Massaro e il ratto ... delle Sabine

Detto per inciso, Massaro parrebbe essere discretamente votabile. Al netto delle dichiarazioni pre voto e per capire di cosa si sta parlando:

“Se sarò eletto, entro giugno presenterò un progetto organico di ripristino e di manutenzione delle aree prative abbandonate nelle frazioni che non costerà 1 euro ai cittadini e che darà invece lavoro alle piccole aziende agricole e forestali locali”.

Continua poi il candidato sindaco:

“Chi conosce il territorio – spiega Massaro – sa che l’avanzare del bosco e delle aree abbandonate sta diventando un problema estremamente serio, che aumenta notevolmente il rischio di incendio e la diffusione di ratti e zecche, compromettendo la fruibilità del territorio e la sua funzione turistica […]”

Vada per le zecche, che tuttavia sono correlate più alla presenza di mammiferi che all’erba alta (sulla quale comunque quelle assatanate si dondolano in attesa di ospiti), ma pare francamente esagerata la preoccupazione relativa alla diffusione dei ratti (pur tenendo conto che il genere Rattus è vasto e raccoglie animali di varia taglia). Tanto più che l’avanzare del bosco è fenomeno da ritenersi assolutamente naturale, mentre il suo contrasto è cosa magari buona (dipende dai punti di vista) ma certamente artificiale e quindi non-naturale.

Diversamente, dovremo aspettarci orde di ratti (che comunque hanno abitudini notturne) anche in quei luoghi che noi chiamiamo boschi e che utilizziamo spesso come strumento per il nostro svago; insomma, non mi sembra che la gente vada a farsi una scampagnata partendo con arco e frecce per autodifesa. Almeno fino ad oggi.

E metterci insieme anche qualche nutria, farebbe il quadretto campestre più cupo? E perché non usare le infide vipere che sono sempre a disposizione. No, l’anaconda no. Non qui.

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