25 Comments

  1. frenk
    28 Novembre 2015 @ 09:06

    @Danilo
    Lasciamo che il comune di Auronzo si impoverisca con la cessione della strada delle Tre cime alle regole (con i relativi introiti) e poi sarà “pronto” alla fusione.

  2. Danilo De Martin
    28 Novembre 2015 @ 10:43

    @frenk,
    certamente le Tre Cime sono una bella carotona posta lì davanti gli occhi… Ma l’interesse del comune di Auronzo va oltre le pur fondamentali Tre Cime. Diciamocelo: non possiamo pensare che Auronzo, che pur in questi anni ha zoppicato, vada a finire in mano a sindaci come quelli che si sono succeduti di qua dall’Ansiei. Il 70% del turismo centrocadorino è Auronzo e per proprie capacità; se lo fai gestire “al Centro Cadore”, in capo a pochi anni il paese diventerebbe una bidonville (come Lozzo, per dirti). Certamente non sarà facile far quadrare “tutte le esigenze” dei vari paesi e i “delicatissimi” equilibri; ma i “nostri” sono solo all’inizio e se ci danno dentro, se spingono, come abbiamo già visto fare al BIM, qualcosa uscirà…

  3. Lozzese curioso 2
    28 Novembre 2015 @ 23:09

    Se Lozzo si “fonderà” con Domegge = Lozzo fottuto per sempre!
    Storicamente il confine del Distretto di Auronzo si identificava fino alla “curva dei Sindaci”…tutto il resto sono le solite chiacchiere da bar centrocadorine!…e i risultati si vedono!

  4. Lozzese curioso 2
    28 Novembre 2015 @ 23:33

    frenk:ti ricordo che quando parliamo di Regole parliamo di proprietà privata e non pubblica e che a Cortina se non ci fossero state si sarebbe assistito ad una super speculazione in tutti i versi con le conseguenze che ben immagini.Quindi non vedrei queste Istituzioni solo in verso negativo “CHE TOLGONO AL PUBBLICO ED IMPOVERISCONO LA COMUNITà,MA ANZI SE GESTITE BENE POTREBBERO CREARE UN VALORE AGGIUNTO ALLA COMUNITA’STESSA”.
    Vedi esempio Lozzo,Regola inesistente(dormiente) ma il Comune è efficente?

  5. frenk
    29 Novembre 2015 @ 20:16

    @ Lozzese curioso: il problema per il comune di Auronzo è che la proprietà comunale del territorio relativo alle Tre cime è contestato dalle Regole (ente di diritto privato formato dalle famiglie originarie aventi diritto). Finora il comune tiene “duro” perché la strada da ottime entrate delle quali il bilancio comunale non può fare a meno. E’ (probabile) che simile ricchezza degli auronzani ben difficilmente verrà messa a disposizione dell’eventuale nuovo comune (fusione con Oltrepiave e Lozzo) ma rimarrà in “mano” ai locali con il riconoscimento alle Regole della proprietà interessata. Finché la “partita” rimane aperta il comune di Auronzo non ha interesse alla fusione; se gli venisse meno l’entrata di cui sopra potrebbe affrontare il tema fusione con maggior impegno

  6. L'Economa Domestica
    30 Novembre 2015 @ 09:26

    Forse voi state sovrastimando la ricchezza di Auronzo (sia come Regole, sia come Comune, sia come abitanti). Inoltre se la strada delle Tre Cime passasse alle regole, diverrebbe di regime privato in tutto e per tutto e da calcoli girati qualche tempo fa sui giornali locali praticamente tra tasse e mancate agevolazioni non produrrebbe alcun guadagno.

  7. BrioBlù
    30 Novembre 2015 @ 11:05

    @economa domestica: quali sono i “calcoli girati sui giornali locali” di cui tu parli?

  8. frenk
    30 Novembre 2015 @ 13:19

    @Economia domestica: ho un dato giornalistico un po’ vecchiotto(la Repubblica 28 luglio 2006: “E con i soldi finanziamo i servizi che permettono ai cittadini di restare qui, in questa montagna dura e vera: scuola materna, liceo linguistico finanziato da noi, depuratori anche nelle frazioni.-intervista al sindaco di quell’anno-“, per quello aggiornato bisognerebbe rivolgersi in Comune) che dava un incasso parcheggio/strada delle Tre cime di 987.000 euro nell’anno precedente (2005); penso che l’importo 2015 possa essere lì lì.

  9. L'Economa Domestica
    30 Novembre 2015 @ 14:56

    @ frenk e BrioBlù: no, era un articolo di uno dei due “grossi” giornali della provincia, roba recente, di prima dell’estate. In pratica fin quando è il Comune a gestire i parcheggi delle Tre Cime può godere di un regime fiscale agevolato, se invece subentrassero in toto le Regole (anzi, a questo punto la comunanza regoliera) diverrebbe in tutto e per tutto un parcheggio privato. Per quanto riguarda il dato finanziario: dal 2005 ad oggi il prezzo è aumentato parecchio (dal 2014 al 2015 c’è stato un aumento di due euro per le autovetture ed il resto di conseguenza), quindi sicuramente l’incasso è molto più alto. Bisogna vedere quale sia stato il guadagno netto (2014 molto basso, 2015 buono).

  10. L'Economa Domestica
    30 Novembre 2015 @ 15:45

  11. Lozzese curioso 2
    30 Novembre 2015 @ 17:14

    Scusa ma non avete capito che i paesi si stanno spopolando!
    (compreso Auronzo)
    Volete continuare a fare la “guerra dei poveri”?
    Boh…forse cono io che non capisco un caxxo!

  12. frenk
    30 Novembre 2015 @ 21:14

    @Economa domestica: dall’articolo da te gentilmente indicato “Oggi c’era in agenda un appuntamento con gli avvocati per perfezionare l’accordo con il Comune sulla particella indivisibile (con la Regola di Villapiccola) n. 402 di Misurina e Tre Cime, un affare da almeno 2 milioni di euro, solo di pedaggi stradali e per i parcheggi.” Un introito che per il Comune di Auronzo non è di secondaria importanza e che la comunità auronzana (intesa come popolazione), intuisco, avrebbe qualche difficoltà a mettere nel “calderone economico” conseguente ad una eventuale fusione. Considerazione per le Regole: tira pur via il 50% (da verificare) resterebbe comunque il rimanente 1 milione circa annuo (che non sono certo noccioline! per un ente privato)

  13. L'Economa Domestica
    1 Dicembre 2015 @ 13:17

    @ Frenk: un milione di euro di ricavi l’anno non sono un milione di euro di guadagni l’anno (e la cifra è sicuramente spannometrica). Da quel milione di euro leva la spesa per creare un’organizzazione che sostenga materialmente tutto ciò che è la gestione (a partire dalle buste paga, ai lavori stradali, eccetera…), e vedrai che non sarebbe un grande affare, anche perché a quel punto la Corte Costituzionale interverrebbe subito sul fatto che i regolieri sono solamente uomini. Ripeto, si sovrastima la capacità economica di Auronzo.

  14. frenk
    2 Dicembre 2015 @ 11:32

    @Lozzese curioso 2
    Tutto vero quello che dici circa l’andamento demografico (ed economico generale) ma quando si fa una fusione si guardano anche i conti. Esempio: se un comune ha molti mutui da pagare e uno non ne ha; se un comune ha una forte entrata extra trasferimenti statali e uno non ne ha, dovranno mettersi d’accordo. Se chi “versa” di più alla fusione è d’accordo non ci sono problemi, se vorrà una contropartita per la sua comunità dovrà contrattare prima.

  15. frenk
    4 Dicembre 2015 @ 10:12

    @Economa domestica
    La Corte Costituzionale sinceramente no (non ha poteri di intervento ma di sentenza se chiamata a giudicare la costituzionalità delle leggi), semmai la Corte dei Conti; ma non essendo le Regole enti di diritto pubblico ho seri dubbi che possa intervenire. L’unico intervento può farlo la GDF ed Equitalia per verificare la regolarità amministrativa contabile e tributaria.

  16. Attilio Bianchi
    5 Dicembre 2015 @ 01:35

    @frenk: analisi tanto impeccabile quanto sostanziale, è paragonabile alla immagine del bimbo che grida ” …il re è nudo!….” e tanto rende. Si capisce, per esempio, il perché solo Auronzo potrebbe assorbire il fallimento lozzese; il declino imposto al paese dai ” generali greci “….. e sperare che arrivi prima la fusione del default. La mossa del trasferimento Comune-Regola ad Auronzo è una premessa di fusione che comprenderà Lozzo e l’ Oltrepiave.

  17. L'Economa Domestica
    5 Dicembre 2015 @ 09:37

    @ frenk In Comelico sono arrivate sicuramente alla Corte d’Appello di Venezia, vincendo la causa. Il fatto che ci siano associazioni di diritto privato che violano l’articolo 3 della Costituzione di solito non viene visto di buon occhio, sia a Venezia che a Roma.

  18. frenk
    5 Dicembre 2015 @ 22:17

    @economia domestica
    Penso che tu ti riferisca ad alcuni laudi che discriminano le donne. A Cortina, località dove le regole hanno la più lunga continuità storica (hanno conosciuto poco Napoleone e il suo codice) non è così. Il penultimo presidente, ad esempio, era donna. Vuol dire che i laudi si possono modificare in senso più moderno e paritario e questo è auspicabile per tutti quegli enti regolieri che sono rimasti “indietro”

  19. Lozzese curioso 2
    6 Dicembre 2015 @ 00:03

    Frenck:L’istituto Regoliero Ampezzano,non sarebbe neppure da paragonare alle altre Regole cadorine perchè sarebbe come “bestemmiare in chiesa” ed è sempre stato “sostenuto”dall’Impero Austrungarico e i risultati si vedono chiaramente in tutte le sfumature che vogliamo.
    Noi purtroppo o per fortuna abbiamo scelto prima Venezia e poi il Regno d’Italia ed anche quì i risultati si vedono,sopratutto per la mentalità ottusa e guerrafondaia che ci distingue da secoli.(basti vedere le varie cause sostenute principalmente da alcune Regole a noi molto vicine con immane sperpero di risorse economiche e morali…e poi c’è qualcuno che ha la brillante idea (penso scherzosa)di evocare perfino Equitalia e la Guardia di Finanza per risolvere le beghe del popolino cadorino!!!!Conclusione:Storicamente noi Lozzesi abbiamo sempre fatto parte del Distretto di Auronzo e lo si può notare dalle similitudini dialettali,culturali e territoriali e non si capisce perchè adesso dovremmo aggregarci al così detto Centro Cadore,nome peraltro inventato negli anni 80 che non ha nulla di lozzese se non per il fatto della costruzione della diga di Pieve e quindi dell’omonimo lago che lambisce marginalmente dagli anni 50 detto territorio.

  20. frenk
    6 Dicembre 2015 @ 19:40

    @lozzese curioso 2
    semplicemente perché, a quanto sembra, Auronzo non ha alcuna voglia di fondersi con alcuno

  21. Lozzese curioso 2
    6 Dicembre 2015 @ 23:14

    frenk:Io ho notizie diverse dalle tue!

  22. bitter fruit
    7 Dicembre 2015 @ 03:09

    @lozzese curioso2,qual’e’ la notizia? Che siamo noi che non vogliamo unirci con loro? oppure, notiziona, Auronzo ci vuole noi e l’Oltrepiave, tutti assieme, appassionatamente, SOLO dopo aver trasferito “la strada de Mesurina” alle Regole locali,(vds. post di Attilio).E a quel punto renderci partecipi e “soci” della societa’ che gestisce gli impianti in paese. Bella mossa!

  23. frenk
    7 Dicembre 2015 @ 10:18

    @lozzese curioso 2
    io mi riferivo alle dichiarazioni dei tre sindaci riprodotte nell’articolo di Danilo; se le tue notizie sono aggiornate, bene! Se son rose fioriranno

  24. Lozzese curioso 2
    7 Dicembre 2015 @ 12:02

    IL DIRETTORE CENTRALE
    delle finanza locale

    Visto l’art. 15, comma 3, del testo unico delle leggi
    sull’ordinamento degli enti locali approvato con il decreto
    legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modifiche ed
    integrazioni, il quale per favorire le fusioni dei comuni, prevede,
    per la durata complessiva di dieci anni, appositi contributi
    straordinari, commisurati ad una quota dei trasferimenti spettanti ai
    singoli comuni che si fondono;
    Visto l’art. 12, comma 1, del decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16,
    convertito con modificazioni dalla legge 2 maggio 2014 n. 68, in base
    al quale il contributo straordinario previsto dal richiamato art. 15,
    comma 3, del decreto legislativo n. 267 del 2000 e’ erogato dall’anno
    successivo alla decorrenza della fusione prevista dal decreto
    regionale istitutivo. Per le sole fusioni che decorrono dal mese di
    gennaio dell’anno successivo alla loro istituzione, il contributo
    straordinario decennale viene erogato dallo stesso anno di decorrenza
    della fusione;
    Visto l’art. 20, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
    convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, come
    sostituito dall’art. 1, comma 118-bis della legge 7 aprile 2014, n.
    56, introdotto dall’art. 23, comma 1, lettera f-ter), del
    decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni
    dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, il quale prescrive che, a
    decorrere dall’anno 2013, il contributo straordinario ai comuni che
    danno luogo alla fusione, di cui all’art. 15, comma 3, del citato
    testo unico o alla fusione per incorporazione di cui all’art. 1,
    comma 130 della legge n. 56 del 2014, e’ commisurato al venti per
    cento dei trasferimenti erariali attribuiti per l’anno 2010, nel
    limite degli stanziamenti finanziari previsti, in misura comunque non
    superiore a 1,5 milioni di euro;
    Considerato che il successivo comma 2, del richiamato art. 20 del
    decreto-legge n. 95 del 2012, prevede, ad eccezione di quanto per
    esse esplicitamente previsto, che alle fusioni per incorporazione si
    applicano tutte le norme previste dal citato art. 15, comma 3, del
    piu’ volte richiamato testo unico sull’ordinamento degli enti locali;
    Considerato che il comma 3, del medesimo art. 20, stabilisce che le
    disposizioni previste dal richiamato comma 1 si applicano per le
    fusioni di comuni istituite negli anni 2012 e successivi;
    Visto l’ulteriore comma 4, del richiamato art. 20, il quale rinvia
    ad un decreto del Ministero dell’interno, di natura non
    regolamentare, la disciplina delle modalita’ e dei termini per
    l’attribuzione dei contributi erariali alla fusione dei comuni e alla
    fusione per incorporazione;
    Visto il decreto del Ministero dell’interno dell’11 giugno 2014 con
    i quali sono state definite, a decorrere dall’anno 2014, le modalita’
    ed i termini per il riparto dei contributi alle fusioni dei comuni;
    Ritenuto che a seguito della diversa disciplina intervenuta in
    materia di fusioni tra enti locali, il decreto 11 giugno 2014 risulta
    superato e quindi si rende necessario, a valere dall’anno 2014,
    rideterminare le modalita’ ed i termini per l’attribuzione dei
    contributi alla fusione dei comuni e alle fusioni per incorporazione;
    Visto, altresi’, il comma 5 dell’indicato art. 20 del decreto-legge
    n. 95 del 2012, il quale stabilisce che, a decorrere dall’esercizio
    2013, sono soppresse le disposizioni del regolamento approvato con
    decreto del Ministro dell’interno del 1° settembre 2000, n. 318,
    attinenti i criteri di riparto dei fondi erariali assegnati per il
    finanziamento delle procedure di fusione tra comuni e l’esercizio
    associato di funzioni comunali, incompatibili con le disposizioni di
    cui ai commi 1, 3 e 4 del medesimo art. 20;
    Considerato che agli enti locali appartenenti ai territori delle
    regioni autonome Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta, nonche’ agli
    enti locali appartenenti alle province autonome di Trento e Bolzano,
    non viene attribuito il contributo di cui al presente decreto in
    quanto trattasi di territori in cui vige una speciale disciplina per
    l’attribuzione dei trasferimenti agli enti locali o anche per il
    finanziamento delle citate province autonome;
    Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
    modificazioni, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro
    alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;
    Ritenuto, pertanto, che l’atto da adottare nella forma di decreto
    consiste in una attivita’ amministrativa i cui contenuti hanno natura
    prettamente gestionale;

    Decreta:

    Art. 1

    Finalita’ del provvedimento

    1. Il presente provvedimento definisce, a decorrere dall’anno 2014,
    le modalita’ ed i termini per il riparto e l’attribuzione dei
    contributi spettanti ai comuni istituiti dall’anno 2014 in
    conseguenza di procedure di fusione di comuni o fusione per
    incorporazione.

  25. frenk
    7 Dicembre 2015 @ 13:35

    @lozzese curioso 2
    Pensavo che tu avessi notizie o indiscrezioni circa la volontà politica del comune di Auronzo di procedere ad un eventuale iter di fusione, che è il vero quesito che ci siamo posti nei commenti, invece il tuo post di cui sopra affronta un altro argomento: le modalità di attribuzione dei contributi ma non aggiunge nulla di nuovo sulle intenzioni di Auronzo