico.

    Diciamo che la grafia “semplificata” è stata introdotta per sollecitare la gente ladina a scrivere nella quotidianità; pubblicazioni di carattere tecnico-scientifico possono (e talora devono) ricorrere a segni diacritici specifici per rappresentare al meglio la pronuncia della lingua. Ciò detto, il vocabolario di Lorenzago-Oltrepiave, opera davvero notevole, è stato pubblicato utilizzando la grafia semplificata.