6 Comments

  1. bodonian
    16 Agosto 2015 @ 14:57

    La tecnica giornalistica di descrivere code e affollamento risponde all’esigenza di richiamare gente. Nessuno va dove non c’è nessuno. La gente va dove c’è gente. Strano ma vero!

  2. bodonian
    16 Agosto 2015 @ 15:02

    Ancora un esempio: se si dice e scrive che al Ferralozzo era pieno di gente, il prossimo anno raddoppi i partecipanti e magari vieni anche tu.Se dici il contrario il prossimo anno non ci sarà nessuno. Banale!

  3. L'Economa Domestica
    17 Agosto 2015 @ 08:00

    Come tecnica giornalistica questa è sicuramente migliore di quella usata da altre località rinomate della provincia che si lamentano dei pochi turisti… Fare confronti con il 2014 (come nel caso del Fun Bob e della strada delle Tre Cime)è però inutile poiché il maltempo aveva sballato tutti i conti.
    Comunque gente ce n’è abbastanza, ma pare che sia soprattutto quella delle doppie case.

  4. bitter fruit
    17 Agosto 2015 @ 12:07

    @bodonian, hai perfettamente ragione! E’ convinzione di molti che la maggior parte del turismo di montagna cerchi, “quassu’ da noi”, le medesime cose, eventi, confusione, ecc. della citta’. La tranquillita’, la quasi solitudine della montagna o dei boschi attira sparute minoranze. Tant’e’…forse siamo, come genere umano, a volte un po’ strani.

  5. Danilo De Martin
    17 Agosto 2015 @ 17:55

    @bodonian,
    (nota di servizio: il commento di @bodonian 16/08/2015 alle 15:02 è online solo ora – a 24 ore di distanza – perché trattenuto dal filtro antispam, senza peraltro alcun valido motivo; spero che in passato non vi siano stati casi analoghi perché solitamente cancello lo spam in blocco; in questo caso specifico nello spam c’era un solo commento che, fortunatamente, m’è saltato agli occhi ed ho potuto recuperare)

    Troppo semplicistica la tua constatazione. Bastasse dire o scrivere che lì o là era “pieno di gente” per veder incrementate le presenze successive, il mondo avrebbe risolto tutti i problemi di marketing. Ovviamente l’effetto “gregario” esiste e, entro certi limiti, può essere sfruttato per migliorare la partecipazione ad alcuni eventi. Ma la gente si sposta soprattutto in funzione valoriale: deve trovare un “valore” per acconsentire all’investimento di tempo/soldi. Che la presenza di persone per due ore di discoteca sia fattore “determinante” lo posso capire, che la calca (vera o presunta che sia) possa essere un valore dalle 9 di mattina alle 18 del pomeriggio (la tua giornata di ferie), be’, ho seri problemi ad immaginarlo (ragioniamo sempre sui grandi numeri). La gente ha poco tempo e desidera spenderlo al meglio e le code sono un pessimo, davvero pessimo, modo per spendere la propria vacanza, oltre ad essere vissute, per lo più, come una inefficienza del sistema turistico locale (ciò non toglie che, pur di vedere “la mostra di Gauguin”, proprio perché evento valoriale di grande spessore e bassa frequenza, la gente sia disposta anche ad uccidere chi gli sta davanti pur di…).

    In ogni caso, per una determinata circostanza, la gente la puoi allettare tante volte, ma fregare una sola: se i “valori” sperati e cercati non li trova, l’anno dopo se ne ricorda.

  6. Danilo De Martin
    17 Agosto 2015 @ 18:29

    @bitter fruit,
    non è proprio così. Se parliamo del “motivo principale del viaggio“, cioè del motivo per cui uno (o una famiglia) decide di investire in una vacanza in montagna sulle Dolomiti del Veneto, ciò che salta fuori è che la gente sceglie la montagna principalmente per il “relax e contatto con la natura” (81,4%), seguito dal “fare passeggiate rilassanti” (63.2%), quindi per le “ferrate, trekking, sentieri e rifugi” (34,8%).

    Poi bisogna fare “la tara” nel senso che “relax” non significa vita di clausura o ritiri eremitici, ma più semplicemente vita di relazione non frenetica che sia il più possibile a contatto con la natura, con spazio per sagre, balli ed eventi serali anche con “confusione” purché limitata all’evento (stasera mi butto ma domani ho la certezza di poter riavere la tranquillità-relax di cui ho bisogno).