l'invidia è assai a Monopoli, ma me ne frega un cacchio

Apro uno spiraglio sulle elezioni amministrative imminenti. Il mondo è bello perché è vario, si dice, ed è una verità. Quella nel video sottostante è una vera ed esilarante piece teatrale, una performance da Cetto Laqualunque che può alimentare le speranze di molti italiani. C’è passione, sentimento, trasporto nelle cose che il candidato sindaco pone all’attenzione dei suoi concittadini. Nessuna enfasi, nessuna esaltazione. Un colloquio pacato e sereno come se si fosse sul sagrato di una chiesa. Cadenze naturali, assenza di artificiosi silenzi e vibranti riprese declaratorie. Appare talvolta, ma velatamente, la prassi oratoria che andava per la maggiore nel ventennio: un filino, ma solo per sostenere la fitta trama delle argomentazioni proposte.

Il candidato sindaco ha però una certezza diamantina: “l’invidia è assai a Monopoli, ma me ne frega un cacchio”. Così a Monopoli, in Puglia. Da noi succederà il prossimo anno. E sarà tutta da ridere.

 

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